LA FILOSOFIA Introduzione I Che cos la filosofia






















































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LA FILOSOFIA Introduzione I
Che cos’è la filosofia? Concezione tradizionale della filosofia La filosofia è una disciplina scolastica o accademica, che ha per oggetto la storia del pensiero umano Senso autentico e originario del “far filosofia” Filosofare è “porre delle domande”, “porsi delle domande”, “interrogare” Filosofare: dimensione universalmente umana
L’origine del filosofare Enigmaticità, incomprensibilità, complessità del reale Meraviglia, stupore (thaumázein) Crisi delle certezze e delle convinzioni tradizionali Dubbio (aporéin) Esperienza della sofferenza e della morte Elasticità della condizione umana
Il metodo della filosofia Filosofare: ricerca di risposte (zetéin: ricercare; sképtesthai: indagare) Filosofia: “amore della sapienza” (philéin: amare; sophìa: sapienza) Momenti metodici (méthodos: via) del filosofare Osservare la realtà (esperienza: empeirìa) Riflettere sulla realtà (pensare, ragionare : dianoéin) Argomentare (dialogare: dialégesthai) Usare il “linguaggio” quotidiano (lògos)
La tradizione filosofica Il filosofare ha una tradizione differenti livelli di competenza Dialogo con gli altri con gli addetti ai lavori: oralità con i pensatori del passato: scrittura
Lo scopo della filosofia mira a comprendere la realtà nei suoi vari aspetti filosofia come contemplazione (theorìa) Aristotele, Hegel mira a dare indicazioni su come vivere (vita buona) filosofia come saggezza di vita (phrònesis) Socrate, Kierkegaard connette i due aspetti osserva e studia la realtà, per dare indicazioni su come vivere nel modo migliore sapienza e virtù (saggezza)
La filosofia e le singole scienze Il filosofo, in origine, affrontava le questioni più diverse Aristotele: logica, fisica, biologia, ontologia, psicologia, teologia Le scienze si sono sviluppate per gemmazione dalla filosofia sviluppo della quantità delle conoscenze necessità della specializzazione (autonomia)
Oggetto e metodo delle scienze La scienze hanno per oggetto un ambito o un aspetto determinato del reale Medicina: corpo umano; Astronomia: corpi celesti; Fisica: leggi meccaniche, elettriche, termodinamiche; Chimica: elementi e composti chimici Le scienze hanno un metodo loro proprio analisi empirica (esperimento) matematizzazione del reale (riduzione del qualitativo al quantitativo)
Suddivisione delle scienze Scienze formali (logica, matematica) Scienze naturali (fisica, chimica, astronomia, medicina, biologia, ecc. ) Scienze della cultura Scienze dello spirito (oggetto: storia, religione, linguaggio, arte) Scienze sociali ed economiche (oggetto: strutture sociali ed economiche)
Rapporto tra la filosofia e le scienze La filosofia mira alla totalità la realtà nella sua totalità un ambito del reale nella sua totalità Le scienze guardano solo a un settore della realtà e tendono a frantumarlo ulteriormente Rapporto tra filosofia e scienze La filosofia presuppone i risultati delle scienze La filosofia sintetizza i risultati delle scienze La filosofia critica l’unilateralità dei risultati delle scienze
Le discipline filosofiche. Metafisica: i principi primi (o ultimi) del reale ordo essendi (l’ordine dell’essere) ordo cognoscendi (l’ordine del conoscere) l’essere in generale: ontologia l’essere sommo: teologia metaphysica generalis metaphysica specialis (psicologia, cosmologia e teologia)
Le discipline filosofiche. Antropologia, Teologia, Etica Antropologia filosofica: uomo ciò che è essenzialmente e universalmente umano Teologia filosofica: Dio così come è afferrabile dalla ragione Etica: norme di comportamento fonda un agire giusto, razionale e sensato critica la morale vigente principi fondativi universalmente validi e razionalmente persuasivi non può rifarsi ad autorità esterne all’uomo
Le discipline filosofiche. Estetica, Logica, Gnoseologia Estetica: bello di natura e bello artistico impostazione descrittivo-funzionale o prescrittivonormativa Logica: funzionamento del pensiero logica classica logica moderna Gnoseologia: condizioni, essenza e limiti della conoscenza Epistemologia: presupposti e fondamenti della conoscenza nelle singole scienze
