Giuseppe Dematteis Carla Lanza Ferruccio Nano Alberto Vanolo
Giuseppe Dematteis, Carla Lanza, Ferruccio Nano, Alberto Vanolo Geografia dell’economia mondiale Lo spazio geo-economico Capitolo 1 Dematteis, Lanza, Nano, Vanolo, Geografia dell’economia mondiale © De Agostini Scuola 1
Giuseppe Dematteis, Carla Lanza, Ferruccio Nano, Alberto Vanolo Geografia dell’economia mondiale Territorio, regioni e reti La geografia non si occupa di singoli oggetti presi isolatamente, ma delle relazioni che legano tra di loro tali oggetti sulla superficie della Terra. L’insieme delle relazioni che legano tra loro oggetti e soggetti localizzati sulla superficie terrestre costituisce lo spazio geografico. Se in questo spazio geografico isoliamo le relazioni che riguardano l’economia, otteniamo lo spazio geo-economico. Dematteis, Lanza, Nano, Vanolo, Geografia dell’economia mondiale © De Agostini Scuola 2
Giuseppe Dematteis, Carla Lanza, Ferruccio Nano, Alberto Vanolo Geografia dell’economia mondiale Le relazioni che legano oggetti e fenomeni sulla superficie della Terra si dividono in due grandi tipi: orizzontali e verticali. Le relazioni orizzontali (o anche interazioni spaziali) intercorrono tra i soggetti e quindi tra le diversi sedi di questi soggett (relazioni di scambio e di circolazione: di merci, persone, denaro, informazioni, servizi, decisioni ecc. ). Le relazioni verticali (o anche ecologiche), riguardano invece il rapporto delle singole attività economiche con le caratteristiche dei luoghi in cui esse hanno sede. Dematteis, Lanza, Nano, Vanolo, Geografia dell’economia mondiale © De Agostini Scuola 3
Giuseppe Dematteis, Carla Lanza, Ferruccio Nano, Alberto Vanolo Geografia dell’economia mondiale L’insieme formato dalle relazioni verticali e orizzontali e dagli oggetti e soggetti che tali relazioni legano tra loro e al suolo prende il nome di territorio. L’ ordine complessivo che queste relazioni assumono in un territorio costituisce l’organizzazione territoriale La geografia economica studia la gran varietà dei tipi di organizzazione territoriale, che incidono sulle attività economiche. Dematteis, Lanza, Nano, Vanolo, Geografia dell’economia mondiale © De Agostini Scuola 4
Giuseppe Dematteis, Carla Lanza, Ferruccio Nano, Alberto Vanolo Geografia dell’economia mondiale L’organizzazione territoriale viene analizzata considerando tre ordini di fatti le condizioni naturali le condizioni ereditate dal passato l’organizzazione attuale Dematteis, Lanza, Nano, Vanolo, Geografia dell’economia mondiale © De Agostini Scuola 5
Giuseppe Dematteis, Carla Lanza, Ferruccio Nano, Alberto Vanolo Geografia dell’economia mondiale Il valore economico del territorio Nelle società pre-mercantili e pre-industriali, il valore del territorio dipendeva principalmente dalla sua attitudine a soddisfare consumi locali. Nella società capitalistica il territorio assume un valore di scambio, un tempo legato principalmente alla minore o maggiore fertilità del suolo, in seguito alla posizione. In questo tipo di economia è fondamentale organizzare il territorio in modo da ottenere dal «capitale terra» la maggior resa economica possibile. Dematteis, Lanza, Nano, Vanolo, Geografia dell’economia mondiale © De Agostini Scuola 6
Giuseppe Dematteis, Carla Lanza, Ferruccio Nano, Alberto Vanolo Geografia dell’economia mondiale A seconda della posizione nel territorio una impresa può infatti avere delle economie o diseconomie esterne o esternalità positive: sono i vantaggi che una impresa ottiene grazie alle condizioni favorevoli della sua posizione nel territorio diseconomie esterne o esternalità negative: sono gli svantaggi per le imprese o per gli abitanti legati a una localizzazione nel territorio non favorevole per chi lo occupa economie di agglomerazione: sono gli incrementi di produttività che le imprese realizzano concentrandosi in certe aree, perché la vicinanza di più imprese può ridurre i costi Dematteis, Lanza, Nano, Vanolo, Geografia dell’economia mondiale © De Agostini Scuola 7
Giuseppe Dematteis, Carla Lanza, Ferruccio Nano, Alberto Vanolo Geografia dell’economia mondiale infrastrutture tecniche (strade, fognature, acquedotti, linee elettriche ecc. ) facilità di scambi di merci, informazioni e servizi tra le imprese agglomerate; Economie di urbanizzazione presenza di servizi pubblici (o infrastrutture sociali) sviluppo parallelo dei servizi privati per le famiglie Dematteis, Lanza, Nano, Vanolo, Geografia dell’economia mondiale © De Agostini Scuola 8
Giuseppe Dematteis, Carla Lanza, Ferruccio Nano, Alberto Vanolo Geografia dell’economia mondiale La regione geografica • è costituita da un insieme di luoghi contigui; • tali luoghi hanno qualche caratteristica comune o qualche relazione preferenziale tra loro; • essi si distinguono e si differenziano rispetto ai luoghi circostanti, che presentano caratteristiche e connessioni tra loro diverse e che quindi appartengono ad altre regioni. Dematteis, Lanza, Nano, Vanolo, Geografia dell’economia mondiale © De Agostini Scuola 9
Giuseppe Dematteis, Carla Lanza, Ferruccio Nano, Alberto Vanolo Geografia dell’economia mondiale Le regioni economiche formali (o omogenee o uniformi) in base a certi attributi che caratterizzano pressappoco allo stesso modo tutti luoghi che le compongono, ad esempio regioni risicole, regioni industriali, urbane…. funzionali individuate in base a relazioni orizzontali, Dematteis, Lanza, Nano, Vanolo, Geografia dell’economia mondiale © De Agostini Scuola 10
