DANTE ALIGHIERI DIVINA COMMEDIA INFERNO CANTO XIV Argomento

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DANTE ALIGHIERI DIVINA COMMEDIA INFERNO CANTO XIV

DANTE ALIGHIERI DIVINA COMMEDIA INFERNO CANTO XIV

Argomento del Canto • Ingresso nel III girone del VII Cerchio, dove sono puniti

Argomento del Canto • Ingresso nel III girone del VII Cerchio, dove sono puniti i violenti contro Dio (tra cui i bestemmiatori). Descrizione del sabbione infuocato e della pioggia di fiamme. Incontro con Capaneo. Origine dei fiumi infernali e spiegazione di Virgilio sul Veglio di Creta. • È l'alba di sabato 9 aprile del 1300.

Il sabbione infuocato (1 -42) 1 Poi che la carità del natio loco mi

Il sabbione infuocato (1 -42) 1 Poi che la carità del natio loco mi strinse, raunai le fronde sparte, e rende'le a colui, ch'era già fioco. Poiché l’amore di patria mi riempì di commozione, raccolsi le fronde disperse, e le restituii a quell’anima, che ormai era muta.

Il sabbione infuocato (1 -42) 2 Indi venimmo al fine ove si parte o

Il sabbione infuocato (1 -42) 2 Indi venimmo al fine ove si parte o secondo giron dal terzo, e dove si vede di giustizia orribil arte. Giungemmo quindi al confine dove il secondo girone si separa dal terzo, e dove si contempla una spaventosa opera della giustizia. A ben manifestar le cose nove, dico che arrivammo ad una landa che dal suo letto ogne pianta rimove. Per spiegare bene le cose qui vedute per la prima volta, dico che arrivammo presso una pianura che respinge dalla superficie ogni forma di vegetazione. La dolorosa selva l'è ghirlanda intorno, come 'l fosso tristo ad essa: quivi fermammo i passi a randa. La triste foresta (dei suicidi) la circonda, come il fiume di sangue circonda quest’ultima: qui ci arrestammo sul margine. Lo spazzo era una rena arida e spessa, non d'altra foggia fatta che colei che fu da' piè di Caton già soppressa. Il terreno era una sabbia asciutta e compatta, non dissimile da quella che fu calpestata un tempo da Catone.

Il sabbione infuocato (1 -42) 3 O vendetta di Dio, quanto tu dei esser

Il sabbione infuocato (1 -42) 3 O vendetta di Dio, quanto tu dei esser temuta da ciascun che legge ciò che fu manifesto a li occhi miei! O castigo di Dio, quanto devi essere temuto da chiunque legge ciò che apparve ai miei occhi! D'anime nude vidi molte gregge che piangean tutte assai miseramente, e parea posta lor diversa legge. Vidi molte schiere di dannati indifesi che piangevano tutte con grande strazio, e appariva imposta a ciascuna diversa punizione. Supin giacea in terra alcuna gente, alcuna si sedea tutta raccolta, e altra andava continuamente. Alcuni (i bestemmiatori) giacevano in terra in posizione supina; altri (gli usurai) sedevano tutti rannicchiati, altri ancora (i sodomiti) camminavano senza posa.

Il sabbione infuocato (1 -42) 4 Quella che giva intorno era più molta, e

Il sabbione infuocato (1 -42) 4 Quella che giva intorno era più molta, e quella men che giacea al tormento, ma più al duolo avea la lingua sciolta. Quelli che camminavano girando intorno erano più numerosi, mentre quelli che sostenevano il castigo distesi erano in minor numero, ma più pronti a manifestare il dolore. Sovra tutto 'l sabbion, d'un cader lento, piovean di foco dilatate falde, come di neve in alpe sanza vento. Sulla distesa dì sabbia, per tutta la sua ampiezza, scendevano lentamente, larghe falde di fuoco, come (falde) di neve su una montagna senza vento.

