LA CORTE DI CASSAZIONE TRA IUS LITIGATORIS E

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LA CORTE DI CASSAZIONE TRA IUS LITIGATORIS E IUS CONSTITUTIONIS Prof. Avv. Alberto Tedoldi

LA CORTE DI CASSAZIONE TRA IUS LITIGATORIS E IUS CONSTITUTIONIS Prof. Avv. Alberto Tedoldi Università degli Studi di Verona

Querela nullitatis Sentenze viziate per violazione della regula iuris (contra ius constitutionis) Sentenze viziate

Querela nullitatis Sentenze viziate per violazione della regula iuris (contra ius constitutionis) Sentenze viziate per violazione del diritto di uno dei litiganti (contra ius litigatoris) Nel diritto romano canonico Estensione della querela nullitatis alle sentenze viziate da manifesta iniquitas o notoria iniustitia Errores in iudicando (vizi di giudizio) generano ingiustizia del decisum, ed Errores in procedendo (vizi di attività) generano nullità (nec ulla sententia)

Ancien Régime Cariche giudiziarie venali (noblesse de robe) Assolutismo giuridico e politico di Luigi

Ancien Régime Cariche giudiziarie venali (noblesse de robe) Assolutismo giuridico e politico di Luigi XIV Conseil du Roi (Conseil des parties) di natura politica Ordonnance civile 1667 Logica matematica e circoli giansenisti di Port Royal Sillogismo giudiziario e calcolo logico-matematico sul presupposto che quaestio facti e quaestio iuris siano nettamente separabili

Rousseau, Du contrat social: ou principes du droit politique, 1762 Poche leggi, semplici e

Rousseau, Du contrat social: ou principes du droit politique, 1762 Poche leggi, semplici e chiare, espresse in un testo scritto nel quale si materializza razionalmente la volontà generale Montesquieu, Esprit des Lois, 1777 Mais les juges de la nation ne sont… que la bouche qui prononce les paroles de la loi ; des êtres inanimés, qui n’en peuvent modérer ni la force ni la rigueur Pietro Verri, Sulla interpretazione delle leggi, 1765 Se il giudice diventa legislatore la libertà politica è annichilita; il giudice diventa legislatore sì tosto che è lecito interpretar la legge; dunque si proibisca al giudice l’interpretar la legge; dunque si riduca ad essere mero esecutore della legge; dunque esegua la legge nel puro stretto significato delle parole e nella materiale disposizione della lettera »

Utopia illuministica e legalistica Logicismo globale Tutelare il primato della legge sulla giurisdizione Tecnica

Utopia illuministica e legalistica Logicismo globale Tutelare il primato della legge sulla giurisdizione Tecnica del référé legislatif facultatif Référé legislatif obligatoire au legislateur (in caso di inosservanza del référé facultatif) legge di interpretazione autentica Decreto Assemblea nazionale 27 novembre-1° dicembre 1790 Tribunal de cassation établis auprès du Corps législatif Funzione costituzionale, non giurisdizionale Potere solo di annullamento (casser) per reprimere possibili abusi dei giudici (non funzionari statali) 1. Divieto di occuparsi du fond des affaires 2. Cognizione soltanto su une contravention expresse au texte de la loi (contra litteram legis): in claris non fit interpretatio 3. Giurisdizione puramente negativa (casser), senza neppure la formulazione di alcun principio di diritto

Riforme napoleoniche Emanazione dei codici Code civile, 1804; Code de procédure civile, 1806; Ordinamento

Riforme napoleoniche Emanazione dei codici Code civile, 1804; Code de procédure civile, 1806; Ordinamento giudiziario, 1810 Giudici-funzionari (di nomina del sovrano) Riorganizzazione burocratica dello Stato Il giudice soggetto alla legge Sentenza come mera applicazione del diritto sostanziale codificato Legalismo normativo , Formalismo interpretativo, Logicismo giudiziale Abolizione del référé legislatif Senatoconsulto 18 maggio 1803 Tribunal de cassation diviene Cour de cassation posta poi al vertice dell’ordine giudiziario 1. contravention expresse au texte de la loi 2. Fausse application de la loi 3. Potere solo di casser 4. Mezzo di impugnazione straordinario, post rem iudicatam attraverso il double degrée de juridiction 5. Vincolo del giudice di merito dopo il secondo annullamento a sezioni unite (riforma 1° aprile 1837)

Recezione del modello francese negli Stati preunitari e poi nel Regno d’Italia Recezione del