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Giuseppe Dematteis, Carla Lanza, Ferruccio Nano, Alberto Vanolo Geografia dell’economia mondiale Le regioni funzionali possono essere: • monocentriche quando le relazioni spaziali - e quindi i flussi - fanno capo a un unico centro; • policentriche quando non c’è una gerarchia tra i centri, ma ognuno di essi si specializza in funzioni particolari ed è perciò connesso agli altri da relazioni di complementarità. Dematteis, Lanza, Nano, Vanolo, Geografia dell’economia mondiale © De Agostini Scuola 12
Giuseppe Dematteis, Carla Lanza, Ferruccio Nano, Alberto Vanolo Geografia dell’economia mondiale Una regione considerata al tempo stesso per i suoi caratteri formali e funzionali è una regione complessa. Dematteis, Lanza, Nano, Vanolo, Geografia dell’economia mondiale © De Agostini Scuola 13
Giuseppe Dematteis, Carla Lanza, Ferruccio Nano, Alberto Vanolo Geografia dell’economia mondiale Un particolare tipo di regione complessa è la regione programma (o regione-piano o regione-progetto) che corrisponde all’ambito territoriale entro cui si svolgono interventi programmati. Per esempio: in Italia l’area di un piano territoriale di sviluppo; in Europa l’area entro cui operano i protocolli della Convenzione Alpina. Dematteis, Lanza, Nano, Vanolo, Geografia dell’economia mondiale © De Agostini Scuola 14
Giuseppe Dematteis, Carla Lanza, Ferruccio Nano, Alberto Vanolo Geografia dell’economia mondiale Regioni gerarchiche Tra i diversi centri c’è una gerarchia, legata al numero e alla qualità di servizi che ciascun centro offre; saranno di livello più alto i centri più forniti in quantità e qualità, che quindi attirano maggiori flussi di persone, di livello inferiore gli altri. La struttura delle regioni gerarchiche è stata descritta dal geografo tedesco Walter Cristaller con il modello delle località centrali Con questo nome si intendono i centri di offerta di servizi che servono ciascuno un’ area circostante, la cui ampiezza dipende dal numero e dalla rarità dei servizi offerti del centro. La gerarchia delle località centrali genera perciò una gerarchia di regioni funzionali corrispondenti a aree di gravitazione di diversa ampiezza, “inscatolate” le une dentro le altre. Dematteis, Lanza, Nano, Vanolo, Geografia dell’economia mondiale © De Agostini Scuola 15
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Giuseppe Dematteis, Carla Lanza, Ferruccio Nano, Alberto Vanolo Geografia dell’economia mondiale Regioni polarizzate Nello spazio geografico, che non è omogeneo ma differenziato dalla natura, dalla storia e dall’attrazione esercitata dalle aree urbane, si creano spesso squilibri dovuti a processi di agglomerazione, che danno origine a strutture regionali polarizzate. Dematteis, Lanza, Nano, Vanolo, Geografia dell’economia mondiale © De Agostini Scuola 17
Giuseppe Dematteis, Carla Lanza, Ferruccio Nano, Alberto Vanolo Geografia dell’economia mondiale Nei paesi di vecchia industrializzazione si è andata così formando una struttura regionale policentrica interconnessa nella quale la popolazione e le diverse attività si distribuiscono in vari centri minori, connessi tra loro e con i centri principali. Dematteis, Lanza, Nano, Vanolo, Geografia dell’economia mondiale © De Agostini Scuola 18
Giuseppe Dematteis, Carla Lanza, Ferruccio Nano, Alberto Vanolo Geografia dell’economia mondiale Tali strutture reticolari policentriche sembrano oggi le più adatte a favorire lo sviluppo delle aree forti. Dematteis, Lanza, Nano, Vanolo, Geografia dell’economia mondiale © De Agostini Scuola 19
Giuseppe Dematteis, Carla Lanza, Ferruccio Nano, Alberto Vanolo Geografia dell’economia mondiale I sistemi territoriali locali Uno degli effetti della globalizzazione economica è quello di mettere in competizione tra loro i vari territori , in quanto sedi di risorse potenziali che possono essere valorizzate. Tale insieme di potenzialità è definito dal concetto generale di milieu territoriale locale e in particolare da quello di capitale territoriale. L’ambito territoriale delle reti e dei milieu locali è delimitabile geograficamente e quindi costituisce anche una regione e, più precisamente, una microregione. A tale struttura regionale si dà il nome di sistema territoriale locale. Dematteis, Lanza, Nano, Vanolo, Geografia dell’economia mondiale © De Agostini Scuola 20
Giuseppe Dematteis, Carla Lanza, Ferruccio Nano, Alberto Vanolo Geografia dell’economia mondiale Locale e globale Le reti globali hanno bisogno dei sistemi locali. I milieu locali sono i serbatoi potenziali delle esternalità, di cui esse necessitano per essere competitive sul mercato mondiale. I soggetti locali possono svolgere una funzione di intermediazione attiva tra le condizioni del milieu locale e le reti globali. Il caso più tipico è anche qui quello dei distretti industriali, in cui la principale risorsa del milieu è data da un saper fare (know how) sostenuta da adeguate infrastrutture fisiche e organizzative. Dematteis, Lanza, Nano, Vanolo, Geografia dell’economia mondiale © De Agostini Scuola 21
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