LA BATTAGLIA DI BOUVINES 27 luglio 1214 Il
LA BATTAGLIA DI BOUVINES 27 luglio 1214 Il trionfo di Filippo II sull'imperatore Ottone IV conferma l'indiscutibile primato della cavalleria francese.
Domenica 27 luglio 1214, giorno del Signore. Campagna nei dintorni di Bouvines, nelle Fiandre, tra Lille e Tournay. L’aria è calda e ferma. I cavalieri e i fanti francesi di Filippo Augusto (1180 -1223) sono in posizione, schierati in linea, tre fronti su due file ciascuno. Alle loro spalle il ponte di Bouvines e il territorio del Sacro romano impero. Di fronte, le truppe dell’imperatore Ottone IV di Brunswick (1198 -1218). L’unico modo per salvare la vita e poter tornare a casa è vincere la battaglia che si appresta. In tutto 20. 000 uomini in armi che si fronteggiano. Tra i tanti simboli e le innumerevoli insegne che sventolano sul campo, al di sopra di tutto si ergono due stemmi: i gigli del re di Francia Filippo Augusto, che ha deciso di impugnare l’orifiamma di Saint-Denis e l’Aquila, circondata d’oro, dell’imperatore sassone, scomunicato, Ottone IV di Brunswick.
Gli avversari Ottone IV di Brunswick (Argentan, 1182 ca. - Harzburg, 19 maggio 1218) Fu re di Germania e imperatore del Sacro Romano Impero. Figlio di Enrico il Leone duca di Baviera e di Matilde d'Inghilterra, nel 1198 fu eletto re di Germania e dei Romani dai principi guelfi del basso Reno, in opposizione a Filippo di Svevia di parte ghibellina, e fu riconosciuto da Innocenzo III nel 1201 (Convenzione di Neuss). Morto Filippo di Svevia (1208), Ottone fu incoronato imperatore il 4 ottobre 1209 da Innocenzo III. Tuttavia, nonostante la solenne riconferma degli impegni assunti con la Convenzione di Spira (1209) a favore dei domini pontifici, Ottone rivendicò subito una serie di diritti in Italia e addirittura la corona di Sicilia, scendendo personalmente in Italia meridionale. Scomunicato (1210) e deposto (1211) da Innocenzo III, gli fu contrapposto il figlio di Enrico VI, Federico II, incoronato re di Germania il 9 dicembre 1212 dal papa stesso. Ottone tentò di recuperare il potere con l'aiuto dello zio Giovanni Senzaterra re d'Inghilterra, ma fu sconfitto da Filippo II Augusto re di Francia, alleato di Federico II, nella Battaglia di Bouvines (presso Lilla) il 27 luglio 1214. Nel 1215 si ritirò nei propri feudi sassoni.
Gli avversari Filippo II, noto anche come Filippo Augusto, Filippo il Conquistatore o Il Guercio, fu il settimo re di Francia della dinastia Capetingia. Era figlio e successore di Luigi VII il Giovane e della sua terza moglie Adèle di Champagne. Gli venne dato il soprannome di Augusto mentre era ancora in vita, in diretto riferimento all'antico titolo dato agli imperatori Romani. Potrebbe essergli stato dato perchè nato in agosto, o per il significato latino di augere, aumentare, aggiungere; infatti il soprannome potrebbe essere un riferimento al fatto che nel luglio del 1185 riattaccò al dominio reale le signorie d'Artois, di Valois, di Amiens, oltre ad una buona parte del Vermandois. La nascita di Filippo nel 1165 (a Gonesse) fu accolta al pari di un miracolo dalla famiglia reale: infatti, Luigi VII aspettava da più di trent'anni un erede maschio, che gli fu dato solo dalla sua terza moglie, Adèle di Champagne. Così a Filippo fu dato per secondo nome Dieudonnè, ovvero "donato da Dio", che per analoghi motivi verrà attribuito più di quattro secoli dopo anche a Luigi XIV.