Altre discipline filosofiche Fil. Linguaggio linguaggio ideale linguaggio normale Fil. Storia: essenza e senso dello sviluppo storico Fil. Religione: essenza, significato e funzione del fenomeno religioso Fil. Natura: spiegazione della natura Fil. Diritto: fondazione del diritto Fil. sociale e politica: struttura, funzione e senso dello stato e della società
Filosofia e religione La filosofia nasce in Grecia in dialogo critico con le interpretazioni mitico-religiose del mondo La religione nasce da un incontro dell’uomo con il fondamento ultimo del reale (Dio, l’Assoluto, La Trascendenza, ecc. ) implica un’interpretazione del mondo e dell’uomo, un’etica, un un insieme di riti (preghiera, culto), una promessa di redenzione dal male Etimologia del termine “religione”: relegere: “ripetere” gli atti di culto religare: “legame col divino”
Differenza tra filosofia e religione Religione: Rivelazione di Dio storicamente puntuale (legge, persona, libro) continua (libri sacri) Riflessione razionale (teologia o filosofia) Tradizione comunitaria (verità tramandate) Filosofia: Esperienza e ragionamento Argomentazione razionale Dialogo con gli altri (orale, scritto)
La filosofia come critica dell’ideologia Filosofia: analisi critica delle concezioni religiose, morali, politiche e giuridiche Filosofia: critica dell’ideologia Concetto marxista di ideologia: ogni teoria che tenda a legittimare e stabilizzare i rapporti di dominio esistenti Concetto neopositivista di ideologia: ogni teoria che, pur non essendo empiricamente verificabile, pretenda di spiegare la realtà nella sua totalità e a prevedere il futuro Concetto sociologico di ideologia: ogni concezione socialmente o culturalmente condivisa, in grado di influenzare gli individui
La scienza frammenta la realtà Il coltello
Coltello: tagliare una bistecca , delle patate, del pane Fisica: l’atto del tagliare Più sottile è il filo della lama, meglio è I coltelli sono dei cunei che sfruttano il vantaggio meccanico di convertire piccole forze di spinta longitudinale (pressione) in grandi forze laterali (separazione) La forma della lama, molto stretta dal lato del filo, molto più larga verso il dorso, è tale che, mentre noi spingiamo anche solo leggermente verso il basso nell’azione di tagliare, questa produce sui due lati del materiale sottoposto al taglio intense forze orizzontali: sono proprio queste forze che permettono la separazione in due pezzi del corpo che si sta tagliando Il funzionamento contrario: cammello, cingolato.
Coltello: tagliare una bistecca , delle patate, del pane Chimica: materiale di cui è composta la lama Il ferro ha la tendenza ad arrugginirsi ruggine: risultato del processo di ossidazione del ferro che, esposto all’acqua e all’aria, si combina con molecole di ossigeno, acquisendo il tipico colore rossastro Proprio per ovviare a questo inconveniente è stato inventato l’acciaio inossidabile, così chiamato perché resistente all’ossidazione. Acciaio: lega di ferro e carbonio (la quantità di carbonio che però non deve superare il 2, 1% del peso) Ferro battuto (ferro con alcune impurità): quando il carbonio è presente in percentuale molto ridotta o praticamente assente Ghisa: quando il carbonio supera il 2, 1% di peso: il materiale ottenuto è più duro, ma anche meno duttile, più fragile e più difficile da saldare Per rendere inossidabile l’acciaio, occorre aggiungere alla lega ferro-carbonio anche una discreta percentuale di cromo (almeno il 10% in peso), spesso combinata anche con il nichel Solo così i nostri coltelli lucidi e splendenti possono resistere alla corrosione e rimanere integri
Evoluzionismo Charles Darwin
Charles Darwin L’origine delle specie, 1859 Mutabilità ed evoluzione delle specie, contro fissità delle specie (= Linneo) Variazioni (mutazioni) genetiche casuali Ereditarietà dei caratteri genetici casualmente insorti Lotta per la sopravvivenza Selezione naturale = sopravvivenza del più adatto
Lotta per l’esistenza La lotta per l’esistenza non comporta soltanto l’estinzione di numerose specie, ma anche l’imporsi di specie nuove, in quanto gli individui che si trovano a possedere i caratteri più adatti alla sopravvivenza vengono favoriti nella lotta per sopravvivere e tendono così a trasmettere e a rinforzare tali caratteri in un gran numero di discendenti. Sopravvivenza del più adatto
