I PARAMETRI VITALI Dott ssa Piera Zoffoli DEFINIZIONE

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I PARAMETRI VITALI Dott. ssa Piera Zoffoli

I PARAMETRI VITALI Dott. ssa Piera Zoffoli

DEFINIZIONE n Si definiscono “parametri vitali” i segni vitali di un organismo, attraverso i

DEFINIZIONE n Si definiscono “parametri vitali” i segni vitali di un organismo, attraverso i quali si attingono importanti informazioni riguardanti il funzionamento ed il benessere del nostro organismo.

QUALI SONO Frequenza cardiaca (F. C. ) n Respiro o Frequenza respiratoria (F. R.

QUALI SONO Frequenza cardiaca (F. C. ) n Respiro o Frequenza respiratoria (F. R. ) n Saturazione n Temperatura corporea (T. C. ) n Pressione arteriosa (P. A. ) n

Frequenza cardiaca

Frequenza cardiaca

FREQUENZA CARDIACA Indice della frequenza cardiaca e del suo ritmo è il polso. n

FREQUENZA CARDIACA Indice della frequenza cardiaca e del suo ritmo è il polso. n Il polso è una transitoria dilatazione di un’arteria a causa della variazione della sua pressione interna. n Si esprime in battiti al minuto (b/m) ossia battiti al minuto il numero dei battiti del cuore per minuto. n

SEDI DI RILEVAZIONE n n n n Polso temporale Polso carotideo Polso apicale (si

SEDI DI RILEVAZIONE n n n n Polso temporale Polso carotideo Polso apicale (si rileva solo con il fonendoscopio) Polso brachiale Polso radiale Polso femorale Polso popliteo Polso pedidio

POLSO TEMPORALE n Il punto di repere corrisponde all’osso temporale, ai lati della testa,

POLSO TEMPORALE n Il punto di repere corrisponde all’osso temporale, ai lati della testa, sulle tempie

POLSO CAROTIDEO n Il punto di repere è al lato del collo.

POLSO CAROTIDEO n Il punto di repere è al lato del collo.

POLSO APICALE o CENTRALE n Il punto di repere si trova in posizione laterale

POLSO APICALE o CENTRALE n Il punto di repere si trova in posizione laterale rispetto al capezzolo, verso la linea emiclaveare all'altezza del 4° 5°spazio intercostale, corrispondente alla contrazione del ventricolo cardiaco sinistro.

POLSO BRACHIALE n Il punto di repere è in corrispondenza della faccia anteriore della

POLSO BRACHIALE n Il punto di repere è in corrispondenza della faccia anteriore della piega del gomito

POLSO RADIALE n Il punto di repere è in corrispondenza dell’articolazione del polso

POLSO RADIALE n Il punto di repere è in corrispondenza dell’articolazione del polso

POLSO FEMORALE n Il punto di repere è a livello della piega inguinale, nel

POLSO FEMORALE n Il punto di repere è a livello della piega inguinale, nel punto di mezzo del ligamento inguinale o immediatamente all'interno di esso

POLSO POPLITEO n Il punto di repere è corrispondente alla cavità posteriore del ginocchio

POLSO POPLITEO n Il punto di repere è corrispondente alla cavità posteriore del ginocchio

POLSO PEDIDIO n Il punto di repere è nella parte dorsale del piede, lateralmente

POLSO PEDIDIO n Il punto di repere è nella parte dorsale del piede, lateralmente al tendine estensore dell'alluce

VALORI n n n Adulto: tra i 60 e gli 80 b/m. Bambini e

VALORI n n n Adulto: tra i 60 e gli 80 b/m. Bambini e neonati: tra i 90 e i 120 b/m (perché i bambini hanno bisogno di molta energia per crescere e questa energia è fornita dal sangue ricco di ossigeno. Così nei bambini il cuore batte più rapidamente per fornire una maggiore quantità di ossigeno, e quindi di energia al loro organismo). Anziani: dai 70 ai 90 b/m.

TACHICARDIA E BRADICARDIA n Si parla di “tachicardia” quando il polso supera i 100

TACHICARDIA E BRADICARDIA n Si parla di “tachicardia” quando il polso supera i 100 b/m. n Si parla di “bradicardia” quando il polso è inferiore ai 60 b/m.

FATTORI CHE INFLUENZANO LA FREQUENZA CARDIACA Farmaci n Eta’ n Sistema nervoso n Attività

FATTORI CHE INFLUENZANO LA FREQUENZA CARDIACA Farmaci n Eta’ n Sistema nervoso n Attività fisica n Disidratazione n

COMPITI DELL’OSS n 1. 2. 3. Nella rilevazione del polso, l’OSS deve accertare i

COMPITI DELL’OSS n 1. 2. 3. Nella rilevazione del polso, l’OSS deve accertare i seguenti segni vitali: Frequenza dei battiti (considerando i fattori che influenzano la F. C. ) Ritmo dei battiti (ovvero la regolarità delle pulsazioni); l’irregolarità viene definita ARITMIA Qualità della pulsazione (che indica la condizione di benessere delle arterie che trasportano il sangue): es. polso filiforme (diminuizione della gittata cardiaca), polso ampio (aumento della gittata cardiaca), alternante (filiforme e ampio)

