LABORATORIO DI STORIA DELLARCHITETTURA ANTICA E MEDIEVALE Proff
LABORATORIO DI STORIA DELL’ARCHITETTURA ANTICA E MEDIEVALE Proff. Bruno Mussari, Giuseppina Scamardì MODULO di Storia dell’Architettura Medievale Seminario di approfondimento I CARATTERI DELLA CITTÀ MEDIEVALE Fenomeni urbani e territoriali Allegoria del Buono e del Cattivo Governo Prof. Natalina Carrà Ambrogio Lorenzetti (1337 -39) Effetti del Buon Governo in città, Sala della Pace, Palazzo Pubblico, Siena
Medioevo > periodo storico che va dal 476 termine dell'età antica anno della caduta dell'Impero Romano d'Occidente al 1453 – 1492 nascita della civiltà moderna caduta di Costantinopoli - scoperta dell'America Il termine MEDIOEVO per lungo tempo ebbe un significato dispregiativo in quanto sinonimo di un lungo e oscuro periodo di transizione tra due epoche di altissima civiltà, l'Antichità Classica e il Rinascimento
LA SOCIETÀ ITALIANA NEL MEDIOEVO Nell'Italia settentrionale ci sono tanti piccolissimi stati cittadini. Dopo la separazione dall'impero, c'è un vuoto di poteri dentro al quale si sviluppano i comuni cittadini che in Italia hanno autonomia nell’organizzazione politica, non si trovano corrispondenti organizzazioni in Francia e Germania Così i comuni italiani possono essere considerati come piccoli "staterelli" L'anomalia italiana sono quindi le città che si sono organizzate come piccoli stati cittadini Questa forte struttura della città ha una grandissima influenza sulla società. La società comunale italiana è molto particolare e conosce forme di sviluppo complesse
L'urbanistica medievale è l'espressione di 10 secoli di storia che da regione ed in molti casi da città ebbe cause e sviluppi e quindi forme diverse. Parlando di città è giusto asserire che essa non è solo un freddo schema di strade e di piazze, bensì anche la conseguenza di determinanti di ordine storico, giuridico, economico, religioso e sociale, che ci aiutano nella comprensione della sua espressione statica.
Un arco temporale così vasto raggruppa elementi, eventi, forme e modelli in cui gli aspetti ricorrenti sono la poliedricità ed il contrasto Tuttavia è proprio da un periodo travagliato ed oscuro di quasi 5 secoli, in cui la decadenza della città e la stasi creativa ed economica avevano preso il sopravvento, che sboccia la grande fioritura che si verificò nell'anno 1000 Il mito dell'anno Mille ha un suo valore non perché prima dell'XI secolo l'elemento città o centro rurale non offra elementi di indagine e classificazione, ma perché solo con il Mille si verifica nella chiarezza degli schemi e nell'evidenza planimetrica la tipica urbanistica medievale ormai sicura nelle sue diverse manifestazioni, precisa e chiara nella variazioni dei temi tanto nelle città di impianto romano e in quelle spontanee quanto in quelle di nuova creazione
CARATTERI DELLA CITTÀ MEDIEVALE La città medievale nell'immaginario comune Com'è una città medievale? Rispondere a questa domanda per questa epoca storica è apparentemente facile. Cinte di mura, fittamente costruite, sovrastate da campanili e torri, le città si distaccano dalla campagna circostante come una sagoma compatta. Nelle mura cittadine si concentra l'economia artigianale dell'epoca, cuore della vita artigianale della città è il mercato, dove si effettua lo scambio tra i vari settori di produzione e grazie a cui la città controlla una zona ben delimitata della campagna circostante, divenendo così centro di vita economica. A consolidare questa centralità si aggiungono funzioni spaziali di natura religiosa, culturale e politico-amministrativa, così che tutti gli altri centri vengono superati dalle città con le loro molteplici funzioni di accentramento per di più già articolate gerachicamente: appunto nella funzione spaziale cogliamo uno dei più costanti attributi caratteristici della città medievale
Cittadella
Cinta muraria Alcuni studiosi interpretano le fortificazioni urbane come un segno di prestigio e ricchezza a partire dalla loro diversa cronologia (le fortificazioni sono anteriori e in altre città posteriori alle invasioni) oppure a partire del fatto che in alcune città le zone suburbane vengono occupate da ricche residenze che non si capirebbero in un clima di pericolo ed insicurezza Molti altri sottolineano, invece, la loro funzione difensiva in una epoca segnata dai conflitti politici e dalle incursioni barbariche
Veduta aerea di San Gimignano
Gli aspetti tipicamente medievali riscontrabili nella città sono: l'opposizione radicale tra città e campagna, l'esistenza di uno speciale diritto urbano, la tendenza alla concentrazione esclusiva del commercio e dell'artigianato nella città.
