Il contorno del mondo Ci sono giorni in cui la bellezza gelosa di questa città sembra svelarsi: nelle giornate terse, per esempio, di vento, quando una brezza che precede il libeccio spazza le strade schioccando come una vela tesa. Allora le case e i campanili acquistano un nitore troppo reale, dai contorni troppo netti, come una fotografia contrastata, la luce e l'ombra si scontrano con prepotenza, senza coniugarsi, disegnando scacchiere nere e bianche di chiazze d'ombra e di barbagli, di vicoli e di piazzette. “ -Antonio Tabucchi
Tutto è fatto di contorni, di linee. La linea è qualcosa che ci divide da quello che ci circonda, dal resto del mondo. Siamo fatti di tratti fondamentali che creano la nostra immagine. Bastano poche linee per intuire la forma, ma qualcosa rimane sempre nascosto nell’ombra. Non è la luce che da’ la forma, è la lotta tra candore e oscurità, yin e yang, che crea le linee fondamentali, i profili delle architetture, e la nostra mente fa il resto, immagina le forme nascoste nelle tenebre. Come quando in lontananza si guarda il profilo degli edifici e il sole con il suo splendore crea ombra e l’ombra forma linee.