La poesia in area francese Dal parnassianesimo al

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La poesia in area francese Dal parnassianesimo al Simbolismo

La poesia in area francese Dal parnassianesimo al Simbolismo

1866 -1876 Poeti PARNASSIANI • Con l’intento di reagire al lirismo e alle effusioni

1866 -1876 Poeti PARNASSIANI • Con l’intento di reagire al lirismo e alle effusioni del secondo Romanticismo, vogliono “riportare la poesia sul Parnaso”, monte sacro ad Apollo e alle muse. • Ricercano obiettività (temi storici, fenomeni naturali), accuratezza metrica, chiarezza, razionalità, visione “classica” della realtà • Labor limae: culto della forma perfetta • 3 raccolte dal titolo Le Parnasse contemporain (1866 -1871 -1876)

1876: fine del Parnassianesimo e nascita del Simbolismo • Nell’antologia dei parnassiani del 1876

1876: fine del Parnassianesimo e nascita del Simbolismo • Nell’antologia dei parnassiani del 1876 non viene infatti accolto il poemetto di Mallarmé Il pomeriggio di un fauno, che esprime una nuova tendenza, già preparata dai poeti Rimbaud e Verlaine e, ancora prima, da Baudelaire. • Nel 1886 uscirà sul Figaro di Jean Moréas il Manifesto del Simbolismo.

Charles Baudelaire 18211867 • Condivide con i Parnassiani il culto della • • forma

Charles Baudelaire 18211867 • Condivide con i Parnassiani il culto della • • forma perfetta ma non l’oggettività marmorea (il poeta è un “perfetto alchimista”) Orfano di padre, si scontra con un duro patrigno che lo chiude in collegio e riuscirà ad interdirlo, e a gettarlo in miseria, per punirlo delle sue intemperanze (vita bohemien, viaggi – in Oriente-, uso di droghe, dandysmo, sifilide). Dopo un tentativo di suicidio (è sommerso dai debiti) il male si aggrava (emiplegia, afasia, l’ultimo anno vegeta), conducendolo alla morte, a Parigi. Vedi note

1857 Les fleurs du mal: l’inizio della poesia moderna • Baudelaire rappresenta la crisi

1857 Les fleurs du mal: l’inizio della poesia moderna • Baudelaire rappresenta la crisi • • dell’uomo moderno diviso tra ENNUI (o SPLEEN)> noia esistenziale, accidia, disgusto di sé IDEAL> elevazione, aspirazione alla bellezza suprema • Bene e male convivono nell’uomo

Il contrasto è concretizzato nei versi per due diverse donne amate dal poeta: •

Il contrasto è concretizzato nei versi per due diverse donne amate dal poeta: • JEANNE DUVAL • “O tu che come un coltello sei penetrata nel mio cuore gemente: o tu che, come un branco di demoni, venisti, folle e ornatissima, a fare del mio spirito umiliato il tuo letto e il tuo regno, infame cui sono legato come il forzato alla catena, come il giocatore testardo al gioco, come l’ubriaco alla bottiglia, come i vermi alla carogna – maledetta, sii tu maledetta!” (Il vampiro) • MADAME • SABATIER “Angelo pieno di felicità, di gioia e luci…a te non chiedo, angelo, nient’altro che le tue preci, angelo che pieno sei di felicità, di gioia e luci”

Spleen • Quando, come un coperchio, il cielo pesa greve Sull'anima gemente in preda

Spleen • Quando, come un coperchio, il cielo pesa greve Sull'anima gemente in preda a lunghi affanni, E in un unico cerchio stringendo l'orizzonte Riversa un giorno nero più triste delle notti; 5 Quando la terra cambia in un'umida cella, Entro cui la Speranza va, come un pipistrello, Sbattendo la sua timida ala contro i muri E picchiando la testa sul fradicio soffitto; Quando la pioggia stende le sue immense strisce 10 Imitando le sbarre di una vasta prigione, E, muto e ripugnante, un popolo di ragni Tende le proprie reti dentro i nostri cervelli; Delle campane a un tratto esplodono con furia Lanciando verso il cielo un urlo spaventoso, 15 Che fa pensare a spiriti erranti e senza patria Che si mettano a gemere in maniera ostinata. - E lunghi funerali, senza tamburi o musica, Sfilano lentamente nel cuore; la Speranza, Vinta, piange, e l'Angoscia, dispotica ed atroce, Infilza sul mio cranio la sua bandiera nera. 7

Il poeta è cosciente di essere un esiliato (esclusione sociale/ estraneità) • L'albatro Spesso,