San Gimignano
L'orientamento della cultura medievale, che non tende a stabilire modelli formali come la cultura antica, rende impossibile una descrizione generale della forma della città. Le città medievali hanno tutte le forme possibili, adattandosi liberamente a molte situazioni Pianta di San Gimignano
Pianta di Manfredonia Pianta di Stia
SI POSSONO PERÒ COGLIERE ALCUNI CARATTERI GENERALI Ogni città ha una cinta di mura per difendersi dal mondo esterno e mentre cresce deve costruire parecchie cinte concentriche, queste hanno un tracciato irregolare e tondeggiante; Le città medievali hanno una rete stradale molto irregolare, però le strade sono organizzate in modo da formare uno spazio unitario in cui è sempre possibile orientarsi, infatti le strade non sono tutte uguali ma esiste sempre una gerarchia tra arterie principali e secondarie Le piazze non sono recinti indipendenti dalle strade, ma slarghi legati strettamente alle strade che vi confluiscono Le case quasi sempre a molti piani, si aprono verso lo spazio pubblico Lo spazio pubblico della città ha una struttura complessa, perché deve far posto a diversi poteri: il vescovo, il governo municipale, gli ordini religiosi, le corporazioni. Così una città abbastanza grande non ha mai un centro solo: ha un centro religioso, un centro civile uno o più centri commerciali con le logge e i palazzi delle associazioni mercantili
Piazze del periodo medievale
SIENA piazza del campo
Siena piazza del campo
Arezzo Piazza grande
Firenze Piazza della Signoria
Mantova Piazza Sordello
Padova Piazze delle Erbe e dei Frutti
Pisa piazza dei miracoli
San Gimignano Piazza della Cisterna
Verona Piazze delle Erbe
Trento piazza del duomo
Bergamo: Piazza Vecchia e del Duomo
Perugia Piazza dei Priori
Lucca Piazza del Mercato o Anfiteatro
Nell’epoca medievale si possono distinguere due grandi periodi, definiti Alto e Basso Medioevo, tale ripartizione riguarda rispettivamente il periodo dal 476 all'anno Mille, e quello dall'anno 1000 all'inizio dell'età moderna (1492). Il primo grande periodo, ha come sfondo storico la decadenza dell'Impero Romano con la disgregazione e la dissoluzione di tutti gli elementi fisici e politici che costituivano l'Impero, quindi la formazione degli stati barbarici, il feudalesimo ed il dissolvimento della società feudale, ed è caratterizzato dai seguenti fenomeni di natura urbanistica e di trasformazione del territorio: Contrazione della popolazione nelle maggiori e ben fortificate città romane entro una zona più ristretta di quella racchiusa nella cinta muraria romana Creazione di piccoli centri in posizioni difendibili e attorno a pievi rurali Formazione di centri attorno a monasteri Formazione di centri attorno a castelli
CONTRAZIONE DELLA POPOLAZIONE NELLE MAGGIORI CITTÀ ROMANE ENTRO UNA ZONA PIÙ RISTRETTA DI QUELLA RACCHIUSA NELLA CINTA MURARIA ROMANA Come prima conseguenza del decadere dell'impero romano e delle invasioni barbariche, si verificò il fenomeno di una contrazione della popolazione nelle città romane più importanti e difese. Nella maggioranza dei casi la popolazione si raccolse in una zona molto più ristretta di quella racchiusa dalla cinta muraria esistente. Dal III secolo in poi ebbe inizio la crisi demografica dell'impero romano che portò ad un forte differenziamento tra terre coltivate e città, infatti mano che le grandi estensioni spopolate ed incolte si frapponevano tra le terre coltivate e le città, queste si trovarono private dalle fonti di sussistenza dell'agro vicino, questo provocò una nuova crisi demografica e di abbandono dei centri da parte di coloro che possedevano terreni. Inoltre le invasioni o le lente penetrazioni barbariche accrebbero la crisi dell'impero provocando la stasi civile ed economica nella quale si delineò il presupposto storico degli inizi dell'urbanistica medievale.
