LA NORMATIVA a tutela degli studenti con BES
LA NORMATIVA a tutela degli studenti con BES UNA SFIDA PER LA SCUOLA Il percorso normativo commentato
QUADRO NORMATIVO LEGGE 170/2010 PUNTO DI PARTENZA • DM 12 luglio 2011 • LINEE GUIDA per il diritto allo studio degli alunni e degli studenti con DSA • DPR 122/2009 Regolamento sulla valutazione (Art. 10) • OM Esami Stato 2012/13 • Direttiva Bisogni Educativi Speciali 27 /12/2012 • CM n 8 del 6 marzo 2013 • ACCORDO STATO REGIONI del 25 luglio 2012 sui protocolli su "Indicazioni per la diagnosi e la certificazione dei diagnostica dei disturbi specifici di apprendimento (DSA)" • DECRETO INTERMINISTERIALE del 17 aprile 2013 MIUR MS con il quale si adottano le "Linee guida per la predisposizione dei protocolli regionali per le attività di individuazione precoce dei casi sospetti di DSA"
LEGGE 170/2010 Art. 1 Riconoscimento e definizione di DISLESSIA, definizione DISGRAFIA, DISORTOGRAFIA, DISCALCULIA
LA LEGGE 170 TUTELA GLI STUDENTI DALL’INFANZIA ALL’UNIVERSITÀ …
La legge riconosce la dislessia, la disgrafia, la disortografia e la discalculia quali Disturbi Specifici di Apprendimento che si manifestano • in presenza di capacità cognitive adeguate, • in assenza di patologie neurologiche e di deficit sensoriali … ma che possono costituire una limitazione importante per alcune attività della vita quotidiana
NORMATIVA E DIDATTICA
La NORMATIVA dà indicazioni precise alle Istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado, suggerendo comportamenti didattici, strategie metodologiche, mezzi compensativi, misure dispensative e valutative adeguati.
Fondamentale il ruolo assegnato ai DOCENTI, che non dovranno dimenticare in nessun modo che la consegna educativa loro affidata è proprio quella di “non abbandonare nessuno” e, di conseguenza, dovranno ricercare soluzioni organizzative e didattiche valide, utilizzando tutti gli strumenti di flessibilità offerti dal DPR 275/99, il Regolamento dell’Autonomia, considerato tuttora la norma che ha dato una svolta epocale alla scuola.
LA NORMATIVA ORIENTA E VINCOLA LA PROFESSIONALITÀ DOCENTE Il principio metodologico della PERSONALIZZAZIONE (Legge 53/2003, Moratti e D. legs 59/2004) è ribadito nella Legge 170/2010, ed è esplicitato nelle Linee Guida e nel D. M. 5669/11 applicativo: Art. 4, comma 1 «Le Istituzioni scolastiche, tenendo conto delle indicazioni contenute nelle allegate Linee Guida, provvedono ad attuare i necessari interventi pedagogico-didattici per il successo formativo degli alunni e degli studenti con DSA, attivando percorsi di didattica individualizzata e personalizzata e ricorrendo a strumenti compensativi e misure dispensative» .
NORMATIVA Definisce il quadro regolamentale in cui si svolge il mio lavoro di docente GENERALE DPR 275/99 Regolamenti per i licei DM 254/12 LA BUONA SCUOLA PROFESSIONALITÀ Consente di svolgere al meglio i compiti legati alla funzione SPECIFICA L 104/92 L. 170 /10 Dir dic 2012 CM 8/13 DI 297/13 DGR 16 /14 Anche in presenza di alunni in difficoltà (es: DSA o altri BES)
PERCHÉ ORA PARLIAMO DI BES ? Non sono «un’invenzione» italiana: c’è una normativa ben precisa (EUROPEA E ITALIANA) … • Unesco 2000 (Educazione per tutti entro il 2015) • Direttiva 27/12/2012 Strumenti d’intervento per alunni con bisogni educativi speciali e organizzazione territoriale per l’inclusione scolastica • C. M. n. 8 del 6/03/2013 – D. M. 2712/2012: Indicazioni operative • ACCORDO STATO REGIONI del 25/07/12 sui protocolli su "Indicazioni per la diagnosi e la certificazione diagnostica dei disturbi specifici di apprendimento (DSA)" • D. I. del 17/04/13 MIUR MS con il quale si adottano le "Linee guida per la predisposizione dei protocolli regionali per le attività di individuazione precoce dei casi sospetti di DSA" • • NOTA USR PIEMONTE del 19/04/2013 NOTA USR EMILIA ROMAGNA del 21/08/2013
QUALI SONO I BES? Dalla DIRETTIVA PROFUMO del 27/12/2012 «… ogni alunno, in continuità o per determinati periodi, può manifestare Bisogni Educativi Speciali: o per motivi fisici, biologici, fisiologici o anche per motivi psicologici, sociali, rispetto ai quali è necessario che le scuole offrano adeguata e personalizzata risposta. »
Vi sono comprese tre grandi sottocategorie DISABILITÀ DISTURBI EVOLUTIVI SPECIFICI SVANTAGGIO SOCIOECONOMICO LINGUISTICO - CULTURALE Direttiva Profumo del 27/12/12
