La citt in Grecia Democrazia e incontro di















































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La città in Grecia Democrazia e incontro di civiltà GIARDINA© 2013, GIUS. LATERZA & FIGLI, ROMA-BARI
Prima di cominciare Come muoversi nella mappa Le origini La rivoluzione nei trasporti Micenei o Achei Nasce la pòlis Le pòleis in guerra I Macedoni L’età ellenistica Fine GIARDINA© 2013, GIUS. LATERZA & FIGLI, ROMA-BARI
Come muoversi nella mappa Potrai percorrere facilmente il percorso proposto facendo attenzione ad alcuni elementi: ¡le parole o locuzioni sottolineate rinviano ad altre slide “nascoste” ¡ il simbolo ti fa tornare sempre al menu ¡ il simbolo ti fa tornare dalle slide “nascoste” a quella di partenza GIARDINA© 2013, GIUS. LATERZA & FIGLI, ROMA-BARI
Le origini Dove Quando Nel Mediterraneo orientale Tra il 3000 e il 1500 a. C. Rivoluzione dei trasporti GIARDINA© 2013, GIUS. LATERZA & FIGLI, ROMA-BARI Linea del tempo
Quando 1900 a. C. : arrivo degli Achei in Grecia 2000 a. C. : inizio della civiltà minoica a Creta 1200 a. C. : fine della civiltà micenea 1400 a. C. : fine della civiltà minoica e fioritura della civiltà micenea in Grecia 780 a. C. : inizio della colonizzazione greca nel Mediterraneo 814 -813 a. C. : fondazione di Cartagine da parte dei Fenici e nascita delle prime pòleis GIARDINA© 2013, GIUS. LATERZA & FIGLI, ROMA-BARI 431 -404 a. C. : guerra del Peloponneso 490 -479 a. C. : guerre persiane 336 -323 a. C. : Alessandro Magno alla guida dell’impero macedone 338 a. C. : Filippo II di Macedonia sconfigge l’alleanza greca a Cheronea 323 -331 a. C. : età ellenistica
La rivoluzione dei trasporti Tra il II e il I millennio a. C. le civiltà urbane del Vicino Oriente e dell’Egitto comunicarono e si scambiarono merci attraverso il Tigri, l’Eufrate, il Nilo e le principali vie terrestri Col tempo il rapporto col mare cambiò: i popoli che abitavano queste aree perfezionarono la tecnologia della costruzione delle navi I primi e importantissimi popoli esperti nella navigazione marittima furono ¡I Minoici di Creta ¡I Fenici GIARDINA© 2013, GIUS. LATERZA & FIGLI, ROMA-BARI
Il Mediterraneo orientale tra III e I millennio a. C. Nella Grecia centrale e meridionale, tra il 1900 e il 1200 a. C. , prosperò la civiltà dei Micenei o Achei, gli antenati dei Greci. Verso il 1400 a. C. gli Achei conquistarono Creta e si insediarono sulle coste dell’Anatolia. Dei loro prodotti troviamo traccia anche in Italia, dove arrivarono a bordo delle navi cipriote o cretesi Cipro, la più grande isola del Mediterraneo orientale, dista appena 120 km dalla costa siriana e 80 da quella anatolica. Fin dal III millennio a. C. , era nota come l’isola del rame. Ne commerciava in abbondanza e lo usava anche per produrre il bronzo Tra il 2000 e il 1400 a. C. , sull’isola di Creta fiorì la civiltà minoica. Abili artigiani, esperti di tecnologia navale e di navigazione, i Minoici solcavano il Mediterraneo commerciando i loro prodotti, procurandosi ciò di cui erano carenti e integrando i commerci del Mediterraneo occidentale con quelli dell’area egea Nel I millennio a. C. prosperò sulle coste siropalestinesi uno dei più grandi popoli di navigatori e mercanti dell’Antichità. I Fenici fondarono basi per fare scalo in tutto il Mediterraneo e poi vere e proprie colonie. Per esplorare mari e terre sconosciuti si avventurarono nell’oceano Le isole Cicladi, numerose e in alcuni casi grandi quanto uno scoglio, creano nell’Egeo una sorta di ponte tra l’Anatolia e la Grecia GIARDINA© 2013, GIUS. LATERZA & FIGLI, ROMA-BARI
I Minoici di Creta Tra il 2000 e il 1400 a. C. il Mediterraneo fu dominato da una civiltà splendida e misteriosa che prosperò a Creta: i Minoici, dal nome del leggendario re dell’isola Minosse Questa civiltà presentava aspetti misteriosi: ¡Lineare A ¡Assenza di fortificazioni ¡Scomparsa improvvisa E alcuni elementi dominanti: ¡I palazzi ¡La talassocrazia GIARDINA© 2013, GIUS. LATERZA & FIGLI, ROMA-BARI una lingua non ancora decifrata popolazioni pacifiche? Creta difesa solo con la flotta? 1400 a. C. : a causa di un terribile terremoto?