MATERIALE OCCORRENTE PER LA RILEVAZIONE DELLA F. C. Orologio con minutiera n Quaderno e

MATERIALE OCCORRENTE PER LA RILEVAZIONE DELLA F. C. Orologio con minutiera n Quaderno e penna per registrare i dati rilevati n Fonendoscopio (per rilevare il polso apicale) n

PROCEDURA n n n Lavaggio sociale delle mani Informare il paziente di ciò che

PROCEDURA n n n Lavaggio sociale delle mani Informare il paziente di ciò che si sta facendo in modo da ottenerne la collaborazione Invitare il paziente ad assumere la posizione corretta Accertarsi che il paziente sia rilassato e prima della rilevazione, in condizioni di assoluto riposo Procedere alla rilevazione come da protocollo Documentare i dati rilevati e relazionarli al personale infermieristico

PROCEDURA Solitamente si rileva il polso radiale. Sistemare i polpastrelli di indice, medio ed

PROCEDURA Solitamente si rileva il polso radiale. Sistemare i polpastrelli di indice, medio ed anulare all’altezza della faccia interna del polso del malato lungo l’arteria radiale, ponendo il pollice sulla regione dorsale del polso stesso n Esercitare una pressione tale da permettere la percezione delle pulsazioni n

PROCEDURA Non usare mai il pollice perché si avvertirebbero le proprie pulsazioni n Contare

PROCEDURA Non usare mai il pollice perché si avvertirebbero le proprie pulsazioni n Contare il numero delle pulsazioni usando l’orologio con lancetta dei secondi per un minuti intero n Annotare il numero delle pulsazioni sul quaderno e/o sul foglio della grafica della cartella infermieristica del paziente n

PROCEDURA Se vi sono dubbi procedere nuovamente alla rilevazione n Riferire all’infermiere e/o medico

PROCEDURA Se vi sono dubbi procedere nuovamente alla rilevazione n Riferire all’infermiere e/o medico le alterazioni dei caratteri del polso n

Respiro o frequenza respiratoria

Respiro o frequenza respiratoria

RILEVAZIONE DEL RESPIRO n Con il termine di respiro ci si riferisce a due

RILEVAZIONE DEL RESPIRO n Con il termine di respiro ci si riferisce a due processi: la respirazione esterna (l’atto del respiro) e la respirazione interna (a livello cellulare)

RESPIRAZIONE ESTERNA

RESPIRAZIONE ESTERNA

RESPIRAZIONE INTERNA

RESPIRAZIONE INTERNA

RESPIRAZIONE INTERNA Durante l'inspirazione l'aria contenente ossigeno entra nel naso e da qui passa

RESPIRAZIONE INTERNA Durante l'inspirazione l'aria contenente ossigeno entra nel naso e da qui passa alle altre vie respiratorie per arrivare ai polmoni. Finita l'inspirazione, nei polmoni si verifica uno scambio gassoso nel corso del quale l'aria cede ossigeno al sangue e il sangue cede anidride carbonica all'aria. Terminato lo scambio gassoso, l'aria contenente anidride carbonica viene espulsa dai polmoni e ripercorre a ritroso le vie respiratorie per essere restituita all'ambiente esterno.

DEFINIZIONE DI FREQUENZA RESPIRATORIA n E’ il numero di respiri compiuti da un individuo

DEFINIZIONE DI FREQUENZA RESPIRATORIA n E’ il numero di respiri compiuti da un individuo nell'arco di un minuto. Ogni singolo ciclo respiratorio è composto da una fase di inspirazione e da una fase espiratoria.

PARAMETRI DI RIFERIMENTO n n Frequenza: il numero dei respiri che vengono compiuti in

PARAMETRI DI RIFERIMENTO n n Frequenza: il numero dei respiri che vengono compiuti in un minuto primo Qualità: tener conto che respirare è assolutamente automatico e non richiede sforzo o particolare attività Ritmo: la regolarità degli atti respiratori e l’intervallo tra un atto e un altro Profondità: riferendosi alla cassa toracica nell’alternarsi di inspirazione ed espirazione

VALORI IN BASE ALL’ETA’ Neonato: 40 -44 atti respiratori/m n Lattante: 30 atti respiratori/m

VALORI IN BASE ALL’ETA’ Neonato: 40 -44 atti respiratori/m n Lattante: 30 atti respiratori/m n Bambini: 20 -22 atti respiratori/m n Adulto: 12 -20 atti respiratori/m n

VALORI DI RIFERIMENTO La frequenza respiratoria a riposo è di 1216 atti al minuto.

