La Geografia studia le variazioni spaziali nella composizione












































































![NEET: NOT [ENGAGED] IN EDUCACTION, EMPLOYEMENT OR TRAINING = 7% della popolazione mondiale L’ NEET: NOT [ENGAGED] IN EDUCACTION, EMPLOYEMENT OR TRAINING = 7% della popolazione mondiale L’](https://slidetodoc.com/presentation_image_h/2da4b72f2910026f924d2df9ce502457/image-77.jpg)




- Slides: 81
La Geografia studia le variazioni spaziali nella composizione delle popolazioni e degli abitanti delle diverse aree geografiche. Popolazione = insieme delle persone che vivono in uno stesso territorio. Popolo = comunità con lingua, tradizioni e cultura in comune.
L’effetto dell'insediamento di popolazione in un dato spazio e in un periodo prolungato geografico costituisce il fenomeno evolutivo del popolamento. L'indice di popolamento è il rapporto percentuale tra il numero degli abitanti di una regione e il numero di abitanti che essa (con le sue risorse) può sostentare in un dato momento; la popolazione è scarsa (sottopopolamento) se l'indice è minore di 100; si ha sovrappopolamento se l'indice supera 100.
200. 000 anni fa, da una piccola valle dell’odierna Etiopia, l'Homo sapiens ha iniziato il suo viaggio di popolamento della Terra
L’uomo si distribuisce sulla Terra in modo diseguale: si concentra sulle coste e nelle pianure con corsi d’acqua. Nell'area rossa vivono tante persone quante nell'area blu (5+5%). Il 90% della popolazione vive nelle aree bianche
Densità aritmetica della popolazione: numero di abitanti/. kmq; Densità fisiologica : numero di abitanti/aree produttive; Carrying capacity (capacità di carico): la capacità di un ambiente di sostenere con le sue risorse un certo numero di individui. Impronta ecologica: l'area produttiva di mare e di terra necessaria a rigenerare le risorse consumate e assorbirne i rifiuti prodotti (stima quanti "pianeta Terra" servirebbero per sostenere l'umanità, qualora tutti vivessero secondo un determinato stile di vita).
Quando la crescita demografica supera la capacità di sostentamento, si dice che ‘area interessata è in sovrappopolamento, nelle condizioni opposte si verifica il decremento. Sovrappopolamento e decremento creano entrambi squilibri: il primo per mancanza d risorse che si devono reperire altrove; il secondo per la riduzione del ricambio generazionale
Nel Settecento Thomas Malthus attribuì principalmente la diffusione della povertà e della fame alla pressione demografica, in virtù dello stretto rapporto tra popolazione e risorse disponibili. Il modello fu criticato dai mercantilisti, che vedevano nella crescita demografica una delle cause della ricchezza dello Stato e dai marxisti, che gli imputavano di attribuire a cause naturali ciò che dipendeva in realtà dall’assetto economicosociale del capitalismo.