I palazzi di Creta, grandi e coloratissimi, erano la sede del potere politico e della vita economica e sociale Palazzo di Cnosso a Creta (XVII sec. a. C. ) Il palazzo di Cnosso era ricco di ambienti posti su più piani collegati da rampe di scale GIARDINA© 2013, GIUS. LATERZA & FIGLI, ROMA-BARI La stanza del trono Attorno al grande cortile si affacciavano gli ambienti destinati alle attività di palazzo: le dimore del sovrano, le stanze per le funzioni politiche, amministrative e forse religiose; i magazzini, i frantoi, i mulini e le botteghe
La stanza del trono Come gran parte del palazzo, la stanza del trono era finemente e vivacemente colorata. Il trono, che vedi a destra con lo schienale in pietra alabastrina, era posto al centro del muro di fondo e circondato da panche in pietra GIARDINA© 2013, GIUS. LATERZA & FIGLI, ROMA-BARI
La società minoica Nel palazzo risiedeva il sovrano, al vertice della scala sociale Egli era circondato dai nobili e dai funzionari dell’amministrazione (gli scribi, che controllavano la contabilità registrando tutto su tavolette d’argilla) Il resto della popolazione era rappresentato da contadini, allevatori, artigiani, marinai GIARDINA© 2013, GIUS. LATERZA & FIGLI, ROMA-BARI
La talassocrazia Talassocrazia vuol dire dominio dei mari I Cretesi erano espertissimi marinai: con grandi navi, costruite con l’abbondante legname dell’isola, raggiungevano l’Anatolia, la Mesopotamia, l’area siro-palestinese, l’Egitto Esportavano prodotti agricoli, tessuti e si procuravano metalli preziosi e altri beni che non avevano, per trasformarli e rivenderli GIARDINA© 2013, GIUS. LATERZA & FIGLI, ROMA-BARI
I Fenici vivevano soprattutto sulle coste della Siria e della Palestina e insieme con i Cretesi solcavano le rotte commerciali del Mediterraneo Erano agevolati da: – possesso di legno di cedro con cui costruire le navi – posizione geografica delle città Rotte e insediamenti commerciali fenici GIARDINA© 2013, GIUS. LATERZA & FIGLI, ROMA-BARI
Le città fenicie sorgevano su imponenti promontori e avevano due porti (a nord e a sud) da usare a seconda dei venti e delle stagioni Erano autonome e governate da un sovrano sostenuto da un consiglio di anziani: ne facevano parte esponenti delle più importanti famiglie mercantili della città Per velocizzare lo scambio e la registrazione della contabilità del commercio, i Fenici misero a punto un alfabeto fonetico di 22 caratteri GIARDINA© 2013, GIUS. LATERZA & FIGLI, ROMA-BARI
L’espansione dei Fenici Tra il IX e l’VIII secolo a. C. , dopo aver consolidato la propria attività commerciale, i Fenici cominciarono a fondare altre città lungo la costa del Mediterraneo: le colonie Nell’ 814 -813 a. C. fondarono Cartagine in Africa e poi si spostarono sui litorali occidentali di Sicilia, Sardegna e Spagna GIARDINA© 2013, GIUS. LATERZA & FIGLI, ROMA-BARI
Gli Ebrei Gli antichi Ebrei, riuniti in tribù nomadi, vivevano nelle zone più interne della Palestina. Il loro nome deriva probabilmente da habiru, ‘sbandati’, ‘banditi’, individui senza fissa dimora Nei loro spostamenti non si fermarono nell’area palestinese, ma si spinsero fino in Egitto, da dove furono però costretti ad allontanarsi Una volta tornati in Palestina, nel X secolo a. C. , entrarono in conflitto con il popolo dei Filistei: così, per vincerli, si riunirono in confederazioni La confederazione più importante fu Israele, che comprendeva 12 tribù Il potere supremo poi fu affidato a un unico re La capitale fu posta a Gerusalemme Fu prescelto Yahweh come unico Dio degli Ebrei GIARDINA© 2013, GIUS. LATERZA & FIGLI, ROMA-BARI Il tempio di re Salomone del X a. C.