Recezione del modello francese negli Stati preunitari e poi nel Regno d’Italia Recezione del modello francese attraverso la legge piemontese del 1847 c. p. c. 1865 art. 465 Mezzo di impugnazione straordinario che seguiva la formazione del giudicato Appello devolutivo e sentenza di secondo grado esecutiva per legge Vincolo del giudice di rinvio soltanto dopo la seconda cassazione della sentenza, a sezioni unite e per gli stessi motivi Cinque Corti di cassazione (Torino, Firenze, Roma, Napoli, Palermo) Nel Lombardo-Veneto sistema austriaco della Revision (terza istanza): Regolamento giudiziario 1815 Progetto Cassinis 1861: terza istanza con unica Corte suprema con il compito di dirimere i conflitti di giurisprudenza tra corti regionali Critiche verso il sistema della cassazione centralizzato da parte dei giuristi lombardi ed emiliani Manifestazione del principio di autorità e strumento di legittimazione dell’assolutismo monarchico, secondo una concezione gerarchica della giustizia Sistema della revisione e della terza istanza come espressione di libertà

Unificazione della Cassazione (1923) Ordinamento giudiziario fortemente burocratico e gerarchico (decreto 6 dicembre 1865)

Unificazione della Cassazione (1923) Ordinamento giudiziario fortemente burocratico e gerarchico (decreto 6 dicembre 1865) Opera di Calamandrei, Cassazione civile, 1920 «La Cassazione deve curarsi, più che di risolvere secondo giustizia il caso concreto, di suggerire per il futuro l’interpretazione teorica corrispondente in astratto alla volontà del legislatore» , sicché va lasciata «senza che il diretto contatto coi fatti ne intorbidi il lavoro, al suo puro ufficio di formulazione di massime» Propone: 1. unificazione, 2. solo errores in iudicando, limitatamente alle questioni suscettibili di avere un influsso sulla futura interpretazione del diritto obiettivo, 3. no al controllo sulla motivazione, 4. introduzione dell’efficacia vincolante del principio di diritto, 5. filtri all’ingresso dei ricorsi, 6. depositi pro expensis e multe sanzionatorie r. d. 24 marzo 1923, n. 601 – unificazione della Corte di cassazione celebrata come simbolo dell’unità nazionale finalmente raggiunta Art. 61: «mantenere l’esatta osservanza delle leggi»

Regio Decreto 30 gennaio 1941, n. 12 Art. 65 Attribuzioni della corte suprema di

Regio Decreto 30 gennaio 1941, n. 12 Art. 65 Attribuzioni della corte suprema di cassazione La corte suprema di cassazione, quale organo supremo della giustizia, assicura l'esatta osservanza e l'uniforme interpretazione della legge, l'unità del diritto oggettivo nazionale, il rispetto dei limiti delle diverse giurisdizioni; regola i conflitti di competenza e di attribuzioni, ed adempie gli altri compiti ad essa conferiti dalla legge. La corte suprema di cassazione ha sede in Roma ed ha giurisdizione su tutto il territorio dello Stato. Relazione n. 10: la Cassazione, posta al vertice della piramide giudiziaria, come un organo d’interpretazione quasi-autentica della legge, dal quale «si irradia sull’amministrazione della giustizia una luce intensa e perenne»

Art. 111 Cost. … 6 (ex 1). Tutti i provvedimenti giurisdizionali devono essere motivati.

Art. 111 Cost. … 6 (ex 1). Tutti i provvedimenti giurisdizionali devono essere motivati. 7 (ex 2). Contro le sentenze e contro i provvedimenti sulla libertà personale, pronunciati dagli organi giurisdizionali ordinari o speciali, è sempre ammesso ricorso in Cassazione per violazione di legge. Si può derogare a tale norma soltanto per le sentenze dei tribunali militari in tempo di guerra. 8 (ex 3). Contro le decisioni del Consiglio di Stato e della Corte dei conti il ricorso in Cassazione è ammesso per i soli motivi inerenti alla giurisdizione.

