GIORGIO AGAMBEN AGAMBEN SVOLGE LA SUA ANALISI FONDANDOLA
GIORGIO AGAMBEN • AGAMBEN SVOLGE LA SUA ANALISI FONDANDOLA SULLA CATEGORIA POLITICA DELLA SOVRANITA’ DECLINATA, PERO’, NELA FORMA DELL’ECCEZIONE. • A SUO AVVISO, L’AFFERMAZIONE DI FOUCAULT SECONDO CUI «L’UOMO E’ UN ANIMALE VIVENTE E INOLTRE CAPACE DI ESISTENZA POLITICA» VA RIVISTA PROBLEMATIZZANDO IL SIGNIFICATO DI QUELL’INOLTRE. • LA POLITICA E’ PIUTTOSTO IL LUOGO DOVE IL «VIVERE» SI DEVE TRASFORMARE IN «VIVERE BENE» , E CIO’ AVVIENE ATTRAVERSO UNA POLITICIZZAZIONE DELLA NUDA VITA CHE, PERO’, NE DETERMINA AUTOMATICAMENTE L’ESCLUSIONE.
• COSI’, NELLA VISIONE DI AGAMBEN, LA COPPIA CATEGORIALE CHE E’ A FONDAMENTO DELLA POLITICA OCCIDENTALE NON E’ QUELLA AMICONEMICO (COSI’ COME EVIDENZIATO DA CARL SCHMITT), MA QUELLA NUDA VITA-ESISTENZA POLITICA, ZOE’-BIOS, ESCLUSIONE-INCLUSIONE. • LA NUDA VITA VIENE DA AGAMBEN ANALIZZATA ATTRAVERSO LA FIGURA DELL’HOMO SACER, CHE RAPPRESENTA LA VITA UCCIDIBILE E INSACRIFICABILE.
• ESSO E’ UNA FIGURA DEL DIRITTO ROMANO ARCAICO PER IL QUALE LA VITA UMANA VIENE INCLUSA NELL’ORDINAMENTO GIURIDICO SOLO NELLA FORMA DELLA SUA ESCLUSIONE, CIOE’ DELLA SUA UCCIDIBILITA’. • HOMO SACER COSTITUISCE ANCHE IL PRIMO ESEMPIO IN CUI IL CARATTERE DELLA SACRALITA’ VIENE RIFERITO ALLA VITA UMANA. • UOMO SACRO, IN UNA DELLE ACCEZIONI PIU’ ANTICHE, E’ PERO’ COLUI CHE IL POPOLO HA GIUDICATO PER UN DELITTO: NON E’ LECITO SACRIFICARLO, MA CHI LO UCCIDE NON SARA’ CONDANNATO PER OMICIDIO. QUI SACRO INDICA PERTANTO UN UOMO MALVAGIO.
LA CONTRADDIZIONE E’ DATA DAL FATTO CHE COLUI CHE CHIUNQUE POTEVA UCCIDERE IMPUNEMENTE NON DOVEVA ESSERE CONDANNATO A MORTE NELLE FORME SANCITE DAL RITO. QUI LA VITA UMANA E’ INCLUSA NELL’ORDINAMENTO UNICAMENTE NELLA FORMA DELLA SUA ESCLUSIONE (CIOE’ DELLA SUA ASSOLUTA UCCIDIBILITA’).
• PERTANTO, LA TESI FOUCAULTIANA DOVREBBE ESSERE, A PARERE DI AGAMBEN, CORRETTA O ALMENO INTEGRATA: • CIO’ CHE CARATTERIZZA LA POLITICA MODERNA NON E’ SOLO L’INCLUSIONE DELLA ZOE’ NELLA POLIS, NE’ IL FATTO CHE LA VITA DIVENGA UN OGGETTO EMINENTE DEI CALCOLI DEL POTERE STATALE; • LA CARATTERISTICA DELLA POLITICA MODERNA E’ CHE, IN CONCOMITANZA AL PROCESSO SECONDO CUI L’ECCEZIONE DIVIENE OVUNQUE LA REGOLA, LA NUDA VITA, SITUATA IN ORIGINE AI MARGINI DELL’ORDINAMENTO POLITICO, VIENE PROGRESSIVAMENTE A COINCIDERE CON LO SPAZIO POLITICO: COSICCHE’ INCLUSIONE ED ESCLUSIONE, BIOS E ZOE’ DIVENTANO INDISTINGUIBILI.
• L’HOMO SACER CON LA SUA APORIA STA DIETRO IL LUNGO PROCESSO CHE HA PORTATO NELLA MODERNITA’ AL RICONOSCIMENTO DEI DIRITTI E DELLE LIBERTA’ FORMALI, MA, NONOSTANTE LE CONQUISTE DELLA DEMOCRAZIA, NON E’ STATO IN GRADO DI SALVARE DALLA ROVINA LA ZOE’, ALLA CUI LIBERAZIONE E ALLA CUI FELICITA’ AVEVA DEDICATO TUTTI I SUOI SFORZI: PER CUI SI E’ ASSISTITO, AD UN CERTO MOEMENTO, ALLA DECADENZA DELLA DEMOCRAZIA E AL SUO CONVERGERE VERSO GLI STATI TOTALITARI.
• LE DINAMICHE DEL FASCISMO E DEL NAZISMO, CHE HANNO FATTO DELLA DECISIONE SULLA NUDA VITA IL CRITERIO POLITICO SUPREMO, RESTERANNO ATTUALI IN UNA POLITICA CHE NON E’ IN GRADO DI SCIOGLIERE LE SUE INTIME CONTRADDIZIONI. • PER QUESTO LA TESI AVANZATA E’ ANCHE DI UN’INTIMA SOLIDARIETA’ TRA DEMOCRAZIA E TOTALITARISMO, EVIDENZIABILE DALLA FACILITA’ CON CUI L’UNA SI E’ ROVESCIATA NELL’ALTRO, MA ANCHE CON CUI I TOTALITARISMI SI SONO TRASFORMATI NUOVAMENTE IN DEMOCRAZIE.
• LA POLITICA, ATTRAVERSO LE DINAMICHE L’HANNO CONDOTTA SEMPRE PIU’ AD ASSUMERE LA FORMA DI UNA BIOPOLITICA, NON E’ RIUSCITA AD ARTICOLARE BIOS E ZOE’. LA NUDA VITA RESTA PRESA IN ESSA NELLA FORMA DELL’ECCEZIONE, CIOE’ DI QUALCOSA CHE VIENE INCLUSO SOLO ATTRAVERSO L’ESCLUSIONE.
IL PARADOSSO DELLA SOVRANITA’ • IL SOVRANO E’ CONTEMPORANEAMENTE FUORI E DENTRO L’ORDINAMENTO GIURIDICO, PERCHE’ E’ COLUI AL QUALE L’ORDINAMENTO GIURIDICO RICONOSCE IL POTERE DI PROCLAMARE LO STATO D’ECCEZIONE E DI SOSPENDERE LA VALIDITA’ DELL’ORDINAMENTO. • IL SOVRANO, AVENDO IL POTERE LEGALE DI SOSPENDERE LA VALIDITA’ DELLA LEGGE, SI PONE LEGALMENTE FUORI LEGGE.
• IL SOVRANO HA COSI’ IL MONOPOLIO DELLA DECISIONE ULTIMA. IN CIO’ STA L’ESSENZA DELLA SOVRANITA’ STATALE, CHE QUINDI NON SI IDENTIFICA COL MONOPOLIO DELLA SANZIONE O DEL POTERE, MA COL MONOPOLIO DELLA DECISIONE. • NEL CASO D’ECCEZIONE LA DECISIONE SI DISTINGUE DALLA NORMA GIURIDICA E L’AUTORITA’ DIMOSTRA DI NON AVERE BISOGNO DEL DIRITTO PER CREARE IL DIRITTO.
• L’ECCEZIONE E’ UN A SPECIE DI ESCLUSIONE. ESSA E’ UN CASO SINGOLO, ESCLUSO DALLA NORMA GENERALE. • PER IL FATTO DI ESSERE ESCLUSA, PERO’, NON VUOL DIRE CHE NON MANTENGA UN RAPPORTO CON LA NORMA, NELLA FORMA DELLA SOSPENSIONE. • LO STATO D’ECCEZIONE NON E’ IL CAOS CHE PRECEDE L’ORDINE, MA E’ LA SITUAZIONE CHE RISULTA DALLA SOSPENSIONE DELL’ORDINE.
• IL NOMOS SOVRANO, ALLORA, NON E’ SOLO FISSAZIONE DI UN ORDINE GIURIDICO, MA E’ SOPRATTUTTO ECCEZIONE. • QUANDO SI E’ CERCATO DI DARE UNA LOCALIZZAZIONE VISIBILE DI QUESTO CONCETTO IL RIFERIMENTO E’ STATO AL CAMPO DI CONCENTRAMENTO, CHE CORRISPONDE A QUESTA STRUTTURA ORIGINARIA DEL NOMOS.
• IL CAMPO, A DIFFERENZA DEL CARCERE DOVE IL DIRITTO CARCERARIO NON E’ FUORI DALL’ORDINAMENTO, SI MOSTRA INVECE COME LO SPAZIO ASSOLUTO D’ECCEZIONE, DIVERSO DA UN SEMPLICE SPAZIO DI RECLUSIONE. • SE PERTANTO L’ECCEZIONE E’ LA STRUTTURA DELLA SOVRANITA’, ESSA RAPPRESENTA ANCHE LA STRUTTURA ORIGINARIA IN CUI IL DIRITTO SI RIFERISCE ALLA VITA E LA INCLUDE IN SE’ ATTRAVERSO LA PROPRIA SOSPENSIONE.
