Invano credi di poter afferrare immagini sfuggenti Quello






















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Invano credi di poter afferrare immagini sfuggenti Quello che desideri non esiste in nessun luogo Se volti le spalle subito lo perdi Quella che guardi non è che l’ombra di un riflesso sull’acqua Arriva e rimane fino a quando rimani tu… Ovidio, le metamorfosi, III, 433. , Narcisismi: Teorie “ristrette” e Teorie “allargate” Massimo di Giannantonio, Luigi Janiri
Ad essere in gioco sono sempre determinate esperienze che coinvolgono l’intera personalità o ad essa si riferiscono: dal senso di appartenenza a quello di identità; dal sentimento di benessere corporeo e psichico al senso di sicurezza o insicurezza esistenziale, dal livello di autostima e rispetto di sé al sentimento di fiducia; dal senso e valore dell’esistenza al vissuto di continuità dell’esperienza di sé sia storicamente che rispetto alle molteplici interazioni psicosociali. (G. Sassanelli, Rivista di Psicoanalisi, 1987) Visione non unilaterale del concetto: Ø Incontro dialettico fra allargate”. due modalità ermeneutiche “teorie ristrette e teorie Ø In una visione allargata e dimensionale ciascun concetto di narcisismo deve considerare aspetti evolutivi e descrittivi sia normali che patologici, essendo un attributo fisiologico ed universale della personalità. Ø Continuo “link” fra piano descrittivo-concettuale e clinico-applicativo
Evoluzione del concetto in Freud I FASE: introduce il concetto di narcisismo in relazione ai meccanismi psicologici responsabili del comportamento omosessuale Ø Tre saggi sulla Teoria sessuale (1905) Ø Un ricordo di infanzia di Leonardo da Vinci (1910) Ø Caso clinico del presidente Schreber (1911) La associazione con l’omosessualità è nel punto in cui Freud precisa che la transizione dall’autoerotismo alla scelta oggettuale per alcuni rimane in una fase di tipo narcisistico. II FASE: entrerà nel vivo del concetto di narcisismo in relazione alla sua teoria della libido. Ø Introduzione al narcisismo 1914, Ø Pulsioni e i loro destini 1915, Ø L’Inconscio 1915, libido dell’Io e libido oggettuale Ø Introduzione alla psicoanalisi 1916 -17 (lezione introduttiva XXVI) “Così ci formiamo la concezione di una carica libidica originaria dell’Io, parte della quale carica è più tardi ceduta agli oggetti, ma che sostanzialmente persiste ed è in rapporto con le cariche oggettuali proprio come il corpo di un protozoo è in rapporto con gli pseudopodi che emette” Introduzione al narcisismo
ØAll’inizio della vita mentale la libido dell’Io è indifferenziata, energia sessuale (conservazione della specie) e istinti dell’Io (non sessuali, autoconservazione) sono mescolati. Con l’inizio dell’investimento oggettuale l’energia libidica opererà una differenziazione fra le due forme di energia. Øanche in uno sviluppo normale della sessualità umana può essere presente una modalità di investimento libidico narcisistica (narcisismo primario) sotto forma di “completamento libidinale all’egoismo di autoconservazione”. Nel narcisismo primario dunque il soggetto unifica le sue pulsioni sessuali parziali (fino ad allora autoerotiche), e prende se stesso come primo oggetto d’amore. Øl’Io è il serbatoio di tutta l’energia libidica, da cui questa si spinge all’esterno per incontrare nuovi oggetti da investire Øconcezione monistica della libido regolata dal principio della costanza dell’energia, per cui se aumenta la libido dell’Io deve diminuire quella oggettuale e viceversa ØGli estremi di questo continuum energetico sono la schizofrenia, in cui la libido dell’Io è massimale (assenza di catexi oggettuale), e innamoramento in cui invece è massima la libido oggettuale e minima quella dell’Io. ØNella schizofrenia la libido oggettuale si ritirerebbe sull’Io, disinvestendo gli oggetti e dando origine così al narcisismo secondario. Lo psicotico è contraddistinto dall’impossibilità di investire libidicamente un qualunque oggetto esterno, ripiegando così su stesso e sul proprio Io
a) b) c) Lo sviluppo dell’Io consiste essenzialmente in un progressivo allontanamento dal narcisismo primario, ma si conclude con un vigoroso tentativo di recuperarlo. sistema a feedback che regola l’economia della mente. Tale allontanamento avviene spostando la libido sull’Ideale dell’Io e la gratificazione scaturisce dal raggiungimento di esso. Contemporaneamente l’Io ha proteso la sua catexi oggettuale, per cui se da un lato si impoverisce per via dell’investimento oggettuale e per la formazione dell’ideale dell’Io, dall’altro si arricchisce di nuovo della gratificazione oggettuale e dell’adempimento del suo ideale. la libido originariamente contenuta nell’Io va incontro ad una tripartizione: 1) una parte rimane primaria, come forma residuale del narcisismo infantile, 2) una parte si dirige verso l’ideale dell’Io 3) una terza diviene libido oggettuale.