Art. 360 c. p. c. Sentenze impugnabili e motivi di ricorso Le sentenze pronunciate

Art. 360 c. p. c. Sentenze impugnabili e motivi di ricorso Le sentenze pronunciate in grado d'appello o in unico grado possono essere impugnate con ricorso per cassazione: 1) per motivi attinenti alla giurisdizione; 2) per violazione delle norme sulla competenza, quando non è prescritto il regolamento di competenza; 3) per violazione o falsa applicazione di norme di diritto e dei contratti e accordi collettivi nazionali di lavoro; 4) per nullità della sentenza o del procedimento; [5) per omessa, insufficiente o contraddittoria motivazione circa un fatto controverso e decisivo per il giudizio] 5) per omesso esame circa un fatto decisivo per il giudizio che è stato oggetto di discussione tra le parti. Numero così sostituito dal d. l. 83/2012, conv. dalla l. 134/2012. Si applica alle sentenze pubblicate dal trentesimo giorno successivo a quello di entrata in vigore della legge di conversione. Ergo 11 settembre 2012.

art. 606 c. p. p. Casi di ricorso 1. Il ricorso per cassazione può

art. 606 c. p. p. Casi di ricorso 1. Il ricorso per cassazione può essere proposto per i seguenti motivi: a) esercizio da parte del giudice di una potestà riservata dalla legge a organi legislativi o amministrativi ovvero non consentita ai pubblici poteri; b) inosservanza o erronea applicazione della legge penale, o di altre norme giuridiche, di cui si deve tener conto nell'applicazione della legge penale; c) inosservanza delle norme processuali stabilite a pena di nullità, di inutilizzabilità, di inammissibilità o di decadenza; d) mancata assunzione di una prova decisiva, quando la parte ne ha fatto richiesta anche nel corso dell'istruzione dibattimentale limitatamente ai casi previsti dall'art. 495, comma 2; e) mancanza, contraddittorietà o manifesta illogicità della motivazione, quando il vizio risulta dal testo del provvedimento impugnato ovvero da altri atti del processo specificamente indicati nei motivi di gravame.

Art. 366 bis c. p. c. (abrogato) Formulazione dei motivi Nei casi previsti dall'art.

Art. 366 bis c. p. c. (abrogato) Formulazione dei motivi Nei casi previsti dall'art. 360, primo comma, nn. 1), 2), 3) e 4), l'illustrazione di ciascun motivo si deve concludere, a pena di inammissibilità, con la formulazione di un quesito di diritto. Nel caso previsto dall'art. 360, primo comma, n. 5), l'illustrazione di ciascun motivo deve contenere, a pena di inammissibilità, la chiara indicazione del fatto controverso in relazione al quale la motivazione si assume omessa o contraddittoria, ovvero le ragioni per le quali la dedotta insufficienza della motivazione la rende inidonea a giustificare la decisione.

Art. 360 bis c. p. c. Inammissibilità del ricorso Il ricorso è inammissibile: 1)

Art. 360 bis c. p. c. Inammissibilità del ricorso Il ricorso è inammissibile: 1) quando il provvedimento impugnato ha deciso le questioni di diritto in modo conforme alla giurisprudenza della Corte e l'esame dei motivi non offre elementi per confermare o mutare l'orientamento della stessa; 2) quando è manifestamente infondata la censura relativa alla violazione dei princìpi regolatori del giusto processo.

Cass. , sez. un. , 31 -07 -2012, n. 13620. Nel nostro ordinamento la

Cass. , sez. un. , 31 -07 -2012, n. 13620. Nel nostro ordinamento la regola dello stare decisis è stata valorizzata dalla novella di cui alla l. 69/09 che, nell’introdurre nell’ordinamento l’art. 360 bis c. p. c. (che sancisce l’inammissibilità del ricorso quando il provvedimento impugnato ha deciso le questioni di diritto in modo conforme alla giurisprudenza della corte e l’esame dei motivi non offre elementi per confermare o mutare l’orientamento della stessa), ha accentuato maggiormente l’esigenza di non cambiare l’interpretazione della legge in difetto di apprezzabili fattori di novità, in una prospettiva di limitazione dell’accesso al giudizio di legittimità coerente con l’esercizio della funzione nomofilattica.

Cass. , sez. un. , 06 -09 -2010, n. 19051. L’art. 360 bis c.

Cass. , sez. un. , 06 -09 -2010, n. 19051. L’art. 360 bis c. p. c. , introdotto dall’art. 47 l. 18 giugno 2009 n. 69, va interpretato nel senso che il ricorso deve essere rigettato, perché manifestamente infondato, e non dichiarato inammissibile, se, al momento in cui la corte pronuncia, la decisione di merito si presenta conforme alla propria giurisprudenza e il ricorso non prospetta argomenti per modificarla. Cass. , sez. un. , 21 -03 -2017, n. 7155 Il ricorso che censuri il provvedimento impugnato conforme alla giurisprudenza della corte è inammissibile, ma non manifestamente infondato.