Selezione naturale L’ambiente è un fattore di selezione naturale Affinità con la selezione artificiale praticata dagli allevatori sugli animali domestici o sulle piante domestiche per ottenere tipi di piante o animali utili all’uomo “Si può dire, metaforicamente, che la selezione naturale sottoponga a scrutinio, giorno per giorno e ora per ora, le più lievi variazioni in tutto il mondo, scartando (rejecting) ciò che è cattivo, conservando (preserving) e sommando (adding up) tutto ciò che è buono; silenziosa ed impercettibile, essa lavora quando e dovunque se ne offra l’opportunità perfezionare ogni essere vivente in relazione alle sue condizioni organiche e inorganiche di vita” (Ch. Darwin)
Variazioni fortuite I caratteri di una specie variano per l’insorgere casuale di differenze negli individui Nascono così tipi nuovi che soggiacciono al verdetto dell’ambiente La teoria delle variazioni fortuite, introducendo nella natura il concetto di “caso”, elimina ogni concezione finalistica e soprannaturale dei fenomeni biologici Contro la tesi creazionistica biblica Contro l’idea di un disegno divino nella natura
Origine dell’uomo, 1871 Gli uomini non discendono direttamente dalle scimmie antropomorfe, ma si sono evoluti, contemporaneamente agli altri tipi di primati, a partire da antenati comuni (da un ceppo comune) Il ceppo comune è il ramo originario da cui si sono formate specie diverse che sono in continua evoluzione Alcune specie di primati si sono estinte, altre si sono formate per variazioni genetiche Tutte hanno potuto conservarsi solo se sono state in grado di adattarsi all’ambiente e di sopravvivere alla lotta per l’esistenza
Australopithecus Afarensis Donald Carl Johanson
Triangolo di Afar, Etiopia, 1974 «Australopithecus» = «scimmia del sud; «afarensis» = Afar, luogo di ritrovamento Piccola donna vissuta 3, 18 milioni di anni fa Camminava in posizione eretta, la sua mano era più piccola della mano di un adulto dei nostri giorni, ma le assomigliava in modo sorprendente. era di statura piuttosto ridotta, ma i suoi simili maschi raggiungevano forse i 140 cm. Rispetto alla sua altezza, era abbastanza robusta. Aveva ossa forti e braccia abbastanza lunghe. La sua testa assomigliava più a quella di una scimmia antropomorfa che a quella di un uomo, con la mandibola che sporgeva in avanti e la parte superiore del cranio appiattita. Probabilmente aveva il pelo scuro come le altre scimmie antropomorfe africane Il suo cervello aveva quasi le stesse dimensioni di quello di uno scimpanzé Morì all’età di circa vent’anni cadendo da un albero
Rift valley 15 milioni di anni fa, forze immani sollevarono la crosta terrestre dell’Africa orientale innalzandola fino a quasi 3000 metri sopra il livello del mare. La roccia continentale si inarcò, si aprì lungo una linea di 4500 chilometri e creò le condizioni per una vegetazione completamente nuova. A ovest dell’enorme fossa vi erano foreste tropicali ricche di cibo che costituivano un habitat ideale per le scimmie, abilissime arrampicatrici. Nei nuovi e variegati ambienti dell’est, invece, la moria dei boschi creava zone semidesertiche, savane, piccole selve ai margini dei fiumi e aree fluviali paludose. Qui, 4 o 5 milioni di anni fa, alcuni ominidi iniziarono a camminare in posizione eretta
Australopitecine Australopithecus robustus: cranio robusto e molari molto grossi; Australopithecus africanus: cranio più leggero e denti più piccoli Cacciatore di selvaggina grossa, camminava in posizione eretta, parlando e agitando una clava I suoi occhi, trovandosi nella parte anteriore del cranio, potevano guardare solo in una direzione, per cui, per ampliare il suo campo visivo, doveva girare la testa altri classi di animali hanno campi visivi molto più ampi (mosche o piovre) Acutezza della vista: vedeva meglio dei cavalli e dei rinoceronti, ma peggio degli uccelli rapaci La sua percezione, come quella della maggior parte dei vertebrati, distingueva un lato destro e un lato sinistro Le meduse, le stelle marine e i ricci di mare: la loro percezione, non dividendosi in due metà, è circolare Olfatto: assai debole e di gran lunga inferiore a quello di cani e di orsi, ma anche di molti insetti. L’udito era piuttosto sviluppato, ma meno di quello di cani e orsi
