GIUSTI Chi salva una vita salva il mondo

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GIUSTI « Chi salva una vita, salva il mondo intero. » (Talmud)

GIUSTI « Chi salva una vita, salva il mondo intero. » (Talmud)

CHI SONO I GIUSTI? Il termine “GIUSTI” si riferisce ad una vasta schiera di

CHI SONO I GIUSTI? Il termine “GIUSTI” si riferisce ad una vasta schiera di donne e di uomini che misero a rischio la propria vita per salvare, nell’ombra e nell’anonimato, anche un solo ebreo dal genocidio nazista della Shoah.

LE DUE VIE DELLA TRADIZIONE EBRAICA: → I 36 GIUSTI → I GIUSTI tra

LE DUE VIE DELLA TRADIZIONE EBRAICA: → I 36 GIUSTI → I GIUSTI tra le nazioni

I 36 GIUSTI: La tradizione ebraica afferma nel Talmud che in qualsiasi momento della

I 36 GIUSTI: La tradizione ebraica afferma nel Talmud che in qualsiasi momento della storia dell'umanità ci siano sempre 36 GIUSTI; «Beati tutti coloro che sperano in Lui (= nel Signore). » La parola che in ebraico indica “in lui” è composta di due lettere: la lettera “lamed” e la lettera “waw”. Secondo la tradizione ebraica ogni lettera ha un valore numerico: la lettera “lamed” ha il valore di 30 e la lettera “waw” il valore di 6, per un totale di 36. Ed è per questo che gli ebrei chiamano i trentasei Giusti i lamedwaw (in yiddish, la lingua parlata dagli ebrei dell’Europa orientale: lamedvavniks).

I GIUSTI TRA LE NAZIONI: Esiste un dovere universale di giustizia che chiama tutti

I GIUSTI TRA LE NAZIONI: Esiste un dovere universale di giustizia che chiama tutti gli uomini, appartenenti a tutte le nazioni del mondo (settanta secondo la tradizione ebraica), a compiere azioni che possano portare a salvare vite umane, anche una sola, perché, come affermato nel Talmud (testo sacro dell’ebraismo) : « Chi salva una vita, salva il mondo intero. » Coloro che, appartenenti alle nazioni del mondo, vivono animati da questo desidero di giustizia sono chiamati “GIUSTI TRA LE NAZIONI”.

Chi viene riconosciuto GIUSTO TRA LE NAZIONI viene insignito di una speciale medaglia con

Chi viene riconosciuto GIUSTO TRA LE NAZIONI viene insignito di una speciale medaglia con inciso il suo nome, riceve un certificato d'onore e il privilegio di vedere il proprio nome aggiunto agli altri presenti nel Giardino dei Giusti presso il museo Yad Vashem di Gerusalemme.

LE LEGGI RAZZIALI: Il dramma degli ebrei italiani inizia con le LEGGI RAZZIALI del

LE LEGGI RAZZIALI: Il dramma degli ebrei italiani inizia con le LEGGI RAZZIALI del ‘ 38; quando un’intera comunità formata da cittadini italiani venne discriminata per motivi biologici e non religiosi. Le leggi del 38 discriminavano gli ebrei dai non ebrei, ossia dai cittadini italiani ariani, e vennero definite “Leggi per la difesa della Razza italiana. ” La prima legge fu il 5 settembre ’ 38 Si ebbero 189 provvedimenti come: espulsione dell’esercito, espulsione di studenti e docenti dalle scuole del Regno, divieto di matrimoni misti e licenziamenti dal pubblico impiego…

 L’impatto delle Leggi Razziali sulla scuola italiana Le leggi razziali si abbattono soprattutto

L’impatto delle Leggi Razziali sulla scuola italiana Le leggi razziali si abbattono soprattutto sulla scuola italiana. Le cifre degli espulsi dalla scuola italiana è notevole. In totale: 6500 studenti e circa 700 docenti. Le Leggi Razziali colpiscono i diritti, non le persone Le leggi del ’ 38 colpiscono una comunità ben integrata nel tessuto sociale se pensiamo all’alto numero di matrimoni misti: circa un terzo degli ebrei era legato al resto della popolazione. Non ci fu reazione da parte degli italiani, neppure la Chiesa Cattolica intervenne a difesa degli ebrei. Anche l’antifascismo italiano in Francia sottovalutò i provvedimenti. L’Italia inoltre fu molto ingrata nei confronti degli ebrei, mentre gli ebrei avevano dato molto al nostro paese. Infatti, se cancellassimo tutti gli ebrei che si sono distinti nella politica italiana cancelleremmo un pezzo della nostra storia.