• LA RELAZIONE DI ECCEZIONE è UNA RELAZIONE DI BANDO: COLUI CHE E’ STATO MESSO AL BANDO NON E’ INFATTI SEMPLICEMENTE POSTO AL DI FUORI DELLA LEGGE E INDIFFERENTE A QUESTA, MA E’ ABBANDONATO DA ESSA, CIOE’ ESPOSTO E COLLOCATO NELLA SOGLIA IN CUI VITA E DIRITTO, ESTERNO E INTERNO SI CONFONDONO.
• IL RAPPORTO ORIGINARIO DELLA LEGGE CON LA VITA NON E’ QUINDI L’APPLICAZIONE DELLA LEGGE, MA L’ABBANDONO DA PARTE DELLA LEGGE. • LA POTENZA INSUPERABILE DEL NOMOS, LA SUA ORIGINARIA “FORZA DI LEGGE” E’ CHE ESSO TIENE LA VITA NEL SUO BANDO, ABBANDONANDOLA.
• IL LEGAME TRA SOVRANITA’ E LEGGE, CHE SEMBRA OGGI IMPRESCINDIBILE NELLA CONCEZIONE DI DEMOCRAZIA E DI STATO DI DIRITTO, INFATTI, SI DIMOSTRA AMBIGUA FIN DALLE PIU’ ANTICHE FORMULAZIONI, COME QUELLA FATTA DA PINDARO SUL NOMOS BASILEUS: «IL NOMOS DI TUTTI SOVRANO, DEI MORTALI E DEGLI IMMORTALI, CONDUCE CON MANO PIU’ FORTE GIUSTIFICANDO IL PIU’ VIOLENTO» .
• DA QUI EMERGE LA SOVRANITA’ DEL NOMOS ATTRAVERSO UNA GIUSTIFICAZIONE DELLA VIOLENZA, COME UNIONE DI FORZA (BIA) E DIKE (GIUSTIZIA), RESI INDISTINGUIBILI. • DIFFERENTE E’ INVECE L’INTERPRETAZIONE DATA DA ESIODO, CHE IDENTIFICA NEL NOMOS IL POTERE IN GRADO DI DISTINGUERE VIOLENZA E DIRITTO, MONDO FERINO E MONDO UMANO.
• ANCHE LA POLEMICA SOFISTICA CONTRO IL NOMOS (LA LEGGE) IN FAVORE DELLA FUSIS (LA NATURA), PUO’ ESSERE CONSIDERATA LA PREMESSA NECESSARIA DELL’OPPOSIZIONE, PROPOSTA IN ETA’ MODERNA DA HOBBES, TRA STATO DI NATURA E IL COMMONWEALTH, CHE FONDA LA CONCEZIONE HOBBESIANA DELLA SOVRANITA’.
• SE PER I SOFISTI L’ANTERIORITA’ DELLA FUSIS GIUSTIFICA IN ULTIMA ANALISI LA VIOLENZA DEL PIU’ FORTE, PER HOBBES E’ PROPRIO LA STESSA IDENTITA’ TRA STATO DI NATURA E VIOLENZA (HOMO HOMINIS LUPUS) A GIUSTIFICARE IL POTERE ASSOLUTO DEL SOVRANO. • IN ENTRAMBI I CASI L’ANTINOMIA TRA FUSIS E NOMOS COSTITUISCE IL PRESUPPOSTO CHE LEGITTIMA IL PRINCIPIO DI SOVRANITA’.
• QUANDO SCHMITT, RIPRENDENDO IL FRAMMENTO DI PINDARO, FONDA LA SUA CONCEZIONE DEL NOMOS SOVRANO, EGLI NON FA UN RIFERIMENTO ESPLICITO ALLO STATO D’ECCEZIONE. • TUTTAVIA, NEL NESSO TRA LOCALIZZAZIONE E ORDINAMENTO CHE IDENTIFICA IL NOMOS DELLA TERRA, EGLI CONSIDERA SEMPRE UNO SPAZIO LIBERO E GIURIDICAMENTE VUOTO IN CUI IL POTERE NON CONOSCE PIU’ I LIMITI FISSATI DAL NOMOS COME ORDINE TERRITORIALE. SI TRATTA, PER L’APPUNTO, DELLA ZONA IN CUI VIGE LO STATO DI ECCEZIONE.
• IL NESSO TRA VIOLENZA E DIRITTO E’ INDIVIDUATO ANCHE NELL’ANALISI CONDOTTA DAL FILOSOFO BENJAMIN, IL QUALE, NELL’ANALISI DEL RAPPORTO TRA NUDA VITA E POTERE SOVRANO, METTE IN EVIDENZA COME NON SIA DI ALCUNA UTILITA’ IL CARATTERE SACRO DELLA VITA, CHE OGGI E’ DIVENUTO TANTO FAMILIARE, MA CHE NELLA GRECIA ANTICA ERA SCONOSCIUTO. • SIA SCHMITT CHE BENJAMIN VEDONO NELLA VITA L’ELEMENTO CHE, NELL’ECCEZIONE, SI TROVA NELLA RELAZIONE PIU’ INTIMA CON LA SOVRANITA’
• E’ A PARTIRE DA TUTTE QUESTE RIFLESSIONI CHE AGAMBEN SVOLGE LA SUA ANALISI SU HOMO SACER, EVIDENZIANDO COSI’ L’AMBIGUITA’ DELLA NOZIONE DI SACRO; INSIEME AL RIFERIMENTO A CIO’ CHE COMUNEMENTE INTENDIAMO PER SACRO, SACER SI RIFERISCE ANCHE A CIO’ CHE TEMPORANEAMENTE E’ CONSIDERATO IMPURO, TANTO CHE NELLE USANZE EBRAICHE SI USAVA IL TERMINE «CONSACRARE» PER INDICARE IL BANDO DEL PECCATORE, DEL NEMICO DELLA COMUNITA’ E DI DIO, CONDANNATO ALLA DISTRUZIONE.
• SE, QUINDI, NELL’ACCEZIONE COMUNE LA CONSACRATIO FA PASSARE UN OGGETTO DALLO IUS HUMANUM ALLO IUS DIVINUM, DAL PROFANO AL SACRO, NEL CASO DELL’HOMO SACER UNA PERSONA E’ SEMPLICEMENTE POSTA AL DI FUORI DELLA GIURISDIZIONE UMANA SENZA TRAPASSARE IN QUELLA DIVINA. • LA SACRATIO IN QUEST’OTTICA CONFIGURA UNA DOPPIA ECCEZIONE, TANTO DALLO IUS HUMANUM CHE DALLO IUS DIVINUM, TANTO DALL’AMBITO RELIGIOSO CHE DA QUELLO PROFANO.
• ANALOGAMENTE ALL’ECCEZIONE SOVRANA, DOVE LA LEGGE SI APPLICA AL CASO ECCEZIONALE DISAPPLICANDOSI, COSI’ L’HOMO SACER APPARTIENE AL DIO NELLA FORMA DELL’INSACRIFICABILITA’ ED E’ INCLUSO NELLA COMUNITA’ NELLA FORMA DELL’UCCIDIBILITA’. • VITA SACRA E’ VITA INSACRIFICABILE E TUTTAVIA UCCIDIBILE.
• LA CONDIZIONE DELL’HOMO SACER E’ DEFINITA PROPRIO DAL CARATTERE DELLA DOPPIA ESCLUSIONE IN CUI SI TROVA E DELLA VIOLENZA A CUI E’ ESPOSTO. • QUESTA VIOLENZA INSANZIONABILE CHIUNQUE PUO’ COMMETTERE NEI SUOI CONFRONTI NON E’ CLASSIFICABILE NE’ COME SACRIFICIO NE’ COME OMICIDIO, SOTTRAENDOSI COSI’ SIA ALLE FORME DEL DIRITTO UMANO CHE A QUELLE DEL DIRITTO DIVINO.
• CIO’ CHE AGAMBEN VUOLE INDAGARE E’ LA POSSIBILE CONNESSIONE TRA LA STRUTTURA DELLA SOVRANITA’ E QUELLA DELLA SACRATIO. • EGLI AVANZA UN’IPOTESI: CHE L’HOMO SACER RAPPRESENTI LA FIGURA ORIGINARIA DELLA VITA PRESA NEL BANDO SOVRANO E CONSERVEREBBE LA MEMORIA DELL’ESCLUSIONE ORIGINARIA ATTRAVERSO CUI SI E’ DI FATTO COSTITUITA LA DIMENSIONE POLITICA.
• SOVRANA E’ LA SFERA IN CUI SI PUO’ UCCIDERE SENZA COMMETTERE OMICIDIO E SENZA CELEBRARE UN SACRIFICIO; SACRA, CIOE’ UCCIDIBILE E INSACRIFICABILE, E’ LA VITA CHE E’ STATA CATTURATA IN QUESTA SFERA. • LA SACERTA’ DELLA VITA, CHE SI VORREBBE OGGI FAR VALERE CONTRO IL POTERE SOVRANO COME UN DIRITTO UMANO FONDAMENTALE, ESPRIME INVECE IN ORIGINE PROPRIO LA SOGGEZIONE DELLA VITA A UN POTERE DI MORTE, LA SUA IRREPARABILE ESPOSIZIONE NELLA RELAZIONE DI ABBANDONO.