Il volume del cervello Australopitecine: tra i 400 e i 550 grammi Homo habilis, vissuto 2 milioni di anni fa: 500 -700 grammi. Homo heidelbergensis e Homo erectus, comparsi 1, 8 milioni di anni fa: tra gli 800 e i 1000 grammi. Homo sapiens, che risale più o meno a 400. 000 anni fa: tra i 1100 e i 1800 grammi il cervello crebbe più velocemente del corpo, fenomeno osservato finora solo in due specie animali: negli uomini e nei delfini
Espansione del cervello Al momento della nascita l’uomo non è completamente sviluppato le scimmie antropomorfe, quando vengono al mondo, sono abbastanza vicine alla loro forma definitiva. L’uomo rimane molto più a lungo nello stadio fetale e quindi più a lungo nella fase in cui è predisposto ad apprendere. Nell’uomo l’espansione del cervello continua per parecchio tempo con la stessa velocità con cui procedeva nel grembo materno In tutti gli altri mammiferi, dopo la nascita, il cervello cresce più lentamente delle altre parti del corpo
Sviluppo tecnologico lento Nel passaggio dall’australopiteco all’Homo habilis e all’Homo erectus, il cervello è cresciuto a una velocità incredibile, ma non ha prodotto grandi innovazioni culturali, come per esempio un utilizzo più articolato di strumenti di lavoro. Perfino quando l’aumento della massa cerebrale era pressoché terminato, ovvero all’incirca un milione di anni fa, si dovettero attendere ancora centinaia di migliaia di anni prima che gli ominidi con il loro cervello ad alta prestazione producessero davvero qualcosa di più di una misera amigdala Gli strumenti degli uomini di Neanderthal, che si estinsero appena 40. 000 anni fa, erano ancora alquanto semplici e poco rifiniti. E questo benché il loro cervello fosse addirittura un po’ più grande di quello dell’uomo attuale Il cervello deve dedicare quasi tutte le sue energie a compiti che non sono legati al progresso tecnico. La parte di gran lunga più consistente della intelligenza è investita nella complicata vita sociale
Uomini e animali L’uomo condivide con le scimmie, e soprattutto con le scimmie antropomorfe, degli istinti e dei comportamenti, come la guerra e l’aggressione, l’impulsività, il senso della famiglia e quello sociale All’inizio del XIX secolo, alcuni filosofi avevano attribuito al corso della natura un senso, come se tutto culminasse nell’uomo, l’essere che sarebbe stato creato per comprendere il corso del mondo. In lui la natura diventava conscia di sé stessa. In realtà, non c’è nulla che faccia pensare che l’uomo e il suo agire siano la meta dell’evoluzione. Non solo l’ipotesi di un simile corso della storia, ma anche la stessa idea di «meta» , è sospetta. Quest’ultima è una categoria di pensiero molto umana (le salamandre hanno forse delle mete? ), legata a una concezione tipicamente umana del tempo, proprio come i concetti di «progresso» e di «senso» . La natura, invece, è una realtà fisica, chimica e biologica. E il concetto di «senso» ha delle proprietà ben diverse da quelle che caratterizzano per esempio una proteina
L’uomo Differenze tra uomo e animale
Settori della Biologia Microbiologia: si occupa dei microrganismi come batteri o virus Botanica: si occupa delle piante Zoologia: si occupa degli animali Antropologia: si occupa degli uomini
Ambiti di studio della Biologia Morfologia: studia le forme e le regole di costruzione degli esseri viventi anatomia (parti costitutive) organologia (organi) istologia (tessuti) citologia (cellule) Fisiologia: studia i processi vitali, cioè le attività e le leggi degli organi, dei tessuti e delle cellule; Genetica: studia le leggi dell’ereditarietà, i caratteri ereditari (geni) e i portatori dell’ereditarietà (cromosomi) Ontogenesi e Filogenesi: studiano l’evoluzione dei singoli esseri viventi e delle specie Paleontologia: studia la preistoria degli esseri viventi Ecologia: scienza delle relazioni reciproche tra gli organismi e il loro ambiente Etologia: scienza del comportamento di animali e uomini
L’ordine dei Primati (mammiferi) Proscimmie (lemuriformi, tarsiformi, lorisiformi) Scimmie catarrhine (naso stretto) o «del vecchio mondo» platyrrhine (naso piatto) o «del nuovo mondo» Ominoidi (grandi scimmie o scimmie antropomorfe) famiglia degli Ilobatidi (gibboni) famiglia degli Ominidi
Superfamiglia Ominidi Eccetto l’uomo e i gorilla, sono degli ottimi arboricoli Sono onnivori: mangiano frutta, semi, tutti gli insetti che trovano e qualunque cosa di commestibile capiti loro a tiro.
