JOBS ACT E DINTORNI 8 GIORNATA Ultimo aggiornamento
JOBS ACT E DINTORNI 8^ GIORNATA Ultimo aggiornamento 8 Ottobre 2015 1
FOCUS su: 1. ANPAL (Agenzia Nazionale per le politiche attive del lavoro) Fascicolo elettronico del lavoratore Centri per l’impiego nuove funzioni Stato di disoccupazione Patto di servizio personalizzato e disoccupati parziali Assegno di ricollocazione Attività di pubblica utilità Riordino degli incentivi all’occupazione 12/4/2020 2. Libro unico del lavoro e comunicazioni telematiche Nuovo regime sanzionatorio Impianti audiovisivi e altri strumenti di controllo Cessione dei riposi e delle ferie Dimissioni 2
DUE BLOCCHI DI ARGOMENTI 1. RIORDINO SERVIZI PER IL LAVORO E POLITICHE ATTIVE (D. LGS. 14 settembre 2015, n. 150) 2. SEMPLIFICAZIONE PROCEDURE E ADEMPIMENTI NEI RAPPORTI DI LAVORO (D. LGS. 14 settembre 2015, n. 151) 12/4/2020 3
LEGGE DELEGA n. 183/2014 e SUA ATTUAZIONE La legge n. 183 del 10/12/2014 - contenente la delega al Governo per l’emanazione di uno o più decreti legislativi in materia di riforma del mercato del lavoro - ha interessato le seguenti discipline: 1. ammortizzatori sociali 2. servizi per il lavoro e politiche attive 3. adempimenti amministrativi inerenti alla costituzione ed alla gestione dei rapporti di lavoro 4. tipologie contrattuali e attività ispettiva 5. maternità
LEGGE DELEGA n. 183/2014 e SUA ATTUAZIONE 1. Ammortizzatori sociali: a) su Stato di disoccupazione: D. Lgs. n. 22/2015, in vigore dal 7. 3. 2015; b) su Integrazioni salariali in costanza di rapporto: D. Lgs n. 148/2015, in vigore dal 24. 9. 2015. 2. Servizi per il lavoro e politiche attive: D. Lgs. n. 150/2015, in vigore dal 24. 9. 2015). 3. Adempimenti amministrativi inerenti alla costituzione ed alla gestione dei rapporti di lavoro: D. Lgs. n. 151/2015, in vigore dal 24. 9. 2015. 4. Tipologie contrattuali e attività ispettiva: a) su Contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti: D. Lgs. n. 23/2015, in vigore dal 7. 3. 2015; b) su Tipologie contrattuali e disciplina delle mansioni: D. Lgs. n. 81/2015, in vigore dal 25. 6. 2015; c) su Attività ispettiva: D. Lgs. n. 149/2015, in vigore dal 24. 9. 2015. Maternità: D. Lgs. n. 80/2015, in vigore dal 25. 6. 2015.
1° BLOCCO “DISPOSIZIONI PER IL RIORDINO DELLA NORMATIVA IN MATERIA DI SERVIZI PER IL LAVORO E DI POLITICHE ATTIVE” D. Lgs. 14 settembre 2015, n. 150 1. 1. ANPAL (Agenzia Nazionale per le politiche attive del lavoro) 1. 2. Fascicolo elettronico del lavoratore 1. 3. Centri per l’impiego nuove funzioni 1. 4. Stato di disoccupazione 1. 5. Patto di servizio personalizzato e disoccupati parziali 1. 6. Assegno di ricollocazione 1. 7. Attività di pubblica utilità 1. 8. Riordino degli incentivi all’occupazione Ultimo aggiornamento 8 Ottobre 2015 6
Chiarimento su PORTATA APPLICATIVA • Le disposizioni del D. lgs. n. 150/2015 trovano applicazione anche rispetto al collocamento della gente di mare (art. 27) • Mentre per il collocamento dei disabili apposite previsioni sono contenute nel D. Lgs sulle semplificazioni (D. Lgs n. 151/2015). 12/4/2020 7
D. Lgs. 14 settembre 2015, n. 150 Soltanto poche battute sui primi 3 punti in programma: 1. 1. ANPAL (Agenzia Nazionale per le politiche attive del lavoro) 1. 2. Fascicolo elettronico del lavoratore 1. 3. Centri per l’impiego: nuove funzioni Ciò in quanto la nuova fisionomia del mercato del lavoro (ANPAL, nuovi Centri per l’Impiego, etc. . ) è rinviata a Gennaio 2016, e la normativa regolamentare arriverà soltanto nei mesi successivi.
D. Lgs. 14 settembre 2015, n. 150 1. 1. Agenzia Nazionale per le politiche attive del lavoro – ANPAL (artt. 1 -13) Si occuperà di coordinare la Rete Nazionale dei Servizi per le Politiche Attive del Territorio, in cooperazione con i principali enti erogatori di prestazioni sociali (Inps, Inail) ma anche Camere di Commercio, scuole ed università, le agenzie del lavoro, ecc). Funzioni principali: -supervisionerà la rete nazionale, -pianificherà i programmi delle politiche attive finanziati dal fondo sociale europeo (FSE), -al suo interno sarà altresì creata una banca dati comprensiva del fascicolo elettronico di ogni lavoratore (che conterrà il Curriculum professionale) e della lista degli ammortizzatori sociali attivi. 9
D. Lgs. 14 settembre 2015, n. 150 1. 2. Fascicolo elettronico del lavoratore (art. 14) Costituirà una sorta di “banca dati” dei lavoratori, segnando le tappe più importanti del curriculum del lavoratore: ● percorsi scolastici, ● occupazioni passate, ● contributi versati, ● sostegni ricevuti, etc. Oltre a segnare la vita lavorativa, in caso di disoccupazione del lavoratore implicherà l'immediata disponibilità ad accettare corsi di formazione e riqualificazione. E quando sarà, a non rifiutare “congrue offerte di lavoro”: congruità che sarà valutata dall’ANPAL sulla base di più variabili tra cui il curriculum segnato nel fascicolo elettronico. Un rifiuto che potrebbe portare alla perdita in parte o in toto gli ammortizzatori (cfr. Regime sanzionatorio differenziato per Naspi, Asdi, Dis. Coll). 10
D. Lgs. 14 settembre 2015, n. 150 1. 3. Centri per l’impiego nuove funzioni (art. 18) Di riflesso – rispetto alle novità dei primi due punti – cambieranno anche le funzioni dei Centri per l’Impiego. Per essi, innanzitutto si intendono ora le Regioni e le Province Autonome. Dunque, assistiamo ad una Ri-Organizzazione su base regionale dei servizi per il lavoro e delle politiche attive del lavoro. Le nuove “funzioni” sono dettate all’art. 18, d. lgs. n. 150/2015, e necessiteranno di una ingente normativa regolamentare nelle prossime settimane/mese. 11
D. Lgs. 14 settembre 2015, n. 150 1. 4. STATO DI DISOCCUPAZIONE 12
1. 4. STATO DI DISOCCUPAZIONE In merito alle misure di politica attiva destinate ai soggetti esclusi dal mercato del lavoro, il D. lgs. n. 150/2015 provvede alla “Ridefinizione dello stato di disoccupazione” (art. 19) rispetto alle previsioni degli artt. 2 e 4 del D. lgs. n. 181/2000 e successive modificazioni. 12/4/2020 13
1. 4. STATO DI DISOCCUPAZIONE DEFINIZIONE Art. 19 (Stato di disoccupazione) 1. Sono considerati disoccupati i lavoratori privi di impiego che dichiarano, in forma telematica, al portale nazionale delle politiche del lavoro di cui all’articolo 13, la propria immediata disponibilità allo svolgimento di attività lavorativa ed alla partecipazione alle misure di politica attiva del lavoro concordate con i centro per l’impiego. [dunque una nozione di “stato di disoccupazione attiva”] 12/4/2020 14
1. 4. STATO DI DISOCCUPAZIONE Sospensione dello stato di disoccupazione Lo stato di disoccupazione è sospeso in caso di rapporto di lavoro subordinato di durata fino a sei mesi. 12/4/2020 15
1. 4. STATO DI DISOCCUPAZIONE Viene introdotta la categoria di lavoratore “a rischio di disoccupazione” Art. 19 (Stato di disoccupazione) 4. Allo scopo di accelerare la presa in carico, i lavoratori dipendenti possono effettuare la registrazione di cui al comma 1 dal momento della ricezione della comunicazione di licenziamento, anche in pendenza del periodo di preavviso. Nei casi di cui al presente comma i lavoratori sono considerati “a rischio di disoccupazione”. 12/4/2020 16
1. 4. STATO DI DISOCCUPAZIONE Classe di profilazione 5. Sulla base delle informazioni fornite in sede di registrazione, gli utenti dei servizi per l’impiego (disoccupati o a rischio disoccupazione) vengono assegnati ad una classe di profilazione, allo scopo di valutarne il livello di occupabilità, secondo una procedura automatizzata di elaborazione dei dati in linea con i migliori standard internazionali. 6. La classe di profilazione è aggiornata automaticamente ogni novanta giorni, tenendo conto della durata della disoccupazione e delle altre informazioni raccolte mediante le attività di servizio. 12/4/2020 17
1. 4. STATO DI DISOCCUPAZIONE Stato di disoccupazione e servizi sociali 7. Allo scopo di evitare l’ingiustificata registrazione come disoccupato da parte di soggetti non disponibili allo svolgimento dell’attività lavorativa, a decorrere dalla data di entrata in vigore del d. lgs. N. 150/2015 le norme nazionali o regionali ed i regolamenti comunali che condizionano prestazioni di carattere sociale allo stato di disoccupazione si intendono riferite alla condizione di non occupazione. Sulla base di specifiche convenzioni l’ANPAL consente alle amministrazioni pubbliche interessate l’accesso ai dati essenziali per la verifica telematica della condizione di non occupazione. 12/4/2020 18
D. Lgs. 14 settembre 2015, n. 150 1. 5. PATTO DI SERVIZIO PERSONALIZZATO (c. d. Principio di condizionalità) 19
1. 5. PATTO DI SERVIZIO PERSONALIZZATO Art. 20 (Patto di servizio personalizzato) Ai fini della conferma dello stato di disoccupazione è stabilito che i lavoratori disoccupati si attivino, • contattando i CPI (con le modalità definite dagli stessi centri) entro 30 giorni dalla data della dichiarazione di immediata disponibilità (di cui all’art. 19) e, • in mancanza sono convocati dai centri per l’impiego (entro il termine stabilito con decreto del Ministero del Lavoro) per la profilazione e la stipula di un patto di servizio personalizzato. 12/4/2020 20
1. 5. PATTO DI SERVIZIO PERSONALIZZATO Art. 20 (Patto di servizio personalizzato) Scaduto il termine di 60 giorni dalla data di registrazione, se il soggetto non è stato convocato ha diritto a richiedere all’ANPAL le credenziali personalizzate per l’accesso diretto alla procedura telematica di profilazione, ai fini dell’applicabilità dell’istituto dell’assegno di ricollocazione. 12/4/2020 21
1. 5. PATTO DI SERVIZIO PERSONALIZZATO Art. 20 (Patto di servizio personalizzato) Nel patto di servizio personalizzato sono contenuti i seguenti elementi: a) l’individuazione di un responsabile delle attività; b) la definizione del profilo professionale di occupabilità (in base alle modalità tecniche stabilite dall’ANPAL); c) la definizione degli atti di ricerca attiva da compiere e la loro tempistica; d) la frequenza ordinaria di contatti con il responsabile delle attività; e) le modalità con cui dimostrare al responsabile la ricerca attiva di lavoro. 12/4/2020 22
1. 5. PATTO DI SERVIZIO PERSONALIZZATO Art. 20 (Patto di servizio personalizzato) Il patto presuppone la disponibilità del richiedente a: • partecipare ad iniziative e laboratori per il rafforzamento delle competenze nella ricerca attiva di lavoro • partecipare ad attività formative e di riqualificazione • accettare congrue offerte di lavoro. 12/4/2020 23
1. 5. PATTO DI SERVIZIO PERSONALIZZATO IN SINTESI Ai sensi degli artt. 19 -20: 1. Viene definito lo stato di lavoratore disoccupato e di lavoratore a rischio di disoccupazione. 2. Gli appartenenti ad entrambe le categorie verranno assegnati ad una classe di profilazione, allo scopo di valutarne il livello di occupabilità. 3. Quindi saranno convocati dai Centri per l’impiego per la stipula di un Patto di servizio personalizzato. 4. Il Patto dovrà inoltre riportare la disponibilità del richiedente a partecipare a iniziative di carattere formativo, di riqualificazione o di politica attiva e ad accettare congrue offerte di lavoro 12/4/2020 24
1. 5. PATTO DI SERVIZIO PERSONALIZZATO Art. 25 (Offerta di lavoro congrua) Viene disposto che la definizione di offerta di lavoro congrua – il cui rifiuto ingiustificato determina la decadenza dai trattamenti di disoccupazione ed integrazione salariale – è individuata dal Ministero del Lavoro con D. M. , su proposta dell’ANPAL, secondo i principi di: • coerenza con le esperienze e le competenze maturate (come da Fascicolo Elettronico); • distanza dal domicilio e tempi di trasferimento mediante mezzi di trasporto pubblico; • durata della disoccupazione; 25 12/4/2020