L’AREA dello SVANTAGGIO è più ampia di quella del DEFICIT ALUNNI CHE RICHIEDONO ATTENZIONI SPECIALI § SVANTAGGIO SOCIALE E CULTURALE § DISTURBO SPECIFICO DI APPRENDIMENTO § DISTURBO EVOLUTIVO SPECIFICO § DIFFICOLTÀ CHE DERIVANO DAL NON CONOSCERE LA CULTURA O LA LINGUA ITALIANA 1. TRE SOTTOCATEGORIE DISABILITÀ FUNZIONAMENTO INTELLETTIVO LIMITE 2. DISTURBI EVOLUTIVI SPECIFICI (deficit del linguaggio; DSA; iperattività; attenzione; deficit abilità verbali; deficit coordinazione motoria; …) 3. SVANTAGGIO SOCIO – ECONOMICO – LINGUISTICO – CULTURALE AREA BES 14
DISABILITÀ Legge 104/92 "Legge-quadro per l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate" Le Legge 104/92 riconosce e tutela la partecipazione alla vita sociale delle persone con disabilità, in particolare nei luoghi per essa fondamentali: la scuola, durante l’infanzia e l’adolescenza, e il lavoro, nell’età adulta. Una ricostruzione dell’iter legislativo riguardante l’integrazione è presente nelle “Linee guida per l’integrazione degli alunni con disabilità”, diramate con nota del 4/08/2009 (http: //hubmiur. pubblica. istruzione. it/alfresco/d/d/workspace/Spaces. Store/76957 d 8 d-4 e 63 -4 a 21 -bfef-0 b 41 d 6863 c 9 a/linee_guida_sui_dsa_12 luglio 2011. pdf) Inoltre , organo consultivo e propositivo, a livello nazionale, in materia di integrazione scolastica è l’Osservatorio per l’integrazione delle persone con disabilità. ( http: //hubmiur. pubblica. istruzione. it/web/istruzione/disabilita)
DISTURBI DELLA SECONDA CATEGORIA (oltre ai DSA) DISTURBI SPECIFICI DEL LINGUAGGIO DISTURBO DELLA COORDINAZIONE MOTORIA: DISPRASSIA ADHD BASSA INTELLIGENZA VERBALE CON ALTA INTELLIGENZA NON VERBALE SPETTRO AUTISTICO LIEVE FUNZIONAMENTO INTELLETTIVO LIMITE (FIL) (che non rientra nella L. 104) In tutti questi casi è previsto un intervento EDUCATIVO e non clinico. PER QUESTO DIVENTA UNA PRESA IN CARICO DI OGNI DOCENTE che deve cercare di individuare le STRATEGIE METODOLOGIE più adeguate
TERZA CATEGORIA Secondo la C. M. n 8 del 6/03/13 « … alunni con SVANTAGGIO (culturale, socioeconomico, sociolinguistico, ecc. ) » “ Tali tipologie di BES dovranno essere individuate sulla base di elementi oggettivi, ad es. una segnalazione degli operatori dei servizi sociali, ovvero di ben fondate considerazioni pedagogiche e didattiche» .
Un chiarimento importante … La scuola può intervenire nella personalizzazione in tanti modi diversi, informali o strutturati, secondo i bisogni e la convenienza; pertanto la rilevazione di una mera difficoltà di apprendimento non dovrebbe indurre all’attivazione di un percorso specifico con la conseguente compilazione di un Piano Didattico Personalizzato. Nota del MIUR n. 2563 del 22 novembre 2013
In ultima analisi (…) nel caso di difficoltà non meglio specificate, soltanto qualora nell’ambito del Consiglio di classe/team docenti si concordi di valutare l’efficacia di strumenti specifici, questo potrà comportare l’adozione e quindi la compilazione di un PDP, con eventuali strumenti compensativi e/o misure dispensativi. Si ribadisce che, anche in presenza di richieste dei genitori accompagnate da diagnosi che però non hanno dato diritto alla certificazione di disabilità o di DSA, il Consiglio dì classe è autonomo nel decidere se formulare o non formulare un Piano Didattico Personalizzato, avendo cura di verbalizzare le motivazioni della decisione.
La NORMATIVA sui DSA ora è applicata a tutti gli studenti con BES in quanto … TUTTI hanno diritto a pari opportunità di apprendimento! NOTA INVALSI 2011 12 2. 4. Allievi con altri bisogni educativi speciali (codice 5) Rientrano in questa categoria tutti gli allievi con bisogni educativi speciali non direttamente riconducibili a una delle categorie precedenti (codici 1, 2, 3 e 4) o portatori di bisogni educativi speciali afferenti a più di una di quelle elencate in precedenza. In base alla specifica natura del bisogno educativo speciale, il Dirigente scolastico adotta in asse alle sue valutazioni, una delle misure previste per gli allievi identificati con uno dei codici da 1 a 4. 1 = disabilità intellettiva; 2 = disabilità visiva: ipovedente; 3 = disabilità visiva: non vedente; 4 = DSA; 5 = altro.
CIRCOLARE MINISTERIALE 6 MARZO 2013 DIRETTIVA MINISTERIALE 27 DICEMBRE 2012 INDICAZIONI OPERATIVE IN RELAZIONE ALLA DIRETTIVA MINISTERIALE del 27/12/2012 (e alla relativa CM applicativa) SU “STRUMENTI D’INTERVENTO PER ALUNNI CON BES E ORGANIZZAZIONE TERRITORIALE PER L’INCLUSIONE SCOLASTICA”. Si evidenzia la necessità di superare e risolvere le difficoltà legate ai tempi di rilascio delle certificazioni (in molti casi superiori ai sei mesi) ADOTTANDO COMUNQUE UN PIANO INDIVIDUALIZZATO E PERSONALIZZATO, DIDATTICO NONCHÉ TUTTE LE MISURE CHE I BISOGNI EDUCATIVI RISCONTRATI RICHIEDONO.