Vi furono tuttavia dei brevi periodi, per esempio alla fine del dominio longobardo, in cui le città nonostante restassero spopolate ebbero una certa rinascita con la ripresa di attività artigianali ed economiche e l'uso di mercati e fiere. Così come alcune città sedi di vescovi o di signori, o altre città come Venezia, Amalfi, Bari, Napoli (le città marinare) grazie ai loro commerci con l'Oriente, mantennero anche per il periodo successivo, quello della dominazione dei franchi, una certa rilevanza accanto ad un incremento demografico ed edilizio. Fino alla metà del IX secolo le città in complesso ebbero un aspetto modesto e rurale, sempre più ristrette in piccole cinte murarie. In tutta Europa quindi, anche se con procedimenti diversi si nota per tutto l'Alto Medioevo un peggioramento della situazione delle città che si trovano in condizioni di spopolamento e di miseria economica, la decadenza delle città cominciò ad avere termine solo dopo il IX con un primo accenno di ripresa della vita cittadina, ma siamo ben lontani dalla rinascita urbanistica che si verificò solo più tardi e come conseguenza di un lungo periodo di pace e floridezza economica.
CREAZIONE DI PICCOLI CENTRI IN POSIZIONI DIFENDIBILI E ATTORNO A PIEVI RURALI Un secondo fenomeno degno di nota nel quadro urbanistico dell'Alto Medioevo è costituito dalla creazione di nuovi centri, sorti ad opera di abitanti di città romane distrutte durante le invasioni barbariche. I nuovi centri furono creati per trasferimento o per volontà di Principi I nuovi centri furono posti in zone più facilmente difendibili, lontani dalle strade di maggior transito. Talora si verificò anche l'abbandono di centri romani sopravvissuti alle distruzioni ma non difendibili per mancanza di mura, si ebbe così la creazione di nuovi centri fortificati più sicuri in posizione impervia sulle colline. Accanto a questi tipi vanno anche menzionati gli agglomerati che devono la loro origine a cause di ordine militare, per esempio i nuclei sorti intorno a stazioni di tappa. Un altro fenomeno antecedente al mille, ma che continuò a verificarsi anche dopo, fu quello dei nuclei rurali sorti intorno alle pievi (parrocchie o chiese di campagna) sparse nelle campagne (la toponomastica italiana rivela chiaramente l'origine di molti centri sorti intorno a pievi: Pieve di Cadore, Pieve di Cento, Città della Pieve, ecc. )
FORMAZIONE DI CENTRI ATTORNO A MONASTERI In un'epoca in cui la funzione spirituale e materiale del cattolicesimo andava sempre più affermandosi, chiese e monasteri erano proprietari di grandi estensioni terriere pervenute in loro possesso sia per donazione sia come beneficio. Con l'estendersi della proprietà anche i monasteri si organizzarono con sistemi in cui le funzioni giuridiche ed economiche erano affiancati da fini spirituali. I monasteri ebbero una forte funzione accentratrice e nel secondo decennio del X secolo ebbero da Berengario il diritto di erigere le mura. Come altre tipologie insediative, fu certamente il bisogno di difesa che determinò anche la scelta delle località in cui sorsero i monasteri (basti pensare a Montecassino). Le abbazie occupavano un'area ampia con recinto e contenevano case cortili giardini e tutti gli impianti che potessero servire alle esigenze della comunità. Il monastero era contiguo alla chiesa e distribuito intorno ad un chiostro. Durante le invasioni e le guerre del Medioevo i monasteri avevano avuto funzione di rifugio che da occasionale divenne con l'andare del tempo stabile. Urbanisticamente parlando si ebbe un duplice fenomeno: quello dell'organizzazione interna delle abbazie, nucleo autosufficiente e quello di una funzione generatrice di borghi esterni che talora acquistavano un vero proprio aspetto di città.