1. 5. PATTO DI SERVIZIO PERSONALIZZATO Art. 25 (Offerta di lavoro congrua) • retribuzione superiore di almeno il 20% rispetto all’indennità percepita nell’ultimo mese precedente, da computare senza considerare l’eventuale integrazione a carico dei fondi di solidarietà. 12/4/2020 26
1. 5. PATTO DI SERVIZIO PERSONALIZZATO Il decreto precisa che i fondi di solidarietà bilaterali di cui all’art. 26 del D. Lgs. 148/2015 possono prevedere che le prestazioni (eventualmente individuate dagli stessi fondi) integrative rispetto alle prestazioni legate alla perdita del posto di lavoro o a trattamenti d’integrazione salariale continuino ad essere riconosciute nell’ipotesi di accettazione di una offerta di lavoro congrua, nella misura massima della differenza tra l’indennità complessiva inizialmente attribuita, aumentata del 20%, e la nuova retribuzione. 12/4/2020 27
1. 5. PATTO DI SERVIZIO PERSONALIZZATO Art. 25 (Offerta di lavoro congrua) 3. Fino alla data di adozione del provvedimento di cui al comma 1, trovano applicazione le disposizioni di cui all'articolo 4, comma 41, e 42 della legge 28 giugno 2012, n. 92. 12/4/2020 28
1. 5. PATTO DI SERVIZIO PERSONALIZZATO Art. 20 (Patto di servizio personalizzato) Anche la concessione dell’assegno di disoccupazione (ASDI) è subordinata alla stipulazione del patto di servizio personalizzato, redatto dal centro per l’impiego. 12/4/2020 29
1. 5. PATTO DI SERVIZIO PERSONALIZZATO Art. 21 (Rafforzamento dei meccanismi di condizionalità e livelli essenziali delle prestazioni relative ai beneficiari di strumenti di sostegno al reddito) La dichiarazione di disponibilità di cui all’art. 19 si intende implicitamente resa nell’ipotesi di presentazione all’INPS della domanda di ASp. I, NASp. I, DIS-COLL e di indennità di mobilità, che sarà inserita nel sistema informativo unitario delle politiche attive. 12/4/2020 30
1. 5. PATTO DI SERVIZIO PERSONALIZZATO Sistema sanzionatorio per il rafforzamento dei meccanismi di condizionalità 12/4/2020 31
1. 5. PATTO DI SERVIZIO PERSONALIZZATO Il Legislatore ha individuato un sistema sanzionatorio per il rafforzamento dei meccanismi di condizionalità e livelli essenziali delle prestazioni relativi ai destinatari di strumenti di sostegno al reddito, anche in costanza di rapporto di lavoro. Nei confronti dei beneficiari di prestazioni di sostegno al reddito che, in assenza di giustificato motivo, non partecipano alle iniziative volte all’inserimento o reinserimento nel mercato del lavoro è introdotto un apposito regime sanzionatorio (decurtazione o decadenza dalle prestazioni). 12/4/2020 32
1. 5. PATTO DI SERVIZIO PERSONALIZZATO: SANZIONI Art. 21 In particolare, con riferimento all’ASp. I, alla NASp. I, alla DIS-COLL e all’indennità di mobilità, si applicano – a seconda della violazione commessa – le seguenti sanzioni: 12/4/2020 33
1. 5. PATTO DI SERVIZIO PERSONALIZZATO: SANZIONI Art. 21 • mancata presentazione, in assenza di giustificato motivo, alle convocazioni ovvero agli appuntamenti concernenti le politiche attive (art. 20, commi 1 e 2, lettera d), e commi 2 e 6 art. 21), nonché mancata partecipazione alle iniziative di orientamento (per il rafforzamento delle competenze nella ricerca attiva di lavoro): o la decurtazione di un quarto di una mensilità, in caso di prima mancata presentazione; o la decurtazione di una mensilità, alla seconda mancata presentazione o la decadenza dalla prestazione e dallo stato di disoccupazione, in caso 34 12/4/2020 di ulteriore mancata presentazione;
1. 5. PATTO DI SERVIZIO PERSONALIZZATO: SANZIONI Art. 21 • mancata partecipazione, in assenza di giustificato motivo, alle iniziative di orientamento carattere formativo o di riqualificazione o ad altra iniziativa di politica attiva o di attivazione : o la decurtazione di una mensilità, alla prima mancata partecipazione; o la decadenza dalla prestazione e dallo stato di disoccupazione, in caso di ulteriore mancata presentazione; • per la mancata accettazione di un’offerta di lavoro congrua, in assenza di giustificato motivo, la decadenza dalla prestazione. 12/4/2020 35
1. 5. PATTO DI SERVIZIO PERSONALIZZATO: SANZIONI Art. 21 Con riferimento all’ASDI trovano applicazione le seguenti sanzioni: • mancata presentazione, in assenza di giustificato motivo, alle convocazioni ovvero agli appuntamenti concernenti le politiche attive: o la decurtazione di un quarto di una mensilità e la concessione dei soli incrementi per carichi familiari, in caso di prima mancata presentazione; o la decurtazione di una mensilità e la concessione dei soli incrementi per carichi familiari, alla seconda mancata presentazione; o la decadenza dalla prestazione e dallo stato di disoccupazione, in caso 36 12/4/2020 di ulteriore mancata presentazione;
1. 5. PATTO DI SERVIZIO PERSONALIZZATO: SANZIONI Art. 21 • mancata partecipazione, in assenza di giustificato motivo, alle iniziative di orientamento (per il rafforzamento di competenze nella ricerca attiva di lavoro): o la decurtazione di una mensilità e la concessione dei soli incrementi per carichi familiari, in caso di prima mancata presentazione; o la decadenza dalla prestazione e dallo stato di disoccupazione; 12/4/2020 37
1. 5. PATTO DI SERVIZIO PERSONALIZZATO: SANZIONI Art. 21 • per la mancata partecipazione, in assenza di giustificato motivo, alle iniziative di carattere formativo o di riqualificazione o ad altra iniziativa di politica attiva o di attivazione: la decadenza dalla prestazione e dallo stato di disoccupazione; • per la mancata accettazione di un’offerta di lavoro congrua, senza giustificato motivo: la decadenza dalla prestazione e dallo stato di disoccupazione. 12/4/2020 38
1. 5. PATTO DI SERVIZIO PERSONALIZZATO: SANZIONI Art. 21 9. In caso di decadenza dallo stato di disoccupazione prodottasi ai sensi dei commi 7, 8 e dell'articolo 23, comma 4, non è possibile una nuova registrazione prima che siano decorsi due mesi. 10. In caso di violazione degli obblighi di cui ai commi 7 e 8, il centro per l'impiego adotta le relative sanzioni, inviando pronta comunicazione, per il tramite del sistema informativo di cui all'articolo 13, all'ANPAL ed all'INPS, che emette i provvedimenti conseguenti e provvede a recuperare le somme indebite eventualmente erogate. 12/4/2020 39
1. 5. PATTO DI SERVIZIO PERSONALIZZATO: LAVORATORI IN CIG, Cd. S, Fd. S Il Patto di servizio personalizzato si adopererà anche con riguardo ai lavoratori sospesi o in riduzione oraria a seguito di: -Cassa Integrazione Guadagni; -Contratti di Solidarietà; -Prestazioni dei Fondi di Solidarietà. 12/4/2020 40
1. 5. PATTO DI SERVIZIO PERSONALIZZATO: LAVORATORI IN CIG, Cd. S, Fd. S Art. 22 (Rafforzamento dei meccanismi di condizionalità e livelli essenziali delle prestazioni relative ai beneficiari di strumenti di sostegno al reddito in costanza di rapporto di lavoro) L’art. 22 regolamenta gli obblighi in tema di ricerca attiva del lavoro a carico dei lavoratori dipendenti per i quali: • la riduzione di orario dovuta all’attivazione di una procedura di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa per integrazione salariale, contratto di solidarietà, o intervento dei fondi di solidarietà, … … • sia superiore al 50% dell’orario di lavoro, calcolato in un periodo di 12 mesi. 12/4/2020 41
1. 5. PATTO DI SERVIZIO PERSONALIZZATO: LAVORATORI IN CIG, Cd. S, Fd. S Art. 22 Questi lavoratori vanno convocati in orario compatibile con la prestazione dal centro per l’impiego (con le modalità ed i termini fissati dal decreto del Ministero del Lavoro) per la stipula del patto di servizio personalizzato. Anche rispetto al tali soggetti sono definite specifiche sanzioni: 12/4/2020 42
1. 5. PATTO DI SERVIZIO PERSONALIZZATO: LAVORATORI IN CIG, Cd. S, Fd. S Art. 22 • mancata presentazione, in assenza di giustificato motivo, alle convocazioni ovvero agli appuntamenti concernenti le politiche attive, nonché mancata partecipazione alle iniziative di orientamento (per il rafforzamento delle competenze nella ricerca attiva di lavoro): o la decurtazione di un quarto di una mensilità, per la prima mancata presentazione; o la decurtazione di una mensilità, per la seconda mancata presentazione; o la decadenza dalla prestazione, per l’ulteriore mancata presentazione; 12/4/2020 43
1. 5. PATTO DI SERVIZIO PERSONALIZZATO: LAVORATORI IN CIG, Cd. S, Fd. S Art. 22 • mancata partecipazione alle iniziative di carattere formativo o di riqualificazione o ad altra attività di politica attiva o di attivazione o di pubblica utilità: o la decurtazione di una mensilità, per la prima mancata partecipazione; o la decadenza dalla prestazione, per l’ulteriore mancata presentazione. 12/4/2020 44
SINTESI: STATO DI DISOCCUPAZIONE E PATTO DI SERVIZIO PERSONALIZZATO PROVIAMO A SINTETIZZARE QUANTO SIN QUI DESCRITTO 12/4/2020 45
SINTESI: STATO DI DISOCCUPAZIONE E PATTO DI SERVIZIO PERSONALIZZATO 1) Viene istituita una Rete Nazionale dei servizi per le politiche del lavoro, coordinata dall’ANPAL, e formata dalle strutture regionali per le Politiche attive del Lavoro, dall’INPS, dall’INAIL, dalle Agenzie per il lavoro e dagli altri soggetti autorizzati all’attività di intermediazione, dagli enti di formazione, da Italia Lavoro, dall’ISFOL nonché dal sistema delle Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura, dalle università e dagli altri istituti di scuola secondaria di secondo grado; 2) In tema di disoccupazione, è previsto che i lavoratori privi di impiego dichiarino, in forma telematica, al Portale nazionale delle politiche del lavoro la propria immediata disponibilità allo svolgimento di attività lavorativa ed alla partecipazione alle misure di politica attiva del lavoro concordate con i Centri per l’impiego: ne discende così lo status di disoccupato; 12/4/2020 46
SINTESI: STATO DI DISOCCUPAZIONE E PATTO DI SERVIZIO PERSONALIZZATO 3) Solo successivamente essi sono tenuti a recarsi presso tali Servizi per la stipula di un Patto di servizio personalizzato contenente tra l’altro: - la definizione del profilo personale di occupabilità; - la definizione degli atti di ricerca attiva e la tempistica degli stessi; - la disponibilità del richiedente alle attività di partecipazione a iniziative e laboratori per il rafforzamento delle competenze nella ricerca attiva di lavoro, a iniziative di carattere formativo o di riqualificazione e l’accettazione di congrue offerte di lavoro; 4) Lo stato di disoccupazione è sospeso in caso di rapporto di lavoro subordinato di durata fino a 6 mesi. 12/4/2020 47
SINTESI: STATO DI DISOCCUPAZIONE E PATTO DI SERVIZIO PERSONALIZZATO 5) Viene statuito un regime sanzionatorio modulato in ragione delle violazioni commesse. 6) Il Patto di servizio personalizzato, con relativi obblighi e sanzioni in caso di violazioni, si applica anche nei riguardi dei lavoratori occupati, il cui rapporto di lavoro sia stato sospeso o sottoposto a riduzione dell’orario di lavoro a seguito di sospensione o riduzione dell’attività produttiva, in sede di Cassa Integrazione Guadagni, Contratti di solidarietà, prestazioni rese dai Fondi di solidarietà. 12/4/2020 48
D. Lgs. 14 settembre 2015, n. 150 In questo sistema si innesta l’ 1. 6. ASSEGNO DI RICOLLOCAZIONE 49
