IL FEGATO Il fegato la pi grossa ghiandola
























































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IL FEGATO Il fegato è la più grossa ghiandola del corpo umano, situata nella parte alta e destra dell’addome, subito sotto il diaframma. Esso svolge un ruolo metabolico di primo piano , fondamentale per il corretto funzionamento dell’intero organismo Il fegato ha una funzione digestiva in quanto in esso confluiscono i substrati energetici assorbiti a livello intestinale (glucosio, aminoacidi, acidi grassi) Il fegato ha una funzione esocrina, e produce numerose sostanze di secrezione, come la bile ed altri prodotti metabolici.
Principali funzioni del fegato
Funzione di sintesi
Funzioni di accumulo, cataboliche e di escrezione
Funzioni di accumulo, cataboliche e di escrezione
Circolo enteroepatico Il circolo enteroepatico è un percorso che seguono alcuni farmaci, una volta assorbiti dall‘organismo, che ne permette il passaggio dal fegato all‘intestino, e dall'intestino di nuovo al fegato, in modo da prolungarne la permanenza nei tessuti, potenziando l'effetto terapeutico ma anche gli eventuali effetti tossici.
Marcatori biochimici per lo studio del fegato
Marcatori biochimici per lo studio del fegato
Marcatori biochimici per lo studio del fegato
Composizione della bile
Secrezione biliare
Bilirubina • La bilirubina è un prodotto catabolico del metabolismo dell’eme • È una molecola lipofila poco solubile in acqua, è veicolata nel plasma dall’albumina con cui ha un legame ad alta affinità che ne impedisce l’escrezione urinaria. • È presente nei liquidi corporei (liquido cefalo-rachidiamo, versamenti articolari, cisti, ecc. ) in proporzione al loro contenuto di albumina ed è assente nelle secrezioni quali le lacrime, la saliva e il succo pancreatico. • Nel plasma, in condizioni normali, la bilirubina è presente alla concentrazione di 0, 4 -1 mg/dl (7 -17 mol/l)
Metabolismo della bilirubina
Metabolismo della bilirubina
Bilirubinemia totale e frazionata Assunta dalle cellule epatiche e coniugata per formare composti più solubili in acqua
Bilirubina
Iperbilirubinemia
Iperbilirubinemia
Ittero
Classificazione degli itteri
Ittero da bilirubina non coniugata
Ittero da bilirubina coniugata
Ittero neonatale
Marcatori biochimici per lo studio del fegato
Transaminasi
Transaminasi
Transaminasi
Orientamento diagnostico nell’aumento delle transaminasi
La causa più frequente, di innalzamento dei livelli sierici di ALT è il danno epatico e c’è un ottima correlazione fra danno citolitico (tipico delle fasi acute dell’epatite) e livelli di ALT; le modificazioni dei livelli di AST possono essere influenzate dal danno epatico ma anche da patologie di altri organi e tessuti.
Un incremento inatteso dei livelli delle aminotrasferasi, va comunque monitorato. La variabilità biologica legata a ritmi circadiani, lo stato di affaticamento o di riposo, le condizioni di conservazione dei campioni ematici ed altri fattori diversi da una malattia epatica, possono incidere sui livelli di AST e d ALT.
Lattico deidrogenasi (LDH)
Marcatori biochimici per lo studio del fegato
Colestasi
Cause ed Effetti
• È un enzima di induzione (farmaci, alcol). Livelli elevati si possono osservare per effetto di alcuni farmaci e dell’ingestione di alcool. • Anche dopo la cessazione dell’assunzione, i livelli di GGT restano elevati con una diretta correlazione tra la quantità di alcool ingerita e livelli dell’enzima Questi fattori rendono poco utile il dosaggio della GGT che ha un ridotto valore predittivo per la valutazione di patologie epatiche. Drinkers, Vincent van Gogh
Fosfatasi alcalina (ALP)
Fosfatasi alcalina (ALP)
Marcatori biochimici per lo studio del fegato
Marcatori di protidosintesi
METABOLISMO PROTEICO NEL FEGATO Nel plasma sono contenuti 6 -8 g/dl di proteine immunoglobuline Fattore VIII Cellule di Kupffer del fegato • sintesi proteica epatica: 15 -20% di quella totale • sintesi dell'albumina: 12 g/die= 1/4 della sintesi proteica epatica totale
Quadro proteico elettroforetico (PQ) Albumina 3. 5 – 5. 4 g/d. L a 1 0. 2 – 0. 4 g/d. L a 2 0. 5 – 0. 9 g/d. L b 0. 6 – 1. 1 g/d. L g 0. 8 – 1. 5 g/d. L
