Il collezionismo medioevale Le chiese e i tesori





















































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Il collezionismo medioevale Le chiese e i tesori delle grandi comunità religiose , gli unici “musei” accessibili ai fedeli, raccoglievano, conservavano ed esibivano oggetti di varia natura non per le loro qualità intrinseche o per il loro valore artistico ma per la possibilità di essere caricati di significati simbolici e allegorici.
L ‘Abate Suger e la Cattedrale di Saint Denis La rivoluzione gotica e gli arredi Liturgici
Abbazia di Saint Denis
Suger ovvero l’inventore della monarchia francese • Suger (Chennevières-lès-Louvres, 1081? - Saint Denis 1151). storico, mecenate, inventore, artista, architetto, imprenditore, uomo d’affari e pensatore, nonché abate di Saint Denis per ben trent’anni (1122 -1151). Vicino al Re, cui serviva da consigliere politico e confidente spirituale, era anche un eccellente stratega militare. Amico del sovrano fu nominato reggente durante la II crociata, nonché biografo dei re di Francia. Nel 1122 fu eletto abate di Saint Denis • Alla sua Abbazia Suger procurò un notevole prestigio istituzionale rinsaldandone i legami con la monarchia nell’atto di vassallaggio di Luigi VI (1124) e l’acquisizione del diritto di sepoltura dei sovrani capetingi e promuovendo l’elevazione di S. Dionigi a protettore del regno.
Suger
Lavori di manutenzione e costruzione di nuovi corpi di fabbrica • Di fronte alla difficoltà di proporre un rinnovamento integrale della chiesa altomedioevale, Suger ordinò in un primo momento la riparazione e la decorazione delle parti del corpo longitudinale (1122 e 1125) e solo nella seconda metà del quarto decennio procedette alla ricostruzione delle estremità occidentale e orientale dell’edificio ispirata dal desiderio di un inserimento armonico dei nuovi interventi nel tessuto edilizio preesistente.
• Sebbene la responsabilità progettuale ed esecutiva delle innovazioni apparse nell’ambito degli interventi sugeriani non possa essere ascritta direttamente al committente, a lui spetta un ruolo determinante sia nelle scelte artistiche sia nell’organizzazione del cantiere e nell’approvvigionamento dei materiali come anche nell’elaborazione concettuale del programma iconografico delle sculture dei portali e delle vetrate.
Suger architetto in una immagine popolare
• Traendo ispirazione da scritti teologici dello Pseudo-Dionigi, di Ugo di San Vittore, di Giovanni Scoto Eurigena, Suger afferma che il decoro di una chiesa è lode a Dio e mezzo con cui avvicinarsi alla bellezza divina.
Giovanni Scoto Eriugena (Irlanda? 810 - Inghilterra? dopo 877) • "Ogni creatura - si legge nel commento di Scoto Eriugena alla Gerarchia Celeste - visibile o invisibile, è una luce portata all'essere dal Padre delle luci. Questa pietra (. . . ) è una luce per me poiché io percepisco che esiste secondo le sue proprie regole, che cerca il suo luogo conforme alla sua specifica gravità. Allorché in questa pietra percepisco tali e simili cose esse diventano luci per me, in altre parole mi illuminano. Poiché io comincio a pensare donde la pietra sia investita da tali proprietà (. . . ) e tosto, sotto la guida della ragione sono condotto, attraverso tutte le cose a quella causa di tutto che attribuisce alle cose luogo ed ordine, numero, specie e genere, bontà e bellezza, ed essenza", universalis huius mundi fabbrica maximum lumen fit, ex multis partibus veluti ex lucernis compactum, dalle mille piccole luci che brillano nel mondo sensibile si deduce il fulgore compatto della luce divina, dal mondo materiale si ascende a quello immateriale delle gerarchie celesti
Ugo di San Vittore 1096 circa Parigi 1141 • Ugo di San Vittore, contemporaneo e amico di Sugero: "Cosa c'è di più bello della luce - si chiede - che pur non avendo in sé colore, nondimeno illuminandole colora le cose di tutti i loro colori?