1. 6. ASSEGNO DI RICOLLOCAZIONE A chi spetta? Art. 23 (Assegno di ricollocazione) 1. Ai disoccupati percettori della Nuova prestazione di Assicurazione Sociale per l'Impiego (NASp. I) – la cui durata di disoccupazione eccede i quattro mesi – è riconosciuta, qualora ne facciano richiesta al Centro per l'impiego presso il quale hanno stipulato il patto di servizio personalizzato ovvero mediante la procedura di cui all'articolo 20, comma 4, una somma denominata «assegno individuale di ricollocazione» , graduata in funzione del profilo personale di occupabilità, spendibile presso i Centri per l'impiego o presso i servizi accreditati ai sensi dell'articolo 12. L'assegno di ricollocazione è rilasciato nei limiti delle disponibilità assegnate a tale finalità per la regione o per la provincia autonoma di residenza ai sensi dell'articolo 24. 12/4/2020 50
1. 6. ASSEGNO DI RICOLLOCAZIONE Dunque, come funziona ? • L’assegno di ricollocazione è rilasciato dal CPI a seguito della procedura di profilazione e della stipula del patto di servizio personalizzato ed è comunque riconosciuto nei limiti delle disponibilità assegnate a tale fine per la Regione o la Provincia autonoma di residenza. • L'assegno di ricollocazione non concorre alla formazione del reddito complessivo ai fini dell'imposta sul reddito delle persone fisiche e non è assoggettato a contribuzione previdenziale e assistenziale. 12/4/2020 51
1. 6. ASSEGNO DI RICOLLOCAZIONE Come funziona ? • L’interessato può spendere l’assegno presso un centro per l’impiego o un soggetto privato accreditato di sua scelta, per ottenere un servizio di assistenza intensiva nella ricerca di lavoro che: o va richiesto, a pena di decadenza dallo stato di disoccupazione e dalla prestazione a sostegno del reddito, entro 2 mesi dalla data di rilascio dell’assegno e o ha una durata di 6 mesi, prorogabile per altri 6 mesi qualora non sia esaurito l’intero ammontare dell’assegno. 12/4/2020 52
1. 6. ASSEGNO DI RICOLLOCAZIONE Come funziona ? La determinazione delle modalità operative e dell’ammontare dell’assegno di ricollocazione sono demandate ad una delibera del consiglio di amministrazione dell’ANPAL, previa approvazione del Ministero del Lavoro, sulla base di determinati principi, tra cui il riconoscimento dell’assegno prevalentemente a risultato occupazionale ottenuto. 12/4/2020 53
1. 6. ASSEGNO DI RICOLLOCAZIONE Art. 24 (Finanziamento dell’assegno di ricollocazione) Al finanziamento dell’assegno concorrono l’intera dotazione del Fondo per le politiche attive del lavoro e le risorse dei programmi operativi cofinanziati con i fondi europei e di altri fondi nazionali e regionali. 12/4/2020 54
1. 6. ASSEGNO DI RICOLLOCAZIONE Ipotesi di assunzione di fruitore trattamento di disoccupazione Art. 24 3. Nei casi di cui all'articolo 2, comma 10 -bis, della legge n. 92 del 2012, l'INPS versa all'ANPAL una somma pari al trenta per cento dell'indennità mensile residua che sarebbe stata corrisposta al lavoratore, volta a finanziare il Fondo politiche attive del lavoro di cui all'articolo 1, comma 215, della legge n. 147 del 2013. 12/4/2020 55
1. 6. ASSEGNO DI RICOLLOCAZIONE Art. 24 All'articolo 2, comma 10 -bis, della legge n. 92 del 2012, le parole "cinquanta per cento" sono sostituite dalle seguenti: «venti per cento» . viene stabilita la riduzione dal 50% al 20% della misura del contributo mensile, riconosciuto al datore di lavoro nell’ipotesi di assunzione a tempo pieno ed indeterminato di soggetti che fruiscano di trattamento di disoccupazione relativo a lavoratori dipendenti 12/4/2020 56
In sintesi 1. L’assegno di ricollocazione è riconosciuto ai percettori per più di 4 mesi della NASp. I, che abbiano stipulato il patto di servizio personalizzato. 2. Trattasi di una somma, graduata in funzione del profilo personale di occupabilità, spendibile presso i Centri per l’impiego o presso i servizi accreditati, al fine di ottenere un servizio di assistenza intensiva nella ricerca di lavoro. 3. Tale assegno non concorre alla formazione del reddito complessivo ai fini Irpef e non è assoggettato a contribuzione previdenziale e assistenziale. 4. Il servizio ha una durata di 6 mesi, prorogabile per altri 6 nel caso non sia stato consumato l’intero ammontare dell’assegno. 5. La richiesta del servizio di assistenza alla ricollocazione, per tutta la sua durata, sospende il patto di servizio personalizzato eventualmente stipulato. 12/4/2020 57
D. Lgs. 14 settembre 2015, n. 150 1. 7. ATTIVITA’ DI PUBBLICA UTILITA’ 58
1. 7. ATTIVITA’ DI PUBBLICA UTILITA’ A chi si rivolge? Art. 26 (Utilizzo diretto dei lavoratori titolari di strumenti di sostegno al reddito) Il decreto prevede la possibilità di impiego dei lavoratori che fruiscono di strumenti di sostegno del reddito in costanza del rapporto lavorativo per lo svolgimento di attività di pubblica utilità (secondo convenzioni stipulate tra Regioni e Province autonome e le pubbliche amministrazioni operanti sul territorio) – a beneficio della comunità territoriale di competenza – ai fini del mantenimento e sviluppo delle competenze acquisite. 12/4/2020 59
1. 7. ATTIVITA’ DI PUBBLICA UTILITA’ Come funziona ? Art. 26 I soggetti utilizzatori attivano in favore dei soggetti coinvolti nelle attività di cui al comma 1 idonee coperture assicurative presso l'Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL) contro gli infortuni e le malattie professionali connesse allo svolgimento dell'attività lavorativa, nonché per la responsabilità civile verso terzi. 12/4/2020 60
1. 7. ATTIVITA’ DI PUBBLICA UTILITA’ Come funziona ? • L’utilizzo in tali attività non determina l’instaurazione di un rapporto di lavoro e non deve incidere sul corretto svolgimento del rapporto lavorativo in corso. • L’impegno dei lavoratori è fissato: “nei limiti massimi di orario settimanale corrispondente alla proporzione tra il trattamento stesso e il livello retributivo iniziale, calcolato al netto delle ritenute previdenziali ed assistenziali, previsto per i dipendenti che svolgono attività analoghe presso il soggetto promotore dell’intervento. ” 12/4/2020 61
1. 7. ATTIVITA’ DI PUBBLICA UTILITA’ E per i disoccupati ? • Possono essere impiegati nelle suddette attività lavoratori disoccupati di età superiore a 60 anni, che non abbiano ancora maturato il diritto al pensionamento di vecchiaia o anticipato. • Essi non possono eccedere l’orario di lavoro di 20 ore settimanali e hanno diritto ad un importo mensile pari all’assegno sociale (eventualmente riproporzionato in caso di orario di lavoro inferiore alle 20 ore settimanali). • Tale assegno viene erogato dall’INPS, previa certificazione delle presenze secondo le modalità fissate dall’Istituto a cura dell’ente utilizzatore 12/4/2020 62
1. 7. ATTIVITA’ DI PUBBLICA UTILITA’ Rispetto ai LSU • Rispetto all’assegno per i lavori socialmente utili (LSU) trovano applicazione le previsioni in tema di compatibilità con lo svolgimento di attività lavorativa in forma autonoma o di impresa individuale e di decadenza stabilite per la NASp. I (artt. 10 e 11 del d. lgs n. 22/2015). • Il decreto individua le ipotesi di incompatibilità dell’assegno (art. 26, comma 7) e di sospensione o meno dell’assegno nei periodi di riposo ed in caso di malattia e di assenze del lavoratore (art. 26, commi 9 e 10). 12/4/2020 63
D. Lgs. 14 settembre 2015, n. 150 Chiude la disamina del D. lgs. N. 150/2015 un FOCUS sul 1. 8. RIORDINO DEGLI INCENTIVI ALL’OCCUPAZIONE Gli artt. 29 -34 riordinano la materia … dalla L. n. 92/2012 ai primi decreti Jobs Act. 64
1. 8. RIORDINO DEGLI INCENTIVI ALL’OCCUPAZIONE Art. 29 (Riordino degli Incentivi) 1. L'articolo 1 del decreto-legge 28 giugno 2013, n. 76, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 99, è abrogato. Abrogazione del credito per le assunzioni di lavoratori giovani (under 30) assunti a tempo indeterminato e ad incremento dell’organico, di cui all’art. 1 del DL n. 76/2013, convertito con modificazioni dalla Legge n. 99/2013. 12/4/2020 65
1. 8. RIORDINO DEGLI INCENTIVI ALL’OCCUPAZIONE Art. 29 (Riordino degli Incentivi) Tale credito riguarda le assunzioni effettuate entro il 30 giugno 2015. La nuova norma fa salvi gli effetti (fino alla completa fruizione dei benefici) per le assunzioni (o le trasformazioni a tempo indeterminato di rapporti a termine) effettuate prima dell’entrata in vigore del decreto (24 settembre 2015). 12/4/2020 66
1. 8. RIORDINO DEGLI INCENTIVI ALL’OCCUPAZIONE Art. 30, comma 2 Ai fini del presente decreto costituiscono incentivi all'occupazione i benefici normativi o economici riconosciuti ai datori di lavoro in relazione all'assunzione di specifiche categorie di lavoratori. 12/4/2020 67
1. 8. RIORDINO DEGLI INCENTIVI ALL’OCCUPAZIONE Il riordino della materia è tracciato all’ Art. 31 (Principi generali di fruizione degli Incentivi) Quali le novità ? ? 12/4/2020 68
1. 8. RIORDINO DEGLI INCENTIVI ALL’OCCUPAZIONE Sono confermati i principi della legge n. 92/2012, rispetto ad incentivi e …: -… assunzione quale adempimento di un preesistente obbligo di legge; -… assunzione in violazione del diritto di precedenza del lavoratore; -… assunzione da parte di un datore con assetto proprietario coincidente. Le novità riguardano invece il caso in cui il datore di lavoro abbia alle proprie dipendenze lavoratori sospesi per crisi o ristrutturazione. 12/4/2020 69
1. 8. RIORDINO DEGLI INCENTIVI ALL’OCCUPAZIONE Assunzioni e Sospensioni in corso Dal confronto con l’abrogato comma 12 dell’art. 4, Legge n. 92/2012 rilevante è la modifica relativa all’ipotesi in cui il datore di lavoro o l’utilizzatore abbiano alle proprie dipendenze lavoratori sospesi per crisi o riorganizzazione: 1. Secondo la nuova disposizione (art. 31, comma 1, lett. c) è possibile fruire degli incentivi qualora l’assunzione, la trasformazione o la somministrazione siano finalizzate all’assunzione di lavoratori inquadrati a un livello diverso da quello posseduto dai lavoratori sospesi o da impiegare in diverse unità produttive. 2. Nella precedente disciplina (art. 12, comma 4, lett. c) era salvaguardata invece la differente professionalità dei soggetti. 70
1. 8. RIORDINO DEGLI INCENTIVI ALL’OCCUPAZIONE Art. 31 (Principi generali di fruizione degli Incentivi) Jobs Act (D. Lgs. 150/2015, art. 31, comma 1) Legge Fornero (Legge 92/2012, art. 4, comma 12) Gli incentivi non spettano se l’assunzione costituisce attuazione di un obbligo preesistente, stabilito da norme di legge o della contrattazione collettiva, anche nel caso in cui il lavoratore avente diritto all'assunzione viene utilizzato mediante contratto di somministrazione. Gli incentivi non spettano se l'assunzione costituisce attuazione di un obbligo preesistente, stabilito da norme di legge o della contrattazione collettiva; gli incentivi sono esclusi anche nel caso in cui il lavoratore avente diritto all'assunzione viene utilizzato mediante contratto di somministrazione. simile 12/4/2020 71
1. 8. RIORDINO DEGLI INCENTIVI ALL’OCCUPAZIONE Art. 31 Jobs Act (D. Lgs. 150/2015, art. 31, comma 1) Legge Fornero (Legge 92/2012, art. 4, comma 12) Gli incentivi non spettano se l'assunzione viola il diritto di precedenza, stabilito dalla legge o dal contratto collettivo, alla riassunzione di un altro lavoratore licenziato da un rapporto a tempo indeterminato o cessato da un rapporto a termine, anche nel caso in cui, prima dell'utilizzo di un lavoratore mediante contratto di somministrazione, l'utilizzatore non abbia preventivamente offerto la riassunzione al lavoratore titolare di un diritto di precedenza per essere stato precedentemente licenziato da un rapporto a tempo indeterminato o cessato da un rapporto a termine; simile Gli incentivi non spettano se l'assunzione viola il diritto di precedenza, stabilito dalla legge o dal contratto collettivo, alla riassunzione di un altro lavoratore licenziato da un rapporto a tempo indeterminato o cessato da un rapporto a termine, anche nel caso in cui, prima dell'utilizzo di un lavoratore mediante contratto di somministrazione, l'utilizzatore non abbia preventivamente offerto la riassunzione al lavoratore titolare di un diritto di precedenza per essere stato precedentemente licenziato da un rapporto a tempo indeterminato o cessato da un rapporto a termine; 12/4/2020 72