VALORI DI RIFERIMENTO La frequenza respiratoria a riposo è di 1216 atti al minuto. Durante l'esercizio fisico tale frequenza può arrivare sino a 35 -45 respiri al minuto. n Si definisce tachipnea un aumento della F. R. (> a 20 cicli/m nell’adulto) n Si definisce bradipnea un calo della F. R. (< a 12 cicli/m nell’adulto) n

FATTORI CHE INFLUENZANO LA FREQUENZA RESPIRATORIA n n n n Età Attività fisica Temperatura

FATTORI CHE INFLUENZANO LA FREQUENZA RESPIRATORIA n n n n Età Attività fisica Temperatura corporea (negli stati febbrili la F. R. aumenta) Digestione Altitudine (la F. R. aumenta in ambienti rarefatti di ossigeno, come in alta montagna) Posizione del corpo (durante il sonno, in posizione orizzontale, la F. R. diminuisce) Stati tossici (nell’intossicazione da oppiacei o alcol la F. R. diminuisce)

MATERIALE OCCORRENTE PER LA RILEVAZIONE DELLA F. R. Orologio con i secondi a lancetta;

MATERIALE OCCORRENTE PER LA RILEVAZIONE DELLA F. R. Orologio con i secondi a lancetta; n Penna e modulo per annotare la F. R. e le caratteristiche del respiro n Stetoscopio n

PROCEDURA Lavaggio sociale delle mani n Invitare il paziente ad assumere la posizione supina

PROCEDURA Lavaggio sociale delle mani n Invitare il paziente ad assumere la posizione supina n Verificare quale attività stava compiendo la persona ed eventualmente attendere qualche minuto prima di procedere n

PROCEDURA n Appoggiare una mano sul torace e osservare e/o sentire il compimento di

PROCEDURA n Appoggiare una mano sul torace e osservare e/o sentire il compimento di un atto respiratorio (inspirazione ed espirazione) senza informare il paziente su ciò che viene fatto (fornire spiegazioni richiama l’attenzione della persona sulla respirazione e ciò può determinarne una modificazione)

PROCEDURA n Contare, guardando l’orologio, il numero degli atti respiratori compiuti in un minuto

PROCEDURA n Contare, guardando l’orologio, il numero degli atti respiratori compiuti in un minuto (frequenza) osservando anche lo sforzo necessario a compierli (qualità), la regolarità (ritmo) e le caratteristiche dei movimenti della gabbia toracica (profondità)

PROCEDURA Annotare le caratteristiche rilevate e posizionare la persona, se necessario, nella posizione ottimale

PROCEDURA Annotare le caratteristiche rilevate e posizionare la persona, se necessario, nella posizione ottimale n Lavarsi le mani n Avvisare l’infermiere e/o il medico se presenta alterazioni della frequenza o del ritmo n

Saturazione

Saturazione

DEFINIZIONE La saturazione emoglobinica arteriosa indica la saturazione dell'emoglobina nel sangue arterioso.

DEFINIZIONE La saturazione emoglobinica arteriosa indica la saturazione dell'emoglobina nel sangue arterioso.

DEFINIZIONE La saturazione di ossigeno è un indice ematico che riflette la percentuale di

DEFINIZIONE La saturazione di ossigeno è un indice ematico che riflette la percentuale di emoglobina satura di ossigeno rispetto alla quantità totale di emoglobina presente nel sangue.

DEFINIZIONE In condizioni normali, durante il passaggio nei polmoni, i globuli rossi ricchi di

DEFINIZIONE In condizioni normali, durante il passaggio nei polmoni, i globuli rossi ricchi di emoglobina si caricano o saturano di ossigeno, che verrà poi trasportato e ceduto ai vari tessuti dell'organismo.

EMOGLOBINA L’emoglobina è una proteina, presente nei globuli rossi, che facilita il trasporto dell’ossigeno

EMOGLOBINA L’emoglobina è una proteina, presente nei globuli rossi, che facilita il trasporto dell’ossigeno dai polmoni ai tessuti.

EMOGLOBINA La percentuale di emoglobina satura di ossigeno in condizioni normali è maggiore del

EMOGLOBINA La percentuale di emoglobina satura di ossigeno in condizioni normali è maggiore del 95%, con valori ottimali intorno al 97 -98%.

EMOGLOBINA In presenza di alcune malattie, principalmente polmonari, una percentuale inferiore di globuli rossi

EMOGLOBINA In presenza di alcune malattie, principalmente polmonari, una percentuale inferiore di globuli rossi lega e trasporta ossigeno all'organismo; di conseguenza la saturazione d'ossigeno scende al di sotto del 95% e, raggiunti valori inferiori al 90%, si parla di ipossiemia, ovvero di una ridotta quantità di ossigeno nel sangue. Un valore inferiore all'80% testimonia uno stato ipossico grave.

EMOGLOBINA L'ipossiemia è tipica di varie malattie: ostruzioni delle vie aeree, anemia, sindrome da

EMOGLOBINA L'ipossiemia è tipica di varie malattie: ostruzioni delle vie aeree, anemia, sindrome da distress respiratorio acuto, BPCO (broncopneumopatia cronica ostruttiva), enfisema, malattia polmonare interstiziale, polmonite, pneumotorace, edema polmonare, embolia polmonare, fibrosi polmonare e sindrome delle apnee ostruttive durante il sonno.