PIANO DIDATTICO PERSONALIZZATO L’intervento didattico ed educativo deve avvenire attraverso una PROGRAMMAZIONE FLESSIBILE (in base a tempi, ritmi e modalità di apprendimento della classe), calibrata sui livelli minimi (essenziali irrinunciabili) attesi per le competenze in uscita e scritti nel Curriculum di Istituto. N. B. la progettazione per gli alunni con DSA deve essere, invece, riferita agli obiettivi della classe e non differenziata condivisa dall’intero C. d. C. , dalla famiglia e dagli specialisti «Strumento privilegiato è il percorso individualizzato e personalizzato, redatto in un Piano Didattico Personalizzato (PDP), che ha lo scopo di definire, monitorare e documentare – secondo un’elaborazione collegiale, corresponsabile e partecipata - le strategie di intervento più idonee e i criteri di valutazione degli apprendimenti. »
PIANO DIDATTICO PERSONALIZZATO (PDP) come progettazione non solo chek list Nella CM n 8: “In questa nuova e più ampia ottica, il Piano Didattico Personalizzato non può più essere inteso come mera esplicitazione di strumenti compensativi e dispensativi per gli alunni con DSA; esso è bensì lo strumento in cui si potranno, ad esempio, includere progettazioni didattico-educative calibrate sui livelli minimi attesi per le competenze in uscita (di cui moltissimi alunni con BES, privi di qualsivoglia certificazione diagnostica, abbisognano), strumenti programmatici utili in maggior misura rispetto a compensazioni o dispense, a carattere squisitamente didatticostrumentale. ” (…) “Ove non sia presente certificazione clinica o diagnosi, il Consiglio di classe o il team dei docenti motiveranno opportunamente, verbalizzandole, le decisioni assunte sulla base di considerazioni pedagogiche e didattiche; ciò al fine di evitare contenzioso. ” Si sottolinea la necessità di motivazione e di verbalizzazione delle misure adottate. N. B. VALUTAZIONE Il PDP, definisce anche i criteri di valutazione degli apprendimenti. Disposizioni in merito allo svolgimento degli esami di Stato o delle rilevazioni annuali degli apprendimenti verranno fornite successivamente. …ogni anno
OBBLIGO DEL PDP L’obbligo di redigere annualmente per gli alunni con DSA un Piano Didattico Personalizzato (PDP) è una delle indicazioni della Legge 170/2010 e del successivo Decreto attuativo (DM 5669 del 12/07/11 ) e annesse Linee Guida. Con la Direttiva MIUR del 27/12/12 e la C. M. n. 8 del 6/03/13 ora è previsto anche per gli alunni con Bisogni Educativi Speciali (BES).
UN MODELLO DI PDP Dal sito del MIUR http: //hubmiur. pubblica. istruzione. it/web/istruz ione/dsa
Chi deve preparare il PDP? Il Consiglio di classe o il team dei docenti Tutti i docenti sono corresponsabili del progetto formativo elaborato
Per ottemperare alla normativa occorre: elaborare un PDP che tenga conto non solo di MISURE DISPENSATIVE STRUMENTI COMPENSATIVI ma, soprattutto, di STRATEGIE METODOLOGICHE/DIDATTICHE PERSONALIZZATE
QUANDO? All’inizio di ogni anno scolastico entro i primi 3 mesi … per gli studenti già segnalati Appena la famiglia consegna la diagnosi … per le nuove segnalazioni
PUNTI DI PARTENZA Dati della diagnosi Osservazione sistematica
«Il PDP non può più essere inteso come mera esplicitazione di strumenti compensativi e dispensativi per gli alunni con DSA, esso è bensì lo strumento in cui si potranno, ad esempio, includere progettazioni didattico educative calibrate sui livelli minimi attesi per le competenze in uscita (di cui moltissimi alunni con BES, privi di qualsivoglia certificazione diagnostica, abbisognano), strumenti programmatici utili in maggior misura rispetto a compensazioni o dispense, a carattere squisitamente didattico strumentale. » (CM n. 8 6/3/13)
RICORDATE CHE … v. Il PDP può/deve essere modificato ogni qualvolta sia segnalato un cambiamento nei bisogni o difficoltà dell’alunno. v. L’elaborazione di tale documento non deve essere vissuta dai docenti come semplice adempimento burocratico, ma come opportunità per ragionare sulle difficoltà dello studente e sulle strategie da utilizzare per aiutarlo. v. Il PDP va firmato dal Dirigente Scolastico (o docente delegato), dai docenti e dalla famiglia.
E PER I BES? Sforzo congiunto della scuola e della famiglia. . . Ove non sia presente certificazione o diagnosi, il Consiglio di classe o team dei docenti motiveranno opportunatamente, verbalizzandole, le decisioni assunte sulla base di considerazioni pedagogiche e didattiche; ciò al fine di evitare contenzioso. Al di là degli interventi formalmente definiti, vi è infatti una logica di personalizzazione/individualizzazione, che si presenta come normale azione didattica deliberata dal Cdc/Team, e che si declina attraverso un insieme di attenzioni e strategie la cui attuazione rientra nell’ordinario esercizio della funzione educativa dell’insegnante e non richiede l’acquisizione da parte della famiglia di un’autorizzazione ufficiale (Linee Guida Regionali).
