Didattica interculturale 1 Intercultura e valutazione educativa 01122017




























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+ Didattica interculturale 1. Intercultura e valutazione educativa. 01/12/2017 Cristiano Corsini – Università G. d’Annunzio 1/12/17 cristiano. corsini@unich. it
+ 2 Partiamo dalla valutazione n Partiamo dalla valutazione per rispondere a una domanda fondamentale: quale contributo può dare un approccio interculturale al miglioramento della didattica? n Per farlo, dobbiamo partire da una visione non reificata ma dinamica della cultura e da una dialettica dell’intercultura. Conseguentemente, dobbiamo tenere presente quanto categorie, stereotipi e pregiudizi incidano sul nostro modo di osservare e dare un senso alla realtà. cristiano. corsini@unich. it 1/12/17
3 Pregiudizi e stereotipi Strategie didattiche COMPETENZE INTERCULTURAL I Distorsioni valutative e come affrontarle Cultura e Intercultura cristiano. corsini@unich. it 1/12/17
n 4 1/12, 15 -17. In presenza. «Intercultura e valutazione educativa» : soggettività, arbitrarietà e pregiudizi. n 2/12. On line. Distorsioni valutative: l’incidenza di stereotipi e pregiudizi. n 2/12. On line. Distorsioni valutative e didattica: la minaccia di stereotipo. n 14/12. On line. Il cooperative learning e le competenze interculturali. n 15/12, 15 -17. In presenza. «Stereotipi, pregiudizi e didattica interculturale: il ruolo della valutazione formativa» . Le competenze interculturali (1). n 16/12, 11 -13. In presenza. «Didattica e intercultura: una proposta per il Laboratorio di Didattica Interculturale» . Le competenze interculturali (2). cristiano. corsini@unich. it 1/12/17
Il vostro punto di vista n Le vostre esperienze di “valutazione ingiusta” n Descrivete uno o due episodi di ingiuste valutazioni (a scuola o in università) alle quali avete assistito come soggetti protagonisti o come testimoni, come studentesse e studenti o come docenti. n Avete 20 minuti di tempo. n Non inserite dati sensibili nel racconto (per es. i vostri nomi o quelli di altre persone)! cristiano. corsini@unich. it 5 VALUTAZIONE INGIUSTA 1/12/17
Analisi dello scarto dei voti da diversi valutatori alla STESSA prova (Laugier e Weinberg, in Piéron 1963, indagine sul baccalauréat) 6 Scarti (scala da 1 a 20) Massimo Vero voto N. minimo Valutatori Prova Medio Più frequente Composizione di francese 3, 3 6 e 7 13 78 Versione dal latino 3, 0 5 12 19 Inglese 2, 2 4 9 28 Matematica 2, 0 4 9 13 Filosofia 3, 4 5 e 7 12 127 Fisica 1, 9 4 8 16 cristiano. corsini@unich. it 1/12/17
7 Principali elementi di distorsione nella valutazione educativa cristiano. corsini@unich. it 1/12/17
8 Principali elementi di distorsione nella valutazione educativa Alone Elementi poco pertinenti risultano determinanti nel giudizio «Guarda com e s’è conciato ques to…» cristiano. corsini@unich. it 1/12/17
Principali elementi di distorsione nella valutazione educativa 9 Contagio Influenza del giudizio altrui sulla valutazione «Qual è la sua media? » cristiano. corsini@unich. it 1/12/17
Principali elementi di distorsione nella valutazione educativa Contraccolpo 10 Modificazione della didattica in funzione degli esami finali «Oggi facciam o le prove delle prove de lle prove delle prove de lle pr…» cristiano. corsini@unich. it 1/12/17
Principali elementi di distorsione nella valutazione educativa 11 Distribuzione forzata Forzatura delle differenze individuali, assimilazione alla curva normale «Non mi vien e la campana!» cristiano. corsini@unich. it 1/12/17
Principali elementi di distorsione nella valutazione educativa 12 Pigmalione Adeguamento alle aspettative «Guardi, lei è tra le più sveglie, imparerà tutto » cristiano. corsini@unich. it 1/12/17
Principali elementi di distorsione nella valutazione educativa 13 Stereotipia Forte incidenza di giudizi precedenti (fissità valutativa) «Tutto giusto ? Lei? Avrà sicuramente c opiato» cristiano. corsini@unich. it 1/12/17