Art. 348 ter c. p. c. Pronuncia sull'inammissibilità dell'appello … Quando l'inammissibilità è fondata

Art. 348 ter c. p. c. Pronuncia sull'inammissibilità dell'appello … Quando l'inammissibilità è fondata sulle stesse ragioni, inerenti alle questioni di fatto, poste a base della decisione impugnata, il ricorso per cassazione di cui al comma precedente può essere proposto esclusivamente per i motivi di cui ai nn. 1), 2), 3) e 4) del primo comma dell'art. 360. La disposizione di cui al quarto comma si applica, fuori dei casi di cui all'art. 348 -bis, secondo comma, lett. a), anche al ricorso per cassazione avverso la sentenza d'appello che conferma la decisione di primo grado.

Cass. , sez. un. , 07 -04 -2014, n. 8053 La riformulazione dell’art. 360,

Cass. , sez. un. , 07 -04 -2014, n. 8053 La riformulazione dell’art. 360, 1º comma, n. 5, c. p. c. , disposta dall’art. 54 d. l. 22 giugno 2012 n. 83, convertito, con modificazioni, in l. 7 agosto 2012 n. 134, deve essere interpretata, alla luce dei canoni ermeneutici dettati dall’art. 12 preleggi, come riduzione al «minimo costituzionale» del sindacato di legittimità sulla motivazione; pertanto, è denunciabile in cassazione solo l’anomalia motivazionale che si tramuta in violazione di legge costituzionalmente rilevante, in quanto attinente all’esistenza della motivazione in sé, purché il vizio risulti dal testo della sentenza impugnata, a prescindere dal confronto con le risultanze processuali; tale anomalia si esaurisce nella «mancanza assoluta di motivi sotto l’aspetto materiale e grafico» , nella «motivazione apparente» , nel «contrasto irriducibile tra affermazioni inconciliabili» e nella «motivazione perplessa ed obiettivamente incomprensibile» , esclusa qualunque rilevanza del semplice difetto di «sufficienza» della motivazione.

Cass. , sez. un. , 07 -04 -2014, n. 8053 L’art. 360, 1º comma,

Cass. , sez. un. , 07 -04 -2014, n. 8053 L’art. 360, 1º comma, n. 5, c. p. c. , riformulato dall’art. 54 d. l. 22 giugno 2012 n. 83, convertito, con modificazioni, in l. 7 agosto 2012 n. 134, introduce nell’ordinamento un vizio specifico denunciabile per cassazione, relativo all’omesso esame di un fatto storico, principale o secondario, la cui esistenza risulti dal testo della sentenza o dagli atti processuali, che abbia costituito oggetto di discussione tra le parti e abbia carattere decisivo (vale a dire che, se esaminato, avrebbe determinato un esito diverso della controversia); ne consegue che, nel rigoroso rispetto delle previsioni degli art. 366, 1º comma, n. 6, e 369, 2º comma, n. 4, c. p. c. , il ricorrente deve indicare il «fatto storico» , il cui esame sia stato omesso, il «dato» , testuale o extratestuale, da cui esso risulti esistente, il «come» e il «quando» tale fatto sia stato oggetto di discussione processuale tra le parti e la sua «decisività» , fermo restando che l’omesso esame di elementi istruttori non integra, di per sé, il vizio di omesso esame di un fatto decisivo qualora il fatto storico, rilevante in causa, sia stato comunque preso in considerazione dal giudice, ancorché la sentenza non abbia dato conto di tutte le risultanze probatorie.

Decreto Primo Presidente della Cassazione (Lupo) 22 marzo 2011, n. 27 Nei ricorsi che

Decreto Primo Presidente della Cassazione (Lupo) 22 marzo 2011, n. 27 Nei ricorsi che non richiedono l’esercizio della funzione di nomofilachia o che sollevano questioni giuridiche la cui soluzione comporta l’applicazione di principî giuridici già affermati dalla Corte e condivisi dal collegio: 1. La deliberazione di adottare la motivazione semplificata è assunta dal collegio che decide il ricorso e di tale deliberazione deve essere dato atto sia nel dispositivo interno, redatto sull’apposito modulo predisposto dalla cancelleria, che all’interno della sentenza o dell’ordinanza a contenuto decisorio, preferibilmente alla fine della parte relativa alla succinta esposizione dei fatti rilevanti di causa. 2. L’adozione della forma di sentenza (o di ordinanza decisoria) «a motivazione semplificata» deve essere specificamente indicata nel margine destro della prima pagina della sentenza, nello spazio già riservato all’indicazione dell’oggetto della causa

Protocollo d’intesa tra la Corte di Cassazione e il Consiglio Nazionale Forense in merito

