Curricolo verticale competenze valutazione formativa Giancarlo Cerini Narrazione




![Ciclo ricorsivo della valutazione [DPR 80/2013] Un percorso strutturato e sistematico Autovalutazione § Pratiche Ciclo ricorsivo della valutazione [DPR 80/2013] Un percorso strutturato e sistematico Autovalutazione § Pratiche](https://slidetodoc.com/presentation_image/e7dbb4ee65724f9f9290601539c7c4ba/image-5.jpg)

![Come si esplica la qualità dell’insegnamento? [da Protocolli invalsi] Strategie didattiche Gestione della classe Come si esplica la qualità dell’insegnamento? [da Protocolli invalsi] Strategie didattiche Gestione della classe](https://slidetodoc.com/presentation_image/e7dbb4ee65724f9f9290601539c7c4ba/image-7.jpg)




























![CARATTERISTICHE DELLA CERTIFICAZIONE [dalle Linee guida] • La maturazione delle competenze costituisce la finalità CARATTERISTICHE DELLA CERTIFICAZIONE [dalle Linee guida] • La maturazione delle competenze costituisce la finalità](https://slidetodoc.com/presentation_image/e7dbb4ee65724f9f9290601539c7c4ba/image-36.jpg)







- Slides: 43
Curricolo verticale, competenze, valutazione formativa Giancarlo Cerini Narrazione, RELAZIONE Coerenza , Descrizione CONDIVISIONE Coerenza , conoscenza Coerenza , Fiducia Miglioramento Indicatori chiave CONDIVISIONE RESPONSABILITÀ Avezzano, 28 marzo 2017
Valutazione (miglioramento) Digitale (ambienti di apprendimento ) Autonomia (curricolo) Formazione (professionalità) 2
UNA VALUTAZIONE PER CONOSCERE E MIGLIORARE • Va salvaguardato il principio che ogni valutazione – a tutti i livelli: gli allievi, le scuole, le professionalità, il sistema – è finalizzata alla conoscenza, allo sviluppo e al miglioramento dei processi educativi, non al giudizio e alla sanzione/premio delle singole performances. • Una corretta cultura della valutazione si costruisce attraverso la condivisione, il lavoro di ricerca, la formazione in servizio. Solo attraverso un processo partecipato la valutazione sarà percepita non “contro” la scuola, i ragazzi, gli insegnanti, ma "per" la scuola, i ragazzi, gli insegnanti. • L’attuazione del nuovo Regolamento sul SNV (Sistema Nazionale di Valutazione – DPR 80/2013) e della delega legislativa (Legge 107/2015, comma 181) deve essere l'occasione per ricostruire un rapporto positivo della scuola con la valutazione. • Per la valutazione degli allievi, quali sono gli strumenti più coerenti? Pagelle, esami, certificazioni, prove Invalsi… Cosa ne pensa il PARLAMENTO che si deve esprimere sui decreti legislativi attuativi della legge 107/2015? E la scuola?
Quale cultura della valutazione? ” • La migliore definizione di «valutazione» è contenuta nelle INDICAZIONI NAZIONALI/2012, nella parte relativa alla scuola dell’infanzia, là ove si afferma con chiarezza che la valutazione assume una funzione formativa, perché «…riconosce, accompagna, descrive e documenta i processi di crescita, evita di classificare e giudicare le prestazioni dei bambini, perché è orientata a esplorare e incoraggiare lo sviluppo di tutte le loro potenzialità…» In generale il testo afferma che: «…la valutazione precede, accompagna e segue i percorsi curricolari… assume una preminente funzione formativa, di accompagnamento dei processi di apprendimento e di stimolo al miglioramento continuo…»
Ciclo ricorsivo della valutazione [DPR 80/2013] Un percorso strutturato e sistematico Autovalutazione § Pratiche di autovalutazione [sulla base di un format (RAV) con indicatori e dati forniti dal centro: prove Invalsi, piattaforma operativa, questionario scuola, ecc. ] Verifica Esterna § Momenti di verifica esterna “in situazione” [ad opera di equipe –NEV- che sono coordinate da Ispettori] Miglioramento Rendicontazione § Azioni di miglioramento [affidate all’iniziativa delle scuole, che possono avvalersi dell’Indire e di altri soggetti pubblici e privati] § Atti di trasparenza e rendicontazione pubblica [che può assumere forme e modalità diverse] 5
