I temi delle Supplici di Eschilo Le donne

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I temi delle Supplici di Eschilo

I temi delle Supplici di Eschilo

Le donne che non vogliono sposarsi con la violenza • Sebbene la ribellione delle

Le donne che non vogliono sposarsi con la violenza • Sebbene la ribellione delle donne sembra un atto ardito in una società come quella greca e ateniese del V sec. a. C. , bisogna considerare che tale ribellione è legittimata dal padre Danao, che compara addirittura la violenza sessuale al cannibalismo: ‘Come potrebbe essere puro un uccello che si ciba di un altro uccello? Come potrebbe essere puro chi si unisce ad una donna contro la sua volontà e quella del padre di lei? ’ (vv. 226 -228)

Le donne che si autodeterminano: una ‘novità epocale’? • Nella tragedia di Eschilo, comunque,

Le donne che si autodeterminano: una ‘novità epocale’? • Nella tragedia di Eschilo, comunque, il padre si adegua alla volontà delle donne e non viceversa. Sono le donne che a più riprese minacciano il suicidio, affermando di preferire la morte ad essere toccate da ‘uomini odiosi’. • Le donne erano comunque in grado di decidere chi sposare? In letteratura abbiamo l’esempio di Penelope, la moglie di Odisseo. Rimasta sola, viene spinta a nuove nozze dal figlio, dal padre, dai fratelli; ma Penelope persiste nella sua volontà di attendere il ritorno di Odisseo.

Le Supplici chiedono ‘asilo’ • aṡilo s. m. [dal lat. asylum, gr. ἄσυλον (ἱερόν),

Le Supplici chiedono ‘asilo’ • aṡilo s. m. [dal lat. asylum, gr. ἄσυλον (ἱερόν), propr. «(tempio) dove non c’è diritto di cattura (σύλη)» ]. – 1. a. Immunità concessa anticamente a chi (schiavo fuggitivo, delinquente, prigioniero di guerra) si rifugiava in luogo sacro (edificio, recinto, bosco o monte consacrato alla divinità) o presso una cosa sacra (altare, statua degli dei, ecc. ); costituiva un diritto (diritto d’a. ) riconosciuto non solo presso i popoli primitivi, ma anche presso quelli più progrediti, e in seguito accettato anche dalla Chiesa cristiana a favore di coloro che, indiziati per qualche reato o già colpiti da condanna, si fossero rifugiati in una chiesa (a. ecclesiastico, tuttora vigente nel diritto canonico, ma abolito dalle legislazioni civili del sec. 19°). Attualmente, il diritto di asilo si configura come garanzia di inviolabilità accordata a stranieri rifugiati, per motivi politici, in territorio estero o in sedi che godono della extraterritorialità, come ambasciate, ecc. (a. politico).

I luoghi in cui si chiede asilo • Sono ‘luoghi di passaggio’ , per

I luoghi in cui si chiede asilo • Sono ‘luoghi di passaggio’ , per entrare i quali è necessario sottoporsi a regole di purificazione, perché per ottenere il diritto di non essere toccati è appunto necessario presentarsi ‘puri’ al dio. • Quando si deve presentare la particolare efferratezza di un delitto, lo si rappresenta vicino ad un altare o a un’icona sacra. E’ il caso di Troilo e di Cassandra.

L’uccisone di Troilo sull’altare

L’uccisone di Troilo sull’altare

Ikesia come rituale • Ikesia significa ‘supplica per ottenere ospitalità’: il termine deriva dalla

Ikesia come rituale • Ikesia significa ‘supplica per ottenere ospitalità’: il termine deriva dalla radice di un verbo che significa ‘pregare’, ma anche ‘giungere’. Da qui le due caratteristiche fondamentali dell’ikesia: o toccare, arrivando, un luogo sacro, che garantisce l’immunità, oppure inginocchiarsi davanti a colui a cui si supplica aiuto. • Poiché chi supplica giunge da un altro luogo, quindi è uno straniero, il rituale della supplica è sempre legato alla percezione di chi arriva in una comunità e deve far valere la sua richiesta di asilo.

La violenza su Cassandra vicino alla statua della dea

La violenza su Cassandra vicino alla statua della dea

I gesti dell’ichesia • Avere le braccia protese, come anticipazione del ‘toccare’ il luogo

I gesti dell’ichesia • Avere le braccia protese, come anticipazione del ‘toccare’ il luogo sacro oppure la persona da cui ci si attende aiuto, senza osare ancora farlo. Il primo gesto di supplica nella letteratura: Odisseo arriva all’isola dei Feaci, naufrago, nudo e solo in una spiaggia. Sente la voce di fanciulle. Si avvicina a loro, ma con il suo aspetto le spaventa e quelle fuggono. • Come nelle Supplici di Eschilo, il gesto e la ritualità dell’ ikesia, della supplica, non garantisce l’asilo. Il supplice si trova per un certo periodo in una ‘terra di mezzo’, in cui contratta la sua accoglienza.

