DOPING DR GIORGIO CAGNI DVM MEDICO VETERINARIO Definizione

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DR. GIORGIO CAGNI DVM MEDICO VETERINARIO

DR. GIORGIO CAGNI DVM MEDICO VETERINARIO

Definizione di doping Legge n. 376 del 18/12/2000: Disciplina della tutela sanitaria delle attività

Definizione di doping Legge n. 376 del 18/12/2000: Disciplina della tutela sanitaria delle attività sportive e della lotta contro il doping Articolo 1 comma 2 “Costituiscono doping la somministrazione o l’assunzione di farmaci o di sostanze biologicamente o farmacologicamente attive e l’adozione o la sottoposizione a pratiche mediche non giustificate da condizioni patologiche ed idonee a modificare le condizioni psicofisiche o biologiche dell’organismo al fine di alterare le prestazioni agonistiche degli atleti” Articolo 1 comma 3 “Sono equiparate al doping la somministrazione di farmaci o di sostanze biologicamente o farmacologicamente attive e l’adozione di pratiche mediche, non giustificate da condizioni patologiche, finalizzate e comunque idonee a modificare i risultati dei controlli sull’uso dei farmaci, delle sostanze e delle pratiche indicate nel comma 2”

Storia del doping Già nelle Olimpiadi del 668 AC si assumevano sostanze stimolanti, in

Storia del doping Già nelle Olimpiadi del 668 AC si assumevano sostanze stimolanti, in particolare gli atleti greci mangiavano funghi allucinogeni Tra gli atleti greci e aztechi diffusa era l’abitudine di mangiare grandi quantità di carne, tra cui cuore umano prima delle gare Il ricorso a sostanze che fornivano aggressività e coraggio era molto diffuso tra i vichinghi Galeno (130 -200 DC) descrive nei suoi scritti le sostanze che gli atleti romani assumevano per migliorare la loro prestazione Verso la fine del 1800, ciclisti europei assumono eroina, cocaina e altre sostanze eccitanti Nel 1865 viene riportato per la prima volta in una rivista scientifica (BMJ) un caso di doping (un nuotatore espulso da una gara ad Amsterdam) Nel 1886 la prima morte conosciuta per doping: un ciclista

Storia del doping Il vincitore della maratona nelle Olimpiadi del 1904, Thomas Hicks, aveva

Storia del doping Il vincitore della maratona nelle Olimpiadi del 1904, Thomas Hicks, aveva assunto stricnina e brandy durante la gara Il vincitore dei 100 metri di atletica nelle Olimpiadi del 1920 aveva bevuto sherry con uova crude prima della gara Morte nel 1949 del ciclista Falzini alla Milano-Rapallo per assunzione di simpamina Nelle Olimpiadi del 1960 un ciclista danese, Kurt Jensen, muore per avere usato amfetamine Per uso di amfetamine nel 1967 al Tour de France muore, scalando il Mont Ventoux, il ciclista inglese Tommy Simpson (sotto l’occhio della televisione) Nel 1968 la morte del calciatore francese Jean-Louis Quadri sempre per assunzione di amfetamine Olimpiadi di Helsinki del 1952 probabile data d’inizio dell’uso degli anabolizzanti; Campionati del Mondo sollevamento pesi a Vienna (1954) gli atleti sovietici, imbottiti di testosterone fanno incetta di medaglie d’oro Come risposta all’uso di ormoni sessuali maschili da parte dei sovietici, negli anni ’ 50, gli americani sviluppano diversi steroidi anabolizzanti (il primo fu il metandrostenolone, Dianabol ®, messo a punto dal Dr. Ziegler)

Storia del doping • Anni 70 -80 uso di anabolizzanti tra le nuotatrici della

Storia del doping • Anni 70 -80 uso di anabolizzanti tra le nuotatrici della DDR • Morti tra i ciclisti (1987 -1990) • Olimpiadi 1988: il caso Ben Johnson • Agli inizi del ’ 90 le autorità della Germania unificata scoprono i file con i nomi degli oltre 10. 000 atleti della Germania dell’Est che avevano ricevuto sostanze dopanti come parte di un piano governativo • Nuotatrici cinesi (1992 -1994) • 1998 morte di Florence Griffith Joyner (38 anni!) per crisi cardiaca • 1998 esplode lo scandalo doping al Tour de France