• AI DUE LIMITI ESTREMI DELL’ORDINAMENTO, IL SOVRANO E L’HOMO SACER RAPPRESENTANO DUE FIGURE SIMMETRICHE, NEL SENSO CHE SOVRANO E’ COLUI RISPETTO AL QUALE TUTTI GLI UOMINI SONO POTENZIALMENTE HOMINES SACRI E HOMO SACER E’ COLUI RISPETTO AL QUALE TUTTI GLI UOMINI AGISCONO COME SOVRANI. • ENTRAMBI, COLLOCANDOSI AL DI FUORI SIA DEL DIRITTO UMANO CHE DI QUELLO DIVINO, SIA DAL NOMOS CHE DALLA FUSIS, DELIMITANO IN UN CERTO SENSO IL PRIMO SPAZIO POLITICO IN SENSO PROPRIO, DISTINTO TANTO DALL’AMBITO RELIGIOSO CHE DA QUELLO PROFANO, TANTO DALL’ORDINE NATURALE CHE DA QUELLO GIURIDICO NORMALE. • LA SACERTA’ E’ LA FORMA ORIGINARIA DELL’IMPLICAZIONE DELLA NUDA VITA NELL’ORDINE GIURIDICO-POLITICO.
• AGAMBEN, RIPRENDENDO L’AFFERMAZIONE FATTA DA FOUCAULT NELL’ULTIMO CAPITOLO DELLA VOLONTA’ DI SAPERE, SECONDO CUI «A LUNGO UNO DEI PRIVILEGI CARATTERISTICI DEL POTERE SOVRANO E’ STATO IL DIRITTO DI VITA E DI MORTE» , PRECISA INVECE CHE LA PRIMA VOLTA CHE CI SI IMBATTE IN QUESTA ESPRESSIONE E’ CON LA FORMULA VITAE NECISQUE POTESTAS, CHE NON DESIGNA IL POTERE SOVRANO, BENSI’ QUELLO PATERNO, CIOE’ LA POTESTA’ DEL PADRE SUL FIGLIO MASCHIO.
• BISOGNA PREMETTERE CHE, NEL DIRITTO ROMANO, VITA NON E’ UN CONCETTO GIURIDICO, MA INDICA IL SEMPLICE FATTO DI VIVERE O UN PARTICOLARE MODO DI VITA (UNENDO INSIEME SIA IL SIGNIFICATO DI ZOE’ CHE DI BIOS). • SOLO NELL’ESPRESSIONE «VITAE NECISQUE POTESTAS» IL TERMINE VITA ACQUISTA UN SENSO SPECIFICATAMENTE GIURIDICO. • QUINDI NEL DIRITTO ROMANO LA VITA APPARE SOLO COME CONTROPARTE DI UN POTERE CHE MINACCIA LA MORTE.
• QUESTO POTERE E’ ASSOLUTO E NON E’ CONCEPITO NE’ COME LA SANZIONE DI UNA COLPA NE’ COME ESPRESSIONE DEL PIU’ GENERALE POTERE CHE COMPETEVA AL PATER IN QUANTO CAPO DELLA DOMUS, MA SCATURISCE IMMEDIATAMENTE E UNICAMENTE DAL RAPPORTO PADRE-FIGLIO. • PERTANTO E’ UN POTERE CHE NON VA CONFUSO COL POTERE DI UCCIDERE CHE POTEVA COMPETERE AL MARITO O AL PADRE SULLA MOGLIE O SULLA FIGLIA FEMMINA SORPRESE IN ADULTERIO, E ANCOR MENO AL POTERE DEL DOMINUS SUI SUOI SERVI. • MENTRE QUESTI CASI RESTAVANO NELL’AMBITO DELLA DOMUS, IL POTERE DEL PADRE CHE INVESTIVA OGNI CITTADINO MASCHIO LIBERO SEMBRA INVECE DEFINIRE IL MODELLO POLITICO IN GENERALE. • NON E’ LA SEMPLICE VITA NATURALE, MA LA VITA ESPOSTA ALLA MORTE (NUDA VITA O VITA SACRA) L’ELEMENTO POLITICO ORIGINARIO.
• TUTTO AVVIENE COME SE I CITTADINI MASCHI DOVESSERO PAGARE LA LORO PARTECIPAZIONE ALLA VITA POLITICA CON UNA INCONDIZIONATA SOGGEZIONE A UN POTERE DI MORTE, E LA VITA POTESSE ENTRARE NELLA CITTA’ SOLO NELLA DOPPIA ECCEZIONE DELL’UCCIDIBILITA’ E DELL’INSACRIFICABILITA’. • LA PATRIA POTESTAS SI COLLOCA COSI’ AL LIMITE TANTO DELLA DOMUS CHE DELLA CITTA’.
• LA STESSA IDEA DI SACERTA’ PUO’ ESSERE RITROVATA NEI CONFRONTI DELLA PERSONA DEL SOVRANO, RIPRENDENDO AD ESEMPIO GLI STUDI CONDOTTI DA KANTOROVITZ SUI DUE CORPI DEL RE, DOVE EGLI METTEVA IN LUCE L’IDEA DI SOVRANITA’ PERPETUA, COSI’ COME EVIDENZIATA DA BODIN, CHE SOPRAVVIVE ALLA PERSONA FISICA. • KANTOROVITZ RICHIAMA AD ESEMPIO LE CERIMONIE FUNEBRI DEI RE FRANCESI, DOVE ACCANTO AL CORPO DEL DEFUNTO SI RITROVAVA L’EFFIGIE CEREA DEL SOVRANO, CHE VENIVA TRATTATA COME LA PERSONA VIVA DEL RE.
• LA CONTINUITA’ DEL POTERE SOVRANO, L’ECCEDENZA DI VITA SACRA DEL RE CHE VIENE TRASMESSA AL SUCCESSORE DIMOSTRANO COME LA METAFORA DEL CORPO POLITICO, DA SIMBOLO DELLA PERPETUITA’, VA AD INDICARE IL CARATTERE ASSOLUTO E NON UMANO DELLA SOVRANITA’. • ALLA MORTE DEL SOVRANO E’ LA VITA SACRA SU CUI SI FONDAVA IL SUO POTERE CHE INVESTE LA PERSONA DEL SUCCESSORE.
• QUALI POSSONO ESSERE LE ANALOGIE TRA IL CORPO DEL SOVRANO E IL CORPO DELL’HOMO SACER? • UN ESEMPIO E’ DATO DAL FATO CHE, SE L’UCCISIONE DELL’HOMO SACER NON COSTITUISCE OMICIDIO, NON VI E’ ALCUN ORDINAMENTO IN CUI L’UCCISIONE DEL SOVRANO SIA STATA SEMPLICEMENTE CONSIDERATA ALLA STREGUA DI OMICIDIO. • ESSA COSTITUISCE UN DELITTO SPECIALE DEFINITO CRIMEN LESAE MAIESTATIS.
• NON IMPORTA CHE L’UCCISIONE DELL’HOMO SACER POSSA ESSERE CONSIDERATA COME MENO DI OMICIDIO MENTRE QUELLA DEL SOVRANO COME PIU’ CHE OMICIDIO: ESSENZIALE E’ CHE NEI DUE CASI L’UCCISIONE DI UN UOMO SI COLLOCHI AL DI FUORI DELLA FATTISPECIE DELL’OMICIDIO. • IL RIFERIMENTO ALLA PERSONA DEL SOVRANO COME SACRA E INVIOLABILE, COSI’ COME SI LEGGE ANCORA NELLO STATUTO ALBERTINO, E’ UN RIFERIMENTO ALLA SACERTA’ DELLA VITA DELL’HOMO SACER.
• L’INSACRIFICABILITA’ NELLE FORME PREVISTE DALLA LEGGE SI RITROVA ANCORA NELLE COSTITUZIONI MODERNE, DOVE VIGE IL PRINCIPIO SECONDO CUI IL CAPO DELLO STATO NON PUO’ ESSERE SOTTOPOSTO A UN PROCESSO GIUDIZIARIO ORDINARIO.
• IL CARATTERE DEL «SACER ESSE» NON NASCE NEL CONTESTO DI UN ORDINE GIURIDICO COSTITUITO MA NELL’AMBITO DELLA VITA PRE-SOCIALE. • AD ESEMPIO, NELL’ANTICA GERMANIA LA FIGURA DELL’HOMO SACER SI PUO’ RITROVARE IN QUELLA DEL BANDITO O DEL FUORI LEGGE. • L’ANTICO DIRITTO GERMANICO, INFATTI, SI FONDAVA SUL CONCETTO DI PACE E SULLA CORRISPONDENTE ESCLUSIONE DALLA COMUNITA’ DEL MALFATTORE, CHE DIVENTAVA SENZA PACE E COME TALE POTEVA ESSERE UCCISO DA CHIUNQUE SENZA COMMETTERE OMICIDIO.
• ANCHE NEL MEDIOEVO IL BANDO HA CARATTERI ANALOGHI, TANTO CHE IL BANDITO POTEVA ESSERE UCCISO O ERA ADDIRITTURA CONSIDERATO GIA’ MORTO. • ALCUNE FONTI SOTTOLINEANO QUESTA CONDIZIONE LIMITE DEL BANDITO DEFINENDOLO UOMO-LUPO, E ASSIMILANDOLO AL LUPO MANNARO. • QUELLO CHE CIOE’ DOVEVA RESTARE NELL’INCONSCIO COLLETTIVO COME UN MOSTRO, UN IBRIDO TRA UMANO E FERINO E’ DUNQUE IN ORIGINE LA FIGURA DI COLUI CHE E’ STATO BANDITO DALLA COMUNITA’.