MONITORAGGIO INCRUENTO DELLA SATURAZIONE ARTERIOSA Il monitoraggio incruento della saturazione arteriosa è un esame

MONITORAGGIO INCRUENTO DELLA SATURAZIONE ARTERIOSA Il monitoraggio incruento della saturazione arteriosa è un esame che permette di valutare la percentuale di emoglobina satura di ossigeno, cioè il grado di ossigenazione del nostro sangue.

MONITORAGGIO INCRUENTO DELLA SATURAZIONE ARTERIOSA Il monitoraggio incruento della saturazione arteriosa serve a valutare

MONITORAGGIO INCRUENTO DELLA SATURAZIONE ARTERIOSA Il monitoraggio incruento della saturazione arteriosa serve a valutare se il nostro sangue riesce a ossigenarsi in modo adeguato nel passaggio attraverso i polmoni. Permette inoltre una valutazione “complessiva” di come funziona il nostro apparato respiratorio nel suo insieme.

MONITORAGGIO INCRUENTO DELLA SATURAZIONE ARTERIOSA Può essere eseguita come valutazione “del momento”, all’atto stesso

MONITORAGGIO INCRUENTO DELLA SATURAZIONE ARTERIOSA Può essere eseguita come valutazione “del momento”, all’atto stesso della sua esecuzione, o come valutazione nel tempo: v monitoraggio durante il cammino: per valutare le eventuali variazioni durante uno sforzo (vedi anche test del cammino); v monitoraggio durante il sonno: per valutare eventuali patologie che si manifestano con deficit espiratori durante il sonno.

MONITORAGGIO INCRUENTO DELLA SATURAZIONE ARTERIOSA Il monitoraggio incruento della saturazione arteriosa è un esame

MONITORAGGIO INCRUENTO DELLA SATURAZIONE ARTERIOSA Il monitoraggio incruento della saturazione arteriosa è un esame che non richiede prelievo di sangue. Si esegue con l’applicazione di un sensore chiamato Plussiometro o Saturimetro che rileva la saturazione dell'ossigeno attraverso la valutazione del diverso colore del sangue (ossigenato o poco ossigenato). Il sangue ossigenato è di colore rosso brillante, mentre quello poco ossigenato ha un colore meno vivo. L’apparecchio invia dei fasci di luce nel campo del rosso e dell’infrarosso che vengono assorbiti dall’emoglobina: il rosso viene assorbito dall'Hb ossigenata e l’infrarosso dall'Hb poco ossigenata) In questo modo si ottengono dei valori di riferimento permettere al pulsiossimetro di quantificare l’emoglobina che viene poi segnalata sul display dell’apparecchio.

MONITORAGGIO INCRUENTO DELLA SATURAZIONE ARTERIOSA

MONITORAGGIO INCRUENTO DELLA SATURAZIONE ARTERIOSA

FUNZIONAMENTO PLUSSIOMETRO O SATURIMETRO Scegliere un sito dove è migliore il letto vascolare: le

FUNZIONAMENTO PLUSSIOMETRO O SATURIMETRO Scegliere un sito dove è migliore il letto vascolare: le dita, l’alluce o il lobo dell’orecchio; Ø In genere la performance delle dita è migliore; Ø Se vengono utilizzate le dita rimuovere lo smalto con acetone in quanto scherma le lunghezze d'onda generate dalla sonda, rendendo imprecisa la misurazione; Ø Il flusso sanguigno dell’estremità dove è posizionata la sonda non deve avere impedimento. Ø In caso di estremità fredde massaggiare la parte prima dell’applicazione. Ø

MONITORAGGIO CRUENTO La saturazione di ossigeno può essere determinata, anche, su un campione di

MONITORAGGIO CRUENTO La saturazione di ossigeno può essere determinata, anche, su un campione di sangue arterioso, in genere prelevato dall'arteria radiale del polso. L'esame non è doloroso, anche se alcuni pazienti lo considerano un po' più fastidioso rispetto ai classici prelievi venosi da una vena dell'avambraccio.

COME SI MISURA LA SATURAZIONE Il monitoraggio dei valori di saturazione di ossigeno non

COME SI MISURA LA SATURAZIONE Il monitoraggio dei valori di saturazione di ossigeno non è importante a soli fini diagnostici, ma risulta essenziale anche per valutare l'efficacia delle terapie farmacologiche o di altri trattamenti intrapresi per riportare la saturazione di ossigeno a valori normali, o per curare la malattia sottostante.