Storia della lotta al doping 1910 Vienna: il chimico Bukowsky mette a punto un

Storia della lotta al doping 1910 Vienna: il chimico Bukowsky mette a punto un metodo per individuare sostanze dopanti nella saliva dei cavalli 1956 Melbourne: analisi della rilevanza del problema 1960 Roma: 20 nazioni emanarono un risoluzione contraria all’uso delle sostanze dopanti 1963 Francia: dichiarazione di illegalità della pratica del doping 1965 Belgio: provvedimento analogo a quello francese 1968: 1° lista ufficiale delle sostanze proibite (CIO) Primi anni 80: utilizzo della gas-cromatografia Fine anni 90: la biologia molecolare entra nel mondo

1999 WORLD ANTIDOPING AGENCY (WADA O AMA)

1999 WORLD ANTIDOPING AGENCY (WADA O AMA)

World Anti-Doping Agency Obiettivi per l’azione comunitaria nella lotta contro il doping • Informazione

World Anti-Doping Agency Obiettivi per l’azione comunitaria nella lotta contro il doping • Informazione e prevenzione • Coordinamento nelle legislazioni • Chiara definizione di “Doping” • Comune lista delle sostanze dopanti • Standardizzazione delle metodologie • Specifica protezione della salute dei giovani atleti • Salvaguardia della credibilità dell’antidoping

Codice WADA Rappresenta il documento fondamentale ed universale su cui si basa il Programma

Codice WADA Rappresenta il documento fondamentale ed universale su cui si basa il Programma mondiale antidoping ed enuncia le responsabilità degli attori coinvolti. Armonizza regole e procedure che in precedenza variavano a seconda del paese e della disciplina sportiva. Il Codice va oltre una mera definizione del doping, dichiarandolo una violazione secondo le seguenti disposizioni: - accertamento di una sostanza o di un metodo proibito - uso o tentato uso - rifiuto oppure omissione di sottoporsi al controllo - violazione dell’obbligo di notifica dei luoghi di permanenza - manomissione della procedura di controllo - possesso di sostanze vietate da parte dell’atleta o del personale di supporto - commercio di sostanze - somministrazione o tentata somministrazione

Riassunto dei punti principali del codice antidoping WADA 1) Funziona sulla base di standard

Riassunto dei punti principali del codice antidoping WADA 1) Funziona sulla base di standard internazionali elaborati in collaborazione con i firmatari del codice e i governi che hanno firmato la risoluzione di Copenhagen il 5/3/2003. a) Standard internazionali uguali per tutti i laboratori b) Standard internazionali uguali per tutti circa l’uso di sostanze soggette a restrizione a fine terapeutico c) Srandard internazionali uguali per tutti per le modalità di controllo 2) il rispetto degli standard è obbligatorio I controlli Li possono fare: WADA, Cio, Federazioni Internazionali, Federazioni Nazionali, Organismi nazionali deputati (CVD per l’Italia) 3) Nel codice vi sono anche modelli di regole e regolamenti di funzionamento dell’attività antidoping cui potersi rifare (tali modelli sono usabili ma non obbligatoriamente) 4) La prima parte del codice enuncia le regole e i principi dell’antidoping che debbono essere seguiti dai Comitati Olimpici Internazionali, le Federazioni sportive Internaziionali, gli organismi di controllo nazionali. 5) anche le organizzazioni responsabili dei grandi eventi sportivi debbono seguire le regole WADA

CODICE ANTIDOPING CIO • ENUNCIAZIONE • CLASSI DI DELLE SOSTANZE VIETATE • PRATICHE VIETATE

CODICE ANTIDOPING CIO • ENUNCIAZIONE • CLASSI DI DELLE SOSTANZE VIETATE • PRATICHE VIETATE • ELENCAZIONE • CLASSI DI ESEMPLIFICATIVA DI SOSTANZE VIETATE SOSTANZE E IN CERTE PRATICHE CONDIZIONI CONSIDETATE “DOPING”

NORMATIVE ANTIDOPING NORME CIO (Comitato Olimpico Internazionale)- WADA (World Anti-Doping Agency) LEGGE 14/12/2000 N°

NORMATIVE ANTIDOPING NORME CIO (Comitato Olimpico Internazionale)- WADA (World Anti-Doping Agency) LEGGE 14/12/2000 N° 376 REGOLAMENTO CONI DEL 30/06/05 (22/12/05) DMS 7/8/2002 DMS 19/11/2002 DMS 03/02/2006 DMS 04/04/2008 DMS 12/03/09 DMS 19/04/10 REGOLAMENTI SPECIALI