IN PIEMONTE UN MODELLO DI PDP UNICO PER TUTTI GLI ALUNNI CON BES
PERCHÉ UN PDP UNICO PER TUTTI I BES? Due OBIETTIVI strettamente interconnessi OTTIMIZZARE il valore dello strumento come occasione di confronto e riflessione su principi e strategie pedagogico-didattici essenziali, anche attraverso l’acquisizione di un lessico “fondato scientificamente” e condiviso tra i soggetti coinvolti (referente DSA, referente della Sanità, insegnanti di classe, famiglia, allievo). MIGLIORARE la comunicazione e la condivisione di informazioni utili tra le scuole e i vari ordini di scuola, favorendo al contempo lo scambio di idee e pratiche efficaci e innovative a livello di Territorio. http: //www. istruzionepiemonte. it/? p=11810
TUTTO scritto nel POF nel PAI nel PDP per tutti gli studenti con BES
PAI (PIANO ANNUALE PER L’INCLUSIVITÀ) Dal G. L. H. al G. L. I. «Il Gruppo di Lavoro previsto dalla L. 104/92 art. 15 c. 2 in ogni istituto scolastico (comunemente chiamato GLH) assume la denominazione di Gruppo di lavoro per l’inclusione (G. L. I. ) e i suoi compiti si estendono alle problematiche relative a tutti i BES. » FUNZIONI del GLI • rilevazione dei BES presenti nella scuola; • raccolta e documentazione degli interventi didattico - educativi posti in essere; • focus/confronto sui casi, consulenza e supporto ai colleghi; • rilevazione, monitoraggio e valutazione del livello di inclusività della scuola; • raccolta e coordinamento delle proposte formulate dai singoli GLH Operativi sulla base delle effettive esigenze, tradotte in sede di definizione del PEI; • elaborazione di una proposta di Piano Annuale per l’Inclusività riferito a tutti gli alunni con BES, da redigere al termine di ogni anno scolastico (entro il mese di Giugno). • interfaccia della rete dei CTS e dei servizi sociali e sanitari territoriali.
PIANO ANNUALE PER L’INCLUSIVITÀ • … il Gruppo procederà ad un’analisi delle criticità e dei punti di forza degli interventi di inclusione scolastica operati nell’anno appena trascorso e formulerà un’ipotesi globale di utilizzo funzionale delle risorse specifiche, istituzionali e non, per incrementare il livello di inclusività generale della scuola nell’anno successivo. • Il Piano sarà quindi discusso e deliberato in Collegio dei Docenti e inviato ai competenti Uffici degli UUSSRR, nonché ai GLIP e al GLIR, per la richiesta di organico di sostegno, e alle altre istituzioni territoriali come proposta di assegnazione delle risorse di competenza, considerando anche gli Accordi di Programma in vigore o altre specifiche intese sull'integrazione scolastica sottoscritte con gli Enti Locali. • A seguito di ciò, gli Uffici Scolastici regionali assegnano alle singole scuole globalmente le risorse di sostegno secondo quanto stabilito dall’ art 19 comma 11 della Legge n. 111/2011. • Nel mese di settembre, in relazione alle risorse effettivamente assegnate alla scuola. . . il Gruppo provvederà ad un adattamento del Piano, sulla base del quale il Dirigente scolastico procederà all’assegnazione definitiva. . .
POF E INCLUSIONE NEL POF. DELLA SCUOLA OCCORRE CHE TROVINO ESPLICITAZIONE: • UN CONCRETO IMPEGNO PROGRAMMATICO PER L’INCLUSIONE DI TUTTI GLI ALUNNI, NESSUNO ESCLUSO • CRITERI E PROCEDURE DI UTILIZZO FUNZIONALE DELLE RISORSE PROFESSIONALI PRESENTI • L’IMPEGNO A PARTECIPARE AD AZIONI DI FORMAZIONE CONCORDATE A LIVELLO TERRITORIALE.
La qualità dell’inclusione È MISURA DELLA QUALITÀ DELL’INTERA SCUOLA
INCLUSIONE CIÒ CHE FUNZIONA PER I «DISLESSICI» FUNZIONA ANCHE PER TUTTI GLI ALTRI SERVE UN CAMBIO DI MENTALITÀ
INCLUSIONE DIRITTO ALLO STUDIO DI TUTTI, attraverso una didattica «inclusiva» , che tenga conto di alcuni principi …. e non solo perché ce lo dice la legge, ma perché altrimenti perdiamo i nostri alunni … e la scuola ne esce sconfitta!
LE SCELTE METODOLOGICHE DEVONO RIGUARDARE L’INTERO GRUPPO CLASSE E NON SOLO L’ALUNNO CON CERTIFICAZIONE
Le scelte didattiche e i cambiamenti metodologici e di gestione che si devono fare per aiutare un alunno con DSA si rivelano utili a tutti gli allievi, perché rendono più efficace la pratica didattica, più consapevole il metodo di studio, più duraturi e profondi gli apprendimenti.
COME SI VALUTANO GLI STUDENTI CON DSA/BES?
Non solo… MISURARE e VALUTARE? “Misurare e valutare non è lo stesso. … Valutare implica esprimere un giudizio. E nessun giudizio può mai essere oggettivo, scevro da responsabilità. Se non altro perché i criteri stessi sono frutto di una scelta, dunque di un atto più o meno discrezionale”. Ernesto Paolozzi Nella pratica scolastica i due concetti sono sovrapposti. Il voto decimale serve sia per misurare una singola prestazione sia per valutare più prove e lo stesso alunno, ai fini di promuoverlo o bocciarlo! È scorretto utilizzare i medesimi criteri per due operazioni che sono assolutamente diverse! MISURARE = misurazione oggettiva della prestazione (es. la “conta degli errori”) VALUTARE = apprezzamento del docente che utilizza criteri che vanno oltre l’esito puro della prestazione.
Ma a cosa serve valutare? SECONDO LA NORMATIVA “ La valutazione concorre, con la sua finalità anche formativa e attraverso l’individuazione delle potenzialità e delle carenze di ciascun alunno, ai processi di autovalutazione degli alunni medesimi, al miglioramento dei livelli di conoscenza e al successo formativo”. (DPR 122/2009)
IN PRATICA … La VALUTAZIONE dovrebbe essere informativa e formativa. Servire all’alunno a capire cosa sa e cosa può migliorare per raggiungere il successo formativo, … e al docente a regolare il suo insegnamento affinché sia efficace per tutti i suoi allievi. QUINDI, È PARTE INTEGRANTE DEL PROCESSO DI APPRENDIMENTO.