 30 novembre ‘ 43 La RSI (Repubblica Sociale Italiana) ordina di arrestare tutti

30 novembre ‘ 43 La RSI (Repubblica Sociale Italiana) ordina di arrestare tutti gli ebrei e di sequestrare i loro beni. Ogni ebreo è fuorilegge ed è passibile all’arresto immediato e alla detenzione in campo di concentramento. Sommersi e salvati 7. 869 furono deportati nei campi di sterminio e 7. 000 perirono. Si salvarono solo 800 persone; 303 persone furono uccise in Italia. Si salvarono 23. 500 ebrei, gli 11. 000 ebrei romani furono salvati negli edifici del clero. Chi aiutò gli ebrei? Ad agire a favore degli ebrei furono le famiglie ariane imparentate. Anche negli ospedali era possibile trovare rifugio (dott. Carlo Angela rischiò più volte di essere arrestato. )

LA RESISTENZA Contesto storico

LA RESISTENZA Contesto storico

� 9/7/1943 le truppe anglo-americane sbarcarono in Sicilia per avanzare verso nord, attaccare l’anello

� 9/7/1943 le truppe anglo-americane sbarcarono in Sicilia per avanzare verso nord, attaccare l’anello debole dell’asse italo- tedesco che stava perdendo la guerra � 25/7 – l’attacco americano riuscì e il re depose Mussolini sostituendolo con Badoglio; iniziarono le trattative per l’armistizio senza, però, tutelare � le forze armate della prevedibile reazione dei tedeschi � 8 settembre – fu firmato l’armistizio anche se soldati e ufficiale italiani si consideravano ancora alleati dei tedeschi. Il giorno seguente re e rappresentanti del governo e dello Stato Maggiore delle tre armi fuggirono a Brindisi.

Pochi giorni dopo Mussolini fondò la REPUBBLICA SOCIALE ITALIANA a Salò, dividendo, così, l’Italia

Pochi giorni dopo Mussolini fondò la REPUBBLICA SOCIALE ITALIANA a Salò, dividendo, così, l’Italia in due parti: �Nord- repubblica di Salò �Sud- Regno d’Italia Separate dalla linea di Gustav (da Gaeta a Pescara) Mussolini voleva riesumare il fascismo delle origini con le sue prospettive sociali ma fu ostacolato dall’opposizione del governo tedesco e degli ambienti finanziari del nord Italia finendo, così per affiancare i tedeschi contro gli alleati e

LA RESISTENZA ARMATA Dall’ 8 settembre a RESISTENZA cominciò a nascere e ad organizzarsi:

LA RESISTENZA ARMATA Dall’ 8 settembre a RESISTENZA cominciò a nascere e ad organizzarsi: inizialmente gli episodi di resistenza contro l’esercito tedesco furono pochi e sanguinosi come l’eccidio della divisione Acqui a Cefalonia. Successivamente si formarono le prime bande di partigiani le cui azioni saranno coordinate dai Comitati di Liberazione Nazionale nati nell’inverno ‘ 43 -’ 44

Le brigate partigiane si arricchirono di giovani ai quali i tedeschi reagirono con rappresaglie

Le brigate partigiane si arricchirono di giovani ai quali i tedeschi reagirono con rappresaglie violente come le Fosse Ardeatine. Aprile 44 - Palmiro Togliatti, capo dei comunisti, lanciò la proposta di un governo di unità nazionale che unisse tutti i partiti nazionale nello sforzo di espellere i nazisti e loro alleati fascisti fuori dai confini nazionali e riunificare l’Italia. Ciò diede impulso ai partigiani Nei combattimenti e dal punto di vista Organizzativo- politico