Abate Suger (1081 -1151) • "Ora che la nuova parte di fondo - commenta nel suo Scriptum - si congiunge a quella anteriore, la chiesa rifulge illuminata nella sua parte mediana. Viva luce infatti illumina ciò che luminosamente si unisce a ciò che è luminoso, e luminoso è il nuovo edificio che è profuso di luce nuova".
Suger • I numerosi viaggi che lo avevano spinto durante le sue missioni diplomatiche a visitare Roma, l’Italia meridionale, Magonza, la Normandia, la Borgogna e la Francia sudoccidentale, e la prodigiosa memoria visiva di cui era dotato, contribuiscono a spiegare la complessità dei rimandi culturali e ideologici di interventi quali per esempio la decorazione a a mosaico a imitazione della chiese della Campania, o il progettato trasporto delle colonne delle terme di Diocleziano, nonché il carattere programmaticamente cosmopolita di reclutamento dei maestri vetrari, pittori, orafi, attivi alla decorazione dell’edificio e alla realizzazione e al riammodernamento degli oggetti liturgici con cui Suger arricchì il tesoro abbaziale.
Coro e deambulatori
Abate Suger
La cappella assiale della Vergine
Vetrate della cattedrale di saint denis
• La parte certamente costruita da Sugero nella zona absidale della chiesa - completata poi mirabilmente dall'architetto Pierre de Montreuil - è il doppio deambulatorio e la corona di cappelle che lo circonda illuminate ciascuna da finestre che fiancheggiano gli altari: "Grazie alle quali tutta la chiesa brillerà per la luce ammirevole e continua delle vetrate risplendenti che scrutano la bellezza interiore"
Prima attestazione del gotico europeo • La novità di Suger sta nell’aver concepito un coro a doppio deambulatorio caratterizzato da una selva di colonne da cui filtrava la luce immessa dalle coppie di grandi finestre di ciascuna delle sette cappelle poste a raggiera. • La presenza inedita delle vetrate inondava l’ambiente di luce, a simboleggiare la grazia divina.
La luce elemento fondamentale per Suger
Annunciazione con l’abate Suger ai piedi della Vergine Basilica di saint Denis
particolare
Vetrate
• Per Suger l’elemento dominante nella cattedrale gotica è la luce che penetrando dagli ampi finestroni schermati dalle vetrate colorate non sembrava risalire a una fonte naturale ma generava un’idea di di miracolosa visione.
Rosone
Lunetta del portale
Suger in preghiera, portale dell’Abbazia
Il tesoro di Suger • Gli oggetti del Tesoro sono noti grazie alle incisioni di Felibien, agli scritti di Blaise de Montesquiou-Fezensac e all’inventario realizzato nel 1634. • Solo quattro dei vasi decorati commissionati da Suger sopravvivono, uno alla National Gallery di Washington, gli altri tre al Louvre
Passo in cui Suger racconta la sua esperienza nel contemplare le pietre preziose che brillavano sull’altare maggiore e i suoi ornamenti • “Quando-con mio grande diletto nella bellezza della casa di Dio- l’incanto delle pietre multicolori mi ha strappato alle cure esterne e una degna meditazione mi ha indotto a riflettere, trasferendo ciò che è materiale a ciò che è immateriale , sulla diversità delle sacre virtù: allora mi sembra di trovarmi , per così dire, in una strana regione dell’universo che non sta del tutto chiusa nel fango della terra né è del tutto librata nella purezza del cielo; e mi sembra che, per grazia di Dio, io possa essere trasportato da questo mondo inferiore a quello superiore per una via anagogica. ”
• Oltre alle perle, le pietre scelte per il paliotto, la grande Croce e i reliquiari sono il sardonico, il topazio, lo jaspide, il crisolito, l'onice, il berillo, lo zaffiro, il carbuncolo e lo smeraldo, le stesse pietre, con poche varianti, del pettorale di Aronne o delle vesti del re di Tiro, ma anche le pietre del basamento della Gerusalemme celeste descritta nell'Apocalisse (21, 19 -21): "Le fondamenta delle mura della città sono adorne di ogni sorta di pietre preziose: il primo fondamento è diaspro, il secondo zaffiro, il terzo calcedonio, il quarto smeraldo, il quinto sardonico, il sesto sardo, il settimo crisolito, l'ottavo berillo, il nono topazio, il decimo crisopraso, l'undecimo giacinto, il dodicesimo ametista. E le dodici porte sono dodici perle"
• Suger esige che tutti i fastosi paramenti e tutto il vasellame sacro acquisiti da quando è abate siano esposti in chiesa in occasione del suo anniversario (poiché siamo convinti che è utile e conveniente non nascondere, ma al contrario proclamare, le divine elargizioni”. ) E. Panofs. Ky il significato delle arti visive, Torino 1955
Calice dell’abate Sugero – coppa in sardonica del II-I sec. a. C. su montatura del 1137 -1140 – argento dorato con filigrane, pietre dure, perle, pasta di vetro –Waschington, National Gallery of Art.