Micenei o Achei Intorno al 1900 a. C. la Grecia centrale e meridionale fu invasa da popolazioni che si integrarono con gli indigeni e fondarono alcuni importantissimi centri: Argo, Pilo, Iolco, Tirinto e Micene, il più importante Questi uomini furono detti Micenei (da Micene appunto) dagli storici moderni e Achei dai Greci stessi Di loro si legge per la prima volta nell’Iliade e nell’Odissea, i due celebri poemi epici attribuiti a Omero Il centro del potere era sempre il palazzo L’allevamento e l’artigianato erano fiorenti al punto che gli Achei poterono esportare i loro prodotti nel Mediterraneo orientale e occidentale GIARDINA© 2013, GIUS. LATERZA & FIGLI, ROMA-BARI
Iliade e Odissea Nell’Iliade e nell’Odissea, poemi scritti in greco antico, si narra della leggendaria guerra di Troia, combattuta dagli Achei per vendicare il rapimento della bella Elena, la moglie del re di Sparta Menelao, e del viaggio di ritorno di Ulisse a guerra conclusa Il mito racconta che parteciparono alla guerra i re di tutte le principali città achee, tra cui Agamennone, il più potente; Ulisse, il re di Itaca; Achille, che morì eroicamente sul campo di battaglia È possibile che una guerra sia stata combattuta intorno al 1220 a. C. , ma più probabilmente per saccheggiare la ricca città di Troia (Anatolia settentrionale) GIARDINA© 2013, GIUS. LATERZA & FIGLI, ROMA-BARI Maschera funeraria detta “di Agamennone”, XVI sec. a. C. La scoprì, in una delle tombe regali di Micene, nella seconda metà del 1800, Heinrich Schliemann, un ricco mercante tedesco, famosissimo perché, leggendo con attenzione i poemi omerici, riuscì a trovare i resti della città di Troia in Anatolia e a individuare le città achee in Grecia. Nonostante alcuni errori, egli diede un impulso fondamentale alla verifica di determinati aspetti storici presenti nei poemi omerici
I palazzi micenei Erano palazzi inespugnabili, arroccati e cinti da possenti mura Il palazzo era il centro del potere: vi risiedevano il re, detto wanax, i nobili, i sacerdoti e gli scribi, che registravano tutto su tavolette scritte in Lineare B La rocca di Micene Porta dei Leoni: ingresso alla città di Micene il mègaron, una stanza rettangolare con il focolare al centro, dove il re riceveva chiedeva udienza GIARDINA© 2013, GIUS. LATERZA & FIGLI, ROMA-BARI abitazioni di importanti funzionari e capi militari, botteghe, granai, pozzi, magazzini
I Micenei nel Mediterraneo Il fiorente commercio portò i Micenei a toccare: ¡aree del Mediterraneo orientale, sulle coste del Vicino Oriente e dell’Egitto ¡aree del Mediterraneo occidentale, sulle coste dell’Italia centro-meridionale, della Sicilia e della Sardegna Intorno al 1400 a. C. i Micenei occuparono Creta e fondarono alcuni centri in Asia Minore La loro espansione si fermò nel 1200 a. C. circa, quando la penisola greca fu sconvolta dall’invasione dei Popoli del Mare GIARDINA© 2013, GIUS. LATERZA & FIGLI, ROMA-BARI
Nasce la pòlis Tra il 1200 e il 900 a. C. la Grecia attraversò un periodo di straordinaria crisi. Vi fu un lento declino della civiltà micenea: ¡si interruppero le relazioni commerciali, culturali e politiche ¡scomparve la scrittura ¡giunsero nuove popolazioni di lingua indoeuropea ¡cominciò a diffondersi il ferro in sostituzione del bronzo Nei nuovi insediamenti, sorti in Grecia dopo l’arrivo degli Indoeuropei, per evitare conflitti, il potere fu posto in mezzo, al centro della comunità degli aristocratici (i ‘migliori’), che si definirono uguali fra loro Questa nuova forma di governo fu detta pòlis e nacque tra l’VIII e il VII secolo a. C. Nelle città (pòleis) si registrò un incredibile aumento demografico, ma non uguale disponibilità di terra per tutti gli abitanti Fu necessario partire alla ricerca di condizioni migliori: tra VIII e VI secolo a. C. si verificò un eccezionale fenomeno migratorio GIARDINA© 2013, GIUS. LATERZA & FIGLI, ROMA-BARI