Si creò il comando generale del Corpo Volontari della Libertà e la direzione delle

Si creò il comando generale del Corpo Volontari della Libertà e la direzione delle operazioni militari fu affidata al generale Raffaele Cadorna, al comunista Luigi Longo e all’’azionista Ferruccio Parri. � 4 giugno 1944 Roma venne liberata dagli americani � 6 giugno 44 sbarco in Normandia degli Alleati L’ Asse si stava ritirando dal fronte russo e anche in Italia le forze armate tedesche (Wehrmacht) si ritiravano lasciano massacri come quelli si Sant’Anna di Stazzema e di Marzabotto- Monte Sole che colpirono

I tedeschi si schierarono lungo la linea gotica, una linea difensiva che andava dal

I tedeschi si schierarono lungo la linea gotica, una linea difensiva che andava dal Tirreno all’ Adriatico. La resistenza, che in estate si era estesa, all’inizio dell’inverno fu costretta a fermarsi e anche l’avanzata degli alleati fu più lenta e difficile. Il generale inglese Alexander rivolse ai partigiani il proclama esortandoli a “cessare le operazioni su larga scala” e a “non esporsi in azioni troppo arrischiate”.

“ora le piogge e il fango non possono non rallentare l’avanzata alleata, e i

“ora le piogge e il fango non possono non rallentare l’avanzata alleata, e i patrioti devono cessare la loro attività precedente per prepararsi alla nuova fase di lotta e fronteggiare un nuovo nemico, l’inverno. ” l’invito alla moderazione fu letto come un appello alla smobilitazione e come negazione di ogni dignità politica al movimento resistenziale, pertanto, l’attività partigiana proseguì

Da febbraio, però, si lavorò per ricostruire le bande data la richiesta degli alleati

Da febbraio, però, si lavorò per ricostruire le bande data la richiesta degli alleati di essere aiutati nella loro strategia di sabotaggio delle comunicazioni � 5 aprile- inizia l’offensiva alleata sul Tirreno ma saranno i partigiani a entrare per primi nelle città e a liberarare l’Italia. 25 APRILE – giorno della liberazione di Milano: simbolo della fine dell’occupazione nazifascista del paese

LA RESISTENZA DISARMATA Alla resistenza partecipò anche tanta popolazione civile che nascose armi e

LA RESISTENZA DISARMATA Alla resistenza partecipò anche tanta popolazione civile che nascose armi e persone a rischio della propria vita Un ruolo importante ebbero le donne, sia come “staffette” portaordini, sia come compagne d’armi GLI I. M. I Inoltre, vanno ricordati gli 800. 000 soldati italiani catturati prigionieri dai tedeschi dopo l’armistizio: � 180. 000 accettarono di collaborare arruolandosi nell’esercito tedesco; �Gli atri 600. 000 resistettero accettando il lager e la condizione di INTERNATI MILITARI ITALIANI, esclusi dall’applicazione della Convenzione di Ginevra sui prigionieri di guerra.

ANALISI DEL LIBRO “POSSA IL MIO SANGUE SERVIRE” DI ALDO CAZZULLO

ANALISI DEL LIBRO “POSSA IL MIO SANGUE SERVIRE” DI ALDO CAZZULLO

“La Resistenza non è il patrimonio di una fazione, è il patrimonio della nazione.

“La Resistenza non è il patrimonio di una fazione, è il patrimonio della nazione. ” Aldo Cazzullo lo dimostra raccontando la Resistenza che non si trova nei libri. Storie di case che si aprono nella notte, di feriti curati nei pagliai, di ricercati nascosti in cantina, di madri che fanno scudo con il proprio corpo ai figli. La storia è scandita dalle voci dal lager e dalle lettere dei condannati a morte. A più di 70 anni dalla liberazione, mentre i testimoni se ne stanno andando, è giusto salvarne la memoria e raccontare ai giovani cos’è stata davvero la Resistenza, e di quale forza morale sono stati capaci i nostri padri.