Temperatura corporea

Temperatura corporea

LA TEMPERATURA CORPOREA La temperatura (T. C. ) è la misurazione in gradi centigradi

LA TEMPERATURA CORPOREA La temperatura (T. C. ) è la misurazione in gradi centigradi del calore corporeo. n Esprime l’equilibrio che il nostro organismo raggiunge tra la perdita e la produzione di calore. n E’ regolata dal un sistema di termoregolazione n

VALORI DI RIFERIMENTO n n Si definisce ipertermia (febbre) un aumento della temperatura corporea

VALORI DI RIFERIMENTO n n Si definisce ipertermia (febbre) un aumento della temperatura corporea Si definisce ipotermia un abbassamento della temperatura corporea

VALORI DI RIFERIMENTO n n Negli esseri umani la temperatura corporea centrale normale è

VALORI DI RIFERIMENTO n n Negli esseri umani la temperatura corporea centrale normale è comunemente considerata di 37 °C, tuttavia questo è un valore approssimato Oltre alla variabilità individuale bisogna anche tenere conto che la temperatura corporea fluttua normalmente durante il giorno, con il livello più basso il mattino alle ore 4 e col più alto la sera alle ore 18.

FATTORI CHE INFLUISCONO SULLA TEMPERATURA CORPOREA n n n Temperatura ambientale: prolungate esposizioni al

FATTORI CHE INFLUISCONO SULLA TEMPERATURA CORPOREA n n n Temperatura ambientale: prolungate esposizioni al caldo o al freddo Attività fisica: in genere determina un aumento della T. C. Stress: fisico o emotivo, determina un aumento della T. C. Sesso e Attività ormonale: le donne sono più spesso soggette a variazioni della T. C. Età: nel neonato avvengono spesso oscillazioni della T. C.

SEDI DI RILEVAZIONE Cavo ascellare n Cavo orale n Cavo rettale n Cavità timpanica

SEDI DI RILEVAZIONE Cavo ascellare n Cavo orale n Cavo rettale n Cavità timpanica n

CAVO ASCELLARE n La misurazione per via ascellare è molto diffusa, ma può fornire

CAVO ASCELLARE n La misurazione per via ascellare è molto diffusa, ma può fornire talora valori variabili in quanto misura la temperatura della pelle che è influenzata da fattori esterni (sudorazione, ipertermia, ecc. ) e dal posizionamento dello strumento.

CAVO ORALE o RETTALE n La temperatura interna orale o rettale, è più precisa

CAVO ORALE o RETTALE n La temperatura interna orale o rettale, è più precisa e indicativa in quanto più vicina a quella centrale e meno influenzata dall'ambiente esterno.

CAVO ORALE n n Il termometro va posto in contatto con la mucosa sublinguale

CAVO ORALE n n Il termometro va posto in contatto con la mucosa sublinguale mantenendo la bocca chiusa per tutta la durata della misurazione. È possibile eseguire questa modalità di rilevazione solo se il paziente è in grado di tenere fermo il termometro in bocca senza avere colpi di tosse o vomito. In questo caso i valori sono considerati normali quando sono compresi in un intervallo di temperatura tra i 35, 5 e i 37, 5 °C.

CAVO ORALE

CAVO ORALE

CAVO RETTALE n n n Fornisce risultati più accurati poiché rispecchia bene la temperatura

CAVO RETTALE n n n Fornisce risultati più accurati poiché rispecchia bene la temperatura centrale, ma il metodo è poco igienico, poco gradevole e invasivo. Per rendere meno traumatica l'introduzione del termometro nel retto è consigliato lubrificare il suo bulbo con vaselina o prodotti similari. Tale procedura può non fornire risultati attendibili se vi sono disturbi intestinali come stitichezza, diarrea, emorroidi o infiammazioni della zona anale.

CAVITA’ TIMPANICA n n La temperatura auricolare è circa mezzo grado più alta di

CAVITA’ TIMPANICA n n La temperatura auricolare è circa mezzo grado più alta di quella esterna e rispecchia bene la temperatura ipotalamica, sede del centro della termoregolazione. La misurazione è rapida, comoda e innocua perché non richiede particolare collaborazione da parte del soggetto.

TIPI DI TERMOMETRO A mercurio o clinici (ormai in disuso sono sostituiti da quelli

TIPI DI TERMOMETRO A mercurio o clinici (ormai in disuso sono sostituiti da quelli timpanici e digitali) n Elettronici n Monouso n

COME SI MISURA LA T. C. n Lo strumento normalmente usato è il “termometro

COME SI MISURA LA T. C. n Lo strumento normalmente usato è il “termometro a massima” (serve ad indicare il valore massimo raggiunto dalla temperatura di un corpo in un certo intervallo di tempo)

CORRETTA RILEVAZIONE DELLA TEMPERATURA CORPOREA n n n Accertarsi del grado di mobilità e

CORRETTA RILEVAZIONE DELLA TEMPERATURA CORPOREA n n n Accertarsi del grado di mobilità e dello stato di coscienza del paziente Ove possibile rilevare la T. C. almeno 2 volte al giorno e allo stesso orario (mattino al risveglio e tardo pomeriggio) Nel post-intervento operatorio rilevare la T. C. frequentemente (anche 4 volte al giorno) e riferire importanti variazioni all’infermiere e/o medico

PROCEDURA RILEVAZIONE CON TERMOMETRO TIMPANICO Lavaggio sociale delle mani n Informare la persona su