Il sabbione infuocato (1 -42) 5 Quali Alessandro in quelle parti calde d'India vide

Il sabbione infuocato (1 -42) 5 Quali Alessandro in quelle parti calde d'India vide sopra 'l suo stuolo fiamme cadere infino a terra salde, per ch'ei provide a scalpitar lo suolo con le sue schiere, acciò che lo vapore mei si stingueva mentre ch'era solo: tale scendeva l'etternale ardore; onde la rena s'accendea, com'esca sotto focile, a doppiar lo dolore Sanza riposo mai era la tresca de le misere mani, or quindi or quinci escotendo da sé l'arsura fresca. Come le fiamme che nelle calde regioni dell’India Alessandro vide cadere compatte fino a terra sul suo esercito, e perciò fece calpestare il terreno dalle schiere, perché il fuoco si spegneva meglio, finché era isolato, allo stesso modo, scendeva il fuoco eterno; e perciò la sabbia si nfiammava, come materia infiammabile sotto l’acciarino, per raddoppiare la sofferenza. Il movimento frenetico delle misere mani era incessante, nello scostare dai corpi il fuoco appena caduto.

Apparizione di Capaneo (43 -75) 1 I' cominciai: «Maestro, tu che vinci tutte le

Apparizione di Capaneo (43 -75) 1 I' cominciai: «Maestro, tu che vinci tutte le cose, fuor che ' demon duri ch'a l'intrar de la porta incontra uscinci, Cominciai a parlare: " Maestro, tu che superi ogni difficoltà, tranne i diavoli ostinati che ci uscirono incontro mentre stavamo per entrare attraverso la porta (di Dite), chi è quel grande che non par che curi lo 'ncendio e giace dispettoso e torto, sì che la pioggia non par che 'l marturi? » . chi è quel grande che non sembra tenere in considerazione le fiamme e giace sprezzante e torvo, in modo che la pioggia (di fuoco) non sembra fiaccarlo ? " E quel medesmo, che si fu accorto ch'io domandava il mio duca di lui, gridò: «Qual io fui vivo, tal son morto. E quello stesso accortosi che chiedevo di lui a Virgilio, gridò: " Come fui da vìvo, così sono da morto.

Apparizione di Capaneo (43 -75) 2 Se Giove stanchi 'l suo fabbro da cui

Apparizione di Capaneo (43 -75) 2 Se Giove stanchi 'l suo fabbro da cui crucciato prese la folgore aguta onde l'ultimo dì percosso fui; o s'elli stanchi li altri a muta in Mongibello a la focina negra, chiamando "Buon Vulcano, aiuta!", sì com'el fece a la pugna di Flegra, e me saetti con tutta sua forza, non ne potrebbe aver vendetta allegra» . Anche se Giove facesse lavorare fino all’esaurimento delle forze il suo fabbro (Vulcano) dal quale adirato prese il fulmine acuminato con cui mi colpì nell’ultimo giorno della mia vita; anche se facesse stancare gli altri (i Ciclopi), un gruppo dopo l’altro, nella nera fucina dentro l’Etna, invocando: "Esperto Vulcano. Aiuto, aiuto!", così come fece durante la battaglia di Flegra (combattuta tra i giganti che tentavano di scalare l’Olimpo e gli dei), e mi fulminasse con tutta la sua forza, non potrebbe gioire della sua vendetta".

Apparizione di Capaneo (43 -75) 3 Allora il duca mio parlò di forza tanto,

Apparizione di Capaneo (43 -75) 3 Allora il duca mio parlò di forza tanto, ch'i' non l'avea sì forte udito: «O Capaneo, in ciò che non s'ammorza la tua superbia, se' tu più punito: nullo martiro, fuor che la tua rabbia, sarebbe al tuo furor dolor compito» . Poi si rivolse a me con miglior labbia dicendo: «Quei fu l'un d'i sette regi ch'assiser Tebe; ed ebbe e par ch'elli abbia Allora Virgilio parlò con tanta veemenza, come non lo avevo udito mai fino allora: " O Capaneo, proprio nel fatto che non si modera la tua superbia, tu sei maggiormente punito: nessun supplizio, all’infuori della tua rabbia, sarebbe una sofferenza adeguata al tuo furore ". Poi si rivolse verso di me con viso più sereno dicendo: "Quello fu uno dei sette re che assediarono Tebe; ed ebbe e sembra abbia

Apparizione di Capaneo (43 -75) 4 Dio in disdegno, e poco par che 'l

Apparizione di Capaneo (43 -75) 4 Dio in disdegno, e poco par che 'l pregi; ma, com'io dissi lui, li suoi dispetti sono al suo petto assai debiti fregi. Dio in dispregio, e sembra che poco lo stimi; ma, come gli dissi, i suoi atteggiamenti di disprezzo sono ornamenti assai appropriati al suo animo. Or mi vien dietro, e guarda che non metti, Seguimi adesso, e stai attento, ancor, li piedi ne la rena arsiccia; anche ora, a non mettere i piedi ma sempre al bosco tien li piedi stretti» . nella sabbia bruciata; ma tieni sempre i piedi a contatto col suolo del bosco ".