Rosso: crescita della popolazione; viola: fame malattie, crisi sociali, guerre; blu: produzione di alimenti; verde: capacità/possibilità di aumentare le produzioni
Il saldo tra nascite e morti costituisce le variazioni demografiche, che sono causate da: fattori naturali, culturali, socio-economici, politici e misurate in: • tasso di natalità (n° nascite / media demografica) • tasso di mortalità (n° morti/ media demografica) • tasso di fecondità (numero medio di figli per donna in età feconda) • tasso di incremento/decremento (percentuale di accrescimento/diminuzione in un anno
Per poter indagare e studiare i movimenti e la distribuzione della popolazione, la Geografia utilizza i dati statistici di misurazione elaborati attraverso aerogrammi, diagrammi, istogrammi, carte. Si può così pervenire all’esame completo della composizione della popolazione in tutta la sua svariata gamma di aspetti
Come raccogliamo i dati? I dati europei sono forniti dall’Eurostat, quelli italiani dal 1861 dai censimenti ISTAT, che raccolgono i dati riguardanti la popolazione, la composizione delle famiglie, il tipo di abitazione in cui abitano, le occupazioni svolte dagli abitanti, le caratteristiche delle imprese ecc. Fino al 2011 la cadenza dei censimenti era decennale, dal 2016. A partire dal 2016 l’ISTAT ha avviato il «censimento permanente» della popolazione e delle abitazioni. Nei paesi sottosviluppati le statistiche sono carenti
Le piramidi delle età mostrano la composizione di una popolazione in base all’età e al genere. Tre solo le tipologie: 1. a forte crescita; 2. a crescita lenta: 3. in declino
Il tasso di crescita naturale è l’indice del ritmo annuo di crescita o di diminuzione della popolazione In base al ritmo di crescita si può calcolare in quanto tempo la popolazione si raddoppierà
Lo studio dei tassi di natalità, mortalità e crescita naturale è indispensabile per l’elaborazione dei modelli di transizione demografica e, successivamente, di quelli della transizione epidemiologica, importanti per valutare l’incidenza delle malattie infettive e croniche sulla durata e la qualità della vita
Altrettanto importante -e troppo spesso sottovalutata- è l’analisi delle differenze di sesso e genere. I ruoli di genere variano da luogo, creano disparità e condizionano l’uso del territorio, tanto da aver dato vita giù nelle epoche passate e con forza crescente ora, a movimenti e associazioni in difesa del “sesso debole”. 1791: Olympe de Gauges diffonde la “dichiarazione dei diritti delle donne e delle cittadine”
Dichiarò: “Se la donna può essere può salire al patibolo come un uomo, deve poter salire anche sulle tribune”. Fu ghigliottinata nel 1793
1865: prime lotte per il diritto al voto in UK e nascita delle suffragette. L’arresto di Emmeline Pankhur
Fenomeni dell’evoluzione demografica sono le due forme di mobilità spaziale, la circolazione e l’emigrazione. La libera circolazione avviene grazie ad un accordo di scambi tra Stati. In Europa ad esempio, è favorita la libera circolazione dei cittadini all'interno del cosiddetto Spazio Schengen, che regola i rapporti tra gli Stati che hanno siglato l’apposita Convenzione.
Più complesso è il caso delle migrazioni, che si distinguono in: • Forzate: causate da campagne politiche di popolamento di regioni disabitate o “tratte”, cioè trasferimenti forzati, come avvenne con gli schiavi durante il colonialismo • Ambientali: a) determinate da cause naturali (alluvioni, terremoti, eruzioni, carestie) o b) umane (guerre, persecuzioni ecc. ) • Volontarie: provocate da fattori di attrazione
Quando la crescita demografica supera la capacità di sostentamento, si dice che l‘area interessata è in sovrappopolamento, nelle condizioni opposte si verifica il decremento. Sovrappopolamento e decremento creano entrambi squilibri: il primo per mancanza d risorse che si devono reperire altrove; il secondo per la riduzione del ricambio generazionale
L’Italia è stato un paese di forte emigrazione in tre periodi. Il primo, conosciuto come “Grande emigrazione”, ha avuto inizio subito dopo l’Unità d’Italia e si è chiuso con l’avvento del Fascismo. Il secondo è avvenuto dopo la fine della seconda guerra mondiale e si è concluso negli anni ’ 70. Il terzo periodo, in corso, è costituito da quella che è chiamata impropriamente la “fuga dei cervelli”, che colpisce anche -più in generale - chi in età giovane non riesce a trovare occupazione (4, 6 milioni di persone).