PROCEDURA RILEVAZIONE CON TERMOMETRO TIMPANICO Lavaggio sociale delle mani n Informare la persona su ciò che viene fatto e chiederle di assumere (o aiutarla a farlo) una posizione confortevole n Coprire la punta della sonda con un cappuccio monouso n Inserire la sonda nel canale auricolare (senza fare pressione) n

PROCEDURA RILEVAZIONE CON TERMOMETRO TIMPANICO Rimuovere la sonda dall’orecchio non appena si sente il

PROCEDURA RILEVAZIONE CON TERMOMETRO TIMPANICO Rimuovere la sonda dall’orecchio non appena si sente il segnale sonoro n Rilevare la temperatura n Eliminare il cappuccio monouso n Avvisare l’infermiere e/o il medico per valori intorno o superiori a 38°C n

STATI FEBBRILI n 1. 2. 3. Sono caratterizzati dal susseguirsi di varie fasi: Invasione

STATI FEBBRILI n 1. 2. 3. Sono caratterizzati dal susseguirsi di varie fasi: Invasione Acme Defervescenza

INVASIONE n E’ momento iniziale della febbre; la temperatura sale al di sopra dei

INVASIONE n E’ momento iniziale della febbre; la temperatura sale al di sopra dei livelli normali, compaiono brividi di freddo

ACME La temperatura si stabilizza su valori alti n Il malato avverte calore intenso

ACME La temperatura si stabilizza su valori alti n Il malato avverte calore intenso n

DEFERVESCENZA La temperatura diminuisce fino a rientrare nei parametri normali. n Tale diminuizione può

DEFERVESCENZA La temperatura diminuisce fino a rientrare nei parametri normali. n Tale diminuizione può avvenire “per lisi” (gradualmente) o “per crisi” (bruscamente), in quest’ultimo caso con sudorazione e spossatezza n

Pressione arteriosa

Pressione arteriosa

MISURARE LA PRESSIONE

MISURARE LA PRESSIONE

DEFINIZIONE n La pressione arteriosa è la pressione che il sangue esercita sulle pareti

DEFINIZIONE n La pressione arteriosa è la pressione che il sangue esercita sulle pareti delle arterie ed è lo sforzo che lo fa scorrere nel sistema circolatorio, è misurata in millimetri di mercurio (mm. Hg).

MECCANISMO DI AZIONE n n n La pressione arteriosa sale e scende seguendo i

MECCANISMO DI AZIONE n n n La pressione arteriosa sale e scende seguendo i cicli che il cuore svolge in modo ritmico: E’ massima quando il cuore si contrae e spinge il sangue nelle arterie e nelle vene polmonari, e si definisce “sistolica” E’ minima quando il cuore si rilassa per riempirsi di sangue prima di contrarsi, e si definisce “diastolica”

VALORI La P. A. normale in un paziente adulto varia dai 90 -130 mm.

VALORI La P. A. normale in un paziente adulto varia dai 90 -130 mm. Hg (sistolica) ai 60 -90 mm. Hg (diastolica). n Si parla di “ipertensione” quando la P. A. sistolica supera i 130 mm. Hg. n Si parla di “ipotensione” quando la P. A. sistolica è sotto i 60 mm. Hg. n

RILEVAZIONE DELLA P. A. n La misurazione della pressione sanguigna attraverso l’auscultazione è basata

RILEVAZIONE DELLA P. A. n La misurazione della pressione sanguigna attraverso l’auscultazione è basata sui suoni determinati da cambiamenti del flusso ematico, chiamati suoni di Korot. Koff.

SUONI DI KOROTKOFF n n n Fase 1 = Il livello pressorio al quale

SUONI DI KOROTKOFF n n n Fase 1 = Il livello pressorio al quale sono avvertiti i primi battiti, deboli e chiari; essi aumentano nel momento in cui il manicotto viene sgonfiato (punto di riferimento per la pressione sistolica) Fase 2= Mentre si sgonfia il manicotto, sono avvertiti murmurii o rumori fruscianti Fase 3= I murmurii fruscianti sono più decisi ed aumentano di intensità. Il livello pressorio al quale è avvertito l’ultimo suono che corrisponde alla pressione diastolica.

FATTORI CHE INFLUENZANO LA PRESSIONE ARTERIOSA Età: La pressione aumenta rapidamente nei primi giorni

FATTORI CHE INFLUENZANO LA PRESSIONE ARTERIOSA Età: La pressione aumenta rapidamente nei primi giorni di vita dopo la nascita e cresce poi lentamente durante tutta la vita n Sesso: Rispetto a quelli dell’uomo, la donna ha livelli pressori più bassi n Razza: nelle persone di colore i valori pressori tendono ad essere più alti rispetto a quelli di persone di razza bianca (origine genetica) n

FATTORI CHE INFLUENZANO LA PRESSIONE ARTERIOSA n n n Esercizio fisico: In base al

FATTORI CHE INFLUENZANO LA PRESSIONE ARTERIOSA n n n Esercizio fisico: In base al tipo di attività compiuta, la pressione tende ad aumentare. Solo dopo 5 minuti cessata l’attività i valori tornano normali. Stagioni: Nel periodo estivo la pressione si tiene a valori più bassi rispetto a quelli abituali. Altitudine: La temporanea permanenza a quote elevate, può creare un alterazione ai valori pressori, a causa della ridotta tensione dell’ossigeno.