Principali elementi di distorsione nella valutazione educativa 14 Successione/ Contrasto Sovra o sottostima sulla base di un confronto con un altro esaminando «Se non altro , lei due parole in fila ha saputo dir le: 18!» cristiano. corsini@unich. it 1/12/17
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21 • L’elemento soggettivo garantisce autenticità e significatività alla valutazione. • Come docenti che si fanno carico della propria responsabilità valutativa possiamo considerare la valutazione una operazione che consente di intervenire sull’apprendimento e insegnamento per renderli più efficaci ed equi. • E, per questo, senza autonomia valutativa non c’è autonomia d’insegnamento. E senza autonomia autovalutativa l’apprendimento è più difficoltoso. cristiano. corsini@unich. it 1/12/17
22 • La valutazione è, sempre, una forma di gestione di potere. • Ed è, sempre, soggettiva. Ma soggettività non significa arbitrio (e il potere può essere condiviso). • Come uscire dall’arbitrio? • Rendendo trasparenti prima di tutti a noi stessi finalità, criteri, modalità valutativa anche nelle prove tradizionali. Abbiamo una serie di domande per un’interrogazione orale con relativi esempi di risposte-tipo? • Questo può aiutarci a limitare le distorsioni. • E aiuta chi apprende a regolare il proprio apprendimento. • Possiamo costruire strumenti di valutazione più giusti collaborando con colleghe, colleghi, studentesse e studenti. cristiano. corsini@unich. it 1/12/17
+ 23 INTERCULTURAL COMPETENCE MODEL From “The Identification and Assessment of Intercultural Competence as a Student Outcome of Internationalization at Institutions of Higher Education in the United States” by Dr. Darla K. Deardorff in Journal of Studies in International Education, Fall 2006, 10, p. 241 -266 and in The SAGE Handbook of Intercultural Competence, 2009 (Thousand Oaks: Sage) cristiano. corsini@unich. it 1/12/17
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+ Il senso della misura tra docimologia e didattica interculturale: 25 Visalberghi e Deardorff n “Witholding judgement”: per Deardorff è il primo passo per sviluppare competenze interculturali. n Proviamo a confrontare questo atteggiamento con quanto scrive Visalberghi in merito alla misurazione in campo educativo… cristiano. corsini@unich. it 1/12/17
A. Visalberghi, Misurazione e valutazione nel processo educativo, 1955. 26 Non c’è nessuna ragione di fondo per cui la misura intesa come operazione di conteggio o confronto non debba accompagnarsi con la misura intesa come abito di equilibrio e discrezione. Si potrebbero fare, è vero, sottili analisi circa l’origine classica dei due significati ed il loro uso rinascimentale, ma non crediamo che i risultati sarebbero in contrasto con la semplice osservazione di buon senso che l’abito stesso del misurare, implicando l’attitudine a vedere un più ed un meno dove il giudizio affrettato scorge qualità assolute, è esso stesso un abito di riflessività, di moderazione e di prudenza. cristiano. corsini@unich. it 1/12/17
+ 27 Nel prossimo incontro n Nel prossimo incontro (15/12) continueremo ad analizzate il rapporto tra valutazione, insegnamento e apprendimento in contesti interculturali, e lo faremo con riferimento a strumenti concreti d’intervento. n Vi chiedo però di leggere quanto indicato nella successiva, e ultima, slide. n Grazie! cristiano. corsini@unich. it 1/12/17
Da leggere per il 14/12 28 1. Da p. 7 a p. 23 di “Un po’ di storia della valutazione scolastica” NASCITA DELLA DOCIMOLOGIA (PIÉRON, H. ) 7 -11 STEREOTIPI ED EFFETTI DI ALONE (DE LANDSHEERE), 12 -14 I LIMITI DELLE PROVE (DOMENICI, G. ), 15 -19 IDÒLA (BENVENUTO, G. ), 20 -23 http: //www. progettovalutazione. org/asp/Un%20 po%27%20 di%20 storia%20 della%20 valutazione%20 scolastica. pdf 2. Tomasetto, C. , Matteucci, M. C. , & Pansu, P. (2012). Si può ridurre la minaccia dello stereotipo in classe? 3. Damini M. (2011), Costruire competenze interculturali attraverso il Cooperative Learning cristiano. corsini@unich. it 1/12/17