PRELIEVI E CONTROLLI IN GARA E FUORI GARA CONI E DALLE FSN MINISTERO DELLA

PRELIEVI E CONTROLLI IN GARA E FUORI GARA CONI E DALLE FSN MINISTERO DELLA SALUTE CIO, WADA, SORTEGGIANO NOMINATIVI DA SOTTOPORRE A CONTROLLO

I CONTROLLI SONO COMBINATI SANGUE-URINE IL DOPING È UN REATO PENALE, PUNITO FINO A

I CONTROLLI SONO COMBINATI SANGUE-URINE IL DOPING È UN REATO PENALE, PUNITO FINO A TRE ANNI DI RECLUSIONE (CHE POSSONO DIVENTARE DI PIÙ SE INSORGONO DANNI EFFETTIVI PER LA SALUTE), SE AD ESSERE INDOTTO AD ASSUMERE SOSTANZE VIETATE PER DOPING È UN MINORENNE O SE, A DISTRIBUIRE LE SOSTANZE, È UN DIPENDENTE DEL CONI.

Le pene a) La presenza nel fisico di una sostanza proibita, dei suoi metaboliti

Le pene a) La presenza nel fisico di una sostanza proibita, dei suoi metaboliti o dei suoi markers ; l’uso o il tentativo d’uso di sostanze o metodi proibiti; il possesso di sostanza o metodo proibito; il rifiuto dei controlli; la falsificazione o il tentativo di falsificazione dei controlli comportano: due anni di sospensione alla prima infrazione; sospensione a vita alla seconda. La lista delle sostanze proibite PUO’ identificare sostanze specifiche possono portare ad una violazione del regolamento e che sono contenute in alcune medicine e sono meno suscettibili di effetti dopanti. In questo caso la pena sarà dall’avvertimento, alla multa alla sospensione massimo fino ad un anno alla prima infrazione; due anni per la seconda infrazione; sospensione a vita per la terza.

Le pene b) La somministrazione o tentativo di somministrazione di sostanza o metodo proibito

Le pene b) La somministrazione o tentativo di somministrazione di sostanza o metodo proibito comporta da quattro anni, alla sospensione a vita. c) Se la violazione dei regolamenti riguarda un minore le pene si accrescono e prevedono la sospensione a vita di tecnici, allenatori, massaggiatori, medici, dirigenti, ecc. eventualmente coinvolti. d) si lascia alle organizzazioni deputate ai controlli la facoltà di stabilire l’entità del periodo di sospensione in caso di violazione dell’obbligo di dare la reperibilità per i test.

ESENZIONE A FINI TERAPEUTICI Il codice WADA autorizza gli atleti e i loro medici

ESENZIONE A FINI TERAPEUTICI Il codice WADA autorizza gli atleti e i loro medici a richiedere un’esenzione per fini terapeutici ovvero il permesso di utilizzare ai fini terapeutici sostanze o metodi contenuti nelle lista delle sostanze vietate. L’atleta dovrà inoltrare la domanda almeno 21 giorni prima della partecipazione di una gara. La domanda deve contenere la dichiarazione di un medico debitamente qualificato che attesti la necessità dell’utilizzo della sostanza e che spieghi le ragioni per cui non è possibile utilizzare un altro farmaco permesso per il trattamento della patologia in questione. Devono esser specificati posologia, frequenza, via e durata di somministrazione della sostanza Tale certificazione deve essere trasmessa almeno 21 giorni prima delle competizioni alla Commissione Antidoping del CONI indicando che si tratta di una esenzione per fini terapeutici. L’atleta e la WADA riceveranno successivamente un certificato di esenzione che comprende le informazioni relative alla durata dell’autorizzazione e delle condizioni di tale esenzione.

LISTA DELLE CLASSI DI SOSTANZE VIETATE (D. M. S. 19/04/10) Proibite IN e FUORI

LISTA DELLE CLASSI DI SOSTANZE VIETATE (D. M. S. 19/04/10) Proibite IN e FUORI GARA Proibite solo IN GARA S 1 Agenti anabolizzanti S 2 Ormoni e sostanze correlate S 3 Beta-2 agonisti S 4 Antagonisti e modulatori ormonali S 5 Diuretici e agenti mascheranti S 6 Stimolanti S 7 Narcotici S 8 Derivati della cannabis sativa e indica S 9 Corticosteroidi Proibite solo IN PARTICOLARI SPORT P 1 Alcool P 2 Betabloccanti