Albumina Valori di riferimento: 3, 6 -4, 9 g/dl È la proteina più abbondante della frazione sieroproteica L’ipoalbuminemia è responsabile di ipoprotidemia, poiché l’albumina costituisce da sola il 55 -64% delle proteine plasmatiche totali Le funzioni principali sono: • il mantenimento della pressione osmotica del sangue • Il trasporto di acidi grassi, bilirubina, ormoni e farmaci • L’albumina plasmatica raramente diminuisce in caso di epatite acuta a causa della sua lunga emivita, mentre si riduce nell’epatite cronica soprattutto quando questa evolve in cirrosi
Alfa 2 -globuline Valori di riferimento: 0, 4 -0, 8 g/dl Infezioni acute batteriche Traumi Infarto del miocardio Neoplasie Epatopatie croniche Diabete mellito Epatite virale Collagenopatie Pancreatite
Beta-globuline Valori di riferimento: 0, 6 -1 g/dl Tale frazione elettroforetica esprime principalmente il comportamento della transferrina, C 3, proteina C reattiva, 2 -microglobulina, -lipoproteine, Ig Gravidanza Cirrosi epatica Sindrome nefrosica A-beta-lipoproteinemia congenita Atransferrinemia congenita Enteropatie essudative
Gamma-globuline Valori di riferimento: 0, 9 -1, 4 g/dl Comprendono le immunoglobiline (G, M, A, D, E) In particolare la frazione Ig. G, in condizioni normali, è prevalente sulle altre Un aumento delle -globuline può essere distinto nei quadri della gammopatia policlonale o monoclonale Policlonale: con aumento di molte classi di immunoglobuline Epatopatie croniche (epatite cronica, cirrosi epatica) Infezioni congenite Infezioni batteriche acute e croniche Parassitosi Monoclonale: con aumento di un unico tipo di immunoglobulina Malnutrizione Ustioni Terapia immunosoppressiva Sindrome nefrosica
Proteine plasmatiche e fegato Profilo normale Albumina a 1 a 2 b g 3. 5 – 5. 4 g/d. L 0. 2 – 0. 4 g/d. L 0. 5 – 0. 9 g/d. L 0. 6 – 1. 1 g/d. L 0. 8 – 1. 5 g/d. L Cirrosi
Disordini dell’emostasi nella malattia epatica • Il fegato produce la maggior parte dei fattori della coagulazione e sali biliari, che sono essenziali per l’assorbimento della Vit. K • Il fegato elimina dal circolo i fattori della coagulazione attivati Tendenza emorragica Stato di ipercoagulabilità
La coagulazione del sangue Via intrinseca (o classica) Via estrinseca XII VII XI III IX VIII Via comune Protrombina Fibrinogeno Fibrina Il fegato produce la maggior parte dei fattori della coagulazione (fibrinogeno e i Fattori II, VII, IX, X, V, VIII, XI e XII). Via intrinseca innescata attraverso l’attivazione per “contatto” di alcune proteine plasmatiche e via estrinseca innescata in seguito al danno tissutale
Fibrinogeno (Fatt. I) Valori di riferimento: 200 -400 mg/dl • Glicoproteina sintetizzata dal fegato, che svolge un ruolo essenziale nel processo coagulativo • È una proteina solubile, che si trasforma in un prodotto insolubile e fibroso, la fibrina • È il substrato fisiologico della trombina Malattie infettive acute e croniche Necrosi tessutale Neoplasie Gravidanza Ustioni epatopatie eccesso di eparina
Trombina (Fatt. IIa) È l’enzima responsabile della conversione del fibrinogeno in fibrina • Circola nel plasma come protrombina • È sintetizzata dal fegato • La sua formazione è condizionata dall’apporto di vitamina K La trombina catalizza la scissione proteolitica dei fibrino peptidi del fibrinogeno in polipeptidi detti fibrin monomers, che a loro volta polimerizzano e infine vengono stabilizzati dal fattore XIII in presenza di ioni calcio.
Significato dei principali test emocoagulativi Via intrinseca Via estrinseca XII VII XI III IX VIII Tempo di tromboplastina parziale (PTT) Via comune Protrombina Fibrinogeno Tempo di trombina (TT) Fibrina Tempo di protrombina (PT)
Tempo di protrombina (PT) o tempo di Quick Valori di riferimento: 12 -14’’ • Il tempo, in secondi, necessario alla formazione del coagulo. • Valuta il meccanismo estrinseco e comune della coagulazione del sangue e può essere alterato in presenza di deficit dei Fattori I, II, V, X (prodotti a livello epatico). Carenza o alterazione congenita dei Fattori I, II, V, X Epatopatie Deficit di Vit. K
Tempo di tromboplastina parziale (PTT) Valori di riferimento: 28 -35’’ • Il tempo, in secondi, necessario alla formazione del coagulo di fibrina. • Valuta il meccanismo intrinseco e comune della coagulazione del sangue e può essere alterato in presenza di deficit dei Fattori V, X , VIII, IX, XII Carenza dei Fattori VIII Epatopatie Deficit di Vit. K (emofilia A) e X (emofilia B)
Tempo di trombina Valori di riferimento: fino a 22’ • Il tempo necessario alla formazione del coagulo quando al plasma si aggiunge un eccesso di trombina • Dipende dalla presenza di fibrinogeno, di plasmina e dei prodotti di degradazione della fibrina e del fibrinogeno Epatopatie Eccesso di eparina