• LA VITA DEL BANDITO SI TROVA SU UNA SOGLIA DI INDIFFERENZA E DI PASSAGGIO TRA ANIMALE E UOMO, FIUSIS E NOMOS, ESCLUSIONE E INCLUSIONE. • IN QUESTA LUCE ACQUISTA IL SUO SENSO ANCHE L’HOBBESIANO STATO DI NATURA, CHE NON E’ LA DESCRIZIONE DI UN’EPOCA REALE, NON E’ CRONOLOGICAMENTE ANTERIORE ALLA FONDAZIONE DELLA CITTA’, MA E’ UN PRINCIPIO INTERNO AD ESSA.
• NELL’HOMO HOMINIS LUPUS BISOGNA COGLIERE NON SEMPLICEMENTE IL RIMANDO AL FERINO, ALLA VITA NATURALE, MA PIUTTOSTO UNA ZONA DI INDISTINZIONE TRA UMANO E FERINO, TIPICA DEL BANDITO, DELL’HOMO SACER. • LO STATO DI NATURA HOBBESIANO NON E’ UNA CONDIZIONE PREGIURIDICA INDIFFERENTE AL DIRITTO DELLA CITTA’, MA PIUTTOSTO L’ECCEZIONE E LA SOGLIA CHE LO COSTITUISCE. • ESSO NON E’ TANTO UNA GUERRA DI TUTTI CONTRO TUTTI, MA PIU’ ESATTAMENTE UNA CONDIZIONE IN CUI CIASCUNO E’ PER L’ALTRO NUDA VITA, HOMO SACER.
• SOLO QUESTA SOGLIA, CHE NON E’ NE’ LA SEMPLICE VITA NATURALE NE’ LA VITA SOCIALE, MA LA NUDA VITA O LA VITA SACRA, E’ IL PRESUPPOSTO SEMPRE PRESENTE E OPERANTE DELLA SOVRANITA’. • CONTRARIAMENTE A QUANTO NOI MODERNI SIAMO ABITUATI A RAPPRESENTARCI LO SPAZIO DELLA POLITICA IN TERMINI DI DIRITTI DEL CITTADINO, DI LIBERA VOLONTA’ E DI CONTRATTO SOCIALE, DAL PUNTO DI VISTA DELLA SOVRANITA’ AUTENTICAMENTE POLITICA E’ SOLO LA NUDA VITA.
• PER QUESTO IN HOBBES IL FONDAMENTO DEL POTERE SOVRANO NON VA CERCATO NELLA LIBERA CESSIONE DA PARTE DEI SUDDITI DEL LORO DIRITTO NATURALE, QUANTO PIUTTOSTO NELLA CONSERVAZIONE, DA PARTE DEL SOVRANO, DEL SUO DIRITTO NATURALE DI FARE QUALUNQUE COSA RISPETTO A CHIUNQUE, CHE SI PRESENTA ORA COME DIRITTO DI PUNIRE. • LA VIOLENZA SOVRANA NON E’, IN VERITA’, FONDATA SU UN PATTO, MA SULL’INCLUSIONE ESCLUSIVA DELLA NUDA VITA NELLO STATO.
• A PARERE DI AGAMBEN QUESTO FRAINTENDIMENTO DEL MITO HOBBESIANO IN TERMINI DI CONTRATTO INVECE CHE DI BANDO HA CONDANNATO LA DEMOCRAZIA ALL’IMPOTENZA OGNI VOLTA CHE SI E’ TROVATA AD AFFRONTARE IL PROBLEMA DEL POTERE SOVRANO E L’HA RESA COSTITUTIVAMENTE INCAPACE DI PENSARE VERAMENTE NELLA MODERNITA’ UNA POLITICA NON STATUALE.
• SE NELLA MODERNITA’ LA VITA SI COLLOCA SEMPRE PIU’ CHIARAMENTEAL CENTRO DELLA POLITICA STATUALE (DIVENUTA IN TERMINI FOUCAULTIANI BIOPOLITICA), SE IN UN SENSO PARTICOLARE MA REALE TUTTI I CITTADINI SI PRESENTANO VIRTUALMENTE COME HOMINES SACRI, CIO’ E’ POSSIBILE SOLO PERCHE’ LA RELAZIONE DI BANDO COSTITUIVA FIN DALL’ORIGINE LA STRUTTURA PROPRIA DEL POTERE SOVRANO.
SOGLIA TUTTAVIA IL CONCETTO DI “INSACRIFICABILE” E’ INSUFFICIENTE A VENIRE A CAPO DELLA VIOLENZA CHE E’ IN QUESTIONE NELLA BIOPOLITICA MODERNA. NELLA MODERNITA’ IL PRINCIPIO DELLA SACERTA’ DELLA VITA SI E’ COMPLETAMENTE EMANCIPATO DALL’IDEOLOGIA SACRIFICALE E IL SIGNIFICATO DEL TERMINE SACRO NELLA NOSTRA CULTURA CONTINUA PIUTTOSTOLA STORIA SEMANTICA DELL’HOMO SACER E NON QUELLA DEL SACRIFICIO. CIO’ CHE ABBIAMO OGGI DAVANTI AGLI OCCHI E’ INFATTI UNA VITA ESPOSTA A UNA VIOLENZA SENZA PRECEDENTI, A VOLTE ANCHE NELLE FORME PIU’ PROFANE E BANALI.
• ANCHE L’AVER VOLUTO RESTITUIRE ALLO STERMINIO DEGLI EBREI UN’AURA SACRIFICALE ATTRAVERSO IL TERMINE OLOCAUSTO, CHE IN EBRAICO INDICA UN SACRIFICIO RELIGIOSO, E’ UN’IRRESPONSABILE CECITA’ STORIOGRAFICA. • L’EBREO SOTTO IL NAZISMO E’ STATO IL REFERENTE NEGATIVO PRIVILEGIATO DELLA NUOVA SOVRANITA’ BIOPOLITICA E, COME TALE, UN CASO FLAGRANTE DI HOMO SACER, NEL SENSO DI VITA UCCIDIBILE E INSACRIFICABILE. • LA SUA UCCISIONE NON COSITUIVA PERCIO’ NE’ UN’ESECUZIONE CAPITALE NE’ UN SACRIFICIO, MA SOLO L’ATTUAZIONE DI UNA MERA UCCIDIBILITA’ CHE INERIVA ALLA CONDIZIONE DI EBREO COME TALE.
• LA VERITA’ DIFFICILE DA ACCETTARE PER LE STESSE VITTIME, MA CHE BISOGNA AVERE IL CORAGGIO DI NON COPRIRE DI VELI SACRIFICALI, E’ CHE GLI EBREI NON SONO STATI STERMINATI NEL CORSO DI UN FOLLE E GIGANTESCO OLOCAUSTO, MA LETTERALMENTE, COME HITLER AVEVA ANNUNCIATO, COME PIDOCCHI, CIOE’ COME NUDA VITA. • LA DIMENSIONE IN CUI LO STERMINIO HA AVUTO LUOGO NON E’ NE’ LA RELIGIONE NE’ IL DIRITTO, MA LA BIOPOLITICA. • LA SACERTA’ E’ UNA LINEA DI FUGA TUTTORA PRESENTE NELLA POLITICA CONTEMPORANEA, CHE, COME TALE, SI SPOSTA VERSO ZONE SEMPRE PIU’ VASTE E OSCURE, FINO A COINCIDERE CON LA STESSA VITA BIOLOGICA DEI CITTADINI. • SE OGGI NON VI E’ PIU’ UNA FIGURA PREDETERMINABILE DELL’UOMO SACRO, E’, FORSE, PERCHE’ SIAMO TUTTI VIRTUALMENTE HOMINES SACRI.
• ECCO CHE AGAMBEN CRITICA L’ANALISI CONDOTTA DA FOUCAULT SULLA BIOPOLITICA, CIOE’ SULLA CRESCENTE IMPLICAZIONE DELLA VITA NATURALE DELL’UOMO NEI CALCOLI ESPLICITI DEL POTERE. FOUCAULT, INFATTI, SI E’ CONCENTRATO IN MANIERA PARTICOLARE SUI PROCESSI DI SOGGETTIVAZIONE, MA NON HA TRASFERITO LE SUE RIFLESSIONI, COME PURE SAREBBE STATO LEGITTIMO ASPETTARSI, SU QUELLO CHE PUO’ ESSERE CONSIDERATO IL LUOGO PER ECCELLENZA DELLA BIOPOLITICA MODERNA: LA POLITICA DEI GRANDI STATI TOTALITARI DEL NOVECENTO. • LA RICERCA INIZIATA CON LA RICOSTRUZIONE DELLE RECLUSIONI NEGLI OSPEDALI O NELLE PRIGIONI NON SI CONCLUDE CON UN’ANALISI DEL CAMPO DI CONCENTRAMENTO.
• PARALLELAMENTE, ANCHE L’ATTENZIONE RIVOLTA DA HANNAH ARENDT NEL SECONDO DOPOGUERRA AGLI STATI TOTALITARI MANCA DI QUALSIASI PROSPETTIVA BIOPOLITICA. • LA ARENDT COGLIE CHIARAMENTE IL NESSO ESISTENTE TRA DOMINIO TOTALITARIO E LA PARTICOLARE CONDIZIONE DI VITA CHE E’ IL CAMPO DI CONCENTRAMENTO.