Nuovi popoli in Grecia e in Asia Minore Insediamenti e migrazioni in Grecia e Asia Minore durante il Medioevo ellenico L’arrivo in Grecia, intorno al 1100 a. C. , di nuove genti indoeuropee, dette Dori, si sovrappose alla presenza di Ioni ed Eoli, altri Indoeuropei che da tempo popolavano parte della penisola. Oggi chiamiamo queste genti Greci L’arrivo dei Dori determinò la migrazione verso l’Asia Minore di gruppi di Ioni ed Eoli. Tra il 1000 e il 900 a. C. , questi gruppi fondarono in Asia Minore numerosi insediamenti, destinati a divenire importanti centri di cultura greca e splendide città GIARDINA© 2013, GIUS. LATERZA & FIGLI, ROMA-BARI
Il nuovo governo della pòlis GIARDINA© 2013, GIUS. LATERZA & FIGLI, ROMA-BARI
La colonizzazione greca I Greci si mossero: ¡verso ovest, insediandosi in Sicilia e nel Sud dell’Italia (la futura Magna Grecia), nel Sud della Francia e in Spagna ¡verso est, insediandosi sulle coste orientali africane e sulle coste del Mar Nero Qui furono fondate molte colonie, nuove pòleis che mantenevano i contatti commerciali e culturali con la madrepatria Si incrementò l’uso della moneta Nacque un ceto di medi proprietari terrieri in grado di armarsi da soli con una lancia e con un scudo rotondo, l’oplon: questi nuovi guerrieri furono detti opliti GIARDINA© 2013, GIUS. LATERZA & FIGLI, ROMA-BARI
La moneta Le prime monete furono inventate in Lidia, in Asia Minore, probabilmente intorno al VII secolo a. C. Erano in elettro, una lega di oro e argento, poi abbandonata in favore dell’argento Il peso e la purezza del metallo della moneta erano garantiti dalla pòlis mediante l’impressione di un conio, cioè un sigillo ufficiale Solo nel V secolo a. C. si iniziarono a coniare monete di piccolo valore (in rame) che favorirono gli scambi commerciali GIARDINA© 2013, GIUS. LATERZA & FIGLI, ROMA-BARI
Gli opliti e la tirannide Gli opliti combattevano uniti e compatti in una formazione detta falange I guerrieri difendevano la città, ma non potevano partecipare all’assemblea, perché non erano aristocratici Si aprì una stagione di violente crisi sociali, che sfociarono nell’affermazione del potere personale dei tiranni L’esperienza però fu breve perché presto si tornò al sistema di governo assembleare, più aperto e ridefinito GIARDINA© 2013, GIUS. LATERZA & FIGLI, ROMA-BARI
Le pòleis in guerra Le pòleis che maggiormente si imposero furono: ¡Sparta ¡Atene Insieme combatterono contro i Persiani all’inizio del V secolo a. C. Ma nella seconda metà del V a. C. si scontrarono fra loro in un lunghissimo e devastante conflitto: la Guerra del Peloponneso GIARDINA© 2013, GIUS. LATERZA & FIGLI, ROMA-BARI
Sparta tra l’VIII e il VI secolo a. C. conquistò tutto il Peloponneso Ben presto i sudditi furono più numerosi degli Spartani: fu necessario adottare un governo duro, rigido, disciplinato Da subito fu istituito un governo oligarchico, retto cioè da pochi uomini, detti Spartiati, addestrati militarmente sin dalla nascita I non-cittadini erano i perieci, che avevano obblighi militari, ma nessun diritto politico Infine vi erano gli iloti, che vivevano come schiavi e si occupavano delle attività produttive L’educazione dei bambini era affidata alla pòlis, perciò le donne godevano di una particolare autonomia GIARDINA© 2013, GIUS. LATERZA & FIGLI, ROMA-BARI Le regioni del Peloponneso
Il governo oligarchico di Sparta GIARDINA© 2013, GIUS. LATERZA & FIGLI, ROMA-BARI