1. 8. RIORDINO DEGLI INCENTIVI ALL’OCCUPAZIONE Art. 31 Jobs Act (D. Lgs. 150/2015, art. 31, comma 1) Legge Fornero (Legge 92/2012, art. 4, comma 12) Gli incentivi non spettano con riferimento a quei lavoratori che sono stati licenziati nei sei mesi precedenti da parte di un datore di lavoro che, al momento del licenziamento, presenta assetti proprietari sostanzialmente coincidenti con quelli del datore di lavoro che assume o utilizza in somministrazione, ovvero risulta con quest'ultimo in rapporto di collegamento o controllo; Gli incentivi non spettano con riferimento a quei lavoratori che sono stati licenziati nei sei mesi precedenti da parte di un datore di lavoro che, al momento del licenziamento, presenta assetti proprietari sostanzialmente coincidenti con quelli del datore di lavoro che assume ovvero risulti con quest'ultimo in rapporto di collegamento o controllo; in caso di somministrazione tale condizione si applica anche all’utilizzatore. simile 12/4/2020 73
1. 8. RIORDINO DEGLI INCENTIVI ALL’OCCUPAZIONE Art. 31 Jobs Act (D. Lgs. 150/2015, art. 31, comma 1) Legge Fornero (Legge n. 92/2012, art. 4, comma 12) Gli incentivi non spettano se il datore di lavoro o l'utilizzatore contratto di somministrazione hanno in atto sospensioni dal lavoro connesse ad una crisi o riorganizzazione aziendale, salvi i casi in cui l'assunzione, la trasformazione o la somministrazione siano finalizzate all'assunzione di lavoratori inquadrati ad un livello diverso da quello posseduto dai lavoratori sospesi o da impiegare in diverse unità produttive; Gli incentivi non spettano se il datore di lavoro o l'utilizzatore contratto di somministrazione hanno in atto sospensioni dal lavoro connesse ad una crisi o riorganizzazione aziendale, salvi i casi in cui l'assunzione, la trasformazione o la somministrazione siano finalizzate all‘acquisizione di professionalità sostanzialmente diverse da quelle dei lavoratori sospesi oppure siano effettuate in una diversa unità produttiva; 12/4/2020 74
1. 8. RIORDINO DEGLI INCENTIVI ALL’OCCUPAZIONE Art. 31 Principio del Cumulo (non modificato) Il comma 2 dell’art. 31 - che riproduce il disposto dell'abrogato comma 13 dell’art. 4 della Legge 92/2012 - stabilisce che: Ai fini della determinazione del diritto agli incentivi e della loro durata, si cumulano i periodi in cui il lavoratore ha prestato l'attività in favore dello stesso soggetto, a titolo di lavoro subordinato o somministrato; non si cumulano le prestazioni in somministrazione effettuate dallo stesso lavoratore nei confronti di diversi utilizzatori, anche se fornite dalla medesima agenzia di somministrazione di lavoro, (…) salvo che tra gli utilizzatori ricorrano assetti proprietari sostanzialmente coincidenti ovvero intercorrano rapporti di collegamento o controllo. 12/4/2020 75
1. 8. RIORDINO DEGLI INCENTIVI ALL’OCCUPAZIONE Art. 31 Inoltro tardivo di comunicazioni telematiche 3. L'inoltro tardivo delle comunicazioni telematiche obbligatorie inerenti l'instaurazione e la modifica di un rapporto di lavoro o di somministrazione producono la perdita di quella parte dell'incentivo relativa al periodo compreso tra la decorrenza del rapporto agevolato e la data della tardiva comunicazione. 12/4/2020 76
1. 8. RIORDINO DEGLI INCENTIVI ALL’OCCUPAZIONE Art. 31 Contratto di somministrazione L’agenzia per il lavoro, in qualità di datore di lavoro, nel rispetto delle condizioni generali previste può beneficiare di agevolazioni per le assunzioni. Al riguardo, si ricorda la Circolare INPS n. 128 del 2012: indica modalità per la fruizione delle agevolazioni per le assunzioni anche tramite agenzia dei giovani in apprendistato. 12/4/2020 77
1. 8. RIORDINO DEGLI INCENTIVI ALL’OCCUPAZIONE Si richiamano le seguenti altre Circolari INPS: • Circolare 137 del 2012: modalità e condizioni generali di fruizione delle agevolazioni a valle della legge n. 92/2012 (obbligo preesistente, assunzione lavoratori sospesi, in mobilità e di lunga disoccupazione, etc. . ) • Circolare n. 111 del 2013: istruzioni per le agevolazioni delle assunzioni di over 50 enni e donne. • Circolare 131 del 2013: istruzioni per gli incentivi legati alle assunzioni a tempo indeterminato di under 30 anni. 78
1. 8. RIORDINO DEGLI INCENTIVI ALL’OCCUPAZIONE • Circolare n. 175 del 2013: assunzioni a tempo indeterminato di percettori di Aspi/Naspi • Circolare n. 118 del 2014: incentivi per le assunzioni nell'ambito del Programma garanzia giovani • Circolare 17 del 2015: istruzioni operative per le assunzioni a tempo indeterminato di cui alla legge di stabilità 190 del 2014 effettuate nel corso del 2015. 12/4/2020 79
1. 8. RIORDINO DEGLI INCENTIVI ALL’OCCUPAZIONE Art. 31 Contratto di somministrazione • Confermata l’agevolazione prevista per le erogazioni legate alla contrattazione di secondo livello che vedono le agenzie interessate ma limitatamente alle missioni presso gli utilizzatori che hanno in atto tali erogazioni in virtù della contrattazione di secondo livello. 12/4/2020 80
1. 8. RIORDINO DEGLI INCENTIVI ALL’OCCUPAZIONE Art. 31 Contratto di somministrazione Principio generale Le agevolazioni tutte di cui sopra si riverberano necessariamente sul costo del lavoro ribaltato all'utilizzatore che fruisce indirettamente dell'agevolazione nell'ambito del servizio di somministrazione di cui si avvale. 12/4/2020 81
1. 8. RIORDINO DEGLI INCENTIVI ALL’OCCUPAZIONE Art. 31 Contratto di somministrazione Tutto questo viene confermato, senza ingenerare più dubbi, dal D. lgs. 14 settembre 2015, n. 150 e) con riferimento al contratto di somministrazione i benefici economici legati all'assunzione o alla trasformazione di un contratto di lavoro sono trasferiti in capo all'utilizzatore e, in caso di incentivo soggetto al regime de minimis, il beneficio viene computato in capo all'utilizzatore; 12/4/2020 82
1. 8. RIORDINO DEGLI INCENTIVI ALL’OCCUPAZIONE Art. 31 Incremento occupazionale netto (Impresa Unica) Viene stabilito che nei casi in cui le norme incentivanti richiedano un incremento occupazionale netto della forza lavoro mediamente occupata, il calcolo deve essere effettuato mensilmente, confrontando il numero di lavoratori dipendenti equivalente a tempo pieno del mese di riferimento con quello medio dei 12 mesi precedenti, tenendo conto della nozione di “impresa unica” (art. 2, par. 2 del Regolamento UE n. 1408/2013 della Commissione del 18 dicembre 2013). 12/4/2020 83
1. 8. RIORDINO DEGLI INCENTIVI ALL’OCCUPAZIONE Definizione di impresa unica Ai sensi dell’art. 2, paragrafo 2 del Regolamento n. 1408/2013/UE per “impresa unica” si intende l’insieme delle imprese fra le quali esiste almeno una delle relazioni seguenti: a) un’impresa detiene la maggioranza dei diritti di voto degli azionisti o soci di un’altra impresa; b) un’impresa ha il diritto di nominare o revocare la maggioranza dei membri del consiglio di amministrazione, direzione o sorveglianza di un’altra impresa; c) un’impresa ha il diritto di esercitare un’influenza dominante su un’altra impresa in virtù di un contratto concluso con quest’ultima oppure in virtù di una clausola dello statuto di quest’ultima; d) un’impresa azionista o socia di un’altra impresa controlla da sola, in virtù di un accordo stipulato con altri azionisti o soci dell’altra impresa, la maggioranza dei diritti di voto degli azionisti o soci di quest’ultima. Le imprese fra le quali intercorre una delle relazioni di cui alle lettere da a) a d) per il tramite di una o più altre 12/4/2020 84
1. 8. RIORDINO DEGLI INCENTIVI ALL’OCCUPAZIONE Art. 31 Incremento occupazionale netto Si evidenzia che nel computo della base occupazionale media di riferimento non rientrano i lavoratori che, nel periodo considerato, abbiano abbandonato il posto di lavoro in ragione di dimissioni volontarie, invalidità, pensionamento per raggiunti limiti di età, riduzione volontaria dell’orario di lavoro o licenziamento per giusta causa. 12/4/2020 85
1. 8. RIORDINO DEGLI INCENTIVI ALL’OCCUPAZIONE Art. 34 (Abrogazioni e norme di coordinamento) In tale articolo si trova l’elenco delle norme assorbite dal decreto o in contrasto con i contenuti dello stesso. Tra l’altro sono abrogate: le disposizioni per agevolare l’incontro fra domanda ed offerta di lavoro (D. Lgs n. 181/2000), ad eccezione di quelle relative ai modelli dei dati contenuti nella scheda anagrafica e nella scheda professionale dei lavoratori e soppressione di liste di collocamento (art. 1 -bis) e alle modalità di assunzione e adempimenti successivi (art. 4 -bis). 86 12/4/2020
1. 8. RIORDINO DEGLI INCENTIVI ALL’OCCUPAZIONE Art. 34 (Abrogazioni e norme di coordinamento) Inoltre, sono modificate alcune disposizioni relative alla NASp. I e alla DIS-COLL, relativamente alla compatibilità con il rapporto di lavoro subordinato e con lo svolgimento di attività lavorativa in forma autonoma o di impresa individuale. 12/4/2020 87
1. 8. RIORDINO DEGLI INCENTIVI ALL’OCCUPAZIONE Art. 34 (Abrogazioni e norme di coordinamento) In particolare: a) all'articolo 9, comma 3, le parole «il cui reddito sia inferiore al limite utile ai fini della conservazione dello stato di disoccupazione» sono sostituite dalle seguenti: «il cui reddito corrisponda a un'imposta lorda pari o inferiore alle detrazioni spettanti ai sensi dell'articolo 13 del testo unico delle imposte sui redditi di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917» ; 12/4/2020 88
1. 8. RIORDINO DEGLI INCENTIVI ALL’OCCUPAZIONE Art. 34 (Abrogazioni e norme di coordinamento) b) agli articoli 10, comma 1, e 15, comma 12, le parole «un reddito inferiore al limite utile ai fini della conservazione dello stato di disoccupazione» sono sostituite dalle seguenti: «un reddito che corrisponde a un'imposta lorda pari o inferiore alle detrazioni spettanti ai sensi dell'articolo 13 del testo unico delle imposte sui redditi di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917» . 12/4/2020 89
2° BLOCCO “RAZIONALIZZAZIONE E SEMPLIFICAZIONE IN MATERIA DI COSTITUZIONE E GESTIONE DEL RAPPORTO DI LAVORO” D. Lgs. 14 settembre 2015, n. 151 (Capo II) 2. 1. Benefici contributivi e Contratti collettivi (art. 14) 2. 2. Libro unico del lavoro e comunicazioni telematiche (art. 1521) 2. 3. Nuovo regime sanzionatorio (art. 22) 2. 4. Impianti audiovisivi e altri strumenti di controllo (art. 23) 2. 5. Cessione dei riposi e delle ferie (art. 24) 2. 6. Dimissioni (art. 26) Ultimo aggiornamento 8 Ottobre 2015 90
D. Lgs. 14 settembre 2015, n. 151 2. 1. BENEFICI CONTRIBUTIVI E CONTRATTI COLLETTIVI (ART. 14) 91
2. 1. BENEFICI CONTRIBUTIVI E CONTRATTI COLLETTIVI (ART. 14) ART. 14 Deposito contratti collettivi aziendali o territoriali 1. I benefici contributivi o fiscali e le altre agevolazioni connesse con la stipula di contratti collettivi aziendali o territoriali sono riconosciuti a condizione che tali contratti siano depositati in via telematica presso la Direzione Territoriale del Lavoro competente, che li mette a disposizione, con le medesime modalità, delle altre amministrazioni ed enti pubblici interessati. 2. I contratti e gli accordi collettivi contenenti clausole o disposizioni di cui al comma 1 sono depositati dalle parti stipulanti presso il Ministero del lavoro e della previdenza sociale e gli enti previdenziali interessati, entro quindici giorni dalla loro stipulazione 92