Ilobatidi Diversamente dagli altri ominoidei, Hanno dimensioni più piccole, Hanno braccia lunghe rispetto alle dimensioni del corpo Hanno stile di vita esclusivamente arboricolo Utilizzano le braccia come forma principale di locomozione Hanno organizzazione sociale basata su coppie monogame Come gli altri ominoidei, cavità cranica voluminosa; orbite grandi alcune specie possiedono una sacca laringea nel collo che permette loro di intensificare i richiami vanno in cerca di cibo durante le ore del giorno si cibano principalmente di frutti con polpa, incrementando la dieta con foglie e invertebrati vivono nella foresta pluviale tropicale e subtropicale, principalmente in zone di bassa quota Sono animali sociali e territoriali che formano piccoli gruppi di quattro individui in media, composti da una coppia monogama e dai figli Proteggono il proprio territorio e tengono alla larga potenziali rivali attraverso una serie di manifestazioni, principalmente vocali, durante le quali la coppia di adulti di ogni gruppo intona a voce alta un duetto di richiami di avvertimento
Ominidi Pongini (oranghi) Gorillini (gorilla) Ominini Pan (scimpanzé e bonomo: pan troglodytes e paniscus) Australopitechi (estinti) Vari tipi di Homo: Homo habilis Homo erectus Homo neanderthalensis Homo sapiens
Differenze tra animale e uomo Differenze graduali costituzione corporea comportamento sviluppo Differenze essenziali razionalità (intellezione e autocoscienza) volontà libera (decisione e responsabilità) linguaggio verbale cultura e religione
Differenze graduali a) differenze nella costituzione corporea postura eretta e andatura bipede presa di precisione rada peluria minore specializzazione degli organi laringe cervello
Differenze graduali b) differenze comportamentali l’uomo non ha un legame istintuale con l’ambiente (eccentricità o apertura) l’uomo non ha blocchi istintuali l’uomo è capace di ridere e piangere c) differenze nello sviluppo totale mancanza di autonomia nel primo anno di vita periodo di maturazione molto più lungo (bisogno di educazione e insegnamento) longevità (tradizioni)
Differenze essenziali razionalità (intellezione e autocoscienza) volontà libera (decisione e responsabilità) linguaggio verbale essere che vive di tradizioni essere che insegna e che impara cultura e religione
Il cervello umano Santiago Ramon y Cajal
Il cervello umano Pesa appena un chilo e mezzo, ha la forma di una noce gonfiata e la consistenza di un uovo a la coque Contiene 100. 000 (cento miliardi) di cellule nervose e 500. 000 (500. 000 miliardi) di connessioni. Nucleo Dendriti: ramificazioni della cellula (in-put) Assoni: fili più o meno lunghi che partono dal neurone (out-put) Sinapsi: punti di comunicazione tra le cellule nervose
Impulsi nervosi unidirezionali Gli impulsi nervosi, quando attraversano il cervello e il midollo spinale, si muovono sempre in una sola direzione. Le sinapsi di una cellula nervosa comunicano con le sinapsi di un’altra, ma i percorsi nervosi sono strade a senso unico, così come il corso di un flusso di informazioni non può essere mai invertito Cajal (1906 premio nobel per la medicina); disegni delle cellule nervose: un atlante del cervello II fisiologo tedesco Otto Loewi: (1921): gli impulsi nervosi migrano da una sinapsi all’altra, servendosi di una sostanza elettrochimica che funge da messaggero