Uno sguardo d’insieme al sistema di valutazione Contesto socio ambientale e risorse Popolazione scolastica Pratiche gestionali e organizzative Territorio e capitale sociale Pratiche educative e didattiche Ambiente di apprendimento Cu rric Esiti formativi ed educativi Risultati nelle prove Invalsi Risultati scolastici Continuità e orientamento olo Competenze chiave di cittadinanza O p r r e o ien val og e on uta etta i Risultati a distanza z sc rgan tam a zio z e uo e izz ane ne ione r la izzaz nto o o i l e ion stra lus az va e um e Inc renzi e d teg o ors e p ella ico f f s i p d ilu lle ri v Risorse S de Integrazione con il territorio Risorse e rapporti con le famiglie economiche e materiali a cura di Giancarlo Cerini professionali 6
Come si esplica la qualità dell’insegnamento? [da Protocolli invalsi] Strategie didattiche Gestione della classe Sostegno personalizzato Contesto Utilizzo didattiche delle risorse [Rivalutazione della centralità del lavoro d’aula]
Check-list della buona didattica • STRATEGIE DIDATTICHE (strutturazione dell’insegnamento, lezione & laboratorio, interazione verbale, feed-back) • SOSTEGNO PERSONALIZZATO (incoraggiamento, attenzione alle differenze, utilizzo di strategie compensative, ambiente inclusivo) • UTILIZZO DELLE RISORSE DIDATTICHE (uso del web, piattaforme di condivisione, pluralità dei materiali, uso delle tecnologie) • GESTIONE DELLA CLASSE (organizzazione degli spazi, gestione delle attività, formazione dei gruppi, uso del tempo) • CONTESTO (osservazione della scena della classe, rapporti interpersonali, capacità di accompagnamento, coinvolgimento degli allievi)
Cosa sappiamo degli apprendimenti degli allievi? Gli esiti degli allievi indicati dalle scuole nel RAV (2015). Valori in percentuale Livello di giudizio 7 max – 1 min Risultati scolastici Risultati prove standard Competenze chiave di cittadinanza Risultati a distanza Rubrica…… 7 9, 4 4, 2 5, 6 8, 1 . . 6 26, 1 13, 0 15, 6 18, 8 ……………. . 5 31, 2 21, 4 35, 9 33, 8 ……………. . 4 24, 6 29, 0 26, 5 ……………. . 3 7, 8 18, 8 12, 8 7, 7 ……………. . 2 0, 8 11, 2 1, 0 3, 1 ……………. . 1 0, 1 1, 7 0, 1 2, 0 Fonte: MIUR, SNV, 2015 (http: //www. istruzione. it/snv/index. shtml ). 9
Una scuola sarà giudicata in base ai risultati nelle prove INVALSI? La valutazione standardizzata degli apprendimenti rientra nella mappa degli indicatori per l’autovalutazione È solo uno dei 15 macro-indicatori, e si articola in 3 indicatori [sui 49 del RAV]. R A I dati sugli esiti delle prove hanno un impatto limitato sulla mappa di una “buona scuola”. Tuttavia essi hanno un peso molto forte, per la loro 10 affidabilità, comparabilità, visibilità sociale,
Parliamo serenamente delle prove Invalsi…. Affiorano persistenti diffidenze tra gli insegnanti circa il significato delle prove. Ci si interroga su: • Legame con i curricoli effettivamente praticati • Scarsa rilevanza dei contesti sociali e culturali • Modalità di somministrazione • Rapporto tra standard richiesti e diversità presenti in classe • Utilizzo degli esiti delle prove • Incidenza sulla carriera degli allievi (v. esame di terza media e maturità)(certificazione)
Quale può essere il significato delle prove INVALSI (prove censuarie e non a campione) Hanno un valore sommativo o formativo? Quando dovrebbero essere somministrate? (All’inizio o al termine di un periodo didattico? ) CI POSSONO AIUTARE A: -Capire le differenze con scuole simili dal punto di vista sociale -Capire come si distribuiscono le competenze degli allievi dell’istituto Capire la differenza dei risultati tra le classi del nostro istituto DATI SENSIBILI: che 12 uso pubblico farne?