• L’inondazione di luce investiva anche gli oggetti preziosi collezionati da Suger e custoditi nella Abbazia.
Calice di Suger
Suger e l’importanza dei materiali preziosi • Suger si sofferma particolarmente, quasi in vista di critiche provenienti dai contemporanei e dai posteri, sul ruolo dell’artificio e del materiale nell’arte sacra, fornendo giustificazioni e motivazioni all'impiego di mezzi tanto costosi, proponendo come modello e paragone il capolavoro giustinianeo della chiesa di Hagia Sophia a Costantinopoli. Il materiale prezioso per Suger rimanda di per sé alle altezze divine e il lavoro umano, che nobilita il materiale, è altrettanto ammirabile. La ricchezza è giustificata dall’uso liturgico degli oggetti e dalla loro dedicazione soprannaturale.
Vaso in porfido (Egitto o Roma imperiale) e aquila di Suger, ante 1147, da st. Denis Parigi, Louvre.
• Decise allora di dargli la forma – inconsueta e a oggi non spiegata – di un’aquila grazie alla montatura in vermeuil. ISCRIZIONE: DUM LIBARE DEO GEMMIS DEBEMUS ET AURO / HOC E (go) S (ugeri) US OFFERO VAS DOMINO (Poiché dobbiamo sacrificare a Dio con oro e pietre preziose, io, Suger, offro questo vaso al Signore).
Particolare
Cammeo di Augusto, sardonica 25 a Cr. circa; montatura sec. XIV già Tesoro dell’Abbazia di Saint Denis (Paris, Bibliothèque nationale de France)
Scodella di vetro turchese a cera persa. Argento dorato, smalto cloisonné d’oro, pietre preziose , filigrane d’oro, sbalzo. Persia IX-X sec. Smalto: arte bizantina, IX-XI sec. Montatura: X-XV sec. Venezia Tesoro di San Marco
• Nel pensiero di Dionigi i teorici del Medioevo trovavano ciò che mancava a Boezio per edificare una teologia dell'immagine: la riabilitazione della materia come segno dello spirituale. Di fronte alla Parola, Dionigi offriva una mistica della luce che valorizzava ciò che brilla, il metallo prezioso e i gioielli, in pratica la ricchezza. Realizzata con questi materiali, la forma delle apparenze sensibili poteva quindi essere legittimata come immagine dello spirituale.
Trono di Dagoberto
Arte ellenistica (Alessandria) Coppa detta di Tolomeo con preparativi di cerimonia dionisiaca, sardonica, I sec. a C-I d. C, Parigi Cabinet des Médailles de la Bibliothèque Nationale de France
• Suger ebbe un’intuizione profetica, che si diffonderà come un fulmine per tutta l’Europa. Alla fine della riforma gregoriana, egli individuò nell’arte gotica un vettore prodigioso che, unendo Chiesa e Stato, proclamava la gloria di Dio e la magnificenza della monarchia.
Francesco Petrarca • E’ solo col Petrarca che la cultura e la civiltà degli antichi sono considerate e comprese nelle loro complesse valenze storiche e artistiche.
Altichiero, Petrarca nello studio, Padova sala virorum illustrium, 1364 circa