LA VALUTAZIONE “La valutazione deve essere VALUTAZIONE = OCCASIONE deliberatamente PER … progettata • conoscere i livelli di sviluppo e per migliorare ed educare di apprendimento di ogni i risultati degli studenti, alunno non solamente • valorizzarli • stimolarli per verificarli …. ” Dare alla valutazione la finalità del miglioramento la rende più accettabile e condivisibile. Ma è proprio così dentro le istituzioni scolastiche? Il problema è slegare studenti e docenti dal rapporto insegnamento/voto
VALUTAZIONE dell’alunno SOMMATIVA Serve a ‘tirare le somme’ al termine di un percorso FORMATIVA Fornisce informazioni utilizzabili dall’alunno e dall’insegnante durante il percorso AUTENTICA Fornisce informazioni circa la padronanza delle competenze in contesti reali o realistici
LA NORMATIVA DI RIFERIMENTO PER I DSA D. M. 12 luglio 2011 sui Dsa D. P. R. n° 122 del 22 giugno 2009 REGOLAMENTO SULLA VALUTAZIONE Art. 10 Valutazione degli alunni con DSA “ Per gli alunni con DSA adeguatamente certificati, la valutazione e la verifica degli apprendimenti, comprese quelle effettuate in sede d’esame conclusivo dei cicli, devono tener conto delle specifiche situazioni soggettive di tali alunni; a tali fini, nello svolgimento dell’attività didattica e delle prove di esame, sono adottati gli strumenti compensativi e dispensativi ritenuti idonei. . ” Articolo 6 Forme di verifica e di valutazione • “… Le Istituzioni scolastiche adottano modalità valutative che consentono allo studente con DSA di dimostrare effettivamente il livello di apprendimento raggiunto, mediante l’applicazione di misure che determinino le condizioni ottimali per l’espletamento della prestazione da valutare - relativamente ai tempi di effettuazione e alle modalità di strutturazione delle prove - riservando particolare attenzione alla padronanza dei contenuti disciplinari, a prescindere dagli aspetti legati all’abilità deficitaria. »
Il tema delle “VERIFICHE E VALUTAZIONI” nei confronti degli alunni con DSA/BES è fonte di profonde riflessioni. Le norme ministeriali dichiarano che la “valutazione” dello studente con DSA dovrà essere “adeguata”, centrata sull’alunno specifico e sui suoi progressi. centrata sull’alunno specifico “Forme adeguate di verifica e di valutazione. ” (L G, pag 28)
VALUTAZIONE ADEGUATA: dare a ciascuno ciò di cui ha bisogno!
Dalla normativa … «La valutazione deve concretizzarsi in una prassi che espliciti concretamente le modalità di differenziazione a seconda della disciplina e del tipo di compito, discriminando fra ciò che è espressione diretta del disturbo e ciò che esprime l’impegno dell’allievo e le conoscenze effettivamente acquisite. » ( L. G. , pag. 18 e 28)
La valutazione è parte integrante del PDP: se si parla di piano personalizzato, anche la valutazione deve essere personalizzata! Bologna 31/08/2013
Ma qual è il compito della scuola? Essere un osservatorio
“La scuola deve diventare l’osservatorio per eccellenza, dove è possibile individuare precocemente le difficoltà specifiche di apprendimento. Ciò significa che gli insegnanti devono osservare e segnalare tempestivamente i problemi”. (LINEE GUIDA pag. 6 -9) IN OGNI ORDINE E GRADO DI SCUOLA!!!
LINEE GUIDA, PAG. 10 4. 1 SCUOLA DELL’INFANZIA “È importante identificare precocemente le possibili difficoltà di apprendimento e riconoscere i segnali di rischio già nella scuola dell’infanzia. Il bambino che confonde suoni, non completa le frasi, utilizza parole non adeguate … omette suoni o parti di parole, sostituisce suoni, lettere ( p/b …) va supportato con attività personalizzate all’interno del gruppo. Il bambino che mostra, a cinque anni, queste difficoltà, può essere goffo, avere poca abilità nella manualità fine, a riconoscere la destra e la sinistra o avere difficoltà in compiti di memoria a breve termine, ad imparare filastrocche, a giocare con le parole. Questi bambini vanno riconosciuti e supportati adeguatamente: molto si può e si deve fare. Solo in una scuola vissuta … si può stabilire un rapporto positivo tra bambino ed adulto che ascolta, accoglie, sostiene e propone. In una scuola dove (c’ è) la collaborazione, la sinergia, la condivisione degli stili educativi tra le insegnanti, tra queste e la famiglia …. In una scuola che vive nell’ottica dell’inclusione, …. . ” 57
LINEE GUIDA, pag 12. 13 4. 2 SCUOLA PRIMARIA 4. 2. 1 Disturbo di lettura e di scrittura “All’inizio della scuola primaria la prevenzione delle difficoltà di apprendimento rappresenta uno degli obiettivi più importanti della continuità educativa, che si deve realizzare attraverso uno scambio conoscitivo tra la famiglia, i docenti della scuola dell’infanzia e i docenti della scuola primaria medesima. Solo da una conoscenza approfondita degli alunni, il team docente potrà programmare le attività educative e didattiche, potrà scegliere i metodi e i materiali e stabilire i tempi più adeguati alle esigenze di tutti gli alunni del gruppo classe. ” 58
LINEE GUIDA, pag. 17 SCUOLA SECONDARIA DI 1° e 2° GRADO “La scuola secondaria richiede agli studenti la piena padronanza delle competenze strumentali (lettura, scrittura e calcolo), l’adozione di un efficace metodo di studio e prerequisiti adeguati all’apprendimento di saperi disciplinari sempre più complessi; elementi, questi, che possono mettere in seria difficoltà l’alunno con DSA, inducendolo ad atteggiamenti demotivati e rinunciatari. Tali difficoltà possono essere notevolmente contenute e superate, individuando opportunamente le strategie e gli strumenti compensativi nonché le misure dispensative. ” 59
Anche l’Università … … dovrà svolgere un ruolo importante, trovando soluzioni all’interno delle metodologie didattiche e di valutazione e favorendo l’uso di strategie e risorse, in particolare attraverso le nuove tecnologie. … Si pone, pertanto, … , la necessità di interventi idonei ad individuare i casi sospetti di DSA negli studenti (art. 3. 3) come per tutti gli altri gradi di scuola. … La presentazione della certificazione diagnostica, al momento dell’iscrizione, permette di accedere anche ai test di ammissione con le seguenti modalità: · LA CONCESSIONE DI TEMPI AGGIUNTIVI, …, ritenuti congrui dall’Ateneo in relazione alla tipologia di prova e comunque non superiori al 30% in più; · LA CONCESSIONE DI UN TEMPO AGGIUNTIVO FINO A UN MASSIMO DEL 30% in più rispetto a quello definito per le prove di ammissione ai corsi di laurea e di laurea magistrale programmati a livello nazionale o dalle università …. · in caso di particolare gravità certificata del DSA, gli Atenei – nella loro autonomia possono valutare ULTERIORI MISURE atte a garantire pari opportunità nell’espletamento delle prove stesse. ” (Dalle LINEE GUIDA pag. 26 27) 60
Dove riportano i docenti i dati della loro OSSERVAZIONE?
