Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sardegna Il nuovo piano
























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Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sardegna Il nuovo piano di eradicazione della PSA in Sardegna 2015 -2017: le novità rispetto ai piani precedenti Annalisa Oggiano Lab. Malattie Esotiche Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sardegna Sassari 11/05/2016 Campagna di informazione e formazione Peste suina Africana -Confagricoltura Sassari
Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sardegna Il Messaggero Sardo - Aprile 1978 – Arriva la PSA in Sardegna e si diffonde grazie alla pratica di alimentare i suini con rifiuti di cucina contaminati Il primo caso si verifica in un allevamento di Settimo San Pietro (Ca)
Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sardegna L’estinzione della malattia dalla provincia di Cagliari non riuscì ad impedire il propagarsi dell’infezione alla provincia di Nuoro, mediante il trasporto di maiali al seguito di greggi transumanti – 1979. Dal 1978 al 1980 vennero abbattuti 27. 000 suini di 746 allevamenti. Tali misure, non portarono all’eradicazione della malattia. Il Messaggero Sardo Maggio – Giugno 1979
Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sardegna Da allora, nonostante i numerosi piani di controllo e eradicazione succedutisi nel corso degli anni, la malattia sopravvive ancora in forma endemica nel nostro territorio. Perchè?
Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sardegna Tabella 1: Caratteristiche di resistenza del virus della PSA Titolo invariato Temperatura p. H Inattivazione rapida Agenti chimici Resistente Agenti fisici 4°C � 18 mesi -70°C � 2 anni -20°C � 2 anni Diminuzione di titolo 10 3 -104 HAD 50 37°C �in assenza di siero resiste 8 ore �con 25% di siero resiste 24 ore 56°C x 1 ora �virus infettante residuo 60°C x 30’ �inattivazione p. H 4 - 10 in assenza di siero resiste 20 ore. >11, 5 <3, 9 13. 4 in presenza di siero resiste 7 giorni. Etere e cloroformio (solventi lipidici): inattivato Idrossido di sodio 8/1000 – 30’: inattivato Ipocloriti 2 -3% - 30’: inattivato Formalina 3/1000 – 30’: inattivato Tripsina e EDTA: resistente Nucleasi: resistente Enzimi proteolitici: resistente. Sopravvive nel sangue 3 h a 50°C, 20’ a 60°C, 18 mesi a +4°, 15 settimane nel sangue putrefatto; nelle feci 11 giorni a T ambiente Ultrasuoni Congelamento/scongelamento
Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sardegna Georeferenziazione Distribuzione sul territorio delle segnalazioni di delle 17. 507 aziende suini bradi o detenuti censite al 31/01/2015, con irregolarmente nel 171. 486 capi censiti corso del 2012 e del 2014. Distribuzione dei cinghiali 90. 000 (max 120. 000)
IL PIANO DI ERADICAZIONE (1982 -1987) Cosa prevedeva: • L’abbattimento totale dei suini dell’Isola, poi modificato nell’abbattimento degli animali presenti in quei Comuni dove si riscontravano suini positivi • Vuoto biologico della durata di 6 mesi. • Ricostituzione degli allevamenti su basi razionali. • Divieto assoluto di pascolo brado. Perché fallì? Al risanamento sanitario venne data attuazione in maniera episodica, mancò: • Una chiara attribuzione di responsabilità sull’attuazione delle misure • La collaborazione degli allevatori, che subirono le misure previste dal piano senza essere positivamente coinvolti nella sua attuazione. • L’applicazione delle procedure previste per la ristrutturazione degli allevamenti (sopratutto nelle aree dedite all’allevamento brado).