CAPITOLO VII “Arrestate quelle suore” “Maria Angela Alfieri, divenuta suor Enrichetta (…), nel 1939

CAPITOLO VII “Arrestate quelle suore” “Maria Angela Alfieri, divenuta suor Enrichetta (…), nel 1939 era la superiora della piccola comunità di suore del carcere di Milano , che dopo l’ 8 settembre ’ 43 si riempie di ebrei, di partigiani, di antifascisti. I tedeschi lo gestiscono come un lager. Suor Enrichetta e le sette suore che lavorano con lei assistono i prigionieri, fanno entrare viveri e soccorsi, fanno uscire notizie e messaggi per le persone in pericolo, perché fuggano, distruggano prove, evitino spie e gli informatori dei nazifascisti. ” “una prigioniera armena le affida un messaggio per i suoi familiari, con l’invito a far fuggire i fratelli ricercati dalla polizia. (…) ma il biglietto viene intercettato. Il rischio della condanna a morte o della deportazione in Germania è altissimo. Suor Enrichetta è condannata al confino (…). ” Dopo il 25 aprile Suor Enrichetta è libera e torna a San Vittore dove ora sono rinchiusi i suoi persecutori. Riprende il lavoro di assistenza materiale e spirituale e muore nel 1951. Al processo di beatificazione concluso nel 2011, hanno testimoniato anche alcuni detenuti da lei aiutati tra i quali il giornalista Idro Montanelli: “io ero al quinto raggio, quello degli isolati, non avrei potuto vedere nessuno. Invece grazie a Suor Enrichetta, attraverso un intrico di

 «Portico d’Ottavia 13» Una casa del ghetto, nel lungo inverno del ‘ 43.

«Portico d’Ottavia 13» Una casa del ghetto, nel lungo inverno del ‘ 43. Anna Foa.

Perché Portico D’Ottavia 13? In seguito alla lettura: “ 16 ottobre 1943” di De

Perché Portico D’Ottavia 13? In seguito alla lettura: “ 16 ottobre 1943” di De Benedetti, abbiamo deciso di approfondire e leggere anche il libro: “Portico d’ Ottavia 13” di Anna Foa. Poiché il tema della razzia ha suscitato in noi un interesse particolare.

Trama del libro. La razzia cominciò poco prima delle cinque e trenta. Scrupolosamente, gradino

Trama del libro. La razzia cominciò poco prima delle cinque e trenta. Scrupolosamente, gradino dopo gradino, i nazisti salirono le larghe scale di marmo consunte della Casa fermandosi ad ogni porta senza tralasciarne nessuna. Un’antica casa medioevale ormai degradata, un vasto cortile rinascimentale. È qui che il 16 ottobre del 1943 i nazisti arrestano più di trenta ebrei, un terzo dei suoi abitanti, tra i più poveri della Comunità. Sono per lo più vecchi, donne e bambini. Altri quattordici saranno catturati nei mesi successivi. Questa è la storia degli abitanti della Casa e dei nove mesi segnati per gli ebrei romani da oltre duemila deportazioni. Sono presi per strada, nel quartiere del vecchio ghetto da cui non si sono allontanati, nelle stesse case in cui sono tornati, nei negozi, perfino al bar. Li arrestano soprattutto i fascisti, le bande autonome dipendenti direttamente da Kappler mosse dall’avidità della taglia, guidate dalle delazioni delle spie. Tutto può accadere: sono l’avidità e la crudeltà la norma della spietata caccia all’uomo. Quando le spie indicano gli ebrei alle bande, un carrozzone si avvicina per far salire gli arrestati, liberarne alcuni, mandarne altri a morte, a seconda della convenienza e del capriccio. L’arbitrio era re nella Roma di quei mesi. Intorno, il caos più tremendo, nessuna forma di organizzazione, il vuoto, i bombardamenti, la fame, i rastrellamenti, le fosse Ardeatine. Il quartiere è il teatro di questa caccia infinita, un teatro che attira come una calamita i suoi abitanti e i cacciatori, che conoscono le loro prede e sanno come e dove trovarle.