La diffusione della globalizzazione ha fatto aumentare le migrazioni internazionali che si sono dirette: • dal sud del mondo verso il nord, cioè dai paesi più arretrati verso quelli più sviluppati dal punto di vista economico; • da un sud ad un altro sud, sempre alla ricerca di condizioni politiche, economiche e sociali migliori (particolare è il caso Uganda, stato dell’Africa orientale confinante con stati in perenni e sanguinosi conflitti interni e dal 2015, riconosciuto come terzo paese africano ospitante il maggiore numero di migranti, dopo l’Etiopia e il Kenya). Da questi paesi, però, si muove un’ulteriore, lenta, emigrazione diretta in Europa
Tra il 1861 e il 1985 hanno lasciato l'Italia, senza farvi più ritorno, circa 18. 725. 000 di persone. In un primo momento interessò prevalentemente tre regioni il Veneto, il Friuli-Venezia Giulia e il Piemonte (soprattutto verso l’Europa): poi il primato migratorio passò a Calabria, Campania e Puglia (quasi 9 milioni di persone), che si diressero non solo verso l’Europa, ma anche nelle Americhe e in Australia
I racconti di chi è partito Un migrante italiano del Novecento: “Dolorosa e straziante è stata la spartenza” Frank Capra, partito a 6 anni dall’Italia dei primi anni del Novecento, ingegnere e regista geniale, racconta il viaggio: “Tredici giorni di miseria e fetore, imprigionati in un oscuro steerage (alloggio di terza classe), affollato da emigranti terrorizzati che piangevano e vomitavano”
Mario Perrotta emigrante italiano in Belgio, dove avvenne la strage di Marcinelle (1956) nella quale morirono 136 italiani, ha raccontato storie di ordinaria povertà, di braccia “vendute” dal governo in cambio di sconti sul carbone importato, senza sapere nulla sulle future condizioni di lavoro, “nordici” e “cafoni” del Sud che Hanno scavato nelle viscere delle montagne e mantenuto famiglie di “morti di fame”
Da terra di emigrazione l’Italia diventa, fra molte paure, terra d’accoglienza per emigranti Da gennaio 2007 a gennaio 2008 si è verificato il primo, più consistente, incremento di stranieri in Italia (+16, 8%). Le ondate migratorie dall’Africa sub-sahariana, per effetto dell’innalzamento dei tassi demografici, della desertificazione e delle guerre, si sono dirette verso la sponda settentrionale del Mediterraneo e soprattutto verso l’Italia divenuta terra di immigrazione. Ma non è sola.
La"fuga dei cervelli" (human capital flight, o spesso brain drain) indica l’emigrazione verso Paesi stranieri, di persone di talento o alta specializzazione professionale. Si associa spesso all’emigrazione di giovani di cultura medio-bassa in cerca di un’occupazione che non trovano in Italia. Tale termine, riferito al cosiddetto capitale umano, riprende la “fuga dei capitali” proprio delle imprese. E’ un fenomeno che acutizza gli squilibri tra le diverse aree del mondo
I racconti di un emigrante oggi Un migrante libico oggi: “Meglio morire in mare che stare in Libia. In mare si muore una volta sola, se stai in Libia è come se si morisse tutti i giorni”
Ultimamente all’emigrazione africana diretta verso il nord si sta sostituendo lentamente un’emigrazione sud-sud, cioè verso paesi africani meno agiati di quelli oltre frontiera, come l’Etiopia, il Kenyia, e l’Uganda, che ospitano il maggior numero dui migranti africani
In Italia il sistema di accoglienza dei migranti è ripartito tra strutture di prima e di seconda accoglienza: • gli hotspot e gli hub. affidati alle Prefetture; • gli Sprar (Sistemi di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) che fanno capo al Ministero degli Interni Negli ultimi anni, per il crescente numero di immigrati, si sono diffusi, in alternativa agli Sprar, anche i Centri di accoglienza straordinaria (Cas) (72% dell’accoglienza ordinaria, affidati a privati e associazioni
L'eccessivo numero dei Cas, Centri di accoglienza straordinaria, e il rischio di business sono stati due dei problemi principali dell’accoglienza (oggi molto ridotta numericamente).
Il Mediterraneo ha costituito la tomba per un numero enorme di migranti. Dal 2017 questo numero è andato calo, sia per l’opera incessante effettuata dalle navi da soccorso, sia per la contrazione progressiva delle migrazioni, ma le statistiche sono egualmente impressionanti e talvolta le morti superano la metà del numero dei partenti (dati orientativi)
Infine, esiste un business dei migranti, quello dei “mercanti di uomini” cioè i contrabbandieri che gestiscono la partenza dei barconi e un business dell’accoglienza. Ma “il disgustoso business dei migranti, quello vero, non avviene in mare ma sulla terraferma, in alcuni centri di accoglienza dove la tragedia dei profughi diventa lo strumento per intascare denaro pubblico. E’ li che la magistratura dovrebbe investigare” afferma la saggista e giornalista Loretta Napoleoni.