Ma quando e come collocare le prove Per un bilancio sommativo Il carattere di bilancio sommativo, di giudizio sul valore di una scuola, pone l'esigenza di prove tendenzialmente inserite al termine di ogni ciclo Per una valenza diagnostica Un carattere più propriamente diagnostico delle prove richiederebbe, per coerenza, che le prove fossero collocate all'inizio del ciclo, proprio per evidenziare le informazioni di “partenza” degli allievi e delle classi, su cui impostare una progettazione ad hoc. 13
Non ci saranno le prove Invalsi dall’esame di licenza media? • Collocare le prove nel corso del terzo anno • Renderle obbligatorie di fatto • Dare notizia degli esiti in un documento a parte per le famiglie
Fare ricerca sulla valutazione Anche sulle prove INVALSI È necessario compiere una analisi approfondita di ciò che sta dietro le prove • Abilità • Competenze • Conoscenze sollecitate nelle prove • Processi linguistici • Processi cognitivi • Modelli didattici “reali” • Pratiche valutative, ecc Molti PIANI di MIGLIORAMENTO mettono al centro il miglioramento dei risultati INVALSI. Come si interviene? Formazione dei docenti, innovazioni metodologiche, sviluppo delle tecnologie, 15 flessibilità organizzative, interventi compensativi, ecc.
Clima formativo nelle L’idea di Attenzione … • ai dati di contesto • ad una valutazione di processo, • alla personalizzazione dei percorsi richiede una valutazione formativa In un quadro interpretativo più ampio: • valutazione di sistema • prove strutturate • valutazione per il miglioramento… Ma l’approccio formativo si concilia con gli standard di apprendimento? [che è una logica sottesa alla presenza di prove standardizzate] 16
Orientare ed attestare • Nel percorso di istruzione obbligatoria questo principio assume una rilevanza costituzionale (con l’impegno a sostenere attivamente l’apprendimento e non solo a registrare gli eventuali insuccessi). • Per il secondo ciclo la valutazione dovrebbe “orientare” verso le scelte più idonee ciascun ragazzo e “attestare” erga omnes il raggiungimento di competenze culturali e preprofessionali.
Gli effetti a ritroso delle forme di valutazione • Valutazione quotidiana Diversificare le strumentazioni in uso • Pratiche didattiche devono essere diversificate rispetto alla lezione frontale • Progettazione del curricolo Non è una trasposizione di contenuti e obiettivi dei programmi nazionali o dei manuali scolastici
“Ambiente di apprendimento” § Valorizzare le esperienze e le conoscenze degli alunni § Attuare interventi adeguati nei riguardi delle diversità § Favorire l’esplorazione e la scoperta § Incoraggiare l’apprendimento collaborativo § Promuovere la consapevolezza del proprio modo di apprendere § Realizzare attività didattiche in forma di laboratorio 19
La didattica laboratoriale richiede… Quale ambiente • che ci sia una forte interattività fra insegnante e allievi e fra gli allievi stessi; • che l’apprendimento sia cooperativo e condiviso; • che le azioni degli insegnanti si intrecciino con l'operatività degli allievi; • che i saperi disciplinari diventino strumenti per verificare le conoscenze e le competenze che ciascun allievo acquisisce per effetto della tipologia di apprendimento. • Si fa in aula, se l'attività non richiede particolari attrezzature; • Si fa in uno spazio attrezzato, se le attività richiedono l'uso di attrezzature e materiali particolari (multimediali strumentazione scientifica ecc. ). 20
Curare l’ambiente di apprendimento attraverso la messa in opera di buone didattiche Esempi di didattiche attive • Cooperative learning • Peer education • Flip teaching • Giochi di simulazione • Debriefing • Conversazione clinica • Compiti di realtà 21
Come potrebbe cambiare la valutazione nel primo ciclo? A B C D Quali sono le questioni in discussione?
VALORIZZARE LA DIMENSIONE FORMATIVA DELLA VALUTAZIONE • Le pratiche diffuse in questi anni (il voto, le pagelle, l'uso dei test standardizzati, ecc. ) rischiano di impoverire la dimensione formativa della valutazione. • Questa richiede una pluralità di strumenti (prove aperte, semi-strutturate, test, valutazione autentica, dossier) capaci di “descrivere” la progressiva acquisizione di conoscenze, abilità, competenze e non solo di misurarle, rafforzando la partecipazione degli allievi al processo di autovalutazione. • Le stesse prove Invalsi dovrebbero caratterizzarsi per il loro carattere “conoscitivo” e descrittivo dei livelli di apprendimento via acquisiti, ed aiutare a cogliere le connessioni dei risultati con le scelte didattiche e organizzative ed il contesto. • La delega legislativa “aperta” con la legge 107/2015 può consentire di affrontare questioni aperte come l'uso dei voti, la valutazione del comportamento degli allievi, la certificazione delle competenze, il sistema degli esami di stato, il “ruolo” delle prove Invalsi.