Il 1° novembre 1179, Filippo, associato al trono del padre, venne consacrato a Reims dallo zio, l'arcivescovo Guglielmo dalle Bianche Mani. Luigi VII morì il 18 settembre 1180, lasciando l'appena quindicenne Filippo solo al governo. Dal 1181, il conflitto con le signorie si rianimò, fomentato dal conte Filippo I delle Fiandre. Filippo Augusto si era scontrato con i piani del conte rompendo l'alleanza con il duca di Brabante Goffredo III di Lovanio e l'arcivescovo di Colonia, Filippo di Heinsberg. Nel luglio del 1185, il trattato di Boves confermava al re i feudi del Vermandois, dell'Artois e dell'Amiénois. I Plantageneti, che regnavano sull'Inghilterra, erano l'altro problema di Filippo II: i possedimenti di Enrico II d'Inghilterra comprendevano, oltre alla contea d'Angiò, la Normandia, la zona di Vexin e la Bretagna.
Un altro grosso cruccio per Filippo II erano infine i vicini germanici. Dopo la morte dell'Imperatore della casa di Hohenstaufen, Enrico VI, avvenuta nel 1197, due candidati erano in lizza: Ottone di Brunswick, sostenuto dallo zio Giovanni Senzaterra e favorito dal Papa, e, dall'altra parte, Filippo di Svevia, fratello di Enrico VI, sostenuto da Filippo Augusto e incoronato re dei Romani nel 1205. Quest'ultimo venne però ucciso nel giugno del 1208: ormai senza rivali, Ottone venne incoronato imperatore nell'ottobre del 1209. Innocenzo III rimpianse subito di aver sostenuto Ottone, che espresse molto chiaramente le sue ambizioni verso l'Italia (e che per questo venne scomunicato nel 1210).
Con l'appoggio papale, quindi Filippo II fu un assoluto protagonista nella lotta alla grande feudalità. In costante conflitto con i re d'Inghilterra, suoi vassalli: Enrico II, Riccardo I Cuor di Leone e Giovanni Senzaterra, ai quali strappò i feudi di Normandia, Angiò e Turenna e con la successiva vittoria di Bouvines (1214) contro l'imperatore Ottone IV (figlio di Matilda sorella di Giovanni Senzaterra), Filippo II Augusto riuscì a portare circa un terzo del territorio francese sotto la dinastia dei Capetingi. Dopo la battaglia di Bouvines le operazioni militari si erano svolte in Inghilterra o nel sud della Francia. Il dominio reale, e più generalmente le regioni a nord della Loira, erano rimaste in pace, secondo i termini della tregua conclusa a Chinon nel 1215, originariamente di cinque anni di durata, poi prolungata nel 1220 con la garanzia di Luigi, una associazione che demarcava l'inizio della transizione da Filippo a suo figlio ed erede. Sebbene le conquiste con le armi fossero cessate, Filippo estese nondimeno la sua influenza approfittando delle questioni di successione problematiche. È il caso della contea di Champagne all'epoca dell'accessione del pronipote Tebaldo IV, che gli permise la sicurezza della sovranità. È anche il caso del recupero da parte del re di alcune terre come Issoudun, Bully, Alencon e Clermont-en. Beauvaisis, oltre al Ponthieu.
La prosperità del reame alla fine del regno di Filippo II è un fatto certo. Si stimava l'eccedenza del tesoro a 25. 210 lire nel novembre 1221. In quel momento, il Tesoro aveva nelle sue casse 157. 036 lire, più dell'80% dell'entrata annuale ordinaria globale della monarchia. Il testamento di Filippo Augusto, redatto nel settembre 1222, confermava queste cifre, giacchè la somma dei suoi lasciti era divenuta di 790. 000 lire parigine, circa quattro anni di entrate! Questo testamento venne redatto quando la salute di Filippo si aggravò facendo vedere la sua morte come imminente. Sopravvisse ancora dieci mesi. Mentre si trovava a Pacy Filippo decise, contro i consigli dei suoi medici, di assistere alla riunione ecclesiastica organizzata a Parigi per la preparazione delle nuove crociate. Non sopravvisse alla fatica del viaggio e morì il 14 luglio 1223, a Mantes. Il suo corpo venne portato a Parigi e i suoi funerali furono velocemente organizzati a Saint-Denis, alla presenza delle grandi personalità del regno. Per la prima volta il corpo di un re di Francia, vestito di tutti i suoi regalia, venne esposto alla venerazione del popolo prima della sua sepoltura, in un rito solenne ispirato a quello in vigore per i re inglesi. Filippo Augusto rimane uno dei re più studiati e ammirati della Francia medievale, non solo per la lunga durata del suo regno (quarantatrè anni), ma anche per le sue famose vittorie militari e per i suoi grandi progressi verso la fine dell'epoca feudale e verso il concentramento del potere nelle mani del re.
- Slides: 10