La Oltre la non comunicazione facilitata LA CF














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La Oltre la non comunicazione facilitata
LA CF E’ CONSIDERATA UNA STRATEGIA DI COMUNICAZIONE AUMENTATIVA/ALTERNATIVA. • Il suo utilizzo consente ad una persona con problemi di comunicazione di esprimere, attraverso un intervento graduale, il pensiero intrappolato a causa di una comunicazione verbale nulla, insufficiente o stereotipata. • La CF comporta l’utilizzo di un "mezzo", fotografie, simboli, tastiera di carta, tastiera elettrica, ecc. • Utilizza inoltre un accesso diretto e dipendente per costruire un futuro accesso diretto ma indipendente.
COMUNICAZIONE FACILITATA (definizione) Per C F si intende un metodo per facilitare la comunicazione in cui un terapista abilitato - il facilitatore - offre un sostegno iniziale alla mano o al braccio di un individuo con un deficit nella comunicazione - il facilitato - per aiutarlo ad indicare delle immagini o lettere o ad usare una tastiera per digitare un testo.
DIPENDENZA - INDIPENDENZA Questa tecnica non si presenta come una "cura" per le disabilità (queste restano), utilizza una "dipendenza" da mezzi e da persone per costruire un futuro nel quale si possa comunicare nella maniera più possibile indipendente. Vi è, sottostante, la convinzione che le persone disabili possano essere molto più abili e intelligenti di quanto si possa presumere. Esse sono sprovviste di un mezzo di comunicazione efficace, perciò è difficile sapere ciò che stiano effettivamente pensando.
PROBLEMI NEUROMOTORI La facilitazione permette di compensare i problemi neuromotori, la cui importanza non è stata mai sufficientemente sottolineata nei casi di handicap mentale. Alcuni individui sono spesso agili nei movimenti riflessi ed automatici, invece hanno difficoltà nel controllo volontario del movimento, sia a livello dei movimenti ampi che dei movimenti fini necessari all'esecuzione della parola verbale e scritta.
GLI ELEMENTI DELLA TECNICA INCLUDONO: • Supporto fisico un allenamento per la costruzione di un gesto via più indipendente e finalizzato. • Lavoro strutturato iniziando con risposte semplici e prevedibili per arrivare ad una conversazione aperta e spontanea. • Richiesta continua di attenzione ignorando, interrompendo o correggendo il linguaggio stereotipato, intervenendo sul comportamento ossessivo incoraggiando il contatto oculare con l’obiettivo
IL SUPPORTO FISICO Aiuta il soggetto a superare alcune difficolta’ fisiche ed emotive: • uno scarso coordinamento occhio-mano, • un basso o un elevato tono muscolare, • problemi nell’isolare o estendere il dito indice, • perseveranza nell’esecuzione di un compito, • Iperattività, impulsività. , • tremori, instabilità muscolare, • problemi nell’iniziare un compito su comando. Il facilitatore NON GUIDA il facilitato nella scelta, ma stabilizza il movimento e, in alcuni casi, rallenta la mano della persona che si accinge a compiere una scelta. Con il passare del tempo il supporto regredisce ad un semplice tocco sulla spalla fino ad arrivare all’indipendenza nello scrivere.
IL LAVORO STRUTTURATO Consiste in attività programmate particolarmente utili per prendere confidenza con la facilitazione prima di iniziare una vera e propria comunicazione libera. È anche uno strumento utile per il facilitatore al fine di conoscere meglio le capacità e le difficoltà della persona facilitata, lo si può concepire come dei tests di valutazione preliminare per stabilire le modalità e la gradualità di approccio alla tecnica.
L’Associazione Progetto, costituita a Livorno nel dicembre 2004, opera mediante le prestazioni dirette dei propri aderenti per il perseguimento di scopi di solidarietà sociale: • far conoscere e diffondere sul territorio la tecnica della “Comunicazione Facilitata”, quale strategia di riabilitazione della comunicazione, allargando le conoscenze anche ad altri specialisti, educatori, insegnanti e operatori vari del settore; • formare personale specializzato (insegnanti, educatori, operatori, volontari) che possano facilitare le persone che la utilizzano, a scuola, a casa, nei centri di inserimento ed in altri ambienti sociali.
• La paragonerei (la CF) ad una bella maratona dove nessuno perde, ma usciamo tutti vincitori (L. G. ) • Questa cosa (la CF) la paragonerei ad un cavallo che percorre una corsa ad ostacoli. (G. G. ) • Perché il bozzolo è piccolo e insulso, la farfalla bella e colorata ed esprime una rinascita di un qualcosa di racchiuso dentro un involucro che nessuno vuole. (G. M. ) • Il carciofo: ottimo ortaggio, ma prima di gustarlo appieno te la devi vedere con le sue spine. (F. A. ) • Il melograno è un frutto che apparentemente non ha un gran che da donare, ma in realtà è pieno di milioni di dolci e succosi semi. (L. R. )
Il futuro ti attrae o ti spaventa? Motiva la tua scelta. Decisamente mi crea sentimenti ambivalenti. Mi sento incuriosito ma allo stesso tempo mi fa timore. La vita mi ha donato molte esperienze di crescita. Mi ha anche intrappolato in difficoltà che hanno rabbuiato alcuni dei miei giorni. Dio mi ha donato la forza necessaria a superare queste difficoltà, amici per migliorare i momenti di noia, familiari che mi hanno fatto sentire in grado di farcela sempre. Le paure sono però meno della voglia della mia inarrestabile personalità, della mia determinazione, della mia voglia di evoluzione che un poco alla volta mi ha reso l’uomo che oggi sono. Mi voglio avventurare nei giorni che verranno anche se il mio io va con un passo tentennante. Il mio futuro avrà da donarmi quello che gli permetterò. Non lascerò nulla di intentato. Devo essere io l’artefice del mio destino. Luca
Non avere la capacita’ di parlare non significa non avere nulla da dire
• Le immagini sono di pubblico dominio, tratte da siti internet internazionali riguardanti la CF • I testi descrittivi la CF sono stati reperiti su siti internet italiani • Gli scritti sono di ragazzi che hanno iniziato il percorso della CF a Livorno