FATTORI CHE INFLUENZANO LA PRESSIONE ARTERIOSA n n Gravidanza: nei primi tre mesi di

FATTORI CHE INFLUENZANO LA PRESSIONE ARTERIOSA n n Gravidanza: nei primi tre mesi di gravidanza la pressione tende ad abbassarsi, solo dopo il secondo trimestre la pressione rientrerà nei valori normali. Postura: In genere la pressione è più bassa nella posizione sdraiata rispetto a quella seduta o eretta. Ritmo circadiano: In genere la pressione si tiene sui valori bassi la mattina, poi aumenta gradualmente, raggiunge un picco nel tardo pomeriggio , per poi scendere gradualmente. Stato psicologico: La pressione varia al variare dello stato psicologico del paziente. Le persone che conducono una vita rilassata tendono ad avere la pressione più bassa di quelle persone che vivono in ambiente stressante.

SFIGMOMANOMETRI A colonna n Aneroide n Elettronico n

SFIGMOMANOMETRI A colonna n Aneroide n Elettronico n

SFIGMOMANOMETRO A COLONNA n Ideato dall’italiano Riva-Rocci, esso è composto da una camera d’aria

SFIGMOMANOMETRO A COLONNA n Ideato dall’italiano Riva-Rocci, esso è composto da una camera d’aria di gomma racchiusa in un manicotto di tela (bracciale) ed è collegato tramite un primo tubicino di gomma ad una piccola pompa a mano fornita di valvola che permette di insufflare aria nel manicotto, da un secondo tubicino di gomma ad un manometro a colonna graduata a cristalli liquidi che simula la funzione del mercurio (ora illegale perché dannoso), con indicatore dinamico di visualizzazione dei valori di pressione.

SFIGMOMANOMETRO CON CAPSULA ANEROIDE n Apparecchio in cui la colonnina di vetro è sostituita

SFIGMOMANOMETRO CON CAPSULA ANEROIDE n Apparecchio in cui la colonnina di vetro è sostituita da un semplice manometro.

SFIGMOMANOMETRO ELETTRONICO DA POLSO n È più piccolo rispetto a quelli da braccio, meno

SFIGMOMANOMETRO ELETTRONICO DA POLSO n È più piccolo rispetto a quelli da braccio, meno fastidioso durante il gonfiaggio e consente di misurare la pressione senza rimuovere gli indumenti.

SFIGMOMANOMETRO ELETTRONICO DA POLSO n Presenta però alcuni seri limiti alla sua accuratezza: grossi

SFIGMOMANOMETRO ELETTRONICO DA POLSO n Presenta però alcuni seri limiti alla sua accuratezza: grossi errori si possono verificare se il dispositivo non viene tenuto all'altezza del cuore durante la misurazione mantenendo l'avambraccio sollevato, o se il polso viene piegato o esteso, portando ad una compressione di diverso grado delle arterie del polso da parte del bracciale gonfiato. Pertanto, a causa di questi inconvenienti, nella maggior parte dei casi si raccomanda di dare la preferenza agli strumenti che misurano la pressione al braccio.

SFIGMOMANOMETRI

SFIGMOMANOMETRI

FONENDOSCOPIO n n Lo stetofonendoscopio è uno strumento medico che dispone delle due campane

FONENDOSCOPIO n n Lo stetofonendoscopio è uno strumento medico che dispone delle due campane impiegate, a seconda delle necessità, per l’auscultazione del torace o dei visceri. Il nome deriva dall'unione di due nomi, indicanti due strumenti diversi. Il fonendoscopio (detto anche fonendo) è uno strumento atto all'auscultazione dei visceri in generale. Lo stetoscopio, è uno strumento medico utile all'auscultazione del torace.

STETOSCOPIO ACUSTICO n n Lo stetoscopio acustico è il più comune, e funziona tramite

STETOSCOPIO ACUSTICO n n Lo stetoscopio acustico è il più comune, e funziona tramite la trasmissione di suoni dal petto, attraverso dei canali contenenti aria, alle orecchie dell'uditore. La parte finale, che viene posizionata sul petto del paziente, può avere forma di disco o a campana. Quello a forma di disco trasmette meglio le onde sonore a più alta frequenza, quello a campana le onde a bassa frequenza. Uno dei problemi degli stetoscopi acustici è il basso volume del suono trasmesso. Ne consegue, molto spesso, una difficoltà nell'eseguire una diagnosi precisa.