Il poeta è cosciente di essere un esiliato (esclusione sociale/ estraneità) • L'albatro Spesso, per divertirsi, gli uomini d'equipaggio Catturano degli albatri, grandi uccelli dei mari, Che seguono, indolenti compagni di vïaggio, Il vascello che va sopra gli abissi amari. 5 E li hanno appena posti sul ponte della nave Che, inetti e vergognosi, questi re dell'azzurro Pietosamente calano le grandi ali bianche, Come dei remi inerti, accanto ai loro fianchi. Com'è goffo e maldestro, l'alato viaggiatore! 10 Lui, prima così bello, com'è comico e brutto! Qualcuno, con la pipa, gli solletica il becco, L'altro, arrancando, mima l'infermo che volava! Il Poeta assomiglia al principe dei nembi Che abita la tempesta e ride dell'arciere; 15 Ma esule sulla terra, al centro degli scherni, Per le ali di gigante non riesce a camminare. Vedi note 8

Da tale estraneità si genera angoscia esistenziale, a cui il poeta tenta di sottrarsi

Da tale estraneità si genera angoscia esistenziale, a cui il poeta tenta di sottrarsi • Ricorrendo a compensatori paradisi artificiali • • (ebbrezza, vizio, piacere) Vagheggiando il partire (“Tuffarci in fondo all’abisso (Inferno o Cielo che importa? ) toccare il fondo dell’ignoto per trovarvi il nuovo”) Oltrepassando i confini dei sensi (decifrare la “foresta di simboli” per scoprirne l’essenza): ricerca di corrispondances fra i sensi umani e la natura, ricorrendo a una scrittura alogica basata sull’analogia (libera associazione di immagini) e sulla sinestesia (commistione degli stimoli sensoriali)

Corrispondenze È un tempio la Natura in cui viventi pilastri Lasciano a tratti sfuggire

Corrispondenze È un tempio la Natura in cui viventi pilastri Lasciano a tratti sfuggire confuse parole; L'uomo vi passa attraverso foreste di simboli Che l'osservano con sguardi familiari. 5 Come degli echi lunghi che lungi si confondono In una tenebrosa e profonda unità, Vasta come la notte e il chiarore del giorno, I profumi, i colori e i suoni si rispondono. Vi son profumi freschi come carni di bimbo, 10 Dolci come degli oboi, verdi come prati, - Ed altri corrotti, ricchi e trionfanti, Che han l'espansione propria delle cose infinite, Come l'ambra ed il muschio, il benzoino e l'incenso, Che cantano i trasporti dell'anima e dei sensi.

L’alternativa alla poetica simbolista delle corrispondances è quella dell’allegorismo moderno • Rappresentare cioè la

L’alternativa alla poetica simbolista delle corrispondances è quella dell’allegorismo moderno • Rappresentare cioè la fine dell’accordo con la natura, la • trasformazione in essa in un “seconda natura” artificiale. L’allegoria rappresenta la vita alienata nella metropoli moderna, proponendo figure e apologhi narrativi con precisi intenti concettuali (vedi Perdita d’aureola)

I poeti maledetti Definizione tratta dall’antologia curata da Verlaine del 1884

I poeti maledetti Definizione tratta dall’antologia curata da Verlaine del 1884

Arthur Rimbaud 18541891 • Fugge di casa a 16 anni – non sopporta il

Arthur Rimbaud 18541891 • Fugge di casa a 16 anni – non sopporta il • • conformismo piccolo-borghese Ribellione antiborghese: partecipa alla Comune Amore per la violenza popolare (la “canaglia”> forme di esistenza vili e meschine ma preferibili alla vita borghese), alcool, vita sregolata – disagio esistenziale Bellissimo, fu amato da Verlaine che per gelosia gli sparò Viaggiò molto, in Africa fu agente commerciale ma dovette tornare per operarsi di un tumore al ginocchio che lo condusse comunque alla morte. Vedi note

Il veggente • 1871 Il battello ebbro: un battello senza • marinai va alla

Il veggente • 1871 Il battello ebbro: un battello senza • marinai va alla deriva su un fiume americano e giunge al mare, contemplando spettacoli ignoti all’uomo> creazione di un nuovo mondo con disposizione onirica 1871 Lettera del veggente: deragliamento dei sensi, con alcune conseguenze: – Eliminazione categorie spazio-temporali (presente allucinatorio) – Crollo impalcature sintattiche (parola non comunicativa ma evocativa) – Uso dell’analogia/associazione di immagini>

 • dalla "Lettera del Veggente " ( 1871 ) • • «lo dico,

• dalla "Lettera del Veggente " ( 1871 ) • • «lo dico, che bisogna essere " veggente ", farsi " veggente ". Il Poeta si fa "veggente" mediante una lunga, immensa e ragionata "sregolatezza di tutti i sensi". Tutte le forme di amore, di sofferenza, di follia; egli cerca se stesso, esaurisce in sé tutti i veleni, per non serbarne che la quintessenza. Ineffabile tortura in cui ha bisogno di tutta la fede, di tutta la forza sovrumana, nella quale egli diventa in mezzo a tutti il grande malato, il grande criminale, il grande maledetto, - e il Sommo Sapiente!