Atene Tra l’VIII e il VII secolo a. C. Atene era stata governata dagli aristocratici, fino a che, scoppiata una grave crisi sociale, non si instaurò un governo democratico (‘potere’, kratos, ‘del popolo’, demos) A Solone fu affidata la soluzione dei conflitti sociali. Egli: ¡suddivise la società in quattro classi di ricchezza ¡Istituì un Consiglio di 400 cittadini (boulè) ¡istituì un’assemblea popolare ¡istituì un tribunale popolare Purtroppo questa forma scontentò tutti, scoppiò un’ennesima crisi e fu instaurata la tirannide Superata anche ad Atene l’esperienza della tirannide, alla fine del VI secolo a. C. Clistene riorganizzò la società e il sistema di governo GIARDINA© 2013, GIUS. LATERZA & FIGLI, ROMA-BARI
La riforma di Clistene GIARDINA© 2013, GIUS. LATERZA & FIGLI, ROMA-BARI
Guerre Persiane Agli inizi del V secolo a. C. le pòleis dell’Asia Minore, sottomesse dai Persiani, chiesero aiuto alle altre città greche per liberarsi dal dominio straniero Risposero solo Atene ed Eretria e i Persiani, dopo qualche anno, nel 490 a. C. , si vendicarono invadendo l’Attica con 20. 000 soldati, che sbarcarono nella pianura di Maratona. Atene, grazie all’aiuto di Platea e alla strategia di Milziade, vinse la Prima guerra persiana Dieci anni dopo, nel 480 a. C. , il Gran Re persiano Serse scatenò la Seconda guerra persiana Questa volta Atene (munita delle possenti mura fatte erigere da Temistocle) combatté insieme con la valorosa Sparta subì una famosa sconfitta al passo delle Termopili, ma fu vendicata dagli Ateniesi che vinsero i Persiani nella battaglia navale di Salamina La vittoria greca decisiva si svolse a nord di Atene, a Platea, nel 479 a. C. La guerra si concluse infine sulle coste dell’Asia Minore, a Mìcale, a favore dei Greci e soprattutto di Atene GIARDINA© 2013, GIUS. LATERZA & FIGLI, ROMA-BARI
La battaglia di Salamina Le navi della flotta greca erano mosse da 170 vogatori per fiancata, disposti su tre ordini: per questo erano dette triremi. Rispetto a quelle persiane le navi greche erano più moderne e maneggevoli Durante la battaglia, gli opliti greci attendevano sul ponte lo speronamento e l’abbordaggio delle navi nemiche per ingaggiare il corpo a corpo GIARDINA© 2013, GIUS. LATERZA & FIGLI, ROMA-BARI
L’apogeo di Atene Dopo le Guerre persiane, Atene diventò il punto di riferimento di molte pòleis che si unirono nella Lega Delio-Attica, nel 477 a. C. I protagonisti politici di quegli anni, Temistocle e Cimone, discussero molto sull’opportunità di un’alleanza più forte con Sparta Qualche anno dopo l’allontanamento di Cimone (che aveva sbagliato nell’ipotizzare un accordo tra Atene e Sparta) la vita politica della pòlis democratica fu dominata dalla figura di Pericle Con lui Atene raggiunse in cinquant’anni (Pentecontetìa) il massimo dello splendore politico, militare e culturale. Pericle: • rafforzò la democrazia • arricchì Atene di monumenti • favorì lo sviluppo del teatro • attuò una politica estera aggressiva che velocemente si trasformò in imperialismo GIARDINA© 2013, GIUS. LATERZA & FIGLI, ROMA-BARI
Guerra del Peloponneso A metà del V secolo a. C. la politica estera di Atene divenne molto aggressiva. Atene: ¡Tentò di interferire sull’area di influenza persiana, ma fu sconfitta ¡tentò un’aggressione contro Corinto, alleata di Sparta, che intervenne subito Nel 431 a. C. la Grecia si divise: da una parte Atene e la Lega Delio-Attica, dall’altra Sparta e la Lega Peloponnesiaca Per dieci anni la guerra si trascinò tra vittorie e sconfitte alterne, senza una vera risoluzione Nel 429 a. C. morì Pericle, a causa di un morbo diffusosi all’interno delle mura di Atene La guerra si riaccese nel 415 a. C. con il miraggio siciliano: Alcibiade, giovane politico ambizioso, voleva conquistare la ricca Sicilia per avere numerosi e forti alleati da schierare contro Sparta. La spedizione fu un disastro e si concluse nel 414 a. C. con la sconfitta di Atene Nel 412 a. C. Sparta strinse alleanza con i Persiani, che in cambio vollero le pòleis dell’Asia Minore. Alcibiade fu destituito Atene vinse alle isole Arginuse nel 406 a. C. , ma fu sbaragliata da Sparta a Egospòtami nel 405 a. C. Atene si arrese nel 404 a. C. e subì durissime condizioni di resa GIARDINA© 2013, GIUS. LATERZA & FIGLI, ROMA-BARI