Valore sommativo e valore formativo Il valore sommativo (certificativo) della valutazione si esplicita nei bilanci di fine quadrimestre, fine anno scolastico, fine ciclo (esami) La certificazione delle competenze viene rilasciata al termine della scuola primaria, del primo ciclo e del biennio obbligatorio. Il valore formativo (conoscitivo) della valutazione si esplica lungo l’intero percorso: descrive, accompagna, promuove l’apprendimento.
Superamento del voto in decimi e della bocciatura? Si discute (animatamente) di: • il superamento della “bocciatura” (cui preferire misure di differenziazione/compensazione durante l’intero anno/ciclo scolastico). B 8 A 910 7 C 6 D 45 E • il superamento del voto in decimi, in favore di una scala più semplice (Esempio: 5 livelli cui far corrispondere descrizioni di livelli di progressione degli apprendimenti)
Delega: valutazione formativa • Superamento del voto? • Abolizione bocciatura? della • E il comportamento? • Pagella sperimentale? • Curriculum studente? dello • Scale di livello (aggettivi, lettere ecc. ) • Azioni di supporto e patto educativo • Competenze personali, sociali, civiche • Documentare e valutare: apprendimenti, comportamenti, competenze • Ambienti di apprendimento, percorsi flessibili e opzionali
Delega: valutazione sommativa • Tre prove scritte e colloquio pluridisciplinare • Esame fine primo ciclo • Prove Invalsi • Non in sede d’esame, non fanno media, ma… • Maggior peso al curriculum (50%) • Valutazione finale • Certificazione • Revisione maturità • Valore legale certificazione a 16 anni • Due prove scritte, colloquio pluridisciplinare e…
Criteri per una valutazione formativa • Descrivere e apprezzare gli apprendimenti, i comportamenti personali e sociali, le competenze • Evitare di trasformare la valutazione in una operazione aritmetica • Utilizzare una pluralità di punti di osservazione (la valutazione come ologramma e non come blitz docimologico) • Apprezzare la progressione dei singoli allievi verso standard definiti • Al di là dei codici (numeri, lettere, aggettivi) definire rubriche «nazionali» di riferimento • In caso di difficoltà, predisporre interventi differenziati e compensativi
E in Europa? • Sistemi differenziati per comunicare la valutazione 1. Scale numeriche: es. Finlandia, da 4 a 10 (da insufficiente ad eccellente: un solo livello negativo) Germania, da 1=molto bene a 6=molto scarso: due livelli negativi) 2. Aggettivi sintetici es. Francia, da «padronanza insufficiente» a «molto buona» : 4 livelli Spagna, da «insufficiente» a «ottimo» : 5 livelli 3. Lettere alfabetiche es. Svezia: da F=insufficiente» a A=ottimo, 6 livelli di cui uno insufficiente Grecia (4 lettere), Islanda (6 lettere) 4. Punteggi
Breve storia della pagella (1° ciclo) • Nel novecento si sono succeduti: Voti in decimi, aggettivi sintetici, voti ordinali • Fino al 1977 (voti in decimi da 1 a 10) • Dal 1977 al 1992 (scheda descrittiva analitica e sintetica) • Dal 1992 al 1996 (lettere alfabetiche: 5 livelli) • Dal 1996 al 2008 (aggettivi sintetici: 5 livelli) • Dal 2008 ad oggi…. (voto in decimi da 1 a 10) • Dal 2017 in poi…. [? ? ? ]
Cosa diremo alla «casalinga di Voghera» ? Se valutiamo per: - Valorizzare i talenti di suo figlio - Aiutarlo se è in difficoltà (chiarendo con serenità quali sono le criticità) - Far conoscere la progressione realistica degli apprendimenti (e delle competenze) - Incentivare la capacità di autovalutarsi - Favorire la collaborazione tra i ragazzi, non la competizione…. semmai quella con se stessi) …allora non si fermi solo al voto (all’aggettivo…alla lettera), perché c’è molto altro da capire…
Tra di noi possiamo chiarirci. La ricerca docimologica distingue tra… • MISURAZIONE (Raccogliere dati in relazione agli strumenti: prove autentiche, osservazioni, prove tradizionali, prove strutturate, prove standardizzate… • VALUTAZIONE (il giudizio interpretativo va riferito ai criteri adottati, che possono essere riferiti a standard assoluti, alla comparazione con la distribuzione degli esiti, al percorso personale di ogni soggetto • COMUNICAZIONE (implica l’adozione di un codice esplicativo: voto in decimi, lettere dell’alfabeto, aggettivi sintetici, giudizi discorsivi), cui dovrebbe corrispondere una rubrica descrittiva dei livelli dichiarati.