P DP … nel L’intervento didattico ed educativo deve avvenire attraverso una PROGRAMMAZIONE FLESSIBILE (in base a tempi, ritmi e modalità di apprendimento della classe), calibrata sui livelli minimi (essenziali irrinunciabili) attesi per le competenze in uscita e scritti nel Curriculum di Istituto. N. B. la progettazione per gli alunni con DSA deve essere, invece, riferita agli obiettivi della classe e non differenziata condivisa dall’intero C. d. C. , dalla famiglia e dagli specialisti «Strumento privilegiato è il percorso individualizzato e personalizzato, redatto in un PIANO DIDATTICO PERSONALIZZATO (PDP), che ha lo scopo di definire, monitorare e documentare – secondo un’elaborazione collegiale, corresponsabile e partecipata - le strategie di intervento più idonee e i criteri di valutazione degli apprendimenti. » 62
ATTENZIONE LA “DISLESSIA” E’ UN DATO SENSIBILE, quindi coperto da privacy. Pertanto non si può parlarne se non si è autorizzati dai genitori, i quali non sono obbligati a consegnare a scuola la dichiarazione dello specialista. Se non lo fanno, però, l’allievo non può essere considerato dislessico, ma solo affetto da difficoltà di apprendimento. 63
DALL’ IDENTIFICAZIONE PRECOCE ALLA DIAGNOSI E SCUOLA
Art. 3 comma 1 (Diagnosi) “ La “ DIAGNOSI dei DSA è effettuata … dal Servizio sanitario nazionale a S A legislazione vigente ed è comunicata N I dalla famiglia alla scuola di T appartenenza dello studente. ” À
CONFERENZA TRA LO STATO, LE REGIONI E LE PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E BOLZANO S ACCORDO su “Indicazioni per la diagnosi e la certificazione dei Disturbi specifici di apprendimento (DSA)” 27. 7. 2012 A N AGGIORNAMENTO DIAGNOSI I T ART 3. Elementi della certificazione di DSA - comma 3 À Il profilo di funzionamento è di norma aggiornato: - al passaggio da un ciclo scolastico all’altro e comunque, di norma, non prima di tre anni dal precedente ; - ogni qualvolta sia necessario modificare l’applicazione degli strumenti didattici e valutativi necessari, su segnalazione della scuola alla famiglia o su iniziativa della famiglia. (http: //www. aiditalia. org/it/conferenza_stato_regioni_25_luglio_2012_stabilito_il_percorso _di_diagnosi_dsa. html ) 66
La certificazione ha validità almeno triennale. La certificazione va rinnovata al passaggio di scuola, salvo il caso in cui sia stata effettuata prima dei tre anni del passaggio, ponendo attenzione alla sua validità in coincidenza con gli “esami di stato”. Nei sei mesi antecedenti la scadenza del certificato: - la scuola o l’Agenzia formativa effettua una rivalutazione delle abilità scolastiche evidenzi i punti di forza, i punti di debolezza e la conferma o meno della necessità di proseguire con l’utilizzo di strumenti compensativi e misure dispensative del caso, strategie didattiche e modalità di valutazione (Allegato 3 della DGR n. 16 -7072); - la famiglia consegna l’Allegato 3 al GDSAp o al professionista sanitario privato referente; - il GDSAp o il professionista sanitario privato referente effettua, se necessario e appropriato, la rivalutazione delle abilità scolastiche in tempi utili alla definizione del nuovo Piano Didattico Personalizzato (PDP). La rivalutazione si conclude con la consegna alla famiglia dell’Allegato D, redatto dal GDSAp o dal professionista sanitario privato referente Solo in caso di conferma della diagnosi il GDSAp rilascerà il rinnovo del certificato (Allegato C e F).