STETOSCOPIO ELETTRONICO n n n Lo stetoscopio elettronico permette di udire anche i suoni

STETOSCOPIO ELETTRONICO n n n Lo stetoscopio elettronico permette di udire anche i suoni più deboli, amplificandoli. A differenza degli stetoscopi acustici, che sono tutti basati sullo stesso metodo di funzionamento, gli stetoscopi elettronici variano molto tra un modello e l'altro. I più semplici funzionano grazie ad un microfono applicato al petto del paziente, ma, di contro, risentono del suono dell'ambiente esterno, che spesso causa interferenze

AMBITO DI COMPETENZA n n La rilevazione della pressione può essere attribuita all’OSS. E’

AMBITO DI COMPETENZA n n La rilevazione della pressione può essere attribuita all’OSS. E’ preferibile che la valutazione nella fase di ricovero venga fatta dall’infermiere. Se attribuita all’OSS l’infermiere deve: - validare la tecnica utilizzata - fornire delle indicazioni specifiche sul paziente - ricordare loro di riferire immediatamente valori al di fuori del range di normalità

MATERIALE OCCORRENTE Sfigmomanometro con bracciale delle giuste dimensioni n Fonendoscopio n Penna e modulo

MATERIALE OCCORRENTE Sfigmomanometro con bracciale delle giuste dimensioni n Fonendoscopio n Penna e modulo per la registrazione dei dati. n

VALUTAZIONE INIZIALE n n A) Identificare il sito migliore: il locale deve essere tranquillo

VALUTAZIONE INIZIALE n n A) Identificare il sito migliore: il locale deve essere tranquillo , ben illuminato, a temperatura standard, non inquinato da rumori per non rendere difficoltosa l’auscultazione. B) Identificare i fattori fisiologici che possono alterare la P. A. ( esercizio, età, stato psicologico, ecc…. . ) C) Informazioni sulle precedenti misurazioni della pressione, se disponibili. Chiedere prima di effettuare la rilevazione informazioni utili al paziente. D) Informare il paziente sulla posizione che deve assumere.

CONTROINDICAZIONI La pressione arteriosa non deve essere rilevata sul braccio del paziente se è

CONTROINDICAZIONI La pressione arteriosa non deve essere rilevata sul braccio del paziente se è presente: un’infusione endovenosa una ferita un arto plegico una fistola per emodialisi

PROCEDURA Lavaggio sociale delle mani n Identificare il paziente n Informare il paziente e

PROCEDURA Lavaggio sociale delle mani n Identificare il paziente n Informare il paziente e spiegare, se necessario quello che si sta facendo n Preparare il materiale n Aiutare il paziente ad assumere una posizione confortevole, a riposo n

POSIZIONE CORRETTA DEL PAZIENTE Il paziente dovrebbe essere seduto, a riposo da cinque minuti

POSIZIONE CORRETTA DEL PAZIENTE Il paziente dovrebbe essere seduto, a riposo da cinque minuti n Deve avere il braccio che si sceglie per la misurazione a livello del cuore, ben appoggiato con il palmo della mano rivolto verso l’alto n Scoprire completamente la parte superiore del braccio n

PROCEDURA Controllare che il bracciale sia completamente vuoto d’aria n Avvolgere adeguatamente la cuffia

PROCEDURA Controllare che il bracciale sia completamente vuoto d’aria n Avvolgere adeguatamente la cuffia attorno all’avambraccio con il centro della parte sgonfiabile sopra l’arteria brachiale n Il bordo inferiore deve essere 2 cm sopra lo spazio antecubitale n

PROCEDURA Applicare il fonendoscopio sull’arteria brachiale n Palpare l’arteria radiale con le tre dita

PROCEDURA Applicare il fonendoscopio sull’arteria brachiale n Palpare l’arteria radiale con le tre dita e sentire il polso n Chiudere la valvola del bulbo e gonfiare sino a quando non scompare il polso n Gonfiare il manicotto ad una velocità ottimale n

PROCEDURA Effettuare la prima lettura quando si sente il primo suono di Korotkoff e

PROCEDURA Effettuare la prima lettura quando si sente il primo suono di Korotkoff e contemporaneamente compare il polso (pressione sistolica) n Continuare a sgonfiare ed effettuare la seconda lettura quando non si sente più il suono di Korotkoff (pressione diastolica) n

PROCEDURA Sgonfiare tutto il bracciale e sfilarlo n Annotare la pressione nella forma: valore

PROCEDURA Sgonfiare tutto il bracciale e sfilarlo n Annotare la pressione nella forma: valore sistolica/valore diastolica n Riferire letture anomale e/o degne di nota all’infermiere e/o medico n

PROCEDURA n n n Per una corretta misurazione della pressione, converrà usare sempre, oltre

PROCEDURA n n n Per una corretta misurazione della pressione, converrà usare sempre, oltre che il medesimo apparecchio, anche lo stesso braccio del paziente Effettuare le rilevazioni almeno 2 volte al giorno e sempre agli stessi orari, evitando le prime ore dopo i pasti Per gli ammalati ipertesi i valori pressori andranno controllati più volte al giorno

Grazie per l’attenzione

Grazie per l’attenzione