Odisseo supplice di Nausicaa • Pauroso apparve a quelle, orrido di salsedine, /fuggirono qua

Odisseo supplice di Nausicaa • Pauroso apparve a quelle, orrido di salsedine, /fuggirono qua e là per la spiaggia. /Sola, la figlia di Alcinoo restò, perché Atena/le infuse coraggio nel cuore, e il tremore delle membra le tolse. /Dritta stette, aspettandolo, e fu in dubbio Odisseo/ se, le ginocchia afferrandole, pregare la fanciulla occhi belli, /o con parole di miele, fermo così, da ontano, /pregarla che la città gli indicasse e gli desse una veste. / Così pensando, gli parve cosa migliore, /pregare di lontano, con parole di miele, /ché a toccarle i ginocchi non si sdegnasse in cuore la vergine. / Subito dolce e accorta parola parlò: /’Io m’inginocchio, signora: sei dea o sei una mortale? . . . ? (Odissea, VI libro).

I rami delle supplici • Si tratta di rami di albero d’ulivo con fili

I rami delle supplici • Si tratta di rami di albero d’ulivo con fili di lana bianchi avvolti intorno. Il significato non è chiaro, ma sono in qualche modo legati allì idea di purezza, condizione essenziale del supplice perché si avvicini ai luoghi sacri dell’accoglienza e perché venga accolto.

La retorica della supplica • Per ottenere asilo, è necessario mostrare di averne diritto.

La retorica della supplica • Per ottenere asilo, è necessario mostrare di averne diritto. Questo accade nelle Supplici di Eschilo, come abbiamo visto, con l’evocazione insistita delle antiche origini da Argo, poiché Io è una loro progenitrice. • Vi sono altre tragedie greche hanno al centro il tema dell’ ikesia: le Supplici di Euripide e gli Eraclidi dello stesso tragediografo. Anche in queste tragedie la retorica, il discorso, ha un ruolo fondamentale.

Le Supplici di Euripide • Ambientata in un tempio, ad Eleusi, tempio di Demetra

Le Supplici di Euripide • Ambientata in un tempio, ad Eleusi, tempio di Demetra e della figlia Core, davanti all’altare della dea. Lì giungono le madri di coloro che hanno assediato Tebe e portano in mano i ramoscelli dei supplici; guida il coro delle donne Etra, la madre del re di Atene, Teseo. Le donne sono giunte da Argo, per supplicarla d’aiuto. La tragedia si apre con Etra che supplica la dea: ‘La preghiera mi sorge alla vista di queste vecchie, che hanno abbandonato le loro case nella terra d’Argo, e con supplici rami mi abbracciano le ginocchia, colpite da un colpo tremendo’.

Le Supplici di Euripide (2) • Le donne sono le madri dei guerrieri di

Le Supplici di Euripide (2) • Le donne sono le madri dei guerrieri di Argo che hanno portato guerra a Tebe e sono morti. ‘Ora le madri vogliono seppellirli nella terra, caduti sotto i colpi di lancia. Ma o impediscono i vincitori, vietano la raccolta dei cadaveri, disprezzando le leggi degli dei. ‘ Le donne sono dunque venute dalla madre del re di Atene, Teseo, per chiedere aiuto. Sono guidate dal re della città di Argo, Adrasto, il quale, supplice anche lui, spinge Etra a pregare Teseo ‘che riconquisti i corpi dei caduti, con parole o con la forza della guerra, ed infine doni ad essi la sepoltura’.

Le Supplici di Euripide (3) • Arriva Teseo, il re di Atene, vede, seduta

Le Supplici di Euripide (3) • Arriva Teseo, il re di Atene, vede, seduta vicino all’altare, la madre circondata dalle altre donne in lacrime. Etra è al centro delle supplici, che la stringono come in un cerchio sacro. Teseo interroga il vecchio re, che gli chiede di avere pietà ed aiuto. La sua città è distrutta, non può fare più nulla: ma le madri hanno diritto di seppellire il corpo dei figli per piangerli. Teseo, però, non è convinto: Adrasto non si è comportato da uomo saggio, ed ora non ha diritto al suo aiuto. Adrasto, dunque, invita le donne ad alzarsi e andar via.

Le Supplici di Euripide (4) • Ma a quel punto il coro di donne

Le Supplici di Euripide (4) • Ma a quel punto il coro di donne ricorda l’antica stirpe, ed il fatto di avere sangue comune con Teseo. ‘Che farai? – chiedono a Teseo tradirai questi legami e scaccerai dalla tua terra vecchie a cui fu tolto ciò ch’era dovuto? ’. Le donne si prostrano con tutti i gesti della supplica, chiedendo pietà. Teseo si accorge che la madre Etra sta piangendo. Etra pronuncia allora un articolato discorso in cui dice tutti i motivi per i quali Teseo deve portare soccorso alle supplici.