FORMAZIONE DI CENTRI ATTORNO A CASTELLI Già al tempo dei Goti e dei Longobardi nelle terre di confine, generalmente poco sfruttate forse perché aveva continuato ad essere pubblica come al tempo dei romani, i signori avevano avuto facoltà di erigere castelli. Con il sistema del beneficio istituito dai Franchi oltre che consolidare la posizione degli ordini ecclesiastici, garantì una organizzazione del potere signorile tale da favorire una grande fioritura di castelli con i relativi borghi. Fu in questo periodo, dunque che essi ebbero la funzione generatrice di borgate. I centri originati dai castelli si dividono in tre categorie: centri sorti su alture a sperone e presso la confluenza di due fiumi ove il castello occupa la zona più esposta; estensione dell'abitato sui fianchi o ai piedi di un altura su cui sorge il castello; città e castello posti in pianura; Quindi i centri sorti attorno ad un castello, i borghi mercantili in aggiunta alla città e gli abitati formatisi presso i monasteri trovano un'unica origine nel frazionamento amministrativo giuridico ed economico del periodo feudale.
Nel secondo periodo (Basso Medio Evo), che inizia dall’anno 1000 in poi, si ha, in Europa, una riorganizzazione civile, politica e sociale che promuove il risveglio dell’economia che caratterizza una notevole attività edilizia ed urbanistica che si manifesta attraverso tre direttrici principali: A - lo sviluppo delle città di fondazione romana, che diede segni di rinascita già dall’VIII al X secolo in base alle vicende politiche ed economiche dei vari paesi e che si generalizzò dopo il X secolo in conseguenza dell’affermazione della classe mercantile e all’incremento della produzione dei mercati, oltre alle aumentate funzioni delle autorità civiche e religiose. B - La formazione spontanea di nuove città, centri mancanti di un piano prestabilito anche se sempre dotati di una propria organicità. C - La creazione di una città secondo un piano prestabilito. Questi sono centri che si possono identificare col fenomeno della colonizzazione, con una tipologia costante distinta tra schemi ortogonali e circolari. La colonizzazione nel Medio evo è caratterizzata o da città che per motivi politici (come le città franche, le bastides o le poblaciones in Spagna) rappresentano un trapianto demografico legato agli interessi della città di origine oppure di città fondate su basi economiche come le città di colonizzazione in Germania.
L’anno 1000 è l’anno della costituzione dei comuni che rappresentarono una tappa importante per la storia delle città. Nei grandi centri di impianto romano, i caratteri medievali sono esaltati dalla sistemazione delle nuove piazze, dall’espressione architettonica urbanistica della nuova edilizia civile e religiosa, dalla tecnica di ampliamento più spesso ad avvolgimento e meno spesso a gemmazione; mentre nei piccoli centri si possono individuare nelle molteplici forme di strutturazione i caratteri della vera composizione urbana, una vasta morfologia degli schemi ed un diverso, ma sempre coerente, impianto cittadino.
SVILUPPO DELLA CITTÀ DI FONDAZIONE ROMANA Dopo il Mille attorno alle vecchie mura delle città romane, che continuarono ad essere abitate anche nell’alto medioevo per la non avvenuta totale distruzione, cominciarono a sorgere sobborghi esterni e conventi. Nello stesso tempo la popolazione in cerca di asilo si insediò nei monumenti romani e costruì sulle antiche strutture nuove abitazioni o fondò una nuova città. La rinascita della vita cittadina e i nuovi sobborghi resero necessaria la costruzione di nuove cinta e qualche volta, a causa del continuo accrescersi della città, due o tre cinta successive. In alcuni casi la città romana subì una rotazione degli assi delle mura in cui i sobborghi si addensarono principalmente lungo le vie fondamentali di accesso alla città, così che le nuove mura si trovarono ruotate di 45 gradi rispetto al vecchio nucleo.