2. 1. BENEFICI CONTRIBUTIVI E CONTRATTI COLLETTIVI (ART. 14) Decontribuzione Si ricorda che, per poter fruire della cosiddetta decontribuzione, ai sensi dell’art. 1, commi 67 e 68, della legge n. 247/2007, nonché dei relativi decreti ministeriali annuali di stanziamento delle risorse, i contratti, aziendali o territoriali, devono essere depositati presso la DTL entro 30 giorni dallo loro stipulazione. La Legge n. 92/2012 ha reso strutturale la decontribuzione sui contratti di secondo livello, di cui all’art. 1, comma 67, della Legge n. 247/2007. Per stabilirne la misura, però, è prevista l’emanazione in ciascun anno di un apposito decreto del Ministro del Lavoro. Ultimo aggiornamento 8 Ottobre 2015 93
2. 1. BENEFICI CONTRIBUTIVI E CONTRATTI COLLETTIVI (ART. 14) Decontribuzione ANNO 2015 Relativamente all’anno 2015, la G. U. n. 123/2015 ha provveduto a pubblicare il DM 8/4/2015, ove vengono stanziate le risorse per il finanziamento della decontribuzione. Lo stanziamento relativo all’anno 2015 è pari a 391 ml di euro, da ripartire per il 62, 5% in favore della contrattazione aziendale e per il 37, 5% in favore di quella territoriale (rimodulabile). Come funziona il meccanismo di decontribuzione? ? ? Ultimo aggiornamento 8 Ottobre 2015 94
2. 1. BENEFICI CONTRIBUTIVI E CONTRATTI COLLETTIVI (ART. 14) Decontribuzione ANNO 2015 Per le erogazioni avvenute nell’anno 2014, relativamente alla contrattazione di secondo livello, abbiamo che: a) l'importo annuo complessivo delle erogazioni deve essere contenuto entro il limite massimo del 1, 6 per cento della retribuzione contrattuale percepita; b) lo sgravio sui contributi previdenziali dovuti datori di lavoro è fissato nella misura di 25 punti percentuali; c) lo sgravio sui contributi previdenziali dovuti dai lavoratori è pari al 100%. Ultimo aggiornamento 8 Ottobre 2015 95
• • 2. 1. BENEFICI CONTRIBUTIVI E CONTRATTI COLLETTIVI (ART. 14) ESEMPIO Retribuzione annua imponibile lavoratore euro 30. 000 (comprensiva del premio di risultato) Contributi carico datore lavoro: 32, 08% Contributi carico lavoratore: 9, 49%. Quindi: Importo massimo decontribuibile: 30. 000 x 1, 6% = 480 euro Contributi carico datore lavoro: 32, 08 – 25 = 7, 08% Contributi carico lavoratore: 0 Risparmio d. l. su importo massimo decontribuibile = 120 euro Risparmio lavoratore su importo massimo decontribuibile = 45, 55 euro 96
2. 1. BENEFICI CONTRIBUTIVI E CONTRATTI COLLETTIVI (ART. 14) Incidenza su titoli diretti o indiretti e/o differiti Inoltre, l’art. 3 del D. L. n. 318/1996, al primo comma, prevede che la retribuzione dovuta in base agli accordi collettivi di qualsiasi livello non può essere individuata in difformità dalle obbligazioni, modalità e tempi di adempimento come definiti negli accordi stessi dalle parti stipulanti, in riferimento alle clausole sulla non computabilità nella base di calcolo di istituti contrattuali e di emolumenti erogati a vario titolo, diversi da quelli di legge, ovvero sulla quantificazione di tali emolumenti comprensiva dell'incidenza sugli istituti retributivi diretti o indiretti. Allo stesso fine valgono le clausole per la limitazione di tale incidenza relativamente ad istituti retributivi introdotti da accordi integrativi aziendali in aggiunta a quelli previsti dal contratto collettivo nazionale di lavoro. Le predette disposizioni operano anche agli effetti delle prestazioni previdenziali. 97
D. Lgs. 14 settembre 2015, n. 151 2. 2. LIBRO UNICO DEL LAVORO E COMUNICAZIONI TELEMATICHE (ART. 15 -21) 98
2. 2. LIBRO UNICO DEL LAVORO E COMUNICAZIONI TELEMATICHE (ART. 15 -21) ART. 15 Libro unico del lavoro 1. A decorrere dal 1° gennaio 2017, il libro unico del lavoro è tenuto, in modalità telematica, presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali. 2. Con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, da emanare entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto legislativo, sono stabilite le modalità tecniche e organizzative per l'interoperabilità, la tenuta, l'aggiornamento e la conservazione dei dati contenuti nel libro unico del lavoro di cui all'articolo 39 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133. Ultimo aggiornamento 8 Ottobre 2015 99
2. 2. LIBRO UNICO DEL LAVORO E COMUNICAZIONI TELEMATICHE (ART. 15 -21) ART. 16 Comunicazioni telematiche 1. Tutte le comunicazioni in materia di rapporti di lavoro, collocamento mirato, tutela delle condizioni di lavoro, incentivi, politiche attive e formazione professionale, ivi compreso il nulla osta al lavoro subordinato per cittadini extracomunitari nel settore dello spettacolo, si effettuano esclusivamente in via telematica secondo i modelli di comunicazione, i dizionari terminologici e gli standard tecnici di cui al decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale 30 ottobre 2007. 2. Con D. M. Lavoro, di concerto con il Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione, da emanare entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto legislativo, sono individuate le comunicazioni di cui al comma 1 e si procede all'aggiornamento dei modelli esistenti, al fine di armonizzare e semplificare le informazioni richieste. 100
2. 2. LIBRO UNICO DEL LAVORO E COMUNICAZIONI TELEMATICHE (ART. 15 -21) Dunque In attesa del LUL telematico (dal 1. 1. 2017), con i prossimi D. M. (tra 90 gg) saranno subito operative le novità in materia di “procedure e comunicazioni” telematiche in materia di: -rapporti di lavoro, -collocamento mirato, -tutela delle condizioni di lavoro, - incentivi, politiche attive e formazione professionale, E ciò secondo i modelli di comunicazione, i dizionari terminologici e gli standard tecnici di cui al D. M. LAV. 30 ottobre 2007. 101
2. 2. LIBRO UNICO DEL LAVORO E COMUNICAZIONI TELEMATICHE (ART. 15 -21) ART. 18 Abrogazione autorizzazione al lavoro estero Vengono abrogati: • l’obbligo, da parte dei lavoratori italiani disponibili a prestare attività all’estero, di iscrizione nella specifica lista di collocamento (art. 1, comma 4, del D. L. n. 317/1987); • mediante modifica dell’art 2 del D. L. n. 317/1987, l’autorizzazione al lavoro estero, da richiedere, da parte del datore di lavoro, al Ministero del Lavoro, notiziando anche il Ministero degli Affari Esteri. Ultimo aggiornamento 8 Ottobre 2015 102
2. 2. LIBRO UNICO DEL LAVORO E COMUNICAZIONI TELEMATICHE (ART. 15 -21) ART. 21 Semplificazioni in materia di adempimenti formali concernenti gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali Denuncia infortunio sul lavoro o malattia professionale Decorsi 180 giorni dalla data di entrata in vigore del D. Lgs. n. 151/2015 (quindi, a far data dal 22/3/2016) saranno a regime le seguenti semplificazioni. • In caso di infortunio sul lavoro o di malattia professionale, la denuncia dovrà contenere solamente gli estremi del certificato medico, poiché il medico o la struttura sanitaria competente al rilascio dovranno trasmetterlo all’INAIL in via telematica (modifica ai commi 1 e 5 dell’art. 53 del T. U. n. 1124/1965). Ultimo aggiornamento 8 Ottobre 2015 103
2. 2. LIBRO UNICO DEL LAVORO E COMUNICAZIONI TELEMATICHE (ART. 15 -21) ART. 21 • Qualunque medico presti la prima assistenza a un lavoratore infortunato sul lavoro o affetto da malattia professionale è obbligato a rilasciare certificato ai fini degli obblighi di denuncia di cui al presente articolo e a trasmetterlo esclusivamente per via telematica all'Istituto assicuratore. Ultimo aggiornamento 8 Ottobre 2015 104
2. 2. LIBRO UNICO DEL LAVORO E COMUNICAZIONI TELEMATICHE (ART. 15 -21) ART. 21 • La trasmissione per via telematica del certificato di infortunio sul lavoro o di malattia professionale, di cui ai commi ottavo e nono, è effettuata utilizzando i servizi telematici messi a disposizione dall'Istituto assicuratore. • I dati delle certificazioni sono resi disponibili telematicamente dall'istituto assicuratore ai soggetti obbligati a effettuare la denuncia in modalità telematica, nel rispetto delle disposizioni di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, e successive modificazioni (art. 53, commi 8, 9 e 10, T. U. n. 1124/1965, aggiunti). Ultimo aggiornamento 8 Ottobre 2015 105
2. 2. LIBRO UNICO DEL LAVORO E COMUNICAZIONI TELEMATICHE (ART. 15 -21) • • ART. 21 La denuncia d’infortunio deve essere trasmessa all’Autorità di Pubblica Sicurezza, qualora l’infortunio abbia causato la morte del lavoratore o abbia una prognosi superiore ai 30 giorni. L'adempimento si intende assolto con l'invio all'Istituto assicuratore della denuncia d’infortunio di cui all'articolo 53 con modalità telematica (modifica art. 53, commi 1 e 5, T. U. n. 1124/1965). Ultimo aggiornamento 8 Ottobre 2015 106
2. 2. LIBRO UNICO DEL LAVORO E COMUNICAZIONI TELEMATICHE (ART. 15 -21) • ART. 21 Registro degli infortuni sul lavoro (abolizione) A decorrere dal novantesimo giorno successivo alla data di entrata in vigore del D. Lgs. n. 151/2015 (quindi, a far data dal 23/12/2015), è abolito l'obbligo di tenuta del registro infortuni (comma 4). Ultimo aggiornamento 8 Ottobre 2015 107
D. Lgs. 14 settembre 2015, n. 151 2. 3. MODIFICHE REGIME SANZIONATORIO (ART. 22) 108
D. Lgs. 14 settembre 2015, n. 151 Vengono rimodulate le sanzioni per le seguenti violazioni: 1) Sommerso (maxisanzione) 2) LUL e OMESSA e INFEDELE registrazione 3) Omessa o ritardata consegna del prospetto paga, all’atto della corresponsione delle retribuzioni 4) Omessa corresponsione dell’Assegno per il Nucleo Familiare 109
2. 3. MODIFICHE REGIME SANZIONATORIO (ART. 22) ART. 22 Modifica di disposizioni sanzionatorie in materia di lavoro e legislazione sociale Comma 1 Maxi sanzione per lavoro nero 1. All'articolo 3 del decreto-legge 22 febbraio 2002, n. 12, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 aprile 2002, n. 73, e successive modificazioni, il comma 3 è sostituito dai seguenti: « 3. Ferma restando l'applicazione delle sanzioni già previste dalla normativa in vigore, in caso di impiego di lavoratori subordinati senza preventiva comunicazione di instaurazione del rapporto di lavoro da parte del datore di lavoro privato, con la sola esclusione del datore di lavoro domestico, si applica altresì la sanzione amministrativa pecuniaria: Ultimo aggiornamento 8 Ottobre 2015 110
ART. 22 a) da euro 1. 500 a euro 9. 000 per ciascun lavoratore irregolare, in caso di impiego del lavoratore sino a trenta giorni di effettivo lavoro; b) da euro 3. 000 a euro 18. 000 per ciascun lavoratore irregolare, in caso di impiego del lavoratore da trentuno e sino a sessanta giorni di effettivo lavoro; c) da euro 6. 000 a euro 36. 000 per ciascun lavoratore irregolare, in caso di impiego del lavoratore oltre sessanta giorni di effettivo lavoro. Ultimo aggiornamento 8 Ottobre 2015 111
ART. 22 Fatta eccezione per le violazioni inerenti ai lavoratori extracomunitari sprovvisti di titolo di soggiorno abilitante al lavoro subordinato o di minori in età non lavorativa, trova applicazione la procedura di diffida ex art. 13 D. Lgs. n. 124/2004. Ultimo aggiornamento 8 Ottobre 2015 112
ART. 22 Le sanzioni sono aumentate del 20% in caso di violazioni inerenti ai lavoratori extracomunitari sprovvisti di titolo di soggiorno abilitante al lavoro subordinato o di minori in età non lavorativa. Ultimo aggiornamento 8 Ottobre 2015 113
ART. 22 Violazioni consumate prima del 24/9/2015 Maxi sanzione Misura per ciascun lavoratore Diffida art. 13 D. Lgs. n. 124/2004 Misura ridotta art. 16 legge n. 689/1981 Ordinaria (omessa comunicazione instaurazione rapporto al centro Impiego) Da € 1. 950 a € 15. 600 + € 195 giorno Non applicabile € 3. 900 + € 65 giorno Affievolita (occupazione in nero seguita da un periodo di regolare occupazione) Da € 1. 300 a € 10. 400 + € 39 giorno Non applicabile € 2, 600 + € 13 giorno Ultimo aggiornamento 8 Ottobre 2015 114