RIASSUMENDO: PROCEDURE DOPO LA DIAGNOSI OGNI ISTITUZIONE SCOLASTICA RICEVE LA DIAGNOSI DALLA FAMIGLIA LA PROTOCOLLA LA INSERISCE NEL FASCICOLO RISERVATO INFORMA IL TEAM DOCENTI/CONSIGLIO DI CLASSE DELLA PRESENZA DI UNO STUDENTE con DSA ed INVITA A PRENDERE VISIONE DELLA DIAGNOSI • PROCEDE ALLA STESURA DEL PDP • AGGIORNA IL FASCICOLO PERSONALE RISERVATO INSERENDO IL PDP CONDIVISO ANCHE CON LA FAMIGLIA Viviana Rossi 68 • •
APPROFONDIMENTO NORMATIVA ED ESAMI DI STATO
PRIMO CICLO DI ISTRUZIONE Annualmente il MIUR fornisce indicazioni precise sulle modalità di svolgimento degli esami di stato, che si possono riassumere così: CIRCOLARE MINISTERIALE n. 48 del 31. 05. 2012, con istruzioni a carattere permanente (confermata da Nota n. 3587 del 3. 06. 2014): • possibilità di utilizzare tutti gli strumenti compensativi indicati nel PDP (mappe, formulari, calcolatrice, strumenti informatici, …) • possibilità di usare dispositivi d’ascolto dei testi delle prove scritte (sintesi vocale, registrazione in mp 3, lettura da parte di un componente della commissione) • tempi più lunghi per le prove o, in alternativa e comunque nell’ambito degli obiettivi disciplinari previsti per la classe, verifiche con minori richieste • criteri valutativi attenti più al contenuto che alla forma. Durante il colloquio, la commissione terrà conto, in ordine alle modalità di interrogazione usate anche in corso d’anno, delle capacità lessicali ed espressive dello studente con DSA , adeguando le richieste alle sue capacità.
ESAMI DI STATO SECONDO CICLO L’Ordinanza Ministeriale N. 11 del 29. 05. 2015 relativa alle “istruzioni e modalità organizzative ed operative per lo svolgimento degli esami di Stato conclusivi dei corsi di studio di istruzione secondaria di secondo grado nelle scuole statali e non statali”, dedica l’intero art. 23 alle modalità di effettuazione degli esami da parte dei candidati con DSA ↓
“La Commissione d’esame, sulla base di quanto previsto dall’articolo 10 del DPR 22 giugno 2009, n. 122 e dal relativo DM n. 5669 del 12 luglio 2011 di attuazione della legge 8 ottobre 2010, n. 170, recante Nuove norme in materia di disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico – nonché dalle Linee Guida allegate al citato decreto ministeriale n. 5669 del 2011, - considerati gli elementi forniti dal Consiglio di classe, terrà in debita considerazione le specifiche situazioni soggettive, adeguatamente certificate, relative ai candidati con disturbi specifici di apprendimento (DSA), in particolare, le modalità didattiche e le forme di valutazione individuate nell’ambito dei percorsi didattici individualizzati e personalizzati.
Sulla base della documentazione prodotta e di tutti gli elementi forniti dal consiglio di classe, le commissioni predisporranno adeguate modalità di svolgimento delle prove scritte e orali. Nello svolgimento delle prove scritte, gli studenti possono utilizzare gli strumenti compensativi previsti dal PDP o da altra documentazione. Sarà possibile, inoltre, prevedere alcune particolari attenzioni finalizzate a rendere sereno per tali studenti lo svolgimento dell’esame sia al momento delle prove scritte, sia in fase di colloquio. I ragazzi potranno usare la sintesi vocale o usufruire di dispositivi per l’ascolto dei testi della prova registrati (mp 3) o avere la possibilità di un lettore umano, individuato dalla commissione, che possa leggere i testi delle prove scritte. In particolare, si segnala l’opportunità di prevedere tempi più lunghi di quelli ordinari per lo svolgimento della prove scritte, di curare con particolare attenzione la predisposizione della terza prova scritta, con particolare riferimento all’accertamento delle competenze nella lingua straniera, di adottare criteri valutativi attenti soprattutto al contenuto piuttosto che alla forma. Allo studente, inoltre, potrà essere consentita l’utilizzazione di apparecchiature e strumenti informatici nel caso in cui siano stati impiegati per le verifiche in corso d’anno o comunque siano ritenuti funzionali allo svolgimento dell’esame.
Il Consiglio di classe inserisce nel documento del 15 maggio, di cui al DPR n. 323 del 1998, il Piano Didattico Personalizzato o altra documentazione predisposta ai sensi dell’articolo 5 del DM n. 5669 del 12 luglio 2011. Sulla base di tale documentazione e di tutti gli elementi forniti dal Consiglio di classe, le Commissioni predispongono adeguate modalità di svolgimento delle prove scritte e orali.
“I candidati con DSA possono usufruire di dispositivi per l’ascolto dei testi della prova registrati in formati “mp 3”. Per la piena comprensione del testo delle prove scritte, la Commissione può prevedere di individuare un proprio componente che possa leggere i testi delle prove scritte. Per i candidati che utilizzano la sintesi vocale, la Commissione può provvedere alla trascrizione del testo su supporto informatico. In particolare, si segnala l’opportunità di prevedere tempi più lunghi di quelli ordinari per lo svolgimento della prove scritte, di curare con particolare attenzione la predisposizione della terza prova scritta, con particolare riferimento all’accertamento delle competenze nella lingua straniera, di adottare criteri valutativi attenti soprattutto al contenuto piuttosto che alla forma. Al candidato potrà essere consentita la utilizzazione di apparecchiature e strumenti informatici nel caso in cui siano stati impiegati per le verifiche in corso d’anno o comunque siano ritenuti funzionali allo svolgimento dell’esame, senza che venga pregiudicata la validità delle prove. ”
E LINGUE STRANIERE NELL’ ESAME DI STATO?