III FASE, nuova concezione del concetto di narcisismo: integra il concetto di narcisismo con quello di istinto, elaborazione che vede Eros contrapposto a Thanatos. “ Se dobbiamo considerare come una verità ØAl di là del principio di piacere (1920) che non conosce eccezioni il fatto che ogni cosa muore per ragioni interne, cioè diventa di nuovo inorganica, allora siamo costretti a dire che lo scopo di ogni vita è la morte e che le cose inanimate esistevano prima di quelle viventi. ” Al di là del principio di piacere (1920), L’Io, ancora serbatoio della libido, non è più monisticamente considerato: vi convivono gli istinti dell’Io e gli istinti sessuali di cui la libido è manifestazione. La libido istintuale comprende: 1) una libido oggettuale (istinto sessuale rivolto all’oggetto e alla conservazione della specie) 2) libido dell’Io (autoconservazione). E’ proprio la somma di queste due componenti a costituire l’istinto di vita o Eros, a cui si contrappone un altro istinto, Thanatos, che pur appartenendo all’Io, non è diretto alla conservazione, ma alla distruzione, all’inorganico. ØL’Io e l’Es (1923), introdotto il concetto di Es quale parte inconscia dell’apparato psichico e in cui l’Io si continua. l’Es diviene serbatoio dell’energia libica. All’inizio della vita mentale, tutta l’energia è sedimentata nell’Es, da cui l’Io non è differenziato. Una volta formatosi l’Io, una parte della libido si rivolge ad esso, “divenuto esso stesso oggetto di investimento e cioè oggetto d’amore per l’Es”. M. Mancia, nello sguardo di narciso, 1990
Ø Nell’ultimo Freud il concetto di Narcisismo si dilata quasi fino a confluire psicodinamicamente nell’Istinto di morte, consentendo una sua maggiore applicazione sul versante clinico. Il problema economico del masochismo (1924): coniugare il narcisismo con la teoria degli istinti e con il problema del masochismo. Lo sviluppo del concetto di masochismo dall’istinto di morte collega il narcisismo al masochismo e a tutte quelle forme di malattia che scaturiscono dal rimanere di Thanatos all’interno, legato alla libido, nell’impossibilità di trovare una via esterna di scarica sotto forma di aggressività masochismo: emblema della fusione dei due istinti; infatti se da un lato esso nasce come prolungamento di un istinto di morte, corrispondendo alla parte di questo che non ha trovato alcuna deflessione all’esterno sotto forma di aggressività, dall’altro trascina in sé una componente erotica per cui anche l’autodistruzione non può avvenire senza appagamento libidico.