ALAN TOURING (1950) : Le conseguenze geografiche del caos “Lo spostamento di un sìngolo elettrone per un miliardesimo di centimetro, a un dato momento, potrebbe costituire la differenza tra due avvenimenti molto diversi, anni dopo, come l’uccisione di un uomo a causa di una valanga, o la sua salvezza”
Edward Lorenz (1971) “Può il batter d’ali di una farfalla in Brasile provocare anni dopo un tornado in Texas? ”
Da questa domanda deriva l’elaborazione matematica della teoria del caos, che fu applicata a moltissime discipline, dalla matematica alla fisica, dall’ingegneria alla robotica, dalla medicina alla geografia. Quest’ultima se ne serve per spiegare alcuni aspetti della dinamica del popolamento, dei cambiamenti climatici e/o demografici, con ripercussioni molto distanti nel tempo e nello spazio
Teoria del caos Il caos è uno stato di disordine, proprio dei sistemi dinamici. Il sistema caotico ha le seguenti caratteristiche: • È sensibile alle condizioni iniziali; • Ha la capacità di evolversi; • Costituisce uno spazio topologico denso, in cui ogni elemento fa parte dell’insieme o ne è un punto di accumulazione
Benoit Mandelbrot, dipendente dell’IBM, negli anni ‘ 70 ideò un programma di calcolo, eseguito al computer, che permise di ottenere le immagini dei frattali, forme geometriche irregolari o frammentate, divisibili in più parti, ognuna delle quali è una copia in forma ridotta di tutto l’insieme I frattali esprimono bene la teoria del caos. La parola “frattale” deriva dall’aggettivo latino “fractus” che significa irregolare o frammentato ed è connesso con il verbo frangere che significa rompere.
La soluzione al problema del caos è il cambiamento, cioè il passaggio dallo stato del sistema caos ad un altro ordine. Questo passaggio non sarà mai definitivo e presuppone un nuovo caos e un nuovo cambiamento.
La capacità di far fronte in maniera positiva a eventi traumatici, è detta resilienza. La resilienza può essere applicata ai fenomeni demografici
Per popolazione umana mondiale si intende il numero di esseri umani viventi sul mondo in una data definita. Nel 2011 ha raggiunto la soglia di 7 miliardi di abitanti; nel 2018 i 7, 6 miliardi. La crescita della popolazione, essendo un evento dinamico, esige lo studio dei cambiamenti strutturali e quantitativi, attraverso l’applicazione degli elementi propri della teoria del caos
Densità di popolazione nel mondo
SITUAZIONE ATTUALE • In tutta l’Europa la diminuzione è dovuta ad un calo delle nascite. • In Giappone la diminuzione è meno sensibile, ma è cominciato un calo. • Il tasso di crescita della popolazione sta diminuendo, tranne che in Medio Oriente e Africa subsahariana
A PROPOSITO DI CAPITALE UMANO • Dei 757 milioni di analfabeti, il 75% vive nell’Africa sud-occidentale e nel Africa subsahariana • L’analfabetismo è prevalentemente giovanile (primato della Siria, zona di guerra
NEET: NOT [ENGAGED] IN EDUCACTION, EMPLOYEMENT OR TRAINING = 7% della popolazione mondiale L’ Italia ha in Europa un triste primato: due milioni di ragazzi (24, 1%) tra 15 e 19 anni non studiano, non lavorano ed hanno un basso livello culturale, ol più basso in Europa (rapporto Istat 2017)
• La crescita impetuosa della popolazione dell’Africa, dell’India e degli altri paesi in via di sviluppo; • le culle vuote dei paesi ricchi; • i mutamenti climatici; • le tensioni sociali: • gli squilibri sempre più accentuati; • il sovrautilizzo delle risorse naturali Richiedono/richiederebbero forti (e concordi) azioni per il riequilibrio mondiale
• La crescita impetuosa della popolazione in Africa, India e nei paesi in via di sviluppo; • le culle vuote dei paesi ricchi; • i mutamenti climatici; • le tensioni sociali: • gli squilibri sempre più accentuati; • il sovrautilizzo delle risorse naturali Richiedono/richiederebbero forti e concordi azioni di riequilibrio mondiale