CORSO DI SPECIALIZZAZIONE PER ATTIVITA DI SOSTEGNO AGLI

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CORSO DI SPECIALIZZAZIONE PER ATTIVITA’ DI SOSTEGNO AGLI ALUNNI CON DISABILITA’ A. A. 2018/19

CORSO DI SPECIALIZZAZIONE PER ATTIVITA’ DI SOSTEGNO AGLI ALUNNI CON DISABILITA’ A. A. 2018/19 LABORATORIO DI METODI E TECNICHE DELLE ATTIVITA’ MOTORIE E SPORTIVE PROF. STEFANO ZOLLINO

LABORATORIO DI METODI E TECNICHE DELLE ATTIVITA’ MOTORIE E SPORTIVE : DI METODI E

LABORATORIO DI METODI E TECNICHE DELLE ATTIVITA’ MOTORIE E SPORTIVE : DI METODI E TECNICHE DELLE ATTIVITA’ MOTORIE E SPORTIVE CORSO TFA SOSTEGNO SCUOLA SECONDARIA PRIMO GRADO G. 1 20 LUGLIO 2019 31 LUGLIO 2019 08 AGOSTO 2019 1_ IL PROCESSO DELL’ INTEGRAZIONE 2_ EDUCAZIONE MOTORIA E DISABILITA’ 3_ MENOMAZIONE, DISABILITA’, HANDICAP 4_TIPOLOGIE DI DISABILITA’ 5_DISABILITA’ PSICOFISICHE: EH 6_DISABILITA’ SENSORIALI E DELL’UDITO : DH 7_DISABILITA’ DELLA VISTA: CH 8_INTEGRAZIONE DEL DISABILE ED ATTIVITA’ MOTORIA 9_LA PROGETTAZIONE NELL’ EDUCAZIONE MOTORIA E LA DOCUMENTAZIONE DIAGNOSTICA

 LABORATORIO DI METODI E TECNICHE DELLE ATTIVITA’ MOTORIE E SPORTIVE : LABORATORIO DI

LABORATORIO DI METODI E TECNICHE DELLE ATTIVITA’ MOTORIE E SPORTIVE : LABORATORIO DI METODI E TECNICHE DELLE ATTIVITA’ MOTORIE E SPORTIVE 20 LUGLIO 2019 31 LUGLIO 2019 08 AGOSTO 2019 5_ ADATTAMENTO DEI CONTENUTI E DEGLI STRUMENTI 6_ COME IL DOCENTE PUO’ INTERVENIRE SULLE POTENZIALITA’ E SUI BISOGNI 7_COME IL DOCENTE PUO’ INTERVENIRE SULLE POTENZIALITA’ E SUI BISOGNI DELLA DISABILITA’ GRAVE 8_SETTING DI APPERNDIMENTO DELL’ ATTIVITA’ MOTORIA 9_LA PROGETTAZIONE DI UN POLO SCOLASTICO PER LE ATTIVTA’ MOTORIE 10_ESERCITAZIONI LABORATORIALI/ LAVORI DI GRUPPO 11_PROIEZIONE E COMMENTO SU DOCUMENTI DIGITALI 12_ BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE DI RIFERIMENTO

IL CONCETTO DI INTEGRAZIONE Il concetto di integrazione non afferisce solo alla sfera della

IL CONCETTO DI INTEGRAZIONE Il concetto di integrazione non afferisce solo alla sfera della disabilità, ma è un processo che coinvolge ogni persona quando questa si inserisce in un nuovo ambiente sociale. I bisogni e le potenzialità di ogni soggetto vengono rimodulati sulla base di una efficace integrazione. L’Integrazione equivale dunque all’ acquisizione di un ruolo funzionale alla vita del gruppo di appartenenza, nel quale ci si riconosce e si viene riconosciuti dagli altri. Implica la consapevolezza dei ruoli assunti dagli altri nel gruppo stesso.