• INFATTI SCRIVE: IL TOTALITARISMO HA PER SCOPO ULTIMO LA DOMINAZIONE TOTALE DELL’UOMO. I CAMPI DI CONCENTRAMENTO SONO LABORATORI PER LA SPERIMENTAZIONE DEL DOMINIO TOTALE PERCHE’, LA NATURA UMANA ESSENDO QUELLA CHE E’, QUESTO OBIETTIVO NON PUO’ ESSERE RAGGIUNTO CHE NELLE CONDIZIONI ESTREME DI UN INFERNO COSTRUITO DALL’UOMO. • CIO’ CHE LA ARENDT SI LASCIA SFUGGIRE, PERO’, E’ CHE IL PROCESSO E’ IN UN CERTO SENSO INVERSO, E, CIOE’, CHE SOLO LA RADICALE TRASFORMAZIONE DELLA POLITICA, CHE NEL NOSTRO TEMPO E’ DIVENTATA INTEGRALMENTE BIOPOLITICA, HA LEGITTIMATO UN TALE DOMINIO TOTALE E HA POTUTO COSTITUIRSI IN POLITICA TOTALITARIA.
• LA MANCANZA DI UN PUNTO DI CONGIUNZIONE TRA LA PROSPETTIVA DI FOUCAULT E QUELLA DELLA ARENDT EVIDENZIA LA DIFFICOLTA’ DEL PROBLEMA POLITICO DEL NOSTRO TEMPO. AGAMBEN RITIENE CHE IL PUNTO DI CONVERGENZA SI RITROVI PROPRIO NEL CONCETTO DI NUDA VITA O VITA SACRA. • E’ STATO KARL LOWITH (FILOSOFO TEDESCO DI ORIGINI EBRAICHE E ALLIEVO DI HEIDEGGER) IL PRIMO A DEFINIRE “POLITICIZZAZIONE DELLA VITA” IL CARATTERE FONDAMENTALE DELLA POLITICA DEGLI STATI TOTALITARI E A OSSERVARE IL CURIOSO RAPPORTO DI CONTIGUITA’ TRA DEMOCRAZIA E TOTALITARISMO.
• SCRIVE LOWITH: “QUESTA NEUTRALIZZAZIONE DELLE DIFFERENZE POLITICAMENTE RILEVANTI E LO SLITTARE DELLA LORO DECISIONE SI SONO SVILUPPATI A PARTIRE DALL’EMANCIPAZIONE DEL TERZO STATO E DALLA FORMAZIONE DELLA DEMOCRAZIA BORGHESE E DALLA SUA TRASFORMAZIONE IN DEMOCRAZIA INDUSTRIALE DI MASSA FINO AL PUNTO DECISIVO, IN CUI ESSI SI SONO ROVESCIATI NEL LORO OPPOSTO: IN UNA TOTALE POLITICIZZAZIONE DI TUTTO, ANCHE DEGLI AMBITI DI VITA APPARENTEMENTE NEUTRALI. COSI’ COMINCIO’ NELLA RUSSIA MARXISTA UNO STATO DEL LAVORO CHE E’ PIU’ INTENSIVAMENTE STATALE DI QUANTO SIA MAI AVVENUTO NEGLI STATI SOVRANI ASSOLUTI, NELL’ITALIA FASCISTA UNO STATO CORPORATIVO, CHE REGOLA NORMATIVAMENTE OLTRE AL LAVORO ANCHE IL DOPOLAVORO E TUTTA LA VITA SPIRITUALE E NELLA GERMANIA NAZIONALSOCIALISTA UNO STATO INTEGRALMENTE ORGANIZZATO, CHE POLITICIZZA ATTRAVERSO LE LEGGI RAZZIALI ANCHE LA VITA CHE ERA STATA FIN ALLORA PRIVATA”.
• SECONDO AGAMBEN, PERO’, LA CONTIGUITA’ TRA DEMOCRAZIA DI MASSA E STATI TOTALITARI NON HA, COME SOSTENUTO DA LOWITH, LA FORMA DI UN IMPROVVISO ROVESCIAMENTO: PRIMA DI EMERGERE IMPETUOSAMENTE ALLA LUCE NEL NOSTRO SECOLO IL FIUME DELLA BIOPOLITICA SCORRE DA SEMPRE IN MODO SOTTERRANEO MA CONTINUO. • E’ COME SE, A PARTIRE DA UN CERTO MOMENTO, OGNI EVENTO POLITICO DECISIVO MOSTRI SEMPRE UNA DOPPIA FACCIA: GLI SPAZI, LE LIBERTA’ E I DIRITTI CHE GLI INDIVIDUI GUADAGNANO NEL LORO CONFLITTO COI POTERI CENTRALI PREPARANO OGNI VOLTA SIMULTANEAMENTE UNA CRESCENTE ISCRIZIONE DELLA LORO VITA NELL’ORDINE STATUALE, SOTTOPONENDOLI AL POTERE SOVRANO DA CUI VORREBBERO AFFRANCARSI.
• UNA STESSA RIVENDICAZIONE DELLA NUDA VITA CONDUCE, NELLE DEMOCRAZIA BORGHESI, A UN PRIMATO DEL PRIVATO SUL PUBBLICO E DELLE LIBERTA’ INDIVIDUALI SUGLI OBBLIGHI COLLETTIVI E, NEGLI STATI TOTALITARI DIVENTA INVECE IL CRITERIO POLITICO DECISIVO E IL LUOGO PER ECCELLENZA DELLE DECISIONI SOVRANE.
• E’ SOLO PERCHE’ LA VITA BIOLOGICA COI SUOI BISOGNI ERA OVUNQUE DIVENTATA IL FATTO POLITICAMENTE DECISIVO CHE E’ POSSIBILE COMPRENDERE LA RAPIDITA’, ALTRIMENTI INSPIEGABILE, CON CUI NEL SECOLO SCORSO LE DEMOCRAZIE PARLAMENTARI HANNO POTUTO ROVESCIARSI IN STATI TOTALITARI E GLI STATI TOTALITARI HANNO POTUTO CONVERTIRSI QUASI SENZA SOLUZIONE DI CONTINUITA’ IN DEMOCRAZIE PARLAMENTARI. • IN ENTRAMBI I CASI QUESTI ROVESCIAMENTI SI SONO PRODOTTI IN UN CONTESTO IN CUI LA POLITICA SI ERA GIA’ DA TEMPO TRASFORMATA IN BIOPOLITICA E IN CUI LA POSTA IN GIOCO CONSISTEVA SOLO NEL DETERMINARE QUALE FORMA DI ORGANIZZAZIONE RISULTASSE PIU’ EFFICACE PER ASSICURARE LA CURA, IL CONTROLLO E GODIMENTO DELLA NUDA VITA.
• CON L’AFFERMARSI DELLA BIOPOLITICA SI ASSISTE AD UNO SPOSTAMENTO E ALL’ALLARGAMENTO DEI LIMITI DELLO STATO D’ECCEZIONE RIGUARDO ALLE DECISIONI SULLA NUDA VITA. • COSI’ IN OGNI STATO MODERNO E’ POSSIBILE INDIVIDUARE UNA LINEA CHE SEGNA IL PUNTO IN CUI LA DECISIONE SULLA VITA DIVIENE DECISIONE SULLA MORTE, CIOE’ LA BIOPOLITICA SI ROVESCIA IN TANATOPOLITICA. QUESTA LINEA PERO’ NON SI PRESENTA PIU’ COME UN CONFINE FISSO CHE DIVIDE DUE ZONE CHIARAMENTE DISTINTE, MA E’ UNA ZONA IN CONTINUO MOVIMENTO CHE SI SPOSTA IN ZONE VIA PIU’ AMPIE DELLA VITA SOCIALE E IN CUI IL SOVRANO ENTRA IN SIMBIOSI NON SOLO COL GIURISTA, MA ANCHE COL MEDICO, CON LO SCIENZIATO.
• SCOPO DI AGAMBEN E’ MOSTRARE CHE ALCUNI EVENTI FONDAMENTALI DELLA STORIA POLITICA DELLA MODERNITA’ (COME LE DICHIARAZIONI DEI DIRITTI) E ALTRI CHE SEGNANO L’INTRUSIONE DEI PRINCIPI BIOLOGICI-SCIENTIFICI NELL’ORDINE POLITICO (EUGENTICA, DFINIZIONE DEI CRITERI DI MORTE) POSSONO ESSERE COMPRESI SOLO SE INSERITI NEL COMUNE CONTESTO BIOPOLITICO A CUI APPARTENGONO.
LA PRIMA REGISTRAZIONE DELLA NUDA VITA COME NUOVO SOGGETTO POLITICO E’ IMPLICITA NEL DOCUMENTO CHE VIENE POSTO ALLA BASE DELLA DEMOCRAZIA MODERNA: IL WRIT DI HABEAS CORPUS DEL 1679. LA FORMULA SI INCONTRA GIA’ NEL XIII SECOLO DOVE CON HABEAS CORPUS SI INDICAVA L’ORDINE EMESSO DA UN GIUDICE DI PORTARE UN PRIGIONIERO AL PROPRIO COSPETTO. TALE FORMULA PERCIO’ ASSICURAVA LA PRESENZA FISICA DI UNA PERSONA DAVANTI A UNA CORTE DI GIUSTIZIA.