Perché sarebbe opportuno andare oltre il voto in decimi? Un voto in decimi può essere di volta in volta: • Misurazione di un compito in classe • Sintesi valutativa di un quadrimestre in una disciplina • Giudizio finale attribuito all’allievo [es. licenza media]
Grafico 12 - Strumenti usati per rilevare le competenze
La certificazione ci aiuta a capire le competenze Per una certificazione possibile • Linee guida per la certificazione delle competenze nel primo ciclo d’istruzione • Schede di certificazione delle competenze al termine della scuola primaria e al termine del primo ciclo d’istruzione • (la sperimentazione è giunta al terzo anno e continua…) 35
CARATTERISTICHE DELLA CERTIFICAZIONE [dalle Linee guida] • La maturazione delle competenze costituisce la finalità essenziale di tutto il curricolo • Le competenze da certificare sono quelle contenute nel profilo dello studente (correlate alle competenze chiave europee) • Le competenze devono essere promosse, rilevate e valutate in base ai traguardi di sviluppo disciplinari e trasversali riportati nelle “Indicazioni/2012” • Le competenze sono un costrutto complesso che si compone di conoscenze, abilità, atteggiamenti, emozioni, potenzialità e attitudini personali • Le competenze devono essere oggetto di osservazione, documentazione e valutazione • Solo al termine di tale processo si può giungere alla certificazione delle competenze. Nel corso del primo ciclo va fatta due volte, al termine della scuola primaria e al termine della scuola secondaria di primo grado. 36
Uno sguardo d’insieme Tabella 4 - Apprezzamento di aspetti del modello sperimentale di certificazione Quanto sono stati apprezzati i seguenti aspetti del modello sperimentale di certificazione? Riferimento al Profilo dello studente Riferimento alle competenze chiave europee Riferimento alle discipline maggiormente coinvolte nello sviluppo di ciascuna competenza Uso di indicatori di livello in luogo dei voti decimali per la valutazione delle competenze Assenza di un livello negativo di valutazione Presenza di uno spazio libero, destinato a segnalare competenze personali aggiuntive Molto Abbastanza Poco Per niente 40, 2 55, 8 3, 5 0, 3 65, 6 31, 9 2, 2 0, 2 30, 2 53, 2 13, 1 3, 3 67, 9 26, 8 4, 5 0, 7 57, 6 28, 8 10, 7 2, 8 48, 5 35, 6 12, 6 3, 1
L’evoluzione del modello • Valorizzare la dimensione pedagogica e non amministrativa della certificazione (cosa significa «certificazione» ) • Eliminato il riferimento all’apporto delle discipline alla “costruzione” delle competenze trasversali (il problema resta) • Integrate alcune delle competenze sociali e civiche, considerate sovrabbondanti. • Semplificato il linguaggio complessivo del documento di certificazione, con riferimento alla leggibilità da parte dei genitori
L’evoluzione del modello • Sono state allineate le competenze del profilo (prima colonna) alle 8 competenze chiave europee (seconda colonna), invertendo l’ordine di presentazione. COMPETENZE DEL PROFILO Profilo Indicazioni 2012 • Da valorizzare l’indicatore “aperto” in cui sono registrabili elementi di personalizzazione • Necessità descrittive di rubriche
L’evoluzione del modello: nodi da sciogliere • Predisporre soluzioni adattive per il rilascio della certificazione delle competenze ad alunni disabili, DSA o con BES. • Valutare l’impatto della diversa modalità utilizzate per la certificazione delle competenze (livelli) e per la valutazione degli apprendimenti (voti in decimi). Un unico documento per dar conto di apprendimenti, comportamenti e competenze? Disabilità BES D
Ipotesi «aperte» • Costruire uno strumento unitario per dare conto – al termine di ogni anno – di apprendimenti disciplinari, comportamenti (competenze personali e sociali), competenze chiave. Attestazione Documento unitario • Considerare il termine certificazione (che accentua il valore legale, erga omnes della procedura) per la funzione di attestazione (che documenta la progressione degli apprendimenti)
Come si sviluppa la sperimentazione della certificazione delle competenze nell’a. s. 2016 -17? • 3° annualità: estensione non obbligatoria della Sperimentazione sperimentazione (2016 -17) 2016 -2017 • Risorse per la formazione e la ricerca: legge 107/2015 • La delega sulla valutazione: comma 181 lett. 1 della legge 107/2015 conferma questa impostazione • il modello sperimentale potrebbe diventare il modello definitivo del 1° settembre 2017.
Buon lavoro a tutti!