ART. 22 Violazioni consumate dal 24/9/2015 Maxi sanzione ORDINARIA omessa comunicazione instaurazione rapporto al centro Impiego Misura Diffida ridotta art. 13 D. Lgs. art. 16 legge n. n. 124/2004 689/1981 Gornate lavorate in nero Misura per ciascun lavoratore Sino a 30 Da € 1. 500 a € 9. 000 € 1. 500 € 3. 000 Da 31 a 60 Da € 3. 000 a € 18. 000 € 3. 000 € 6. 000 Oltre 60 Da € 6. 000 a € 36. 000 € 12. 000 Ultimo aggiornamento 8 Ottobre 2015 115
ART. 22 Violazioni consumate dal 24/9/2015 Maxi sanzione AGGRAVATA extracomunitari privi permesso soggiorno lavoro o minori non in età lavorativa Misura Diffida ridotta art. 13 D. Lgs. art. 16 legge n. n. 124/2004 689/1981 Gornate lavorate in nero Misura per ciascun lavoratore Sino a 30 Da € 1. 800 a € 10. 800 Non applicabile € 3. 600 Da 31 a 60 Da € 3. 600 a € 21. 600 Non applicabile € 7. 200 Oltre 60 Da € 7. 200 a € 43. 200 Non applicabile € 14. 400 Ultimo aggiornamento 8 Ottobre 2015 116
ART. 22 Si ricorda comunque, così come già chiarito con circolare n. 38/2010, che non è soggetto alla maxisanzione il datore di lavoro che – antecedentemente al primo accesso in azienda del personale ispettivo o di una eventuale convocazione per l’espletamento del tentativo di conciliazione monocratica – regolarizzi spontaneamente e integralmente, per l’intera durata, il rapporto di lavoro, avviato originariamente senza una preventiva comunicazione obbligatoria di instaurazione. Ministero del lavoro circ. n. 26 del 12/10/2015 Ultimo aggiornamento 8 Ottobre 2015 117
ART. 22 La nuova disciplina sanzionatoria si applica anche alle violazioni in corso alla data del 24/9/2015. Ministero del lavoro Lettera circ. 7/10/2015 Ultimo aggiornamento 8 Ottobre 2015 118
ART. 22 DIFFIDA Ultimo aggiornamento 8 Ottobre 2015 119
ART. 22 3 -ter. Nel caso di cui al comma 3 -bis, la diffida prevede, in relazione ai lavoratori irregolari ancora in forza presso il datore di lavoro e fatta salva l'ipotesi in cui risultino regolarmente occupati per un periodo lavorativo successivo, la stipulazione di un contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato, anche a tempo parziale con riduzione dell'orario di lavoro non superiore al cinquanta per cento dell'orario a tempo pieno, o contratto a tempo pieno e determinato di durata non inferiore a tre mesi, nonché il mantenimento in servizio degli stessi per almeno tre mesi. In tale ipotesi, la prova della avvenuta regolarizzazione e del pagamento delle sanzioni e dei contributi e premi previsti, ai sensi dell'articolo 13, comma 5, del decreto legislativo 23 aprile 2004, n. 124, è fornita entro il termine di centoventi giorni dalla notifica del relativo verbale. Ultimo aggiornamento 8 Ottobre 2015 120
DUNQUE Ai fini della regolarizzazione della violazione, fermi restando i connessi adempimenti formali (istituzione ovvero compilazione LUL, consegna lettera di assunzione, comunicazione al Centro per l’impiego ecc. ), si prevede: a) la stipulazione di un contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato, anche a tempo parziale con riduzione dell'orario non superiore al 50%, o contratti a tempo pieno e determinato di durata non inferiore a tre mesi; b) il mantenimento in servizio dei lavoratori oggetto di regolarizzazione per un periodo non inferiore a "tre mesi". Va subito chiarito che la stipulazione di tali contratti è sottratta, evidentemente, alle eventuali connesse agevolazioni già previste dalla vigente disciplina (prima fra tutte quella di cui all’art. 1, commi 118 e 119, della L. n. 190/2014), attesa peraltro la violazione del disposto di cui all’art. 1, comma 1175, della L. n. 296/2006 che subordina l'accesso ad eventuali benefici "normativi e contributivi" anche al rispetto degli "altri obblighi di legge". Ultimo aggiornamento 8 Ottobre 2015 121
SCHEMA DI SINTESI Nei confronti dei lavoratori irregolari trovati "ancora in forza" al momento dell’accesso ispettivo, si ottempera alla diffida nel termine complessivo di 120 giorni dalla notifica del verbale unico, mediante la dimostrazione, da parte del datore di lavoro, dei seguenti adempimenti: a) la regolarizzazione dell’intero periodo di lavoro prestato in "nero" secondo le modalità accertate ivi compreso il versamento dei relativi contributi e premi; b) la stipula del contratto di lavoro secondo le tipologie contemplate dalla norma; c) il mantenimento in servizio del lavoratore per almeno "tre mesi" e cioè almeno 90 giorni di calendario, da comprovare attraverso il pagamento delle retribuzioni, dei contributi e dei premi scaduti entro il termine di adempimento; d) il pagamento della maxisanzione. Per inciso è opportuno ricordare che, a prescindere dalla regolarizzazione del rapporto come sopra indicata, resta fermo il recupero delle retribuzioni eventualmente non versati attraverso l’emanazione della diffida accertativa, così come del resto già chiarito con circ. n. 1/2013. 122
ALTRE PRECISAZIONI MINISTERIALI Non risulta possibile, ai fini dell’adempimento alla diffida, la stipula di un contratto di lavoro intermittente sia a tempo indeterminato che a tempo determinato, in ragione della ratio legis che impone un’evidente continuità del rapporto, certamente non compatibile con tale fattispecie contrattuale. Inoltre la stipula di un contratto a termine, pur ammessa tra le ipotesi previste dal Legislatore, potrà effettuarsi nel rispetto della disciplina prevista dal D. Lgs. n. 81/2015, ivi compresi i limiti quantitativi di cui all’art. 23 del medesimo Decreto. Ultimo aggiornamento 8 Ottobre 2015 123
ALTRE PRECISAZIONI MINISTERIALI Il periodo minimo di 3 mesi di mantenimento in servizio del lavoratore va computato "al netto" del periodo di lavoro prestato "in nero", il quale andrà comunque regolarizzato. In altri termini, il contratto decorrerà dal primo giorno di lavoro "nero" mentre il periodo di 3 mesi utile a configurare l’adempimento alla diffida andrà "conteggiato" dalla data dell’accesso ispettivo. Ultimo aggiornamento 8 Ottobre 2015 124
ALTRE PRECISAZIONI MINISTERIALI Nelle ipotesi di interruzione del rapporto di lavoro per cause non imputabili al datole di lavoro nel periodo compreso tra l'accesso ispettivo e la notifica del verbale unico, è comunque possibile – ferma restando la regolarizzazione del periodo "in nero" pregresso – che l’adempimento alla diffida avvenga con un separato contratto stipulato successivamente allo stesso accesso ispettivo. All'esito della verifica, tale contratto dovrà aver consentito un effettivo periodo di lavoro di almeno tre mesi, entro il termine di 120 giorni dalla notifica del verbale unico. Ultimo aggiornamento 8 Ottobre 2015 125
ALTRE PRECISAZIONI MINISTERIALI Va inoltre precisato che l’adempimento alla diffida costituisce elemento oggettivo di applicabilità della sanzione in misura minima che, in qualche misura, bilancia gli oneri sostenuti dal datore per il mantenimento del rapporto di lavoro. Ne consegue che, in assenza di un effettivo mantenimento del rapporto di lavoro per almeno 3 mesi entro il centoventesimo giorno dalla notifica del verbale, qualunque ne sia la ragione, non potrà ritenersi adempiuta la diffida. Ultimo aggiornamento 8 Ottobre 2015 126
ALTRE PRECISAZIONI MINISTERIALI Lavoratori regolarmente occupati per un periodo lavorativo successivo a quello prestato "in nero". Il Legislatore fa salva, in riferimento a taluni contenuti della diffida, l’ipotesi in cui i lavoratori "risultino regolarmente occupati per un periodo lavorativo successivo a quello prestato "in nero". Trattasi, in sostanza, della precedente fattispecie oggetto della c. d. maxisanzione affievolita. In tal caso, pertanto, la diffida non avrà ad oggetto la stipulazione del contratto secondo le tipologie previste dal Legislatore né il conseguente mantenimento in servizio de lavoratore per 3 mesi ma esclusivamente la regolarizzazione del periodo di lavoro prestato in "nero". Quali adempimenti? ? ? 127
ALTRE PRECISAZIONI MINISTERIALI Lavoratori regolarmente occupati per un periodo lavorativo successivo a quello prestato "in nero". Pertanto il datore di lavoro, nell’ordinario termine di 45 giorni dalla notifica della diffida dovrà dare dimostrazione della "copertura" del precedente periodo di occupazione irregolare, rettificando la data di effettivo inizio del rapporto di lavoro, del pagamento delle sanzioni nella misura minima e dei contributi riferibili al periodo "in nero“. Allo stesso modo dovrà comportarsi il datore di lavoro nel caso in cui i lavoratori irregolarmente occupati non risultino più in forza al momento dell’accesso ispettivo, atteso che la disposizione limita la condizione del "mantenimento in servizio per almeno tre mesi" ai soli lavoratori irregolari "ancora in forza" al momento dell'accesso ispettivo. Ultimo aggiornamento 8 Ottobre 2015 128
Diffida ora per allora Il personale ispettivo ammetterà direttamente il trasgressore al pagamento della sanzione amministrativa pari al minimo edittale (c. d. diffida ora per allora) nel caso in cui, prima della redazione del verbale, questi abbia già documentato gli adempimenti di cui alle lettera a), b) e c) sopra richiamati (regolarizzazione dell'intero periodo di lavoro prestato in "nero", stipula del contratto di lavoro secondo le tipologie contemplate dalla norma, mantenimento in servizio del lavoratore per 3 mesi e cioè almeno 90 giorni), ivi compreso il versamento dei relativi contributi e premi. In tal caso, il pagamento delle sanzioni andrà effettuato comunque entro il termine di 120 giorni dalla notifica del verbale. Ultimo aggiornamento 8 Ottobre 2015 129
ART. 22 • L’applicazione della maxi sanzione assorbe le sanzioni per omesse comunicazioni al centro per l’impiego, omessa consegna della lettera di assunzione e per omesse registrazioni sul LUL. Ultimo aggiornamento 8 Ottobre 2015 130
ART. 22, comma 4 Sospensione attività imprenditoriale • Per ottenere la revoca della sospensione dell’attività imprenditoriale (art. 14 D. Lgs. n. 81/2008), disposta per impiego di lavoratori in nero per oltre il 20% dei lavoratori presenti nell’unità produttiva, l’importo da pagare aumenta da € 1. 950 ad € 2. 000, mentre, per la revoca della sospensione inerente a gravi e reiterate violazioni in materia di sicurezza sul lavoro, l’importo da pagare diminuisce da € 3. 250 € 3. 200. Ultimo aggiornamento 8 Ottobre 2015 131
ART. 22, comma 4 Sospensione attività imprenditoriale La revoca è concessa subordinatamente al pagamento del venticinque per cento della somma aggiuntiva dovuta. L'importo residuo, maggiorato del cinque per cento, è versato entro sei mesi dalla data di presentazione dell'istanza di revoca. In caso di mancato versamento o di versamento parziale dell'importo residuo entro detto termine, il provvedimento di accoglimento dell'istanza di cui al presente comma costituisce titolo esecutivo per l'importo non versato. Ultimo aggiornamento 8 Ottobre 2015 132
Condizioni per la revoca del provvedimento In riferimento alle ulteriori condizioni di legge necessarie ai fini della revoca, deve ritenersi che la regolarizzazione dei lavoratori in "nero" vada effettuata di norma mediante le tipologie contrattuali indicate dalla disciplina in materia di maxisanzione (contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato, anche a tempo parziale con riduzione dell’orario non superiore al 50% o contratti a tempo pieno e determinato di durata non inferiore a tre mesi). In tali casi, evidentemente, non rileva il requisito del mantenimento del rapporto per almeno 3 mesi che, come sopra chiarito, costituisce esclusivamente condizione necessaria per l'adempimento alla diffida. Ultimo aggiornamento 8 Ottobre 2015 133