La nascita dell’odio precede quella dell’amore (Pulsioni e i loro destini): Ø l’odio nello stadio di narcisismo primario sorge dal “ripudio primordiale, da parte dell’Io narcisistico, del mondo esterno” In una tale ottica il piacere si associa alla dimensione narcisistica (IO), mentre il dolore con la relazione di oggetto (ALTRO) Ødolore mentale dunque identificato con la relazione d’oggetto. Ø Ma quale migliore esemplare della relazione d’oggetto se non l’atmosfera edipica laddove il padre, il Nome del Padre per dirla con Lacan, entra nella dimensione diadica, ridimensionando l’onnipotenza del bambino? ØIl passing dell’Edipo fa dunque da sfondo alla fine della parabola narcisistica. E si impone quindi nel Corpus freudiano la fine del primo atto: in luogo del piacere dell’essere (narcisismo) ecco subentrare il dolore del conoscere (Edipo).
All’appuntamento edipico si incontrano tutte le creazioni di Freud: dal narcisismo alla relazione con l’altro, dall’inconscio alla realtà. “arrivano tumultuose , rivelando ciascuna la propria archeologia, l’origine, il proprio percorso evolutivo. Come l’incontro di padre e figlio, nella tragedia di Sofocle, segnerà un cambiamento del destino dei Labdacidi, così l’arrembante sopraggiungere dei tre convenuti, aprirà soluzioni nuove, o segnerà un tragico naufragio. ” [1] S. Panizza, Freud e le sue creature, L’Es, l’Edipo e il Narcisismo. Quaderni de Gli Argonauti, N. 1 -2, 2002. Ø “Scorciando il pensiero di Freud in tema di narcisismo non possiamo che vederne un esito depressivo…”, il narcisismo e il principio di realtà sono infatti l’un contro l’altro armati, ma è solo il primo a pagare le sue spese, rinunciando ai propri desideri inconfessabili, indietreggiando di fronte all’incontro con l’altro e decomponendosi nel meccanismo della sublimazione. Ø Solo autori successivi, gravitanti tangenzialmente attorno all’area delle relazioni d’oggetto, procederanno, sostenuti da una dimensione teorica più “allargata”, verso una positivizzazione dell’esperire narcisistico, introducendo delle qualità evolutive ancora subalterne in Freud. • Balint: con il concetto di amore primario riscatta la bontà delle qualità narcisistiche, • Winnicott difende fino all’ultimo un sé narcisistico segretamente custodito come ultimo appannaggio di ricchezza dell’uomo. • la psicologia del Sé, in particolare H. Kohut, risarcirà il narcisismo dei danni subiti.
l’atmosfera freudiana è contrassegnata nei suoi vari passing, dal narcisismo primario al secondario e dall’Edipo alla formazione del Super-Io, da cesure e tagli eccessivamente rigidi, da spostamenti di campo che non ammettono continuità se non al prezzo di una distruzione a catena, di una logica della rinuncia, atmosfera conoscitiva in cui il narcisismo non può che inficiare la ferrea morale dell’oggettualtà e condurre come vuole l’ultimo Freud all’auto ed etero distruzione. Una concezione “allargata” dell’evoluzione dell’apparato psichico non implica forse che il piacere di sé e l’amore per l’altro possano procedere di pari passo? la tesi principale è che tali due insiemi di strutture definiscano principalmente due modalità di conoscenza, due stili, se vogliamo, di contatto col mondo esterno-interno. La tesi è ancora che il grado di co-evoluzione e co-ordinamento tra tali strutture intervenga significativamente nella determinazione della qualità dell’esperienza dell’esistere. La possibilità stessa del sentimento di esistere nonché il tipo di comunicazione relativo all’esperienza che si vive, sono anch’essi funzione del complesso strutturale che stiamo esaminando. ” S. de Risio, Derive del narcisismo, 2004
FREUD, NARCISISMO E PSICOSI Riflessione “ALLARGATA” sulla posizione di Freud verso la possibilità di curare la psicosi. la sua impostazione teorica sul narcisismo e sulle nevrosi di transfert hanno rappresentato un limite nell’incontro con i pazienti più gravi e con la fenomenologia psicotica Ø nevrosi narcisistiche: si riferiva essenzialmente alla melanconia, definiva invece Øparafrenie le classiche psicosi schizofreniche dell’allora tradizionale psichiatria. Ma a prescindere dalla terminologia nosografica e dalla rispettiva espressione clinica, il nucleo antropologico è lo stesso “Questi pazienti per i quali propongo il termine di parafrenici, presentano due caratteristiche fondamentali: soffrono di megalomania e hanno ritirato il loro interesse dal mondo esterno (persone e cose). In conseguenza di quest’ultimo cambiamento essi sono inaccessibili all’influenza della psicoanalisi e non possono essere curati malgrado i nostri sforzi. ” Ne deriva che una cura delle psicosi non è possibile. Perché viene a mancare il presupposto e lo strumento basale della psicoanalisi: la nevrosi di transfert.