HABEAS CORPUS NEL TEMPO FA RIFERIMENTO AL DIRITTO DI UNA PERSONA DI DIFENDERSI DALL'ARRESTO ILLEGITTIMO, PER CUI IL DIRITTO DI HABEAS CORPUS È DIVENTATO UN IMPORTANTE STRUMENTO PER LA SALVAGUARDIA DELLA LIBERTÀ INDIVIDUALE CONTRO L'AZIONE ARBITRARIA DELLO STATO.
• QUESTA FORMULA PERMETTE ANCHE DI MISURARE LA DIFFERENZA TRA LA LIBERTA’ ANTICA E MEDIEVALE E QUELLA ALLA BASE DELLA DEMOCRAZIA MODERNA: NON L’UOMO LIBERO, CON LE SUE PREROGATIVE, E NEMMENO SEMPLICEMENTE L’HOMO, MA IL CORPUS E’ IL NUOVO SOGGETTO DELLA POLITICA E DELLA DEMOCRAZIA MODERNA: AVERE UN CORPO DA MOSTRARE. • COSI’ LA NASCENTE DEMOCRAZIA EUROPEA PONEVA AL CENTRO DELLA SUA LOTTA CON L’ASSOLUTISMO NON IL BIOS, LA VITA QUALIFICATA DEL CITTADINO, MA LA ZOE’, LA NUDA VITA PRESA COME TALE NEL BANDO SOVRANO. • LA FORZA E L’INTIMA CONTRADDIZIONE DELLA DEMOCRAZIA MODERNA E’ DATA, IN DEFINITIVA, NON DALL’ABOLIZIONE DELLA VITA SACRA, MA DALLA SUA FRANTUMAZIONE IN OGNI SINGOLO CORPO, CHE DIVIENE LA POSTA IN GIOCO DEL CONFLITTO POLITICO.
I DIRITTI DELL’UOMO E LA BIOPOLITICA • PER ANALIZZARE IL LEGAME TRA I DIRITTI DELL’UOMO E LA BIOPOLITICA, AGAMBEN FA RIFERIMENTO ALLA ARENDT, LA QUALE, NEL SUO LIBRO SULL’IMPERIALISMO DEDICA UN CAPITOLO AL PROBLEMA DEI RIFUGIATI, DOVE ASSOCIA IL DECLINO DELLO STATO -NAZIONE ALLA FINE DEI DIRITTI DELL’UOMO. • LA ARENDT MUOVE DALLA FIGURA DEL RIFUGIATO CHE AVREBBE DOVUTO INCARNARE PER ECCELLENZA L’UOMO DEI DIRITTI, MENTRE SEGNA LA CRISI RADICALE DI QUESTO CONCETTO. • LA CONCEZIONE DEI DIRITTI DELL’UOMO, BASATA SULLA SUPPOSTA ESISTENZA DI UN ESSERE UMANO IN QUANTO TALE, CADDE IN ROVINA QUANDO COLORO CHE LA PROFESSAVANO SI TROVARONO DI FRONTE PER LA PRIMA VOLTA A UOMINI CHE AVEVANO PERDUTO OGNI ALTRA QUALITA’ E RELAZIONE SPECIFICA, TRANNE IL PURO FATTO DI ESSERE UMANI.
• NEL SISTEMA DELLO STATO-NAZIONE I COSIDDETTI DIRITTI SACRI E INALIENABILI DELL’UOMO SI MOSTRANO SPROVVISTI DI OGNI TUTELA E DI OGNI CONCRETIZZAZIONE NEL MOMENTO STESSO IN CUI NON SIA POSSIBILE CONFIGURARLI COME DIRITTI DEI CITTADINI DI UNO STATO. • CIO’ E’ IMPLICITO ANCHE NELL’AMBIGUITA’ DEL TITOLO DELLA DICHIARAZIONE DEL 1789 «DICHIARAZIONE DEI DIRITTI DELL’UOMO E DEL CITTADINO» , DOVE NON E’ CHIARO SE I DUE TERMINI SI RIFERISCANO A DUE REALTA’ AUTONOME O FORMINO INVECEUN SISTEMA UNITARIO, IN CUI L’UOMO E’ CONTENUTO E OCCULTATO NEL CITTADINO, E CHE TIPO DI RELAZIONE ESISTA TRA I DUE TERMINI.
• NEL SECONDO DOPOGUERRA SI E’ AVUTA UN’ENFASI STRUMENTALE SUI DIRITTI DELL’UOMO E SI SONO MOLTIPLICATE LE DICHIARAZIONI E LE CONVENZIONI NELL’AMBITO DI ORGANIZZAZIONI SOVRANAZIONALI CHE HANNO IMPEDITO UN’AUTENTICA COMPRENSIONE DEL SIGNIFICATO STORICO DEL FENOMENO. • ORA PERO’ BISOGNA SMETTERE DI GUARDARE ALLE DICHIARAZIONI DEI DIRITTI COME A PROCLAMAZIONI GRATUITE DI VALORI ETERNI METAGIURIDICI, TENDENTI, SENZA MOLTO SUCCESSO, A VINCOLARE IL LEGISLATORE AL RISPETTO DEI PRINCIPI ETERNI E BISOGNA INVECE CONSIDERARLE IN BASE ALLA LORO FUNZIONE STORICA NELLA FORMAZIONE DELLO STATO-NAZIONE.
• LE DICHIARAZIONI DEI DIRITTI RAPPRESENTANO LA FIGURA ORIGINARIA DELL’ISCRIZIONE DELLA VITA NATURALE NELL’ORDINE GIURIDICO-POLITICO DELLO STATO-NAZIONE. QUELLA NUDA VITA NATURALE, CHE NELL’ANTICO REGIME ERA POLITICAMENTE INDIFFERENTE E APPARTENEVA ALLA VITA PRIVATA, ENTRA ORA IN PRIMO PIANO NELLA STRUTTURA DELLO STATO E DIVIENE ANZI IL FONDAMENTO TERRENO DELLA SUA LEGITTIMITA’ E SOVRANITA’. • LA DICHIARAZIONE DEL 1789 INFATTI MOSTRA COME SIA PROPRIO LA NUDA VITA NATURALE, IN PARTICOLARE IL PURO FATTO DELLA NASCITA, A PRESENTARSI COME FONTE DEL DIRITTO. • TUTTAVIA LA VITA NATURALE, CHE QUI INAUGURA LA BIOPOLITICA DELLA MODERNITA’ ED E’ POSTA ALLA BASE DELL’ORDINAMENTO, SI DISPERDE NELLA FIGURA DEL CITTADINO DOVE I DIRITTI NATURALI SONO CONSERVATI. • PONENDO LA NASCITA A FONDAMENTO DELLA COMUNITA’ POLITICA, LA DICHIARAZIONE FINISCE CON L’ATTRIBUIRE LA SOVRANITA’ ALLA NAZIONE, CHE PRESENTA LA STESSA RADICE ETIMOLOGICA DI NASCERE, CHIUDENDO COSI’ IL CERCHIO APERTO DALLA NASCITA DELL’UOMO.
• LE DICHIARAZIONI DEI DIRITTI VANNO VISTE ALLORA COME IL LUOGO IN CUI SI ATTUA IL PASSAGGIO DALLA SOVRANITA’ REGALE DI ORIGINE DIVINA ALLA SOVRANITA’ NAZIONALE. • ESSE DETERMINANO LA TRASFORMAZIONE DEL SUDDITO IN CITTADINO. • IL PRINCIPIO DI NATIVITA’ E QUELLO DI SOVRANITA’, SEPARATI NELL’ANCIEME REGIME DOVE LA NASCITA DAVA LUOGO AL SUDDITO, SI UNISCONO ORA NEL CORPO DEL SOGGETTO SOVRANO PER COSTITUIRE IL FONDAMENTO DEL NUOVO STATO-NAZIONE.
• L’ESSENZA STRUMENTALE DELLE DICHIARAZIONI DEI DIRITTI RISIEDE NEL FATTO CHE LA NASCITA DIVENGA IMMEDIATAMENTE NAZIONE: I DIRITTI, CIOE’, SONO ATTRIBUITI ALL’UOMO NELLA MISURA IN CUI EGLI E’ IL FONDAMENTO DEL CITTADINO. • SOLO COMPRENDENDO CIO’ E’ POSSIBILE CAPIRE IL LORO SVILUPPO NEL SECOLO SCORSO E COME, DOPO LO SCONVOLGIMENTO DELL’ASSETTO GEOPOLITICO SCATURITO DALLA PRIMA GUERRA MONDIALE, SIA EMERSO LO SCARTO TRA NASCITA E NAZIONE E SI SIA AVUTA LA CRISI DELLO STATONAZIONE, MENTRE COMPARIVANO I DUE MOVIMENTI, FASCISMO E NAZISMO, BIOPOLITICI IN SENSO PROPRIO, PERCHE’ HANNO FANNO DELLA NUDA VITA IL LUOGO PER ECCELLENZA DELLA DECISIONE SOVRANA.