IL PIANO DI ERADICAZIONE 1993 -1998 Le misure previste: Ø informazione/sensibilizzazione di allevatori e cacciatori su obiettivi/finalità piano Ø censimento allevamenti, controlli sanitari negli allevamenti e nei macelli Ø regolamentazione del pascolo brado Ø monitoraggio sierologico, abbattimento sieropositivi, contenimento focolai Ø vigilanza stabilimenti lavorazione delle carni Ø controllo di trasporto e commercio suini e carni Øcontrolli sui cinghiali Obbiettivi nel medio periodo (1996 -98) Ø definizione di aree a differente grado di rischio (High Risk Area -provincia di Nuoro) in cui intensificare le operazioni di controllo e di abbattimento Ø possibilità di raggiungere uno stato sanitario certificato per ottenere deroghe alla “esportazione” di prodotti
Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sardegna Dal 1993 al 2014 Nonostante i piani si siano succeduti dal 1993 ad oggi, con ben poche variazioni nei contenuti, se non per la numerosità campionaria, si sono succeduti periodi di silenzio e periodi di ondate epidemiche testimoniano il perdurare del virus nell’isola e il fallimento di tutte le strategie messe in atto.
Dal 1978 sono stati riscontrati complessivamente 2010 focolai (domestici + selvatici), un media di 54 all’anno … focolai 247 198 145 127 106 88 37 54 68 41 36 33 26 31 29 16 21 57 62 65 23 30 21 34 32 11 11 11 12 0 9 3 10 1978 1979 1980 1981 1982 1983 1984 1985 1986 1987 1988 1989 1990 1991 1992 1993 1994 1995 1996 1997 1998 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015 11 17 64 110
Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sardegna Nel 2007 la PSA compare in Georgia, originata dal Sud - Est Africa; in seguito il virus si è diffuso alle regioni caucasiche adiacenti ed ai paesi della Federazione Russa. Da queste regioni nel 2014 ha raggiunto l’Unione Europea (Polonia, Lituania, Estonia e Lettonia). Le restrizioni imposte alla Russia, in materia di movimentazione di suini vivi e loro prodotti, ed agli altri paesi europei, la recrudescenza della malattia in Sardegna nel corso della seconda metà del 2011, hanno indotto l’UE, con decisione 2011/852/CE, a definire tutta la Sardegna territorio ad alto rischio per PSA, con limitazione all’esportazione di carni suine e prodotti a base di carne suina provenienti dalla Sardegna. Negli anni 2012 – 2013 l’UE ha imposto il controllo sierologico per PSA di tutti gli allevamenti suini dell’isola
Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sardegna PROGRAMMA STRAORDINARIO 2015 -2017 PER L’ERADICAZIONE DELLA PESTE SUINA AFRICANA DALLA SARDEGNA Il programma di eradicazione 2015 -2017 prevede • l'applicazione della normativa nazionale ed europea per il controllo della PSA, quali la registrazione delle aziende suinicole e la regolamentazione delle movimentazioni dei suini e dei loro prodotti, ma sopratutto • misure straordinarie condotte in tutta la regione con azioni coordinate, graduali, progressive e centripete dalle aree regionali a basso rischio verso quelle ad alto rischio volte ad eliminare il virus dal nostro territorio
Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sardegna Ø Ø Azioni Istituzione della Unità di progetto per la PSA Identificazione precisa della catena di comando: Coordina tutte le attività delle strutture amministrative e tecniche della Regione impegnate nella eradicazione della PSA compresi i servizi veterinari delle ASL e l’IZS Azioni di depolamento: lotta al suino clandestino e al pascolo brado mediante l’istituzione di squadre di intervento per l’abbattimento di suini illegali Identificazione dei suini: tatuaggio codice aziendale nell’orecchio sinistro entro 70 gg di età (nelle zone di restrizione il servizio veterinario ASL può anticipare a 45 gg); i suini riproduttori devono avere anche un identificativo individuale Azioni sanitari specifiche per il benessere degli animali
Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sardegna Azioni Ø Informazione, formazione e comunicazione per gli allevatori, i cacciatori e la popolazione in generale; Ø miglioramento dei livelli di biosicurezza nelle aziende suinicole; Ø controlli rafforzati nelle aziende suinicole ai fini della assegnazione di una specifica qualifica sanitaria Ø controlli rafforzati su stabilimenti, macellerie, ristoranti, aziende agrituristiche e aziende agrituristico- venatorie, porti e aeroporti; Ø misure specifiche atte a favorire l’eradicazione della PSA nei cinghiali.
Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sardegna Qualifica degli allevamenti Allevamenti controllati Devono rispettare i parametri clinici e risultati di laboratorio Allevamenti certificati devono rispettare i seguenti parametri 1) una visita clinica dei suini; 2) la verifica del rispetto da parte del proprietario o detentore delle procedure di identificazione e registrazione degli animali; 3) la verifica del rispetto da parte del proprietario o detentore dei suini degli standard di benessere degli animali 4) la verifica dell'esistenza dei requisiti di biosicurezza; 5) se necessario, devono essere prelevati campioni di sangue per effettuare i test sierologici per PSA
I fattori di rischio 1. presenza di focolai PSA nel domestico nel periodo 2011 -13; 2. riscontro di sieropositività per PSA nel domestico nel periodo 201113; 3. riscontro di positività virologiche per PSA in Cinghiali nel periodo 2011 -13 e 2013 -14; 4. riscontro di positività sierologica nei campioni di cinghiali esaminati nell’ambito delle campagne venatorie nel periodo 2011 -13 e 2013 -14; 5. segnalazione di suini al pascolo brado (periodo 2011 -13) 6. riscontro di carcasse abbandonate Classe 1. (punteggio 0 -1): livello di rischio basso Classe 2. (punteggio 2 -3): livello di rischio medio/basso Classe 3. (punteggio 4 -5): livello di rischio medio/alto Classe 4. (punteggio 6 -8): livello di rischio alto
Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sardegna Azioni previste in provincia di Sassari e Olbia Tempio Provincia di Sassari AZIONI Fascia n comuni Aziende certificate 1 47 SS 20 OT controllo clinico controllo anagrafico check list biosicurezza 2 0 SS 0 OT controllo clinico controllo anagrafico check list biosicurezza 3 11 SS 2 OT controllo sierologico Adulti controllo clinico controllo anagrafico check list biosicurezza 4 8 SS 4 OT controllo sierologico Adulti controllo clinico controllo anagrafico check list biosicurezza Aziende controllate controllo sierologico Adulti controllo clinico controllo anagrafico check list biosicurezza intensificare controlli controllo sierologico Adulti controllo sierologico altri (95 -5) controllo clinico controllo anagrafico check list biosicurezza controllo sierologico Adulti controllo sierologico altri (95 -10) controllo clinico (x 2) controllo anagrafico(x 2) check list biosicurezza(x 2) Irregolari Bradi selvatico Non presenti Risolvere prescrizioni Non presenti sorveglianza Non presenti Risolvere 1 Sorveglianza Intensificazione controlli Sorveglianza aumentata Coordinazione comuni limitrofi Sorveglianza aumentata Eradicazione se zona infetta selvatico (ridefinita) 1 step identificazione, controlli e 1 step identificazione prescrizioni 2 step eliminazione 2 step verifica prescrizionigraduale del problema a abbattimento se positivi fasi successive e secondo prescrizioni il gradiente “di rischio” 3 step eliminazione delle 3 step “sentinelle” irregolarità non risolte 1 step divieto di caccia 2 step autorizzazione e controllo veterinario del cacciato “in loco con test di screening di campo”
La sorveglianza nei cinghiali – i macro areali La sorveglianza nei confronti delle popolazioni selvatiche viene effettuata suddividendo il territorio in 32 macroareali tracciati in modo da contenere al proprio interno una metapopolazione di almeno 1200 cinghiali Negli areali non infetti si prelevano min. 59 campioni di sangue Negli areali infetti si preleva sangue e milza da tutti i cacciati