Le Supplici di Euripide (5) • Non bisogna infatti far torto gli dei: e

Le Supplici di Euripide (5) • Non bisogna infatti far torto gli dei: e la legge che i morti devono essere seppelliti è una legge divina, comune a tutte le città greche, e Teseo, se la fa rispettare, si mostrerà un re giusto. Inoltre, non portanto soccorso e aiuto giusto alle donne, lui e la città tutta di Atene sarà tacciata di vigliaccheria. Teso, quindi, cede al discorso della madre: ‘Come tu vuoi, andrò a liberare i morti, e cercherò prima di convincere i Tebani con il discorso; se non ci riuscirò, porterò guerra, ed avrò l’aiuto degli dei’. Ma Teseo ha bisogno che tutto il popolo approvi la sua impresa.

Le Supplici di Euripide (6) • Teseo, quindi, dice che deve prima convincere l’assemblea

Le Supplici di Euripide (6) • Teseo, quindi, dice che deve prima convincere l’assemblea dei cittadini. Quando questi si saranno rivelati d’accordo, prenderà truppe scelte di giovani ateniesi, e in armi manderà la richiesta a Creonte, re di Tebe. • Le Supplici, nella tragedia di Euripide, rimangono dunque sospese, come quelle della tragedia di Eschilo, in attesa di ricevere il parere positivo di tutta la città. • Teseo ritorna con la notizia positiva, e sta per mandare un araldo dai tebani per chiedere loro pacificamente la restituzione dei corpi, oppure la guerra.

Le Supplici di Euripide (7) • Entra un araldo tebano e chiede chi sia

Le Supplici di Euripide (7) • Entra un araldo tebano e chiede chi sia il signore della terra. La risposta di Teseo è emblematica del valore politico della tragedia: come nelle Supplici di Eschilo si assiste all’esaltazione della democrazia ateniese: ‘ Questa città è libera – dice Teseo – non è il dominio di un uomo, tutto il popolo esercita il governo avvicendandosi, né i ricchi hanno il potere, ma parte eguale spetta pure ai poveri’.

Le Supplici di Euripide (8) • Tra l’araldo tebano e Teseo c’è uno scambio

Le Supplici di Euripide (8) • Tra l’araldo tebano e Teseo c’è uno scambio di discorsi sulla natura del buon governo. L’araldo è dalla parte dell’autocrazia, del governo di uno solo; invece Teseo rivendica il potere del popolo e dell’uguaglianza. Teseo però taglia corto: vuole sapere dall’araldo, che è troppo loquace, perché è stato mandato lì. L’araldo, portavoce di Creonte, gli impone di non accogliere le supplici e il re Adrasto ad Atene. Altrimenti sarà guerra, ed Atene ne uscirà rovinata.

Le Supplici di Euripide (9) • Teseo ribatte che non accetta certo ordini da

Le Supplici di Euripide (9) • Teseo ribatte che non accetta certo ordini da un re straniero, e che quello che lui vuole, la sepoltura dei morti, è una legge comune, di tutta la Grecia, e giusta. ‘Lasciate che la terra copra i morti e ogni cosa ritorni da dove fu originata, lo spirito nel cielo e il corpo nella terra’. I morti non vanno disonorati, anche perché tutti gli uomini sono nelle mani dei capricci degli dei, e solo il rispetto delle regole della pietà li salva da sofferenze inevitabili.

Le Supplici di Euripide (10) • I due non giungono a nessun accordo. Teseo

Le Supplici di Euripide (10) • I due non giungono a nessun accordo. Teseo afferma che andrà a riprendersi con la forza i corpi dei caduti. Teseo parte per la guerra, che guiderà lui stesso, sperando nel favore divino. Il coro delle ‘madri infelici’ resta sospeso nell’incertezza di quel che avverrà, e se ci sarà nuova sciagura, oppure se gli dei saranno propizi. Come le supplici di Eschilo, così qui le donne supplicano tutti gli dei e poi Zeus.

Le Supplici di Euripide (11) • Torna un messaggero ed annuncia la vittoria di

Le Supplici di Euripide (11) • Torna un messaggero ed annuncia la vittoria di Teseo e degli Ateniesi. La battaglia viene descritta nei dettagli e soprattutto la morigeratezza di Teseo, che avrebbe potuto saccheggiare Argo ma si ferma in tempo: ‘non venni a saccheggiare la città, ma solo per riavere i morti’. Teseo riporta alla città i corpi contesi, li altri invece li ha seppelliti di sua stessa mano.

Le Supplici di Euripide (12) • Vengono introdotti i corpi; Adrasto fa l’elogio funebre

Le Supplici di Euripide (12) • Vengono introdotti i corpi; Adrasto fa l’elogio funebre di ciascuno di loro; Teseo decide che uno, Capaneo, che fu ucciso da Zeus in persona, venga seppellito a parte e gli altri bruciati in un unico rogo. Non permette che le madri si avvicinino ai figli, perché non vedano i cadaveri sfigurati (ha paura della loro reazione? ). Adrasto acconsente: ‘hai ragione. Aspetteremo nel dolore…’. Invece entra Evadne, la moglie di Capaneo, è vestita a festa, non a lutto. Davanti agli occhi inorriditi del vecchio padre, si getta nel rogo del marito. Entrano i figli dei caduti. Alla fine della tragedia, Atena impone che per riconoscenza Argo giuri che non attaccherà mai Atene.