Sul promontorio più alto dell’isola a 90 metri d’altezza sorge il nucleo storico di Procida, il vecchio “cuore” dell’isola, il centro abitativo più antico ed unico rifugio sicuro per gli isolani durante secoli di incertezze politiche – la Terra Murata.
l’intero borgo era costruito in funzione difensiva per proteggere i cittadini dalle numerose invasioni, da quelle barbariche del primo medioevo fino ai saccheggi saraceni. I Saccheggi saracen i
Sulla Terra Murata possiamo vedere anche il carcere di Procida.
Dismesso nel 1988, l’ex-carcere di Procida, è divenuto un habitat della memoria, entro il quale tutto sembra essersi cristallizzato. E’ stato centro di diversi progetti di riutilizzo.
= ufficio dei nuovi detenuti. = ufficio del consiglio di disciplina, (cappellano, dottore, direttore e maresciallo)
Il carcerato poteva avere il sopravitto cioè del cibo in più.
Nel carcere si trovavano tantissime celle e scale per tenerci imprigionati delinquenti comuni, politici e innocenti che a volte si suicidavano.
Queste erano le celle
Nel carcere, per bere i carcerati utilizzavano il pozzo. Bevevano acqua piovana.
Mentre i letti dei carcerati invece erano di ferro: ed utilizzavano la crine come materasso.
I carcerati praticavano anche dei mestieri tra cui :
Aggiustavano scarpe
Cucivano vestiti: 1 -Verdi per le guardie. 2 -Marroni per i carcerati in estate. 3 -grigie e marroni per i carcerati in inverno.
Il tavolo serviva a operare i detenuti
Questi sono i rulli per cucire.
E le macchine.
Questi sono i turni dei carcerati
I soffitti nella maggior parte delle stanze erano così.
Invece sulle pareti sotto il primo arco ci sono alcune croci nere che segnalano la sepoltura di detenuti politici vittime di un massacro.
Nico Costagliola di Polidoro Francesco Scotto di Perrotolo Mario Trapanese