 • . . Egli giunge infatti all'ignoto! Poiché ha • coltivato la sua

• . . Egli giunge infatti all'ignoto! Poiché ha • coltivato la sua anima, già ricca, più di chiunque altro! Egli giunge all'ignoto, e se, smarrito, finisse col perdere l'intelligenza delle sue visioni, le ha pur vedute! Che crepi nel suo balzo attraverso le cose inaudite e innominabili: verranno altri orribili lavoratori: incominceranno dagli orizzonti dove l'altro si è accasciato! [. . . ] Dunque il poeta è veramente un ladro di fuoco. Ha l'incarico dell'umanità, persino degli "animali"; dovrà far sentire, palpare, ascoltare le sue invenzioni; se ciò che riporta di "laggiù" ha forma, egli dà forma; se è informe, egli dà l'informe.

 • Trovare una lingua; - Del resto ogni parola essendo idea, verrà •

• Trovare una lingua; - Del resto ogni parola essendo idea, verrà • • il tempo di un linguaggio universale! Bisogna essere un accademico, - più morto di un fossile - per ultimare un dizionario di qualsiasi lingua. Se un debole si mettesse a pensare sulla prima lettera dell'alfabeto, tosto rovinerebbe nella pazzia! Questa lingua sarà l'anima per l'anima, riassumendo tutto, profumi, suoni, colori, sarà pensiero che aggancia il pensiero e che tira. Il poeta definirebbe la quantità di ignoto che nel suo tempo si risveglia nell'anima universale: darebbe di più - della formula del suo pensiero, della notazione della "sua marcia verso il Progresso"! Enormità che diventa norma, assorbita da tutti, egli sarebbe davvero "un moltiplicatore di progresso"! Questo avvenire sarà materialista, vede bene; - sempre pieno di "Numero" e di "Armonia", questi poemi saranno fatti per restare. - In fondo, sarebbe ancora un po' la Poesia greca. L'arte eterna avrebbe la sua funzione, così come i poeti sono cittadini. La Poesia non ritmerà più l'azione; sarà più "avanti".

 • Questi poeti saranno! Quando sarà • spezzata l'infinita schiavitù della donna, quando

• Questi poeti saranno! Quando sarà • spezzata l'infinita schiavitù della donna, quando ella vivrà per sé e grazie a sé, l'uomo, - finora abominevole, - avendola resa, sarà poeta, poeta anch'essa! La donna troverà dell'ignoto! I suoi mondi di idee differiranno dai nostri? Troverà cose strane, insondabili, ripugnanti, deliziose; noi le prenderemo, le capiremo. Nel frattempo chiediamo ai "poeti" del "nuovo", - idee e forme. Tutti gli abili crederanno subito di aver soddisfatto tale domanda. - Non è questo! » .

 • VOYELLES, VOCALI • La poesia presenta grandi difficoltà di comprensione in quanto

• VOYELLES, VOCALI • La poesia presenta grandi difficoltà di comprensione in quanto ogni legame logico è infranto. E’ un linguaggio "alla deriva" eppure estremamente controllato nel quale, molti anni prima di Freud, si dà spazio alle immagini simboliche e agli accostamenti alogici, propri dei meccanismi dell'inconscio. • Vocali (Voyelles) è scritto all'inizio del 1872, probabilmente sotto la suggestione delle Corrispondenze di Baudelaire; il sonetto associa lettere dell'alfabeto e colori, realizzando in immagini le sensazioni che dai colori o dalla forma delle vocali scaturiscono.

 • A nera, E bianca, I rossa, U verde, O blu: vocali, Io

• A nera, E bianca, I rossa, U verde, O blu: vocali, Io dirò un giorno le vostre origini segrete: A, nero corsetto villoso delle mosche lucenti Che ronzano intorno a fetori crudeli,

Golfi d'ombra; E, candori di vapori e di tende, Lance di fieri ghiacciai, re

Golfi d'ombra; E, candori di vapori e di tende, Lance di fieri ghiacciai, re bianchi, brividi di umbelle; I, porpore, sangue sputato, riso di belle labbra Nella collera o nelle ebbrezze penitenti;

U, cicli, vibrazioni divine di mari verdi, Pace dei pascoli seminati di animali, pace

U, cicli, vibrazioni divine di mari verdi, Pace dei pascoli seminati di animali, pace delle rughe Che l'alchimia scava nelle ampie fronti studiose.