Che cosa succede il 13 ottobre 1943? Il rastrellamento del ghetto di Roma è

Che cosa succede il 13 ottobre 1943? Il rastrellamento del ghetto di Roma è consistito in una retata di 1259 persone, di cui 689 donne, 363 uomini e 207 tra bambini e bambine quasi tutti appartenenti alla comunità ebraica, effettuato dalle truppe tedesche della Gestapo tra le ore 5. 30 e le ore 14. 00 di sabato 16 ottobre 1943 (da cui il ricordo di questo giorno come Sabato nero), principalmente in Via del Portico d'Ottavia e nelle strade adiacenti ma anche in altre differenti zone della città di Roma. Dopo il rilascio di un certo numero di componenti di famiglie di sangue misto o stranieri, 1023 rastrellati furono deportati direttamente al campo di sterminio di Auschwitz. Soltanto 16 di loro sopravvissero (15 uomini e una donna, Settimia Spizzichino morta nel Settimia Spizzichino 2000). Con la scomparsa di Enzo Camerino il 2 dicembre 2014, il solo Lello Di Segni è Lello Di Segni ancora in vita tra i sopravvissuti.

Chi è il giusto tra le nazioni? Il termine Giusti tra le nazioni è

Chi è il giusto tra le nazioni? Il termine Giusti tra le nazioni è stato utilizzato per indicare i non-ebrei che hanno agito in modo eroico a rischio della propria vita e senza interesse personale per salvare la vita anche di un solo ebreo dal genocidio nazista della Shoah. È inoltre una onorificenza conferita dal Memoriale ufficiale di Israele, Yad Vashem fin dal 1962, a tutti i non ebrei riconosciuti come "Giusti". I Giusti all’ interno del libro, come le suore, aiutano gli ebrei economicamente in modo diretto e indiretto nascondendo i loro beni, ospitandoli nei conventi o nelle loro case offrendoli cibo e beni di prima necessità. Chi è l’ingiusto? Colui che agisce o giudica rispettando le leggi in questo caso ingiuste. All’interno del libro, gli ingiusti sono i fascisti che prelevano gli ebrei dal ghetto.

Chi è il carnefice? Letteralmente significa: «fare a pezzi» , «mettere a morte» .

Chi è il carnefice? Letteralmente significa: «fare a pezzi» , «mettere a morte» . Il carnefice è colui che esegue condanne a morte. In questo caso, alcune volte il “compito” del carnefice veniva affidato agli stessi ebrei. Chi è la vittima? Chi è perseguitato o subisce in qualunque modo una sopraffazione; chi è danneggiato da una situazione o da un comportamento come anche di un malinteso, sentirsi oggetto di persecuzione, spesso senza reali motivi. All’ interno del libro le vittime sono gli ebrei, senza distinzioni di sesso e di età.

Chi è il complice e l’ indifferente? Il complice è colui che in accordo

Chi è il complice e l’ indifferente? Il complice è colui che in accordo con altre persone, prende parte attiva o secondaria nell'organizzazione o nell'esecuzione di un progetto o azione criminosa o comunque moralmente riprovevole. L’ indifferente è anch’esso un complice. Chi è il delatore? Il delatore è colui che per un interesse privato (es: denaro), denuncia all’autorità quello che ritiene essere un reato o l’autore di esso. Nel libro il principale delatore è la Pantera nera (Celeste di Porto) amante di uno dei membri della banda Cialli. Mazzaroma, Vincenzo Antonelli. Era accusata di “ aver collaborato con il tedesco invasore favorendone i disegni politici, fornendo indicazioni e partecipando agli arresti degli ebrei”.

Cosa si intende per antisemitismo? Con questa parola si indicano pregiudizi e atteggiamenti persecutori

Cosa si intende per antisemitismo? Con questa parola si indicano pregiudizi e atteggiamenti persecutori nei confronti degli ebrei Questo termine venne coniato nel settembre 1879 a Berlino in Germania da parte del nazionalista Wilhelm Mar nello scritto “ La strada verso la vittoria del germanismo sul giudaismo”.