Il Flegetonte (73 -93) 1 Tacendo divenimmo là 've spiccia fuor de la selva

Il Flegetonte (73 -93) 1 Tacendo divenimmo là 've spiccia fuor de la selva un picciol fiumicello, lo cui rossore ancor mi raccapriccia. In silenzio giungemmo, nel punto dove scaturisce dalla selva un fiumicello, il cui colore rosso ancora mi fa raccapricciare. Quale del Bulicame esce ruscello che parton poi tra lor le peccatrici, tal per la rena giù sen giva quello. Come dal Bulicame esce un ruscello che le pettinatrici (della canapa) (o le prostitute) dividono poi fra di loro, similmente quello scorreva attraverso la sabbia.

Il Flegetonte (73 -93) 2 Lo fondo suo e ambo le pendici fatt'era 'n

Il Flegetonte (73 -93) 2 Lo fondo suo e ambo le pendici fatt'era 'n pietra, e ' margini dallato; per ch'io m'accorsi che 'l passo era lici. «Tra tutto l'altro ch'i' t'ho dimostrato, poscia che noi intrammo per la porta lo cui sogliare a nessuno è negato, cosa non fu da li tuoi occhi scorta notabile com'è 'l presente rio, che sovra sé tutte fiammelle ammorta» . Queste parole fuor del duca mio; per ch'io 'l pregai che mi largisse 'l pasto di cui largito m'avea il disio. Il suo letto ed entrambe le sponde erano fatti di pietra, come pure gli argini laterali; e perciò mi accorsi che lì era il passaggio (attraverso la sabbia infuocata). " Fra tutte le altre cose che ti ho mostrato, dopo che entrammo attraverso la porta (dell’inferno) il cui ingresso non è precluso a nessuno, i tuoi occhi non videro nessuna cosa notevole come questo corso d’acqua, che sopra di sé smorza tutte le fiammelle. “ Queste furono le parole della mia guida; perciò la pregai che mi concedesse il cibo di cui mi aveva dato il desiderio (che mi spiegasse le cose che, dopo il suo accenno, desideravo sapere).

Origine dei fiumi infernali. Il vecchio di Creta (94 -120) 1 «In mezzo mar

Origine dei fiumi infernali. Il vecchio di Creta (94 -120) 1 «In mezzo mar siede un paese guasto» , diss'elli allora, «che s'appella Creta, sotto 'l cui rege fu già 'l mondo casto. " In mezzo al mare si trova una terra desolata " disse Virgilio allora, " che si chiama Creta, sotto il cui re un tempo il mondo fu virtuoso.

Origine dei fiumi infernali. Il vecchio di Creta (94 -120) 2 Una montagna v'è

Origine dei fiumi infernali. Il vecchio di Creta (94 -120) 2 Una montagna v'è che già fu lieta d'acqua e di fronde, che si chiamò Ida: or è diserta come cosa vieta. Vi si trova una montagna una volta allietata da acque e vegetazione, il cui nome fu Ida: ora è abbandonata come cosa vecchia. Rea la scelse già per cuna fida del suo figliuolo, e per celarlo meglio, quando piangea, vi facea far le grida. Rea la scelse una volta come nascondiglio sicuro per suo figlio, e per celarlo meglio, quando piangeva, ordinava di gridare.