Aree del cervello L’dea per cui aree cerebrali separate si occuperebbero soltanto di alcune capacità ben determinate come il calcolo, il linguaggio, il pensiero o la memoria, è infondata L’anatomista francese Paul Broca (1861) e il neurologo tedesco Carl Wernicke (1874) trovarono, indipendentemente l’uno dall’altro, i due centri del linguaggio: l’area di Broca, preposta all’articolazione dei suoni, e l’area di Wernicke, responsabile della comprensione linguistica
Tronco cerebrale, Diencefalo TRONCO = parte più bassa del cervello: mesencefalo, ponte e miencefalo, che è il prolungamento del midollo smista le impressioni sensoriali e coordina i movimenti automatici: battito cardiaco, respiro, metabolismo, riflessi (l’ammiccamento, la deglutizione e la tosse) DIENCEFALO: parte superiore del talamo, ipotalamo, subtalamo ed epitalamo. emozioni; percepisce impressioni sensoriali e le trasmette al telencefalo sonno e veglia, dolore, regolazione della temperatura corporea, pulsioni (compreso comportamento sessuale)
Cervelletto e Corteccia CERVELLETTO: apprendimento motorio e attività cognitive; linguaggio, comportamento sociale e memoria (attività svolte inconsciamente) CORTECCIA CEREBRALE: al di sopra delle altre regioni nell’uomo è tre volte la grandezza di tutte le altre parti dell’encefalo messe insieme In essa è possibile distinguere numerose zone, che a loro volta si possono suddividere in aree sensoriali e aree associative Tutte le grandi prestazioni mentali dell’uomo dipendono dall’attività della corteccia, ma mai esclusivamente da questa
Attenzione Gli esseri umani possono occuparsi sempre e soltanto di una cosa alla volta, anche se gli oggetti della loro attenzione possono susseguirsi rapidamente e in gran numero Uomo multitasking = non significa che egli sia capace di concentrarsi allo stesso tempo su diverse cose, ma soltanto che può passare velocemente da una cosa all’altra La portata della nostra attenzione è limitata Gli uomini usano soltanto una piccola parte delle loro cellule nervose Dagli anni Novanta la neurofisiologia possiede immagini colorate del cervello. Nuove tecniche della radiodiagnostica: TAC, risonanza magnetica Laddove in passato non si potevano mostrare che processi elettrici o chimici, i nuovi procedimenti misurano il flusso sanguigno nel cervello fornendo delle immagini ad alta risoluzione
Filosofia e neuroscienze «Il sogno del maggiordomo» : Il maggiordomo non sta bene nel suo seminterrato e aspira a salire fino all’ultimo piano Gli esperti di neurofisiologia cerebrale: vorrebbero balzare dalle cellule e dalle proteine alla filosofia Tra le proteine e il senso delle cose c’è un abisso Anche se la neurofisiologia cerebrale è sulla buona strada per decifrare i centri e le funzioni del cervello, il meccanismo che produce lo spirito è ben lungi dall’essere compreso. Più conoscenze acquistiamo in merito al cervello e più complicato esso ci appare. Quando si fa ascoltare un pezzo di musica, la risonanza magnetica evidenzia che in determinati centri emotivi del mio cervello affluisce una maggiore quantità di sangue, ma non spiega le mie sensazioni e i miei sentimenti e tantomeno è in grado di dire perché provo quello che provo
Neuroscienze Cervelli umani cercano informazioni su cervelli umani Un sistema cerca di comprendere sé stesso Il cervello è al contempo il soggetto e l’oggetto della ricerca Gli specialisti di neurofisiologia cerebrale fanno la stessa cosa che i filosofi fanno da duemila anni: quando pensano, cercano di comprendere il proprio pensiero Usare il pensiero per comprendere se stessi e, laddove è possibile, osservare se stessi mentre si pensa questo è stato per molto tempo il metodo più diffuso per capire lo spirito umano