“La posizione di Freud è diretta conseguenza di una certa interpretazione della psicosi, intesa come una certa manifestazione corto-circuitata della vita mentale profonda. . ”, S. de Risio, Derive del narcisismo, 2004 Interrogativi: ØMa non è grazie ad un’analisi diretta della vita mentale inconscia che si perviene ad una dilatazione delle nostre conoscenze? ØNon è forse la patologia psicotica connaturata al problema stesso del funzionamento mentale? L’impostazione freudiana perde un po’ la possibilità di dare un senso a tutti questi interrogativi, nella misura in cui nega la possibilità di una relazione con lo psicotico “Ci si imbatte cioè, inevitabilmente, nel paradosso per cui si capisce poco della vita mentale se non si capisce qualcosa della vita mentale psicotica”. S. de Risio, Derive del narcisismo, 2004
Svolta nel concetto di narcisismo: scuola kleiniana - uso funzionale del concetto in ambito clinico, in relazione soprattutto agli stati psicotici Ø M. Klein si distingue da Freud per il considerare la psicoanalisi del “quantum psicotico” Il narcisismo e la posizione schizoparanoide: “Da molti anni affermo che vi è contemporaneità fra l’autoerotismo e il narcisismo del lattante e la sua prima relazione con gli oggetti, esterni e interiorizzati…Nell’autoerotismo e nel narcisismo è insito l’amore - e quindi una relazione oggettuale interna - per quell’oggetto buono interiorizzato che nella fantasia è parte integrante del proprio corpo e del proprio Sé. Negli stati di soddisfacimento autoerotico e di narcisismo è su questo oggetto interiorizzata che viene ritirata la libido. Ma ciò è possibile perché fin dalla nascita è simultaneamente presente una relazione oggettuale esterna, quella con la madre (con il suo seno). Questa tesi è in contrasto con l’idea freudiana di stadi di autoerotismo e di narcisismo che escludono relazioni oggettuali. ” M. Klein (1952), Le origini della traslazione, in Scritti,
M. Klein: stati narcisistici “ l’deale dell’Io è proiettato in un’altra persona, questa è amata e ammirata soprattutto perché contiene le parti buone del sé. ” relazioni d’oggetto narcisistiche: impregnate strutturalmente di identificazione proiettiva, intesa quale modalità di relazione pre-verbale, pre-simbolica, contraddistinta da scissione delle parti aggressive ed invidiose del Sé che vengono così proiettate nell’oggetto che viene così identificato con le parti di cui è divenuto sede. La Klein opera una funzione di sutura fantasie inconsce (pulsione di morte) e identificazione proiettiva che attraversa tutte le relazioni narcisistiche. Ø Il narcisismo, così accomunato alla pulsione di morte, e, in quanto modalità relazionale primitiva con il seno materno, entra dunque nella genesi degli stati psicotici (ci riferiamo alla posizione schizoparanoide), e diviene parte integrante della teoria strutturale della mente.