• DEL RESTO, L’ESSENZA DELL’IDEOLOGIA NAZIONALSOCIALISTA E’ RIASSUNTA DALLA FORMULA «SUOLO E SANGUE» , DIMENTICANDO CHE ESSA HA UN’INNOCUA ORIGINE GIURIDICA: NON E’ ALTRO CHE L’ESPRESSIONE DEI DUE CRITERI CHE GIA’ A PARTIRE DAL DIRITTO ROMANO SERVONO AD IDENTIFICARE LA CITTADINANZA: IUS SOLI (LA NASCITA IN UN CERTO TERRITORIO) E IUS SANGUINIS (LA NASCITA DA GENITORI CITTADINI). • QUESTI DUE CRITERI GIURIDICI TRADIZIONALI, CHE NELL’ANTICO REGIME NON AVEVANO UN SIGNIFICATO POLITICO ESSENZIALE, PERCHE’ ESPRIMEVANO SOLO UN RAPPORTO DI SUDDITANZA, ACQUISTANO UNA NUOVA IMPORTANZA GIA’ CON LA RIVOLUZIONE FRANCESE: LA CITTADINANZA NON IDENTIFICA UNA GENERICA SOGGEZIONE AD UN’AUTORITA’ REGALE O A UN DETERMINATO SISTEMA DI LEGGI; ESSA NOMINA IL NUOVO STATUTO DELLA VITA COME ORIGINE E FONDAMENTO DELLA SOVRANITA’.
• DI QUI LA CENTRALITA’ E L’AMBIGUITA’ DELLA NOZIONE DI CITTADINANZA NEL PENSIERO POLITICO MODERNO. GIA’ NEL CORSO DELLA RIVOLUZIONE SI MOLTIPLICAVANO LE DISPOSIZIONI NORMATIVE PER PRECISARE QUALE UOMO FOSSE CITTADINO E QUALE NON LO FOSSE. • CIO’ CHE FINO AD ALLORA NON AVEVA COSTIUTITO UN PROBLEMA POLITICO COMINCIA A DIVENTARE UNA QUESTIONE POLITICA ESSENZIALE, FINCHE’ COL NAZIONALSOCIALISMO RISPONDERE ALLA DOMANDA: CHI E CHE COSA E’ TEDESCO, COINCIDE CON IL COMPITO POLITICO SUPREMO. • FASCISMO E NAZISMO SONO UNA RIDEFINIZIONE DELLE RELAZIONI FRA UOMO E CITTADINO.
• FASCISMO E NAZISMO POSSONO ESSERE COMPRESI SOLO SE SITUATI SULLO SFONDO BIOPOLITICO INAUGURATO DALLA SOVRANITA’ NAZIONALE E DALLE DICHIARAZIONI DEI DIRITTI. • UNO DEI CARATTERI ESSENZIALI DELLA BIOPOLITICA MODERNA E’ LA SUA NECESSITA’ DI RIDEFINIRE CONTINUAMENTE NELLA VITA LA SOGLIA CHE ARTICOLA CIO’ CHE E’ DENTRO E CIO’ CHE E’ FUORI. • DAL MOMENTO IN CUI L’IMPOLITICA VITA NATURALE, DIVENUTA FONDAMENTO DELLA SOVRANITA’, VARCA LE MURA DELL’OIKOS E PENETRA NELLA POLIS, ESSA SI TRASFORMA IN UNA LINEA IN MOVIMENTO CHE DEVE ESSERE CONTINUAMENTE RIDISEGNATA. • NELLA ZOE’ CHE LE DICHIARAZIONI HANNO POLITICIZZATO DEVONO ESSERE NUOVAMENTE DEFINITE LE ARTICOLAZIONI E LE SOGLIE CHE PERMETTERANNO DI ISOLARE UNA VITA SACRA.
• SE I RIFUGIATI RAPPRESENTANO, NELL’ORDINAMENTO DELLO STATO-NAZIONE MODERNO, UN ELEMENTO COSI’ INQUIETANTE E’ INNANZITUTTO PERCHE’, SPEZZANDO LA CONTINUITA’ TRA UOMO E CITTADINO, TRA NATIVITA’ E NAZIONALITA’, ESSI METTONO IN CRISI LA FINZIONE ORIGINARIA DELLA SOVRANITA’ MODERNA. • METTENDO ALLA LUCE LO SCARTO TRA NASCITA E NAZIONE, IL RIFUGIATO FA APPARIRE SULLA SCENA POLITICA QUELLA NUDA VITA E IN QUESTO SENSO, COME AFFERMA LA ARENDT, EGLI E’ VERAMENTE L’UOMO DEI DIRITTI AL DI FUORI DELLA MASCHERA DI CITTADINO. E PROPRIO CIO’ RENDE DIFFICILE DEFINIRE POLITICAMENTE TALE FIGURA.
• A PARTIRE DALLA I GUERRA MONDIALE IL NESSO NASCITA-NAZIONE NON E’ PIU’ IN GRADO DI SVOLGERE LA SUA FUNZIONE LEGITTIMANTE ALL’INTERNO DELLO STATO-NAZIONE. • GLI STATI NAZIONE INIZIANO A DISCRIMINARE AL LORO INTERNO UNA VITA PER COSì DIRE AUTENTICA E UNA NUDA VITA PRIVA DI OGNI VALORE POLITICO (EUGENETICA E RAZZISMO). • I DIRITTI DELL’UOMO, CHE AVEVANO SENSO COME PRESUPPOSTO DEI DIRITTI DEL CITTADINO, SI SEPARANO PROGRESSIVAMENTE DA QUESTI E VENGONO UTILIZZATI FUORI DAL CONTESTO DELLA CITTADINANZA AL FINE DI PROTEGGERE UNA NUDA VITA CHE VIENE SPESSO A TROVARSI AI MARGINI DELLO STATO-NAZIONE.
• IL CARATTERE CONTRADDITTORIO DI QUESTI PROCESSI GIUSTIFICA ANCHE IL FALLIMENTO DEGLI SFORZI DEI VARI ORGANISMI E COMITATI ATTRAVERSO CUI GLI STATI, LA SOCIETA’ DELLE NAZIONI E IN SEGUITO L’ONU HANNO CERCATO DI FAR FRONTE AL PROBLEMA DEI RIFUGIATI E DELLA SALVAGUARDIA DEI DIRITTI DELL’UOMO. GLI SFORZI SI ARTICOLANO SOLO SUL PIANO UMANITARIO E SOCIALE, MA NON POLITICO. • QUESTA SEPARAZIONE TRA UMANITARIO E POLITICO E’ LA FASE ESTREMA DELLO SCOLLAMENTO TRA I DIRITTI DELL’UOMO E I DIRITTI DEL CITTADINO.
• BISOGNEREBBE SEGUIRE LE INDICAZIONI DELLA ARENDT E SCINDERE IL CONCETTO DI RIFUGIATO DA QUELLO DI DIRITTI DELL’UOMO, CHE SONO LEGATI ALLE SORTI DELLO STATO-NAZIONE: LA CRISI DI QUESTO RENDE OBSOLETI I DIRITTI UMANI. • IL RIFUGIATO INCARNA UN CONCETTOLIMITE CHE METTE IN CRISI LE CATEGORIE FONDAMENTALI DELLO STATO NAZIONE (IL NESSO NASCITA/NAZIONE E QUELLO UOMO/CITTADINO) E CHE ANDREBBE VISTO NELLA PROSPETTIVA DI UNA POLITICA IN CUI LA NUDA VITA NON SIA PIU’ SEPARATA E POSTA FUORI DALL’ORDINAMENTO STATUALE NEMMENO ATTRAVERSO LA FIGURA DEI DIRITTI UMANI.
VITA CHE NON MERITA DI VIVERE • AGAMBEN RICHIAMA UN OPUSCOLO PUBBLICATO NEL 1920 DAL TITOLO “L’AUTORIZZAZIONE DELL’ANNIENTAMENTO DELLA VITA INDEGNA DI ESSERE VISSUTA» , I CUI AUTORI ERANO UN ESPERTO DI DIRITTO PENALE E UN PROFESSORE DI MEDICINA CHE SI OCCUPAVA DI ETICA MEDICA. • IL LIBRO E’ IMPORTANTE PERCHE’ SPIEGA L’IMPUNIBILITA’ DEL SUICIDIO, INTESO COME ESPRESSIONE DELLA SOVRANITA’ DELL’UOMO VIVENTE SULLA PRORPIA ESISTENZA: ESSO SI CONFIGURA, AL PARI DELLA DECISIONE SOVRANA SULLO STATO D’ECCEZIONE, COME UNA SOGLIA CHE L’ORDINAMENTO GIURIDICO NON PUO’ NE’ VIETARE NE’ PERMETTERE, NE ESCLUDERE NE’ INCLUDERE.
• DA QUESTA SOVRANITA’ DELL’UOMO SU SE STESSO IL GIURISTA DERIVA LA NECESSITA’ DI AUTORIZZARE L’ANNIENTAMENTO DELLA VITA INDEGNA DI ESSERE VISSUTA. CON QUESTA ESPRESSIONE IL RIFERIMENTO E’ ALLA LICEITA’ DELLA PRATICA EUTANASICA, MA E’ IMPORTANTE PERCHE’ IL CONCETTO FA PER LA PRIMA VOLTA LA COMPARSA SULLA SCENA GIURIDICA EUROPEA. • ESSA E’ LA PRIMA ARTICOLAZIONE GIURIDICA DELLA STRUTTURA BIOPOLITICA FONDAMENTALE DELLA MODERNITA’, CIOE’ LA DECISIONE SUL VALORE O SUL DISVALORE DELLA VITA COME TALE.
• PER IL GIURISTA IL CONCETTO DI VITA INDEGNA DI ESSERE VISSUTA E’ ESSENZIALE PER TROVARE UNA RISPOSTA AL QUESITO: L’IMPUNITA’ DELL’ANNIENTAMENTO DELLA VITA DEVE RIMANERE LIMITATO AL SUICIDIO O DEVE ESSERE ESTESA ALL’UCCISIONE DI TERZI? . • LA SOLUZIONE DIPENDE DALLA RISPOSTA CHE SI DA’: ESISTONO VITE UMANE CHE HANNO PERDUTO PER SEMPRE OGNI VALORE?