Firenze
Firenze
Bologna
FORMAZIONE SPONTANEA DI NUOVE CITTÀ Gli Agglomerati urbani a formazione spontanea si possono distinguere in tre categorie: • città sorte su strade od in qualunque punto particolare di esse come crocicchi, bivi; • nuclei sorti a scopo difensivo su colline; • agglomerati sorti lungo le coste marine o lungo i fiumi.
Città sorte su strade I nuclei sorti lungo le strade possono essere di vario genere: a) il tipo più semplice è rappresentato dallo sviluppo lineare in cui la strada, spesso porticata, è la generatrice; b) a volte l’allargamento della strada in corrispondenza della chiesa o per tutta la lunghezza dell’abitato dà luogo ad una piazza a forma di fuso, sulla quale si affacciano le abitazioni e nella quale sfociano le vie secondarie; c) alcune volte la strada si biforca per ricongiungersi nella parte opposta dell’abitato che risulta così racchiuso come un’isola, con le vie secondarie disposte parallelamente fra di loro e normalmente alle strade longitudinali; d) una complessificazione dei tre tipi precedenti è quella in cui più strade, riunendosi alle loro estremità, determinano un fuso composto dove una strada trasversale interrompe ortogonalmente il fascio di strade e le abitazioni sono costruite su aree strettissime comprese fra una strada e l’altra. Generalmente questo tipo deriva dalla confluenza delle vie in un nodo importante (chiesa, ponte, porta o mercato).
Francavilla a mare Sansevero (FG)
e) altro tipo diffuso è costituito all’incrocio di due strade (presso la chiesa o il mercato) che dividono il nucleo in quattro settori, ciascuno dei quali cresce indipendentemente dagli altri. Il complesso, a volta con cinta di difesa, prende una forma poligonale. f) un particolare caso è dovuto alla formazione spontanea intorno ad un elemento generatore (chiesa, castello) sorto su incrocio stradale e che dà origine allo schema radiocentrico.
Nuclei sorti a scopo difensivo su colline I nuclei posti sui monti o sui colli in posizioni dominanti possiedono strade principali che seguono generalmente le linee di livello: -se il nucleo si trova su un crinale può assumere uno schema ad andamento lineare; -se il nucleo possiede il suo centro nel luogo di confluenza di più colli può assumere forme tentacolari; - se il nucleo occupa una cima le strade possono essere anulari o a spirale di avvolgimento.
Molte città dell’Italia centrale sorsero su terrazzamenti in una posizione naturalmente difensiva ed in posizioni dominanti, ponendo la cattedrale oppure il castello nelle migliori posizioni dal punto di vista panoramico Chiari Vigevano
Agglomerati sorti lungo le coste marine I nuclei abitati posti lungo le rive del mare o dei laghi o dei fiumi possiedono generalmente schemi derivati dai tipi delle città su strada i quali differiscono solo secondo la natura della costa o della riva. Nella maggior parte dei casi sono del tipo a pettine, a doppio pettine o del tipo con strade parallele alla costa. Pirano
Manfredonia Pietrasanta
CREAZIONE DI CITTÀ SECONDO UN PIANO Verso il XII secolo, in seguito al continuo svilupparsi delle città provocato dall’aumento demografico e dall’inurbamento per motivi economici e soprattutto politici e militari furono adottati provvedimenti atti a trasferire verso le campagne una parte della popolazione. A tale scopo vennero create delle zone franche, esenti da tasse, in opportuni luoghi di sfruttamento e di bonifica o presso i confini del territorio comunale. Alcune vennero fondate per ragioni agricole, altre per ragioni militari: tutte però potevano fungere da pre-difesa della città madre. Inoltre, le lotte comunali in Italia portarono anche al moltiplicarsi delle città fortezza, fenomeno esteso anche in francia e in Germania. La forma di questi nuclei è generalmente quadrata o rettangolare, perfettamente coordinata col reticolo stradale interno. Sebbene la forma rettangolare fosse la più scomoda per la difesa, si può ritenere che l’adozione di essa derivasse dal fatto che era la più facile a tracciarsi o che la difesa era affidata non tanto alla città quanto al castello, che generalmente sorgeva lungo un lato delle mura o addirittura staccato dalla città.