Rosenfeld: v conia per le psicosi il concetto operativo di narcisismo distruttivo: modalità relazionale contrassegnata da pulsione di morte, invidia, voracità, gelosia. v I rapporti narcisistici sono quindi attraversati da onnipotenza e identificazione introiettiva e proiettiva. v Il concetto di narcisismo si dilata fino a configurarsi non solo come difesa dall’invidia, ma anche come negazione della separazione. “Nei rapporti oggettuali narcisistici hanno una parte preminente le difese contro qualsiasi riconoscimento di separazione fra il Sé e l’oggetto. La coscienza di separazione porta a sentimenti di dipendenza dall’oggetto e quindi ad angoscia. La dipendenza dall’oggetto comporta amore per l’oggetto e riconoscimento del valore e questo porta ad aggressività. I rapporti oggettuali di tipo narcisistico e onnipotente permettono perciò di sfuggire tanto a sentimenti aggressivi provocati dalla frustrazione quanto alla presa di coscienza dell’invidia. ” Rosenfeld H. A. (1987), Comunicazione e interpretazione, Bollati Boringhieri, Torino, 1989 Rosenfeld non parla solo di parti distruttive operanti nell’Io schizofrenico, bensì distingue in esso aspetti libidici e distruttivi del narcisismo
Klein - Rosenfeld: superamento della concezione monistica del narcisismo come libido che investe l’Io, in luogo della quale si impone un nuovo scenario che attribuisce un significato oggettuale e transferale al concetto di narcisismo come ben evidenziato dall’accezione di “rappresentazione oggettuale narcisistica”. KOHUT: LE RELAZIONI SE’- OGGETTO SE’ SONO IL NUCLEO STRUTTURANTE LA NASCITA DELL’APPARATO MENTALE SE’: 1)) struttura interna della psiche investita di energia pulsionale, 2) contenuto dell’apparato mentale formato da Io, Es, Super. Io, 3) prodotto di secrezioni interne della mente, 4) espressione mentale dell’identità di un individuo con componenti fisiche e psichiche. Ø L’oggetto Sé è un oggetto del mondo esterno capace di esaudire empaticamente i bisogni narcisistici del bambino.
Bisogni: a) bisogno di essere riflesso ricerca oggetto Sé speculare (legato alla funzione materna) che gli consenta di strutturare un Sé grandioso e onnipotente, b) trovare un obiettivo per la propria idealizzazione, ricerca di un oggetto Sé idealizzato, legato alla funzione paterna e che gli consente di strutturare un’imago parentale idealizzata. Ø I disturbi narcisistici insorgono quando è impedita la normale evoluzione del Sé grandioso e delle figure genitoriali idealizzate Ø disintegrazione del Sé nucleare, il che solo secondariamente, attiverà un’aggressività e distruttività che non sono affatto primariamente presenti Ø Il punto fondamentale è lo spostamento del focus della patologia: da una struttura interna attraversata da pulsioni e affetti a una esterna dominata dalle figure parentali. il trauma sostituisce il concetto di difesa dalle pulsioni di morte di kleiniana memoria
Otto Kernberg Sé: struttura integrata, con componenti affettive e cognitive, ben incorporata nell’Io, precipitato di rappresentazioni del Sé in connessione con le rappresentazioni dell’oggetto narcisismo normale e narcisismo patologico o maligno 1) Il narcisismo normale riflette un Sé che ha integrato componenti libidiche e aggressive 2) Quello maligno invece riflette l’investimento libidico di una struttura patologica grandiosa del Sé, la cui caratteristica preminente è una sorta di aggressività primitiva, che contiene Sé ideale, Sé reale e rappresentazioni oggettuali ideali • questo Sé grandioso rende i pazienti narcisistici invidiosi, idealizzanti, inquieti, umilianti. Si impongono subito qui le analogie fra questo concetto di aggressività primitiva e quello di distruttività derivato dalle pulsioni di morte kleiniano.