• IL CONCETTO DI VITA SENZA VALORE (O INDEGNA DI ESSERE VISSUTA) SI APPLICAVA INNANZITUTTO AGLI INDIVIDUI CHE DOVEVANO ESSERE CONSIDERATI INCURABILMENTE PERDUTI IN SUGUITO A MALATTIA E CHE, IN PIENA COSCIENZA DELLA LORO CONDIZIONE, DESIDERASSERO ASSOLUTAMENTE LIBERARSI DA TALE CONDIZIONE. • PIU’ PROBLEMATICA RISULTAVA LA CONDIZIONE DEI COSIDDETTI “IDIOTI INCURABILI”, CHE NON MANIFESTAVANO NE’ LA VOLONTA’ DI VIVERE NE’ DI MORIRE. ANCHE QUI, SECONDO I DUE AUTORI, NON C’ERA RAGIONE PER NON UCCIDERE QUESTE VITE. • IL GIURISTA PROPONEVA CHE L’INIZIATIVA, OVE NON ESPRESSA DAL MALATO, FOSSE ATTUATA DA UN MEDICO O DA UN PARENTE STRETTO E CHE LA DECISIONE ULTIMA COMPETESSE AD UNA COMMISSIONE COMPOSTA DA UN MEDICO, DA UNO PSICHIATRA E DA UN GIURISTA.
• AL DI LA’ DEI DIBATTITI SULL’EUTANASIA, CIO’ CHE INTERESSA E’ IL FATTO CHE ALLA SOVRANITA’ DELL’UOMO VIVENTE SULLA PROPRIA VITA SIA SEGUITA LA FISSAZIONE DI UNA SOGLIA AL DI LA’ DELLA QUALE LA VITA CESSA DI AVERE VALORE GIURIDICO E PUO’ PERTANTO ESSERE UCCISA SENZA COMMETTERE OMICIDIO. • LA NUOVA CATEGORIA DI VITA SENZA VALORE CORRISPONDE ALLA NUDA VITA DELL’HOMO SACER. • ALLA POLITICIZZAZIONE DELLA VITA SEMBRA FARE SEGUITO UNA DECISIONE SULLA SOGLIA AL DI LA’ DELLA QUALE LA VITA CESSA DI ESSERE POLITICAMENTE RILEVANTE, DIVIENE VITA SACRA E PUO’ ESSERE IMPUNEMENTE ELIMINATA.
• IL PROGRAMMA EUTANASICO CHE, SEPPUR IN RITARDO, HITLER MISE IN OPERA, NON RIENTRAVA IN REALTA’ IN UN PROGRAMMA EUGENETICO, SIA PERCHE’ UNA TUTELA SUFFICIENTE ERA DATA DALLE LEGGI SULLA PREVENZIONE DELLE MALATTIE EREDITARIE E SULLA PROTEZIONE DELLA SALUTE EREDITARIA DEL POPOLO TEDESCO, SIA PERCHE’ COLORO CHE ERANO SOTTOPOSTI AL PROGRAMMA ( IN GRAN PARTE VECCHI E BAMBINI) NON ERANO COMUNQUE IN CONDIZIONI DI RIPRODURSI. • IL PROGRAMMA NON POTEVA ESSERE INSERITO NEMMENO IN UN PROGRAMMA DI ORDINE ECONOMICO, PERCHE’ ESSO, AL CONTRARIO, RICHIESE UN FORTE SFORZO ORGANIZZATIVO.
• LA SPIEGAZIONE CHE RESTA E’ CHE, SOTTO UN SUPPPOSTO PROBLEMA UMANITARIO, FOSSE IN QUESTIONE L’ESERCIZIO, NELL’ORIZZONTE DELLA NUOVA VOCAZIONE BIOPOLITICA DELLO STATO NAZIONALSOCIALISTA, DEL POTERE SOVRANO DI DECIDERE SULLA NUDA VITA. L’EUTANASIA SI COLLOCA ALL’INCROCIO TRA LA DECISIONE SOVRANA SULLA VITA UCCIDIBILE E L’ASSUNZIONE DELLA CURA DEL CORPO BIOLOGICO DELLA POPOLAZIONE, SEGNANDO IL PASSAGGIO DALLA BIOPOLITICA ALLA TANATOPOLITICA.
• SE AL SOVRANO, CHE DECIDE NELLO STATO D’ECCEZIONE, COMPETE IN OGNI TEMPO IL POTERE DI DECIDERE QUALE VITA POSSA ESSERE UCCISA SENZA COMMETTERE OMICIDIO, NELL’ETA’ DELLA BIOPOLITICA QUESTO POTERE NON SI RITROVA PIU’ NELLO STATO DI ECCEZIONE, MA DIVIENE UN POTERE DI DECIDERE QUANDO UNA VITA CESSA DI ESSERE POLITICAMENTE RILEVANTE. • NELLA BIOPOLITICA MODERNA SOVRANO E’ COLUI CHE DECIDE SUL VALORE O SUL DISVALORE DELLA VITA IN QUANTO TALE. • QUELLA VITA CHE CON LE DICHIARAZIONI DI DIRITTI ERA STATA INVESTITA COME TALE DEL PRINCIPIO DI SOVRANITA’, DIVENTA ESSA STESSA LUOGO DELLA DECISIONE SOVRANA
• IN DEFINITIVA, SIA I CONDANNATI A MORTE CHE I RECLUSI NEI CAMPI SONO IN QUALCHE MODO ASSIMILATI A DEGLI HOMINES SACRI, A VITE CHE POSSONO ESSERE UCCISE SENZA COMMETTERE OMICIDIO. • L’INTERVALLO TRA LA CONDANNA A MORTE E L’ESECUZIONE, COME IL RECINTO DEL LAGER, DELIMITA UNA SOGLIA EXTRATEMPORALE ED EXTRATERRITORIALE, IN CUI IL CORPO UMANO E’ SCIOLTO DAL SUO STATUTO POLITICO NORMALE E, IN STATO D’ECCEZIONE, E’ ABBANDONATO ALLE PIU’ ESTREME PERIPEZIE, DOVE L’ESPERIMENTO PUO’ RESTITUIRLO ALLA VITA O CONSEGNARLO DEFINITIVAMENTE ALLA MORTE CUI GIA’ APPARTIENE. • NELL’ORIZZONTE BIOPOLITICO MODERNO IL MEDICO E LO SCIENZIATO SI MUOVONO IN QUELLA TERRA DI NESSUNO IN CUI UN TEMPO SOLO IL SOVRANO POTEVA PENETRARE.
• CIO’ CHE E’ AVVENUTO NEI CAMPI SUPERA NETTAMENTE IL CONCETTO GIURIDICO DI CRIMINE. IL CAMPO E’ IL LUOGO IN CUI SI E’ REALIZZATA LA PIU’ ASSOLUTA CONDITIO INHUMANA CHE SI SIA DATA SULLA TERRA. • PROBABILMENTE LA PRIMA ESPERIENZA IN TAL SENSO E’ QUELLA DEI CAMPOS DE CONCENTRATIONES CREATI DAGLI SPAGNOLI A CUBA NEL 1896 PER REPRIMERE L’INSURREZIONE DELLA POPOLAZIONE COLONIALE. IN ESSI SI E’ AVUTA L’ESTENSIONE AD UN’INTERA POPOLAZIONE CIVILE DI UNO STATO DI ECCEZIONE LEGATO A UNA GUERRA COLONIALE.
• I CAMPI NON NASCONO DAL DIRITTO ORDINARIO NE’ SONO UNO SVILUPPO DEL DIRITTO CARCERARIO, MA DALLO STATO D’ECCEZIONE E DALLA LEGGE MARZIALE. • PER I LAGER NAZISTI LA BASE GIURIDICA ERA LA COSIDDETTA CUSTODIA PROTETTIVA, CONSISTENTE IN UNA MISURA DI POLIZIA PREVENTIVA CHE PERMETTEVA DI PRENDERE IN CUSTODIA DEGLI INDIVIDUI UNICAMENTE AL FINE DI EVITARE UN PERICOLO PER LA SICUREZZA DELLO STATO.
• IL SISTEMA POLITICO DELLO STATO-NAZIONE MODERNO, CHE SI FONDAVA SUL NESSO TRA ORDINAMENTO (STATO) E LOCALIZZAZIONE (TERRITORIO), MEDIATO DA REGOLE DI ISCRIZIONE DELLA VITA (LA NASCITA O LA NAZIONE), ENTRA IN CRISI E LO STATO DECIDE DI ASSUMERE DIRETTAMENTE TRA I PROPRI COMPITI LA CURA DELLA VITA BIOLOGICA DELLA NAZIONE. • LA ROTTURA DEL VECCHIO NOMOS NON SI PRODUCE NEI DUE ASPETTI INDIVIDUATI DA SCHMITT, CIOE’ LA LOCALIZZAZIONE E L’ORDINAMENTO, MA NEL PUNTO CHE SEGNA L’ISCRIZIONE DELLA NUDA VITA AL LORO INTERNO. • A UN ORDINAMENTO SENZA LOCALIZZAZIONE (LO STATO DI ECCEZIONE) CORRISPONDE UNA LOCALIZZAZIONE SENZA ORDINAMENTO (IL CAMPO), UNO SPAZIO PERMANENTEMENTE D’ECCEZIONE.
- Slides: 86