Origine dei fiumi infernali. Il vecchio di Creta (94 -120) 3 Dentro dal monte

Origine dei fiumi infernali. Il vecchio di Creta (94 -120) 3 Dentro dal monte sta dritto un gran veglio, che tien volte le spalle inver' Dammiata e Roma guarda come suo speglio. Dentro il monte sta eretto un gran vecchio, che tiene le spalle volte verso Damiata (Damietta, su una delle foci del Nilo: indica qui l’Oriente) e guarda Roma come fosse il suo specchio,

Origine dei fiumi infernali. Il vecchio di Creta (94 -120) 3 La sua testa

Origine dei fiumi infernali. Il vecchio di Creta (94 -120) 3 La sua testa è di fin oro formata, e puro argento son le braccia e 'l petto, poi è di rame infino a la forcata; Il suo capo è fatto di oro puro, le braccia e il petto sono di puro argento, poi è di rame fino al punto in cui le gambe si biforcano; da indi in giuso è tutto ferro eletto, salvo che 'l destro piede è terra cotta; e sta 'n su quel più che 'n su l'altro, eretto. da questo punto in giù è tutto di ferro scelto, eccetto il piede destro che è di terracotta; e si appoggia più su questo che sull’altro piede.

Origine dei fiumi infernali. Il vecchio di Creta (94 -120) 4 Ciascuna parte, fuor

Origine dei fiumi infernali. Il vecchio di Creta (94 -120) 4 Ciascuna parte, fuor che l'oro, è rotta d'una fessura che lagrime goccia, le quali, accolte, foran quella grotta. Ogni parte, fuorché quella d’oro, è incisa da una fessura che stilla lagrime, le quali, raccolte insieme, perforano la roccia. Lor corso in questa valle si diroccia: fanno Acheronte, Stige e Flegetonta; poi sen van giù per questa stretta doccia Esse precipitano di roccia in questo abisso: formano l’Acheronte, lo Stige e il Flegetonte; poi scendono attraverso questo stretto canale infin, là ove più non si dismonta fanno Cocito; e qual sia quello stagno tu lo vedrai, però qui non si conta» . fino al punto ove più non si scende: formano il Cocito; e che aspetto abbia quella palude, lo vedrai; perciò adesso non ne parlo. "

Altri fiumi dell'Oltretomba (121 -142) 1 E io a lui: «Se 'l presente rigagno

Altri fiumi dell'Oltretomba (121 -142) 1 E io a lui: «Se 'l presente rigagno si diriva così dal nostro mondo, perché ci appar pur a questo vivagno? » . E io: " Se questo fiumicello scaturisce quindi dalla terra, perché ci si mostra soltanto su questo margine ? " Ed elli a me: «Tu sai che 'l loco è tondo; e tutto che tu sie venuto molto, pur a sinistra, giù calando al fondo, E Virgilio: "Tu sai che questo luogo ha forma circolare; benché, scendendo verso il fondo, tu ti sia inoltrato parecchio procedendo sempre a sinistra, non se' ancor per tutto il cerchio vòlto: per che, se cosa n'apparisce nova, non de' addur maraviglia al tuo volto» . non hai ancora compiuto un giro intero: perciò, se appare una cosa nuova, essa non deve apportare un’espressione di stupore sul tuo volto ". E io ancor: «Maestro, ove si trova Flegetonta e Letè? ché de l'un taci, e l'altro di' che si fa d'esta piova» . E io ancora: " Maestro, dove si trovano il Flegetonte e il Letè ? poiché di uno di questi non parli, e dell’altro dici che ha origine da questa pioggia (di lagrime)".

Altri fiumi dell'Oltretomba (121 -142) 2 «In tutte tue question certo mi piaci» ,

Altri fiumi dell'Oltretomba (121 -142) 2 «In tutte tue question certo mi piaci» , rispuose; «ma 'l bollor de l'acqua rossa dovea ben solver l'una che tu faci. " In tutte le tue domande riscuoti certamente la mia approvazione " rispose; "ma il ribollire dell’acqua rossa doveva ben risolvere uno dei due quesiti che proponi. Letè vedrai, ma fuor di questa fossa, là dove vanno l'anime a lavarsi quando la colpa pentuta è rimossa» . Vedrai il Letè, ma fuori di questo abisso, là dove le anime vanno a detergersi quando ogni peccato di cui si sono pentite è cancellato. " Poi disse: «Omai è tempo da scostarsi dal bosco; fa che di retro a me vegne: li margini fan via, che non son arsi, Quindi disse: " Ormai è tempo di allontanarsi dal bosco; fa in modo di seguire i miei passi: gli argini, che non sono bruciati dal fuoco, indicano la strada, e sopra loro ogne vapor si spegne» . e sopra di loro ogni fiamma si spegne".