Il transfert tipico del narcisismo maligno: 1) regressione paranoide: sospetto nei confronti dell’analista fino a veri e propri deliri, 2) distruttività diretta verso se stesso e verso l’analista e le sue funzioni, 3) 3) vergogna e disonestà: associate ai sentimenti di invidia e distruttività, 4) trionfo sadico sull’analista: come riconferma del potere del Sé grandioso. v Una prospettiva “allargata” di pensiero sottolinea come il narcisismo maligno sia al confine fra disturbo narcisistico di personalità e disturbo antisociale. Infatti è contraddistinto da: § disturbo narcisistico di personalità § comportamento antisociale § aggressività egosintonica e sadismo rivolto verso gli altri o se stessi (invidia e sfruttamento) § orientamento paranoide § possibilità di suicidi, mutilazioni trionfanti
psicodinamica del narcisismo maligno: v precursori sadici del Super. Io il quale per primo risulta scarsamente integrato. v Un Sé patologico e per cui tutti gli oggetti esterni vengono vissuti come onnipotenti e crudeli, e anche le relazioni oggettuali gratificanti sono sempre attraversate dall’idea di un attacco da parte dell’oggetto stesso. Riflessioni teoriche: Kernberg ritiene che la psicopatia e il narcisismo abbiano la medesima costellazione di sintomi, in particolare sottolinea l’analogia fra la psicopatia e il narcisismo maligno. Nonostante ciò preferisce mantenere separati i due costrutti essendoci a suo parere due differenze sostanziali: 1) Totale incapacità delle persone psicopatiche di provare rimorso, lealtà, o considerazione dell’altro 2) Incapacità delle persone psicopatiche di intuire una dimensione morale dell’altro 3) I narcisisti sono del tipo “passivo-parassita”, mentre quello delle persone antisociali appare più apertamente aggressivo.
Due tipi di disturbo narcisistico di personalità: v. Le varie edizioni del DSM hanno enfatizzato la presentazione di un disturbo narcisistico di personalità nella sua forma aggressiva (covert), seguendo quindi l’elaborazione operata da Kernberg. v. Nel corso degli anni si è andata imponendo alla ricerca clinica l’esistenza di una forma alternativa in cui la patologia narcisistica può presentarsi sotto altre vesti (overt), come quella dell’inibizione, della timidezza, dell’osservazione silenziosa, pur condividendo la medesima costellazione psicodinamica Se alla base del disturbo narcisistico vi è una grave fragilità nella stima di sé, l’individuo può reagire in due modi: a)Tentare di impressionare gli altri b) Cercare di passare inosservato per sfuggire quelle situazioni in cui potrebbe ulteriormente diminuire la stima di sè v Questi due estremi si pongono lungo un continuum, da un lato “il narcisista ipervigile” (covert) (Kohut), dall’altro “inconsapevole” (overt) (Kernberg). Diversamente definiti da Rosenfeld (1987) “pelle sottile” e “pelle spessa”
CONCLUSIONI v. Nel tentativo di sostenere una modalità “allargata” di pensiero, possiamo sottolineare come il narcisismo oggi si imponga, al di là di ogni ristretta categoria concettuale e nosografica, quale organizzatore antropologico attorno al quale ruotano, come costellazioni, strutture narcisistiche di tipo pre-edipico, profonde ed esistenziali, quasi a voler indicare la necessità di parlare di spettro narcisistico per recuperare l’aspetto fenomenologico del costrutto, o di “NARCISISMI”. v. Per concludere vorremmo riprendere le fila del discorso sul narcisismo come concetto che nasce e si impone nel pensiero di Freud, andando subito incontro a continue modificazioni proprio in seno al pensiero dello stesso padre della Psicoanalisi. Ma è grazie alla stratificazione del suo pensiero che vari autori dopo di lui potranno farne diversi usi a volte anche diametralmente opposti. v“teorie allargate” e “teorie ristrette” del narcisismo: nel tentativo di proporre una forma di pensiero in cui gli opposti non si pongano più l’un contro l’altro armati, in opposizione binaria, ma integrati in una continua tensione dialettica perché in questa risiede la loro pulsione di vita e la loro possibilità di rimanere oggetti “insaturi”. Tenere legati insieme trasgressione e punizione, desiderio e responsabilità, amore di sé e amore per l’altro conduce ad una trasmutazione di valori nuovi e ad un’evoluta organizzazione dell’apparato mentale. E’ questa la teoria della mente più ricca in cui è possibile rinnovarsi sempre nelle relazioni con gli oggetti d’amore distrutti e sempre ricostruiti.