Secondo la definizione dell’agenzia europea dei diritti fondamentali: “ L’antisemitismo è quella certa percezione

Secondo la definizione dell’agenzia europea dei diritti fondamentali: “ L’antisemitismo è quella certa percezione descrivibile come odio verso gli ebrei. Le manifestazioni retoriche e fisiche dell’antisemitismo sono dirette contro singoli ebrei, contro le loro proprietà e contro le strutture religiose ebraiche. Questa corrente di pensiero accusa frequentemente gli ebrei di cospirare ai danni del resto dell’umanità”

Bisogna ricordare però che il significato iniziale dell’antisemitismo non era odio nei confronti dei

Bisogna ricordare però che il significato iniziale dell’antisemitismo non era odio nei confronti dei popoli semiti ma semplicemente discriminazione degli ebrei, pero nei secoli successivi assumerà . valenze diverse e più ampie La più antica fonte dell’antisemitismo è CRISTIANA: “Gli ebrei sono quelli che hanno crocefisso Gesù” � Per molti secoli la chiesa ha alimentato nel popolo questa convinzione demagogica che serviva a giustificare la persecuzione e l’eliminazione religiosa.

L’antisemitismo nazista: Un elemento fondamentale è l’antisemitismo per Hitler : Gli ebrei non sono

L’antisemitismo nazista: Un elemento fondamentale è l’antisemitismo per Hitler : Gli ebrei non sono una comunità religiosa ma una razza cioè quella che vuole rovinare tutte le altre. Mescolandosi con gli altri popoli distruggono la purezza della razza ed eliminano cosi la forza per la lotta alla supremazia. Questo odio è pura irrazionalità. L’antisemitismo condotto alle sue estreme conseguenze si può riassumere nel termine : SHOAH = genocidio degli ebrei nei campi di sterminio nazisti.

Tutto ciò fu permesso dalle leggi di Norimberga del 1935 che legittimavano il bilancio

Tutto ciò fu permesso dalle leggi di Norimberga del 1935 che legittimavano il bilancio economico e l’esclusione sociale degli ebrei. � Leggi razziali fasciste: insieme di provvedimenti legislativi e amministrativi applicati in Italia nel 1938, inizialmente dal regime fascista. Esse furono rivolte prevalentemente contro gli ebrei. Furono lette da Benito Mussolini a Trieste nel medesimo anno. • Leggi razziali naziste: insieme di provvedimenti promulgati dalla Germania nazista nella prima metà del ‘ 900. Furono usate contro ebrei, rom, nomadi, disabili e omosessuali. Queste leggi vennero chiamate “leggi razziali antisemite”. Alcune di queste leggi furono: - legge per la protezione dei caratteri ereditari (1933) - legge per la protezione del sangue ariano (1935)

“La banalità del male” Nel 1961 Hannah Arendt seguì il processo del criminale nazista

“La banalità del male” Nel 1961 Hannah Arendt seguì il processo del criminale nazista Adolf Eichmann, colui che aveva coordinato la deportazione della maggior parte degli ebrei dell’Europa nei campi di sterminio. La Arendt fu colpita dalla normalità di Eichmann che viene visto come una persona come le altre, semplice e mediocre e non come un demone capace di tali atrocità. La scrittrice tedesca afferma nel suo libro che il semplice pensare, riflettere sulle azioni, la capacità di giudizio sulle implicazioni morali può evitare le azioni malvagie di chi invece si limita ad obbedire ciecamente agli ordini. La banalità del male sta nel fatto che i burocrati del reich erano in realtà tutte persone terribilmente normali che erano però capaci di mostruose atrocità per il semplice fatto che non si fermavano a riflettere sugli ordini a loro dati e che il loro pensiero restava limitato alle leggi di Hitler che venivano rispettate incondizionatamente.

Bauman e Olocausto Lo sterminio della razza ebraica non è l’unico evento, secondo Bauman,

Bauman e Olocausto Lo sterminio della razza ebraica non è l’unico evento, secondo Bauman, che non siamo riusciti a comprendere. Rimaniamo increduli davanti a tale avvenimento. L’Olocausto di distingue da altri eventi per due motivi fondamentali: non ha cambiato in modo notevole la nostra immagine della civiltà moderna; non sono scomparsi quei fattori che hanno permesso questa pazzia. “Il genocidio moderno è un genocidio mirante ad uno scopo” “Lo scopo è dato dalla visione di una società migliore e radicalmente diversa” Hitler e Stalin cercarono di raggiungere uno scopo ambizioso. E per raggiungerlo hanno sacrificato e provocato la morte a milioni di persone. Questo dimostra come sogni e sforzi possano degenerare se non mitigati.