O, Tuba suprema piena di stridori strani, Silenzi attraversati dai Mondi e dagli Angeli:

O, Tuba suprema piena di stridori strani, Silenzi attraversati dai Mondi e dagli Angeli: - O l'Omega, raggio violetto dei Suoi Occhi!

Paul Verlaine 1844 -1896 • Contaminazione vita-letteratura • Alternanza di suggestioni religiose e •

Paul Verlaine 1844 -1896 • Contaminazione vita-letteratura • Alternanza di suggestioni religiose e • • • trasgressioni, desiderio di redenzione e voluttà di perdizione Si lega a Rimbaud e viaggia con lui: in preda all’alcool gli spara. In carcere sembra convertirsi al cattolicesimo, ma una volta uscito ricade nei suoi eccessi e muore in miseria. Dimensione languida e malinconica Ricerca di musicalità Vedi note

 • Arte poetica • La musica, più d'ogni cosa; • • • e

• Arte poetica • La musica, più d'ogni cosa; • • • e a tal fine fa' l'abitudine all'Impari vago e solubile nell'aria: non pesa e non posa. Le parole, io sono d'avviso sceglile con qualche malizia: meglio la canzone un po' grigia d'Indeciso unito al Preciso. Pupille, oltre veli, più belle; nel pieno meriggio quel fremito di luce, d'autunno quel tepido cielo: blu trapunto di stelle. Ma con il Colore va' cauto: che la Sfumatura soltanto ti fidanza il sogno piu blando al sogno, e l'oboe col flauto. Vedi note La musica è la lingua universale dell'anima da cui la poesia deve trarre le sue nuove risorse: il verso asimmetrico e indefinito, parole precise ma libere dalla costrizione del "messaggio", immagini luminose ma dai colori sfumati; e non più la furbizia dei giochi di parole, non l'eloquenza retorica della rima: meglio le sonorità nascoste dell'assonanza. Il verso sia il mezzo per liberare le sensazioni più profonde dell'anima; il verso e nient'altro.

 • SMATERIALIZZAZIONE DELLA POESIA • FUGA DALLA REALTA’ • Processo continuato da Stephane

• SMATERIALIZZAZIONE DELLA POESIA • FUGA DALLA REALTA’ • Processo continuato da Stephane Mallarmé 18421898 Vedi note

 La poetica • Evita ogni realistica, e quindi limitata e condizionante, puntualizzazione (atteggiamento

La poetica • Evita ogni realistica, e quindi limitata e condizionante, puntualizzazione (atteggiamento dei parnassiani): ". . . i parnassiani prendono l'oggetto così com'è e ce lo mettono davanti e per questo mancano di mistero: perché privano la mente dell'incanto di credere che sta creando. Definire un oggetto è annullare i tre quarti del godimento della poesia, che nasce dalla soddisfazione di indovinare a poco: suggerirlo, evocarlo. . . è questo che ammalia la fantasia".

Depura il linguaggio da tutte le incrostazioni e i detriti di cui la comunicazione

Depura il linguaggio da tutte le incrostazioni e i detriti di cui la comunicazione giornaliera (l'uso che ne fa la tribù) lo ha caricato. . . per dare un senso più puro alle parole della tribù Riscopre il potere magico che ha la parola, la quale può diventare creatrice di realtà, commuove e scuote profondamente: • ". . . io dico: un fiore! E, fuor dell'oblio, musicalmente si leva, idea stessa e soave, l'essenza di tutti i fasci dei fiori. . . " Ricorre al simbolo ma non univoco, convenzionale: il simbolo deve essere scelto dal poeta a rappresentare alcune sue intuizioni particolari, come travestimento soggettivo di esse.

 • Con la sua tecnica il poeta vuole attingere la verità • assoluta,

• Con la sua tecnica il poeta vuole attingere la verità • assoluta, penetrare nel mistero universale, cogliere l'essenza del reale, le idee pure, i concetti astratti e i legami che intercorrono fra di loro, al di là e al di fuori di ogni razionalità, fino a giungere al vuoto, alla pagina bianca. Il suo diviene un sacerdozio poetico: il poeta è il mediatore, l'intermediario tra il visibile e l'invisibile: "Le religioni si trincerano in arcani misteri che si rivelano solo a coloro che sono predestinati. Anche l'arte ha i suoi arcani". Di qui prenderanno le mosse tutte le successive avanguardie poetiche: dai futuristi ai surrealisti, dai poeti puri come Ungaretti agli ermetici come Quasimodo.