Comunque, l’origine di queste città preordinate (con la rigida disposizione interna delle strade, disposte a schema ortogonale, armonicamente tracciate in relazione alla forma esterna della cinta difensiva, la presenza dei portici lungo gli assi principali dove molto spesso si trovava una porta che si apre nel mezzo di ciascun lato, l’ubicazione della piazza sempre planimetricamente rettangolare, in posizione centrale e quasi sempre antistante alla chiesa) testimoniano la creazione di queste città secondo un piano, anche se popolate da poche migliaia di persone.
Il tipo più semplice di queste formazioni urbane preordinate è rappresentato dai nuclei aventi una sola strada longitudinale collegante le due porte principali con strade secondarie disposte normalmente secondo lo schema a doppio pettine. Dopo si passa ai nuclei impostati su due strade parallele longitudinali con funzioni differenti: commerciale (quella porticata) e di transito. Un altro tipo è costituito dalle forme allungate impostato su tre strade longitudinali parallele tra loro con la strada centrale che collega le due porte. Una caratteristica di questo modello è la piazza principale quasi sempre disposta trasversalmente in modo da collegare le tre vie. (8 -2) Il tipo ricorrente è però quello che si impernia su due assi ordinatori. La complessificazione di questo schema ci porta alla forma planimetrica della città a scacchiera.
I modelli principali della città medievale erano tre, corrispondenti alle sue origini storiche, alle sue particolarità geografiche e al suo sviluppo individuale. Accanto a questi modelli urbani c’erano ancora più antichi quelli rurali che troviamo nel villaggio lineare, in quello a croce, in quello a quartieri e in quello rotondo. Li possiamo rappresentare graficamente con questi quattro segni: =, +, # e O Le città superstiti dell’epoca romana conservano di solito il sistema rettangolare a blocchi nel centro originario, con eventuali modifiche, imposte dalla costruzione di una cittadella o di un monastero, che potevano anche alterare la suddivisione uniforme degli appezzamenti. Quelle invece che erano cresciute all’ombra di un monastero o di un castello si uniformavano maggiormente alla topografia, con leggeri mutamenti di generazione in generazione, conservando spesso nella pianta elementi che derivavano da accidenti storici anziché da una scelta consapevole. Questo secondo tipo di città è considerato spesso il solo veramente medievale, e certi negano addirittura il titolo di pianta alla sua conformazione. Quanti ritengono le strade sinuose di tali centri semplici ricalchi di antichi sentieri da capre, non si rendono conto che l’abitudine delle capre di camminare sui margini provoca spesso nelle località di collina una disposizione più economica e più razionale di una rete di strade rigorosamente dirette. Infine molte città medievali erano destinate in partenza alla colonizzazione: spesso perciò, se non sempre, venivano costruite a scacchiera, con una piazza centrale per il mercato e l’assemblea. Tutti questi tre tipi erano medievali e, combinandosi o separandosi, producevano una serie infinita di forme diverse. [L. Mumford, La città nella storia, Bompiani, Milano, 1994 (1967)]
Bibliografia L. Benevolo, Storia della Città, ed. Laterza, Roma-Bari, 1975 L. Lazzareschi, La forma della città medievale tra XI e XIV secolo, ed. Alinea E. Guidoni, La città dal Medioevo al Rinascimento, Biblioteca di Cultura Moderna Laterza, 1989 E. Guidoni, Storia dell'Urbanistica (Il duecento), ed. Laterza, Roma-Bari, 1992 E. Ennen, Storia della città medievale, Universale Laterza R. Assunto, La civiltà medioevale come civiltà estetica, Todi 1973 C. Frugoni, Una lontana città. Sentimenti e immagini nel medioevo, Torino 1983 M. Sanfilippo, Le città medievali, Torino 1973 M. Morini, Atlante di Storia dell'Urbanistica, ed. Ulrico Hoepli, Milano 1983 L. Mumford, La città nella storia, Tascabili Bompiani, 1994 P. Lavedan, Histoire de l'urbanisme. Antiquité Moyen-Age, Parigi 1926 L. Piccinato, Urbanistica medievale, ed. Dedalo, Bari 1988 G. Mengozzi, La città italiana nell'Alto Medioevo, Firenze 1931
- Slides: 54