Regolarizzazione e Testo unico Sicurezza Così come precisato con circ. n. 33/2009, alla quale si rinvia per ogni ulteriore chiarimento, si ricorda inoltre che la regolarizzazione dei rapporti va verificata anche in relazione agli obblighi di sorveglianza sanitaria, formazione e informazione eventualmente previsti dal D. Lgs. n. 81/2008. In tal senso, con specifico riferimento al settore dell’edilizia, configurandosi nella quasi totalità dei casi la violazione di obblighi puniti penalmente (almeno in riferimento all’omessa sorveglianza sanitaria ed alla mancata formazione ed informazione), il personale ispettivo dovrà adottare il provvedimento di prescrizione obbligatoria relativo a tali ipotesi contravvenzionali a verificare, conseguentemente, l’ottemperanza alla prescrizione impartita. Ultimo aggiornamento 8 Ottobre 2015 134
Per quanto attiene alla regolarizzazione di lavoratori extracomunitari "clandestini" e di lavoratori minori illegalmente ammessi al lavoro, fermo restando il pagamento della somma aggiuntiva ai fini della revoca e pur nell’impossibilità di una piena regolarizzazione, sarà comunque necessario provvedere al versamento dei contributi di legge ex art. 2126 c. c. Ultimo aggiornamento 8 Ottobre 2015 135
ART. 22, comma 5 Novità anche in tema di Libro unico del lavoro e OMESSA e INFEDELE registrazione Ultimo aggiornamento 8 Ottobre 2015 136
Omessa e Infedele registrazione Vengono confermate le nozioni di: -omessa registrazione: si riferisce alle scritture complessivamente omesse e non a ciascun singolo dato di cui manchi la registrazione; - infedele registrazione: si riferisce alle scritturazioni dei dati di cui ai commi 1 e 2 diverse rispetto alla qualità o quantità della prestazione lavorativa effettivamente resa o alle somme effettivamente erogate Ultimo aggiornamento 8 Ottobre 2015 137
Infedele registrazione Restano fermi i chiarimenti già forniti, da ultimo con circolare n. 2/2012, in relazione al concetto di infedele registrazione che va riferito esclusivamente ai casi di difformità tra i dati registrati e il quantum della prestazione lavorativa resa o l’effettiva retribuzione o compenso corrisposto. È quindi da escludersi qualsiasi valutazione in ordine alla riconduzione del rapporto ad altra tipologia contrattuale ovvero in ordine alla mancata corresponsione di determinate somme previste dalla contrattazione collettiva applicata o applicabile, rispetto alle quali è fatto salvo evidentemente il potere di emanare la diffida accertativa al fine di dare immediata tutela ai lavoratori interessati. Ultimo aggiornamento 8 Ottobre 2015 138
Presupposti sanzionabilità Si ricorda infine che le condotte di omessa e infedele registrazione — alle quali sono equiparate, ai fini sanzionatori, anche la tardiva compilazione del LUL – sono punibili a condizione che le stesse abbiano determinato differenti trattamenti retributivi, previdenziali o fiscali. Ultimo aggiornamento 8 Ottobre 2015 139
Rimodulazione delle sanzioni Vengono rimodulate le sanzioni amministrative inerenti alle registrazioni omesse o infedeli sul LUL. In particolare, sparisce la proporzionalità della sanzione rispetto ai mesi di commissione dell’illecito, in favore di una modulazione della sanzione amministrativa che tiene conto del numero di lavoratori e/o dei periodi coinvolti. Conseguentemente, non sarà più necessario richiedere, in sede di ordinanza – ingiunzione – l’applicazione dell’illecito continuato ex art. 8, comma 2, della Legge n. 689/1981 (applicazione della sanzione più grave, aumentata fino al triplo). Ultimo aggiornamento 8 Ottobre 2015 140
ART. 22 Violazioni consumate prima del 24/9/2015 Fattispecie Diffida Misura ridotta art. 13 D. Lgs. n. art. 16 legge 124/2004 n. 689/1981 Lavoratori interessati Misura Fino a 10 Da € 150 a € 1. 500 € 150 € 300 Oltre 10 Da € 500 a € 3. 000 € 500 € 1. 000 Omesse o infedeli registrazioni Ultimo aggiornamento 8 Ottobre 2015 141
ART. 22 Violazioni consumate dal 24/9/2015 Fattispecie Omesse o infedeli registrazioni Lavoratori e/o periodi interessati Diffida Misura ridotta art. 13 D. Lgs. n. art. 16 legge 124/2004 n. 689/1981 Misura Fino a 5 lavoratori e/o fino a 6 mesi Da € 150 a € 1. 500 € 150 € 300 Oltre 5 e fino a 10 lavoratori e/o oltre 6 e fino a 12 mesi Da € 500 a € 3. 000 € 500 € 1. 000 Oltre 10 Da € 1. 000 lavoratori e/o € 1. 000 a € 6. 000 Ultimo aggiornamento 8 Ottobre 2015 oltre 12 mesi € 2. 000 142
ART. 22, comma 7 Prospetti paga (Rimodulazione delle sanzioni) Innanzitutto occorre rilevare che la modifica dell’art. 5 della Legge n. 4/1953 conferma l’interpretazione del Ministero del lavoro, contenuta nella circ. n. 23/2011, in base alla quale «Nell'ipotesi in cui il datore di lavoro adempia agli obblighi di cui agli articoli precedenti attraverso la consegna al lavoratore di copia delle scritturazioni effettuate nel libro unico del lavoro, non si applicano le sanzioni di cui al presente articolo ed il datore di lavoro è sanzionabile esclusivamente ai sensi dell'articolo 39, comma 7, del decreto -legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, e successive modificazioni. » . Ultimo aggiornamento 8 Ottobre 2015 143
ART. 22 Anche per l’omessa o ritardata consegna del prospetto paga, all’atto della corresponsione delle retribuzioni, o per omesse o infedeli registrazioni, si applicherà la rimodulazione della sanzione amministrativa prevista dall’art. 5 della Legge n. 4/1953, in relazione al numero dei lavoratori e/o dei periodi interessati. Anche in detta fattispecie non sarà più necessario richiedere, in sede di ordinanza - ingiunzione, l’applicazione dell’illecito continuato ex art. 8, comma 2, della Legge n. 689/1981 (applicazione della sanzione più grave, aumentata fino al triplo). Ultimo aggiornamento 8 Ottobre 2015 144
ART. 22 Violazioni consumate prima del 24/9/2015 Fattispecie Misura Omessa o ritardata consegna prospetto paga o registrazioni omesse o infedeli Da € 129, 11 a € 774, 69 Diffida Misura ridotta art. 13 D. Lgs. n. art. 16 legge 124/2004 n. 689/1981 Ultimo aggiornamento 8 Ottobre 2015 € 129, 11 € 258, 22 145
ART. 22 Violazioni consumate dal 24/9/2015 Fattispecie Lavoratori e/o periodi interessati Misura Fino a 5 lavoratori e/o fino a 6 mesi Da € 150 a € 900 Diffida Misura ridotta art. 13 D. Lgs. n. art. 16 legge 124/2004 n. 689/1981 € 150 Omessa o ritardata Oltre 5 e fino a consegna 10 lavoratori Da € 600 prospetto paga € 600 e/o oltre 6 e a € 3. 600 o registrazioni fino a 12 mesi omesse o Oltre 10 infedeli Da € 1. 200 lavoratori e/o € 1. 200 a € 7. 200 Ultimo aggiornamento 8 Ottobre 2015 oltre 12 mesi € 300 € 1. 200 € 2. 400 146
ART. 22, comma 6 Assegno per il nucleo familiare (Rimodulazione delle sanzioni) Anche per l’omessa corresponsione dell’ANF ai lavoratori aventi diritto, si applicherà la rimodulazione della sanzione amministrativa prevista dall’art. 82 del DPR n. 797/1955, in relazione al numero dei lavoratori e/o dei periodi interessati. Anche in detta fattispecie non sarà più necessario richiedere, in sede di ordinanza - ingiunzione, l’applicazione dell’illecito continuato ex art. 8, comma 2, della Legge n. 689/1981 (applicazione della sanzione più grave, aumentata fino al triplo). Ultimo aggiornamento 8 Ottobre 2015 147
ART. 22 Violazioni consumate prima del 24/9/2015 Fattispecie Misura Omessa corresponsione ANF Da € 103 a € 1. 032 Diffida Misura ridotta art. 13 D. Lgs. n. art. 16 legge 124/2004 n. 689/1981 Ultimo aggiornamento 8 Ottobre 2015 € 103 € 206 148
ART. 22 Violazioni consumate dal 24/9/2015 Fattispecie Omessa corresponsione ANF Lavoratori e/o periodi interessati Diffida Misura ridotta art. 13 D. Lgs. n. art. 16 legge 124/2004 n. 689/1981 Misura Fino a 5 lavoratori e/o fino a 6 mesi Da € 500 a € 5. 000 € 500 € 1. 000 Oltre 5 e fino a 10 lavoratori e/o oltre 6 e fino a 12 mesi Da € 1. 500 a € 9. 000 € 1. 500 € 3. 000 Oltre 10 Da € 3. 000 lavoratori e/o € 3. 000 a € 15. 000 Ultimo aggiornamento 8 Ottobre 2015 oltre 12 mesi € 5. 000 149
D. Lgs. 14 settembre 2015, n. 151 2. 4. IMPIANTI AUDIOVISIVI E ALTRI STRUMENTI DI CONTROLLO (ART. 23) 150
2. 4. IMPIANTI AUDIOVISIVI E ALTRI STRUMENTI DI CONTROLLO (ART. 23) ART. 23 Modifiche all’art. 4 della Legge 20 maggio 1970, n. 300 e all’articolo 171 del decreto legislativo 30 giugno 2003, 196 -Lettura incrociata testo -Regime sanzionatorio -Giurisprudenza consolidata -L’impatto del nuovo testo Ultimo aggiornamento 8 Ottobre 2015 151
Art. 4 , comma 1, OLD Art. 4 NEW E` vietato l'uso di impianti audiovisivi e di altre apparecchiature per finalità di controllo a distanza dell'attività dei lavoratori. Non replica il divieto. Ultimo aggiornamento 8 Ottobre 2015 152
Art. 4 , comma 2, OLD Gli impianti e le apparecchiature di controllo che siano richiesti da esigenze organizzative e produttive ovvero dalla sicurezza del lavoro, ma dai quali derivi anche la possibilità di controllo a distanza dell'attività dei lavoratori, possono essere installati soltanto previo accordo con le rappresentanze sindacali aziendali, oppure, in mancanza di queste, con la commissione interna. In difetto di accordo, su istanza del datore di lavoro, provvede l'Ispettorato del lavoro, dettando, ove occorra, le modalità per l'uso di tali impianti. Art. 4, comma 1, NEW Gli impianti audiovisivi e gli altri strumenti dai quali derivi anche la possibilità di controllo a distanza dell'attività dei lavoratori possono essere impiegati esclusivamente per esigenze organizzative e produttive per la sicurezza del lavoro e per la tutela del patrimonio aziendale e possono essere installati previo accordo collettivo stipulato dalla RSU o RSA. In alternativa, nel caso di imprese con unità produttive ubicate in diverse province della stessa regione ovvero in più regioni, tale accordo può essere stipulato dalle associazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale. In mancanza di accordo gli impianti e gli strumenti di cui al periodo precedente possono essere installati previa autorizzazione della Direzione territoriale del lavoro o, in alternativa, nel caso di imprese con unità produttive dislocate negli ambiti di competenza di più Direzioni territoriali del lavoro, del Ministero del lavoro e delle politiche sociali. 153
Art. 4 , comma 3, OLD Art. 4, comma 2, NEW Per gli impianti e le apparecchiature esistenti, che rispondano alle caratteristiche di cui al secondo comma del presente articolo, in mancanza di accordo con le rappresentanze sindacali aziendali o con la commissione interna, l'Ispettorato del lavoro provvede entro un anno dall'entrata in vigore della presente legge, dettando all'occorrenza le prescrizioni per l'adeguamento e le modalità di uso degli impianti suddetti. La disposizione di cui al comma 1 non si applica agli strumenti utilizzati dal lavoratore per rendere la prestazione lavorativa e agli strumenti di registrazione degli accessi e delle presenze. Ultimo aggiornamento 8 Ottobre 2015 154
Art. 4 , comma 4, OLD Art. 4, comma 3, NEW Contro i provvedimenti dell'Ispettorato del lavoro, di cui ai precedenti secondo e terzo comma, il datore di lavoro, le rappresentanze sindacali aziendali o, in mancanza di queste, la commissione interna, oppure i sindacati dei lavoratori di cui al successivo art. 19 possono ricorrere, entro 30 giorni dalla comunicazione del provvedimento, al Ministro per il lavoro e la previdenza sociale. Le informazioni raccolte ai sensi dei commi 1 e 2 sono utilizzabili a tutti i fini connessi al rapporto di lavoro a condizione che sia data al lavoratore adeguata informazione delle modalità d'uso degli strumenti e di effettuazione dei controlli e nel rispetto di quanto disposto dal decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196. Ultimo aggiornamento 8 Ottobre 2015 Quindi anche quelli disciplinari 155