Bauman e Olocausto L’Olocausto moderno combina fattori della modernità Spiegazione dell’Olocausto 1. Omicidio di

Bauman e Olocausto L’Olocausto moderno combina fattori della modernità Spiegazione dell’Olocausto 1. Omicidio di massa 2. Dimostrazione del suo potenziale Due correnti di pensiero : ü Intenzionalisti Funzionalisti Si può sicuramente accreditare alla burocrazia un ruolo importante. La causa del genocidio va ricercata, anche, nel collasso della democrazia. ü

L’etica dell’obbedienza Esperimento di S. Milgram: Personalità autoritaria Disumanità = rapporti sociali Rapporto tra

L’etica dell’obbedienza Esperimento di S. Milgram: Personalità autoritaria Disumanità = rapporti sociali Rapporto tra carnefice e vittima Scarico delle responsabilità Organizzazione = cancellare la responsabilità La crudeltà è più legata al sociale che al carattere “La voce della coscienza morale si ode meglio nel rumore della politica e sociale”

L’etica dell’obbedienza Esperimento di P. Zimbardo: § Nessun riconoscimento di autorità esterne Impersonalità dei

L’etica dell’obbedienza Esperimento di P. Zimbardo: § Nessun riconoscimento di autorità esterne Impersonalità dei rapporti § Legittimità data da una autorità superiore § Opposizione alle autorità §

Come possiamo evitare che tutto ciò possa ripresentarsi? Attraverso 1. 2. 3. 4. Cultura

Come possiamo evitare che tutto ciò possa ripresentarsi? Attraverso 1. 2. 3. 4. Cultura Conoscenza Sensibilizzazione Educazione morale

La porta d’accesso al mondo dell’altro 41

La porta d’accesso al mondo dell’altro 41

ORIGINI DEL TERMINE Il termine tedesco “ einfuhlung” (“empatia”) deriva dal verbo germanico “fuhlen”

ORIGINI DEL TERMINE Il termine tedesco “ einfuhlung” (“empatia”) deriva dal verbo germanico “fuhlen” e significa letteralmente “andare a tastoni”e “avvertire delle impressioni nell’animo”. Utilizzato inizialmente esclusivamente per il tocco di oggetti materiali , dal 18 secolo venne usato anche nel senso di avvertire delle impressioni dell’animo ma senza ancora una definizione scientifica. Di questo, se ne occupò la fenomenologa Edith Stein , preoccupandosi di “inquadrare l’empatia accanto al giudizio , in modo che anche al sentire potessere riconosciuto un valore conoscitivo “. 42

DAL PUNTO DI VISTA FILOSOFICO Secondo Edith Stein l’empatia designa “un genere di atti

DAL PUNTO DI VISTA FILOSOFICO Secondo Edith Stein l’empatia designa “un genere di atti nei quali si coglie l’esperienza vissuta altrui”. È dunque un movimento complesso del soggetto verso l’oggetto, che prevede però anche un movimento indispensabile di A essere coinvolto nella conoscenza empatica è tutto l’essere della persona, nei suoi tre livelli di corpo, di 43 anima e di spirito.

Per Laura Bollea l’empatia nasce dal desiderio di realizzare una comunità di affetti con

Per Laura Bollea l’empatia nasce dal desiderio di realizzare una comunità di affetti con la quale condividere passioni ed esperienze. I suoi momenti fondamentali sono: 1 - l’ emozione dell’incontro, dove nell’incontro dei corpi appare un’individualità e la trasposizione dell’esperienza dell’uno in quella dell’altro; 2 -immaginare e comprendere, dove ci si dimentica di sé assumendosi il vissuto dell’altro attraverso l’immaginazione; 3 - trasformazione di sé, oltrepassare se stessi attraverso una coscienza che è intuizione e sensibilità, ampia la nostra 44