Protocollo d’intesa tra la Corte di Cassazione e il Consiglio Nazionale Forense in merito alle regole redazionali dei motivi di ricorso in materia civile e tributaria 17 dicembre 2015

Decreto Primo Presidente della Cassazione (Canzio) 22 settembre 2016, n. 136 I provvedimenti della

Decreto Primo Presidente della Cassazione (Canzio) 22 settembre 2016, n. 136 I provvedimenti della corte debbono essere improntati a: 1. chiarezza ed essenzialità; 2. stretta funzionalità dell’iter argomentativo alla decisione; 3. assenza di motivazioni subordinate, di obiter dicta e di ogni enunciazione che vada oltre ciò che è indispensabile alla decisione; 4. puntualità dei richiami ai precedenti della giurisprudenza di legittimità.

Riforma procedimento in Cassazione d. l. 31 agosto 2016, n. 168, conv. , con

Riforma procedimento in Cassazione d. l. 31 agosto 2016, n. 168, conv. , con modificazioni, dalla l. 25 ottobre 2016, n. 197 Si applica ai ricorsi depositati successivamente alla data di entrata in vigore della legge di conversione (avvenuta il 30 ottobre 2016), nonché a quelli già depositati alla medesima data per i quali non è stata fissata udienza o adunanza in camera di consiglio.

Protocollo d’intesa tra la Corte di cassazione, il Consiglio Nazionale Forense e l’Avvocatura Generale

Protocollo d’intesa tra la Corte di cassazione, il Consiglio Nazionale Forense e l’Avvocatura Generale dello Stato sull’applicazione del nuovo rito civile in Cassazione 15 dicembre 2016 Protocollo d’intesa tra la Corte di cassazione e la Procura Generale presso la Cassazione Sull’applicazione del nuovo rito civile 17 novembre 2016

Cass. civ. , sez. lav. , 17 -08 -2004, n. 16037 In relazione alle

Cass. civ. , sez. lav. , 17 -08 -2004, n. 16037 In relazione alle norme che si dicono «elastiche» perché, al fine di sanzionare sotto il profilo disciplinare fatti omissivi o commissivi posti in essere da soggetti appartenenti a determinate categorie o tenuti ad osservare determinati comportamenti nei confronti di altri soggetti, rimandano, quanto alla definizione della illiceità della condotta, a modelli o clausole di contenuto generale per l’impossibilità di identificare in via preventiva ed astratta tutti i possibili comportamenti materiali costituenti l’illecito, il collegamento della previsione normativa astratta al caso concreto impone accertamenti di fatto che si compenetrano strettamente con valutazioni di natura giuridica; ne consegue, tenuto conto del tradizionale criterio distintivo tra giudizio di fatto e giudizio di legittimità, che l’applicazione delle norme elastiche non può essere censurata in sede di legittimità allorquando detta applicazione rappresenti la risultante logica e motivata della specificità dei

Cass. civ. , sez. lav. , 17 -08 -2004, n. 16037 fatti accertati e

Cass. civ. , sez. lav. , 17 -08 -2004, n. 16037 fatti accertati e valutati nel loro globale contesto, mentre rimane praticabile il sindacato di legittimità ex art. 360 n. 3, c. p. c. nei casi in cui gli standards valutativi sulla cui base è stata definita la controversia finiscano per collidere con i principi costituzionali, con quelli generali dell’ordinamento, con precise norme suscettibili di applicazione in via estensiva o analogica, ed infine anche nei casi in cui i suddetti standards valutativi si pongano in contrasto con regole che si configurano, per la costante e pacifica applicazione giurisprudenziale e per il carattere di generalità assunta, come diritto vivente (principio affermato in relazione all’interpretazione del concetto di giusta causa del licenziamento con riguardo al dipendente di una banca al quale era stato contestato di non aver provveduto alla custodia di alcuni certificati di conformità di autovetture trasmessi da società di factoring, che erano andati smarriti).

“…il nuovo processo troverà in sé i meccanismi meglio idonei a creare l’equilibrio tra

“…il nuovo processo troverà in sé i meccanismi meglio idonei a creare l’equilibrio tra la necessità di far presto e la necessità di far bene: …equilibrio del quale in ogni caso la umana comprensione del giudice costituisce il fulcro… …che fa servire le forme alle necessità sostanziali della giustizia, e non sacrifica la sostanza alle astrattezze di un formalismo meccanico, goffamente consequenziario”. (Piero Calamandrei nella Relazione al c. p. c. del 1940, capp. 16 e 34: enfasi nel testo)