Sanzioni Il comma 2 provvede a sostituire l'articolo 171 del D. Lgs. n. 196/2003, specificando, in maniera più precisa, che le violazioni dell’art. 4 della Legge n. 300/1970 sono punite con la sanzione di cui all’art. 38 della medesima disposizione legislativa. «Art. 171 (Altre fattispecie). - 1. La violazione delle disposizioni di cui all'articolo 113 e all'articolo 4, primo e secondo comma, della legge 20 maggio 1970, n. 300, è punita con le sanzioni di cui all'articolo 38 della legge n. 300 del 1970. » . Ultimo aggiornamento 8 Ottobre 2015 156
ART. 23 Art. 38 Legge n. 300/1970 1. Le violazioni degli artt. 2, 5, 6 e 15, primo comma lett. a), sono punite, salvo che il fatto non costituisca più grave reato, con l'ammenda da € 159 a € 1. 549 o con l'arresto da 15 giorni ad un anno. 2. Nei casi più gravi le pene dell'arresto e dell'ammenda sono applicate congiuntamente. 3. Quando per le condizioni economiche del reo, l'ammenda stabilita nel primo comma può presumersi inefficace anche se applicata nel massimo, il giudice ha facoltà di aumentarla fino al quintuplo. 4. Nei casi previsti dal secondo comma, l'autorità giudiziaria ordina la pubblicazione della sentenza penale di condanna nei modi stabiliti dall'art. 36 c. p. Ultimo aggiornamento 8 Ottobre 2015 157
ART. 23 Violazioni dell’art. 4 della Legge n. 300/1970 (art. 38 Legge 300) Fattispecie Misura Ipotesi ordinaria Utilizzo ammenda da € 159 a € 1. 549 o apparecchiature arresto da 15 giorni ad un anno di controllo a Ipotesi aggravata distanza al di ammenda da € 159 a € 1. 549 e fuori delle ipotesi previste arresto da 15 giorni ad un anno Oblazione Prescrizione art. 162 bis c. p. art. 15 D. Lgs. n. (a discrezione 124/2004 del Giudice) € 387, 25 € 774, 50 Non possibile Ultimo aggiornamento 8 Ottobre 2015 158
ART. 23 Orientamenti giurisprudenziali Lo Statuto dei lavoratori (Legge 300/1970), con l’introduzione del divieto di cui all’art. 4, si riferiva agli impianti televisivi a circuito chiuso e ai microfoni. La locuzione “altre apparecchiature” è stata interpretata in maniera estensiva dalla Giurisprudenza, fino ad estendere il divieto a qualsiasi forma di controllo non riconoscibile che consenta la supervisione dell’attività lavorativa effettuata in luogo diverso rispetto a quello in cui si trova il lavoratore, nonché la registrazione di dati che consentano un controllo anche a posteriori della prestazione. Ultimo aggiornamento 8 Ottobre 2015 159
ART. 23 Quindi, l’orientamento maggioritario estende la norma in parola anche: • ai programmi informatici che consentono il monitoraggio della posta elettronica e degli accessi ad Internet; • ai telefoni cellulari, tablet e computer palmari dotati di funzionalità di geolocalizzazione attivata; • alle tecnologie biometriche o informatiche consentono di monitorare costantemente l’attività dei lavoratori; • ai centralini telefonici automatici in grado di registrare e riprodurre su tabulati la distanza, il tempo, il destinatario e il numero chiamante per ogni singola telefonata; • agli impianti di intercettazione ed ascolto delle conversazioni. Ultimo aggiornamento 8 Ottobre 2015 160
ART. 23 Relativamente alla posta elettronica, la Giurisprudenza non ammette i controlli preventivi perché preclusi dal diritto alla riservatezza del dipendente. Sono, invece, ammessi i controlli a posteriori, finalizzati ad accertare un comportamento illecito attribuito al lavoratore, nonché quelli giustificati dall’emersione di elementi di fatto tali da indurre l'avvio di una indagine. Ultimo aggiornamento 8 Ottobre 2015 161
ART. 23 Novità La nuova norma non menziona più il generale divieto di installare e utilizzare gli impianti audiovisivi e gli altri strumenti che abbiano quale finalità esclusiva il controllo a distanza dell'attività dei lavoratori. Consente l'installazione di detti strumenti per: • esigenze organizzative e produttive; • la sicurezza del lavoro; • la tutela del patrimonio aziendale. Ultimo aggiornamento 8 Ottobre 2015 162
ART. 23 Per l’installazione occorre l’accordo collettivo stipulato dalla RSU o RSA, o dalle associazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale se si tratta di unità produttive ubicate in diverse province della stessa regione o in più regioni. In mancanza di accordo, gli impianti e gli strumenti di cui sopra possono essere installati previa autorizzazione della DTL, o del Ministero del lavoro se si tratta di imprese con unità produttive dislocate negli ambiti di competenza di più DTL. Non è più previsto il ricorso al Ministero del lavoro contro le decisioni della DTL. Ultimo aggiornamento 8 Ottobre 2015 163
ART. 23 Cass. penale 11/6/2012, 22611 Relativamente agli effetti penali, si segnala che la Cassazione, Sezione Penale, con sentenza 22611 del 11/6/2012, ha affermato che l’acquisizione del consenso da parte di tutti i dipendenti interessati realizza la tutela richiesta dalla norma, non essendo, di conseguenza, necessario né l’accordo sindacale, né l’autorizzazione della DTL. Ultimo a. ggiornamento 8 Ottobre 2015 164
ART. 23 Garante privacy Nota 8/4/2010 Il datore di lavoro deve: • Informare i lavoratori della presenza di telecamere; • nominare un incaricato della gestione delle video riprese; • posizionare le telecamere verso le “zone a rischio” cercando, nei limiti del possibile, di non collocarle in maniera unidirezionale verso i lavoratori in attività; • conservare le immagini per un periodo temporale limitato, di norma non superiore a 24 ore (fatte salve specifiche esigenze); • avvertire che una eventuale implementazione degli strumenti di controllo è soggetta ad una nuova autorizzazione o ad un nuovo accordo collettivo Ultimo a. ggiornamento 8 Ottobre 2015 165
ART. 23 Non sono richiesti né l'accordo sindacale, né l'autorizzazione della DTL, relativamente agli strumenti utilizzati: • dal lavoratore per rendere la propria prestazione lavorativa (PC, Tablet, Smartphone, ecc. ); • per la registrazione degli accessi e delle uscite. Le informazioni raccolte sono utilizzabili da parte del datore di lavoro a tutti gli effetti, quindi anche quelli disciplinari, a condizione che sia data al lavoratore adeguata informazione delle modalità d'uso degli strumenti e di effettuazione dei controlli e nel rispetto di quanto disposto dal D. Lgs. n. 196/2003 in materia di privacy. Ultimo aggiornamento 8 Ottobre 2015 166
D. Lgs. 14 settembre 2015, n. 151 2. 5. CESSIONE DEI RIPOSI E DELLE FERIE (ART. 24 -25) 167
2. 5. CESSIONE DEI RIPOSI E DELLE FERIE (ART. 24 -25) ART. 24 Cessione dei riposi e delle ferie Fermi restando i diritti di cui al decreto legislativo 8 aprile 2003, n. 66, i lavoratori possono cedere a titolo gratuito i riposi e le ferie da loro maturati ai lavoratori dipendenti dallo stesso datore di lavoro, al fine di consentire a questi ultimi di assistere i figli minori che per le particolari condizioni di salute necessitano di cure costanti, nella misura, alle condizioni e secondo le modalità stabilite dai contratti collettivi stipulati dalle associazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale applicabili al rapporto di lavoro. Ultimo aggiornamento 8 Ottobre 2015 168
2. 5. CESSIONE DEI RIPOSI E DELLE FERIE (ART. 24 -25) ART. 25 Esenzioni dalla reperibilità Il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministero della sanità, potrà stabilire, tramite decreto, le esenzioni dalla reperibilità per i lavoratori subordinati dipendenti da datori di lavoro privati, in caso di assenza dovuta a malattia. Ultimo aggiornamento 8 Ottobre 2015 169
D. Lgs. 14 settembre 2015, n. 151 2. 6. DIMISSIONI VOLONTARIE (ART. 26) 170
2. 6. DIMISSIONI VOLONTARIE (ART. 26) ART. 26 Dimissioni volontarie e risoluzione consensuale 1. Al di fuori delle ipotesi di cui all'articolo 55, comma 4, del D. lgs. 26 marzo 2001, n. 151 (cfr. slide n. 176), e successive modificazioni, le dimissioni e la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro sono fatte, a pena di inefficacia, esclusivamente con modalità telematiche su appositi moduli resi disponibili dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali attraverso il sito www. lavoro. gov. it e trasmessi al datore di lavoro e alla Direzione territoriale del lavoro competente con le modalità individuate con il decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali di cui al comma 3. Ultimo aggiornamento 8 Ottobre 2015 171
ART. 26 2. Entro sette giorni dalla data di trasmissione del modulo di cui al comma 1 il lavoratore ha la facoltà di revocare le dimissioni e la risoluzione consensuale con le medesime modalità. 3. Con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, da emanare entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto legislativo, sono stabiliti i dati di identificazione del rapporto di lavoro da cui si intende recedere o che si intende risolvere, i dati di identificazione del datore di lavoro e del lavoratore, le modalità di trasmissione nonché gli standard tecnici atti a definire la data certa di trasmissione. Ultimo aggiornamento 8 Ottobre 2015 172
ART. 26 4. La trasmissione dei moduli di cui al comma 1 può avvenire anche per il tramite dei patronati, delle organizzazioni sindacali nonché degli enti bilaterali e delle commissioni di certificazione di cui agli articoli 2, comma 1, lettera h), e articolo 76 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276. 5. Salvo che il fatto costituisca reato, il datore di lavoro che alteri i moduli di cui al comma 1 è punito con la sanzione amministrativa da euro 5. 000 ad euro 30. 000. L'accertamento e l'irrogazione della sanzione sono di competenza delle Direzioni territoriali del lavoro. Si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni di cui alla legge 24 novembre 1981, n. 689. Ultimo aggiornamento 8 Ottobre 2015 173
ART. 26 Fattispecie Alterazione dei moduli per l’effettuazione delle dimissioni e delle risoluzioni consensuali Misura Da € 5. 000 a € 30. 000 Diffida Misura ridotta art. 13 D. Lgs. n. art. 16 Legge 124/2004 n. 689/1981 Non possibile, trattandosi di illecito commissivo a condotta esaurita Ultimo aggiornamento 8 Ottobre 2015 € 10. 000 174
ART. 26 7. I commi da 1 a 4 non sono applicabili al lavoro domestico e nel caso in cui le dimissioni o la risoluzione consensuale intervengono nelle sedi di cui all'articolo 2113, quarto comma, del codice civile o avanti alle commissioni di certificazione di cui all'articolo 76 del decreto legislativo n. 276 del 2003. 8. Le disposizioni di cui al presente articolo trovano applicazione a far data dal sessantesimo giorno successivo alla data di entrata in vigore del decreto di cui al comma 3 e dalla medesima data sono abrogati i commi da 17 a 23 -bis dell'articolo 4 della legge 28 giugno 2012, n. 92. Ultimo aggiornamento 8 Ottobre 2015 175
ART. 26 Co. co. Da ultimo, è opportuno segnalare l’abrogazione, decorsi 90 giorni dalla pubblicazione del decreto ministeriale di cui al comma 3, anche del comma 23 -bis dell’art. 4 della Legge n. 92/2012. « 23 -bis. Le disposizioni di cui ai commi da 16 a 23 trovano applicazione, in quanto compatibili, anche alle lavoratrici e ai lavoratori impegnati contratti di collaborazione coordinata e continuativa, anche a progetto, di cui all'articolo 61, comma 1, del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276 e contratti di associazione in partecipazione di cui ali 'articolo 2549, secondo comma, del codice civile. » Ultimo aggiornamento 8 Ottobre 2015 176
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