La guerra del Peloponneso Nel 422 a. C. , sotto le mura della città di Amfipoli, si combatté una grande battaglia, vinta dagli Spartani: nella mischia persero la vita l’ateniese Cleone, favorevole alla guerra a oltranza, e il re Brasìda, generale dell’esercito spartano. La pace di Nicia sarà stipulata l’anno seguente Nel 405 a. C. la flotta ateniese, ormai priva dei suoi comandanti (gli strateghi processati dopo le Arginuse), fu sbaragliata da quella spartana Nel 414 a. C. i rinforzi spartani bloccarono la flotta ateniese nel porto di Siracusa, distruggendola. I prigionieri furono rinchiusi nelle cave di pietra, le latomìe, e poi venduti come schiavi. I comandanti, invece, vennero giustiziati GIARDINA© 2013, GIUS. LATERZA & FIGLI, ROMA-BARI Nel 406 a. C. gli Ateniesi vinsero la battaglia navale presso le isole Arginuse, ma gli strateghi che avevano portato la flotta alla vittoria furono processati ad Atene per non aver dato soccorso ai superstiti di una tempesta che si era scatenata dopo la battaglia
I Macedoni All’alba del IV secolo a. C. , Sparta era vincitrice ma inadeguata al ruolo di pòlisguida: ¡il suo sistema di governo era adatto a territori non molto estesi ¡La tradizione e i valori spartani non contemplavano l’uso di grandi ricchezze ¡incombeva ancora il pericolo persiano Della debolezza spartana approfittò Tebe, che sconfisse Sparta nella battaglia di Lèuttra nel 371 a. C. Negli anni seguenti l’equilibrio delle pòleis greche fu sconvolto dall’ingresso di una nuova potenza: la Macedonia, guidata da Filippo II La Macedonia raggiunse la sua massima egemonia solo con il figlio di Filippo II, Alessandro Magno GIARDINA© 2013, GIUS. LATERZA & FIGLI, ROMA-BARI
La Macedonia sotto Filippo II GIARDINA© 2013, GIUS. LATERZA & FIGLI, ROMA-BARI
Filippo II di Macedonia Filippo II, grazie all’oro delle miniere della Tracia, trasformò la Macedonia in una potenza straordinaria con: ¡una capitale splendida, Pella ¡molte nuove città ¡un esercito addestrato e una tattica militare portentosa La falange macedone Filippo II mise a punto una nuova tattica militare organizzando la fanteria secondo lo schema della falange macedone e accostandole squadre di cavalieri pronte a sferrare l’attacco decisivo e a inseguire i nemici in fuga. La falange era basata su unità di 256 soldati, altamente addestrati, schierati in sedici file (di sedici uomini ciascuna) Ciascun fante aveva una lancia lunga dai cinque ai sette metri e uno scudo leggero, di dimensioni ridotte. All’estremità posteriore la lancia era dotata di un contrappeso per renderla più maneggevole, visti il peso e la lunghezza, e di un chiodo per infiggerla nel terreno I soldati delle prime file puntavano le lunghe lance contro il nemico creando un’eccezionale forza d’urto. In fase difensiva la muraglia di lance era impenetrabile, in fase offensiva inarrestabile GIARDINA© 2013, GIUS. LATERZA & FIGLI, ROMA-BARI I soldati che non erano in prima fila sostituivano i caduti e creavano una cortina protettiva su tutta la falange sollevando le lance a parare la caduta di frecce e giavellotti
Filippo II, inoltre, riuscì a inserirsi nel dibattito politico greco, ponendosi a capo della Lega di Delfi, una delle più antiche istituzioni greche Atene e Tebe lo affrontarono nella battaglia di Cheronea nel 338 a. C. , ma rimasero sconfitte Filippo II istituì così la Lega di Corinto e portò la Grecia sotto il suo controllo GIARDINA© 2013, GIUS. LATERZA & FIGLI, ROMA-BARI