PERCORSO ORDINARIO CON SOLA DISPENSA DALLE PROVE SCRITTE DI LINGUA STRANIERA « 3. Per quanto riguarda i candidati con diagnosi di DSA, che (…) hanno seguito un percorso didattico ordinario, con la sola dispensa dalle prove scritte ordinarie di lingua/e straniera/e, la Commissione, nel caso in cui la lingua straniera sia oggetto di seconda prova scritta, dovrà sottoporre i candidati medesimi a prova orale sostitutiva della prova scritta. La Commissione, sulla base della documentazione fornita dal Consiglio di classe, stabilisce modalità e contenuti della prova orale, che avrà luogo nel giorno destinato allo svolgimento della seconda prova scritta, al termine della stessa, o in un giorno successivo, …. Il punteggio, in quindicesimi, viene attribuito dall'intera commissione a maggioranza, compreso il presidente, secondo i criteri di conduzione e valutazione previamente stabiliti in apposita o apposite riunioni …»
PERCORSO DIDATTICO DIFFERENZIATO, CON ESONERO DALL’INSEGNAMENTO DELLA/E LINGUA/E STRANIERA/E 2. I candidati con diagnosi di Disturbo Specifico di Apprendimento (DSA), che, ai sensi dell’art. 6, comma 6, del DM n. 5669 del 12 luglio 2011, hanno seguito un percorso didattico differenziato, con esonero dall’insegnamento della/e lingua/e straniera/e, e che sono stati valutati dal consiglio di classe con l’attribuzione di voti e di un credito scolastico relativi unicamente allo svolgimento di tale piano possono sostenere PROVE DIFFERENZIATE, coerenti con il percorso svolto finalizzate solo al rilascio dell'attestazione di cui all'art. 13 del D. P. R. n. 323/1998. Per detti candidati, il riferimento all’effettuazione delle prove differenziate va indicato solo nella ATTESTAZIONE e non nei tabelloni affissi all’albo dell’istituto.
TERZA PROVA SCRITTA CON LINGUE STRANIERE Qualora la lingua o le lingue straniere siano coinvolte nella terza prova scritta, gli accertamenti relativi alla lingua o alle lingue straniere sono effettuati dalla commissione per mezzo di prova orale sostitutiva nel giorno destinato allo svolgimento della terza prova scritta, al termine della stessa, o in un giorno successivo, purché compatibile con la pubblicazione del punteggio complessivo delle prove scritte e delle prove orali sostitutive delle prove scritte nelle forme e nei tempi previsti nell’art. 15, comma 8. I risultati della prova orale relativa alla lingua o alle lingue straniere coinvolte nella terza prova scritta sono utilizzati per la definizione del punteggio da attribuire alla terza prova scritta.
IN SINTESI all’esame: Gli studenti con diagnosi di DSA possono utilizzare tutti gli strumenti compensativi indicati nel proprio PDP. L’accesso alla decodifica delle consegne delle prove scritte può avvenire in due modi: - sintesi vocale - lettore umano, cioè un componente della commissione che legge i testi delle prove Hanno diritto a tempi aggiuntivi per l’espletamento delle prove Hanno diritto a una particolare attenzione nella predisposizione della terza prova scritta (si ricorda che i quesiti per la 3^ prova devono essere di numero uguale a quelli dati alla classe, ma possono essere ridotti in termini di complessità, come prevede il dm 429/2000: ad es. Con quesiti a risposta multipla, oppure con parole chiave o schemi/guida prodotti nel corso dell'anno e debitamente indicati nel PDP. Inoltre gli studenti con DSA non dovrebbero essere tenuti a rispettare il numero di righe previsto per gli altri studenti, ma possono fornire risposte più brevi. ) Nella fase del colloquio, la commissione terrà conto, in ordine alle modalità di interrogazione usate anche in corso d’anno, delle capacità lessicali ed espressive del candidato con DSA , adeguando le richieste alle complessive capacità del candidato e adottando criteri valutativi attenti soprattutto al contenuto piuttosto che alla forma. Nelle lingue straniere la prova di colloquio avrà carattere compensativo nel caso in cui l'esito delle prove scritte non sia ritenuto soddisfacente
INOLTRE Nel DIPLOMA FINALE rilasciato al termine degli esami non viene fatta menzione delle modalità di svolgimento e della differenziazione delle prove.
DSA e UNIVERSITÀ Linee Guida CNUDD per l’ accesso all’università e l’assistenza dei ragazzi con DSA (e/o con altri BES certificati) durante il loro percorso formativo (10 luglio 2014)
UNO STUDENTE CON DSA … può aver diritto, ad esempio, all’interno del servizio di tutorato specialistico, in base alla sua situazione specifica, a diversi ambiti d’intervento come: l’accompagnamento da parte di uno studente alla pari nelle attività legate all’apprendimento (ad esempio: sostegno nella fruizione delle lezioni, aiuto nello studio, reperimento di materiali di studio, quali appunti, libri, bibliografie, ecc. ); il sostegno allo studio individuale da parte di un tutor con competenze specifiche (da individuare preferibilmente tra studenti senior, tirocinanti, dottorandi, assegnisti o docenti) per il superamento di esami o per la stesura dell’elaborato finale; l’affiancamento di una figura specializzata di supporto alla comunicazione. -
Per quanto riguarda i materiali didattici e i supporti tecnologici, lo studente con disabilità o con DSA potrà avvalersi di strumenti compensativi e di tutti gli ausili che lo supportano nell’attività quotidiana legata alla didattica (fruizione delle lezioni e studio individuale) nonché nell’accesso alle informazioni. Tra gli altri: i software di sintesi vocale, di riconoscimento del parlato, di interfaccia vocale, di predizione della parola, gli emulatori di sistemi di puntamento, le tastiere allargate, i puntatori oculari, i video ingranditori hardware e software, i sistemi di registrazione audio/video delle lezioni. L’utilizzo di ausili tecnologici deve potersi accompagnare, se necessario, alla disponibilità di materiale didattico accessibile: formato digitale, copie ingrandite, dispense dei docenti, slide delle lezioni ecc.
ORA CHE LA LEGGE c’è … … si spera in una piena e corretta APPLICAZIONE!
RICORDATE CHE … … nessuna norma impedisce di usare strategie di apprendimento valide per raggiungere gli obiettivi.
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