L’empatia acquisisce valenza etica implicando la scelta, richiedendo quindi impegno, sforzo, esercizio, individuabili nella

L’empatia acquisisce valenza etica implicando la scelta, richiedendo quindi impegno, sforzo, esercizio, individuabili nella pratica. La necessità di riscoprire l’empatia è data dal pericolo di assuefazione al dolore, rischiando di scivolare nell’indifferenza, cercando così quindi di “recuperare il senso dell’umano”. Nella storia sono esistite persone che hanno saputo relazionarsi empaticamente e scegliere la responsabilità I Giusti fra le Nazioni 45

DAL PUNTO DI VISTA PSICOLOGICO In realtà solo un vissuto affettivo può permettere di

DAL PUNTO DI VISTA PSICOLOGICO In realtà solo un vissuto affettivo può permettere di “sentire dentro”ma l’esperienza cognitiva ci può fornire la capacità di vedere la prospettiva dell’altro. L’empatia necessita di due presupposti Negli ultimi 20 -25 anni si è discusso a lungo se dovessere considerata un’esperienza affettiva o cognitiva. la fusione fra sé e l’altro la differenziazione tra sé e l’altro Senza differenziazione non si può avere una condivisione vera e propria. 46

Secondo lo psicologo Simon-Baron Cohen nel suo bestseller intende dimostrare attraverso un’analisi ben documentata

Secondo lo psicologo Simon-Baron Cohen nel suo bestseller intende dimostrare attraverso un’analisi ben documentata che il cervello femminile è programmato per essere empatico mentre quello maschile verte sulla comprensione ed elaborazione di sistemi. A livello neurobiologico la comprensione della mente e dei vissuti dell’altro è sostenuta da una particolare classe di neuroni chiamati neuroni a specchio che si trovano nell’area celebrale coinvolta nello svolgimento delle sensazioni e nella percezione 47 delle stesse sensazioni ed emozioni nell’altro.

Agli inizi del ‘ 900 il filosofo e psicologo tedesco Lipps introduce la dimensione

Agli inizi del ‘ 900 il filosofo e psicologo tedesco Lipps introduce la dimensione dell’empatia parlando di partecipazione profonda all’esperienza di un altro. Per Lipps l’osservazione dei movimenti altrui suscita in noi lo stesso stato d’animo che non viene percepito come propria esperienza bensì proiettato sull’altro e legato al suo movimento (“Empatia come partecipazione o imitazione interiore”). 48

DAL PUNTO DI VISTA PEDAGOGICO In accordo ad Edith Stein l’empatia è alla base

DAL PUNTO DI VISTA PEDAGOGICO In accordo ad Edith Stein l’empatia è alla base di tutte le forme con cui ci accostiamo ad un altro. L’empatia è sguardo e parola. Sguardo non intrusivo che diviene grazie alla comprensione emozionale empatica, capace di vedere il volto dell’altro. Si tratta di un comportamento “connaturale” all’essere umano. Comportamenti di tipo empatico come il contagio emotivo sono presenti già nel neonato. 49

La psicologia dello sviluppo distingue gli stadi del processo di crescita dell’empatia dal semplice

La psicologia dello sviluppo distingue gli stadi del processo di crescita dell’empatia dal semplice contagio emotivo alle risposte imitative, fino all’emergere di una “teoria della mente”. L’empatia implica un notevole impegno cognitivo, dunque è molto più di un’emozione, è un sentimento intelligente, un atto d’amore ricco di intelligenza. 50

Necessita di esposizione ai contatti umani, di interesse persone al di fuori di sé,

Necessita di esposizione ai contatti umani, di interesse persone al di fuori di sé, di continuo coinvolgimento con gli altri, di “liberalità”, di “amabilità”, buon carattere, stile comunicativo rivolto alla persona ed inerente alla situazione, al contesto. 51

Accostarsi alle diverse forme di arte può essere molto importante per una formazione empatica

Accostarsi alle diverse forme di arte può essere molto importante per una formazione empatica poiché sviluppa l’immaginazione, ma anche l’immedesimazione con i pensieri ed i sentimenti di un’altra persona. 52