Alessandro Magno Il progetto di Filippo II era quello di conquistare la Persia, ma morì prematuramente nel 336 a. C. , vittima di una congiura di corte Sul trono salì suo figlio Alessandro, più noto come Alessandro Magno Partì subito alla conquista della Persia di Dario III e in soli nove anni conquistò l’Asia Minore, l’Egitto e l’intero Vicino Oriente, spingendosi fino alla Valle dell’Indo In Egitto fondò la città di Alessandria e consultò l’oracolo del dio Ammone, che lo convinse di avere un’origine divina Giunto ai confini dell’India, pose la capitale a Babilonia e volle fondere Greci e Persiani in un unico popolo di dominatori: celebrò nozze di massa tra alti ufficiali macedoni e nobili donne persiane, sollevando però il malcontento dei Greci Morì per una febbre improvvisa a soli trentatré anni nel 323 a. C. Il mosaico proviene da Pella e raffigura il giovane Alessandro a caccia GIARDINA© 2013, GIUS. LATERZA & FIGLI, ROMA-BARI
Le conquiste di Alessandro Magno La battaglia presso il fiume Granico si combatté nel 334 a. C. e fu essenzialmente uno scontro di cavalleria. L’esercito di Alessandro ebbe la meglio Dopo aver attraversato rapidamente l’Asia Minore, i Macedoni sconfissero i Persiani a Isso nel 333 a. C. Il tesoro del Gran Re e la famiglia reale finirono in mano al Macedone Dopo Isso, Alessandro attaccò la Fenicia per privare i Persiani della flotta. Solo la città di Tiro ebbe la forza di resistere, ma dopo un assedio durato sette mesi fu rasa al suolo La vittoria di Alessandro a Gaugamèla, nel 331 a. C. , fu risolutiva. Dario fuggì e giunse nella lontana Battriana, dove un suo governatore lo tradì uccidendolo Nonostante la vittoria del 326 a. C. sul re indiano Poro, l’anno successivo Alessandro dovette abbandonare la spedizione nella Valle dell’Indo per via della stanchezza dei soldati GIARDINA© 2013, GIUS. LATERZA & FIGLI, ROMA-BARI
L’età ellenistica va dalla morte di Alessandro Magno (323 a. C. ) alla conquista romana dell’Egitto (31 a. C. ) Il vuoto di potere lasciato da Alessandro Magno con la sua morte improvvisa scatenò una dura lotta ventennale tra i capi macedoni, detti diàdochi Alla fine rimasero tre grandi regni, perché col tempo il regno di Macedonia si ridusse a una potenza locale: ¡Il regno di Siria ¡Il regno di Pergamo ¡Il regno d’Egitto, il più ricco e il più importante. Fu fondato nel 304 a. C. e resistette fino alla conquista romana nel 31 a. C. I sovrani ellenistici si servirono dell’esperienza governativa dei gruppi greco-macedoni I membri dei gruppi dirigenti parlavano greco e venivano educati nei ginnasi Il centro del potere era la capitale, dove viveva il sovrano Le altre pòleis mantennero l’autonomia con proprie assemblee, magistrati e templi Le nuove pòleis favorirono la diffusione della cultura greca GIARDINA© 2013, GIUS. LATERZA & FIGLI, ROMA-BARI
I regni ellenistici GIARDINA© 2013, GIUS. LATERZA & FIGLI, ROMA-BARI
L’acropoli di Pergamo Palazzo reale Caserme Santuario di Atena Teatro Altare di tutti gli dèi GIARDINA© 2013, GIUS. LATERZA & FIGLI, ROMA-BARI
La diffusione della cultura greca La cultura greca presto si diffuse in un’area vasta e sconosciuta ai Greci stessi In queste terre lontane penetrarono la letteratura, la filosofia, l’arte, la religione, le tradizioni, i costumi greci Il greco divenne la lingua dei gruppi dirigenti, la lingua della comunicazione “internazionale”, un po’ come l’inglese oggi Gli uomini che parteciparono a questo grande fermento culturale diventarono più aperti e più curiosi e cominciarono a sentirsi cittadini del mondo, cioè cosmopoliti Con i Tolomei, Alessandria d’Egitto diventò la capitale intellettuale del mondo antico, dove furono istituiti la Biblioteca e il Museo, cioè il primo istituto statale di ricerca al mondo GIARDINA© 2013, GIUS. LATERZA & FIGLI, ROMA-BARI
Fine GIARDINA© 2013, GIUS. LATERZA & FIGLI, ROMA-BARI