Campagna venatoria del cinghiale: zone infette da PSA In blu le zone infette fino alla CVC 2014 -2015, in rosso dopo l’applicazione delle norme previste nel nuovo piano Negli areali non infetti si prelevano min. 59 campioni di sangue Negli areali infetti si preleva sangue e milza da tutti i cacciati
Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sardegna La zona infetta del selvatico La caccia è consentita in deroga alle compagnie autorizzate che devono rispettano i requisiti: Referente responsabile che deve: Fare formale richiesta e fornire cartografia area di caccia Locale di stoccaggio per le carcasse fino agli esiti dei risultati di laboratorio Disponibilità di disinfettanti idonei Fossa per i visceri e gli scarti di lavorazione dei capi abbattuti o delle carcasse da distruggere
Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sardegna Sorveglianza selvatici (2000 -2016) Stagione venatoria Cinghiali esaminati Campioni sieropositivi Prevalenza 95% (cl) Virus (+) 2000 -2001 361 27 7. 48 (5. 08 -10. 82) 0 2001 -2002 880 62 7. 04 (5. 48 -8. 99) 0 2002 -2003 230 34 14. 78 (10. 59 -20. 19) 0 2003 -2004 620 19 3. 06 (1. 91 -4. 18) 1 2004 -2005 349 22 6. 30 (4. 08 -9. 53) 0 2005 -2006 4. 194 91 2. 17 (1. 76 -2. 67) 0 2006 -2007 3. 648 93 2. 55 (2. 07 -3. 13) 2 2007 -2008 3. 164 115 3. 63 (3. 02 -4. 36) 22 2008 -2009 3. 916 23 0. 59(0. 38 -0. 90) 0 2009 -2010 3. 615 14 0. 39 (0. 22 -0. 67) 2 2010 -2011 3. 137 27 0. 86 (0. 58 -1. 27) 0 2011 -2012 9. 319 148 1. 59 (1. 35 -1. 87) 31 2012 -2013 6. 342 341 6. 23 (5. 62 -6. 89) 17 2013 -2014 10. 026 269 2. 68 (2. 38 -3. 02) 33 2014 -2015 11. 386 278 2. 44 (2. 17 -2. 75) 9 2015 -2016 12. 734 245 1. 92 (1. 70 – 2. 18) 13
Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sardegna Andamento focolai domestici e casi selvatici Anno focolai domestico casi selvatici totale 2013 109 67 176 2014 40 70 110 2015 16 46 62 2016 (09/06/16) 2 36 38
Sicurezza alimentare, Ministero apre a esportazione maiale termizzato RSS Feed News Coldiretti 26/06/2015 Maialetto: via libera all'esportazione La presenza del porcetto termizzato all’Expo deve essere solo un primo passo verso l’esportazione e la vendita anche alla grande distribuzione del maiale sardo. DEROGA. Il 13 aprile del 2015 il Ministero alla Salute e la Regione Sardegna firmano un Protocollo di intesa. Il documento prevede l’invio dei maialini precotti per l’esposizione o la degustazione esclusivamente nell’ambito della manifestazione milanese. PARTE IL PRIMO PORCETTO. Il 21 aprile 2015, dopo 1248 giorni di embargo, la Coldiretti fa partire dall’aeroporto di Cagliari il primo maialetto termizzato. MILANO, 21/10/2015 - Il Ministero della Salute apre all'esportazione del maialetto sardo di allevamenti certificati. La notizia è arrivata stamane, nel corso della Tavola rotonda organizzata dall'assessorato regionale della Sanità all'Expo di Milano. Sollecitato dall'assessore regionale della Sanità, Luigi Arru, il direttore generale della sanità animale e dei farmaci veterinari del ministero della Salute, Silvio Borrello, ha espresso apprezzamento per quanto la Regione sta facendo sul fronte dell'eradicazione della peste suina, dopo anni di inerzia. "Certo non si può risolvere il problema in un anno - ha detto - Ci sono certamente cose che devono essere corrette dal punto di vista organizzativo".
Grazie per l’attenzione