IL PROCESSO DELL’ INTEGRAZIONE Il passaggio dall’ inserimento all’ integrazione rappresenta un processo dinamico,

IL PROCESSO DELL’ INTEGRAZIONE Il passaggio dall’ inserimento all’ integrazione rappresenta un processo dinamico, in continua evoluzione: Diacronica= con i cambiamenti che ogni elemento del gruppo affronta in itinere Sincronica= determinato dal grado di accoglienza e inclusività del gruppo Accoglienza è la capacità di accettare le differenze rispetto a sé Inclusività è la capacità di saper utilizzare e valorizzare in modo funzionale al gruppo la diversità. Il processo di integrazione, dunque, è contraddistinto da alcuni saldi principi: accettazione dell’altro, socializzazione, personalizzazione, incoraggiamento, individualizzazione, didattica di gruppo, rinforzo sistematico e continuativo. Richiede adattamento di risorse strumentali e umane, ma soprattutto il rispetto delle specificità di tutti.

Si può affermare che ogni individuo è portatore di bisogni educativi a cui dare

Si può affermare che ogni individuo è portatore di bisogni educativi a cui dare risposte e che questi in alcuni casi diventano speciali

EDUCAZIONE MOTORIA PER TUTTI? La Carta Europea dello Sport insieme con il Codice di

EDUCAZIONE MOTORIA PER TUTTI? La Carta Europea dello Sport insieme con il Codice di Etica Sportiva rappresenta uno snodo fondamentale per l’affermazione e la valorizzazione dell’individuo nell’accessibilità allo sport. Nonostante autori come Bruner e Piaget, Gardner, abbiano individuato nella pratica motoria la base della costruzione della identità e delle abilità cognitive personali e individuali, gli spazi polivalenti sono quasi sempre strutturati per individui che hanno la piena efficienza del proprio corpo e delle proprie capacità intellettive. Le identità e le abilità cognitive personali sono la base per la nostra integrazione, come individui, nella società moderna. L’educazione motoria contribuisce significativamente a costruirle e consolidarle.

 SPECIFICITÀ DEI BISOGNI : MENOMAZIONE, DISABILITA’, HANDICAP OMS distingue fra: menomazione, disabilità ed

SPECIFICITÀ DEI BISOGNI : MENOMAZIONE, DISABILITA’, HANDICAP OMS distingue fra: menomazione, disabilità ed handicap. La menomazione è la perdita o anormalità a carico di arti, organi o funzioni mentali e afferisce la sfera organica. La disabilità è la carenza di svolgere un’attività nel modo e nei limiti ritenuti normali ed afferisce alla conseguenze della menomazione sul piano funzionale. L’handicap è la conseguenza sul piano sociale della disabilità e della menomazione ed è lo svantaggio che il soggetto sperimenta in campo sociale. ICF, invece, sposta l’attenzione sull’analisi delle interazione tra individuo e ambiente e va oltre un modello medico, vuole essere uno strumento condiviso di lavoro tra gli operatori dei diversi settori.

TIPOLOGIE DI DISABILITA’ Una didattica motoria inclusiva congeniale ed appropriata deve contemplare un’ attenzione

TIPOLOGIE DI DISABILITA’ Una didattica motoria inclusiva congeniale ed appropriata deve contemplare un’ attenzione specifica per le diverse tipologie di disabilità. Eccone una sommaria distinzione: Disabilità psicofisiche: EH Disabilità dell’udito: DH Disabilità della vista: CH

LE DISABILITA’ PSICOFISICHE Annoverano al loro interno : 1_I disabili motori senza problemi della

LE DISABILITA’ PSICOFISICHE Annoverano al loro interno : 1_I disabili motori senza problemi della sfera cognitiva caratterizzati da: -atassia cerebellare: un disturbo consistente nella progressiva perdita della coordinazione muscolare e che rende difficoltosa l’esecuzione di movimenti volontari -distrofia: miopatia degenerativa a carattere ereditario che si manifesta con indebolimento progressivo della muscolatura del bacino, delle spalle delle cosce e delle gambe - paresi: una diminuzione parziale della motilità di un distretto muscolare 2_Cerebrolesi: presenza di un danno localizzato a livello del sistema nervoso centrale

DISABILITA’ PSICOFISICHE: EH 3_Ritardi mentali di diversa eziologia e gravità R. M. LIEVE con

DISABILITA’ PSICOFISICHE: EH 3_Ritardi mentali di diversa eziologia e gravità R. M. LIEVE con 85% dei casi con QI da 50 -55 a 70 R. M. MODERATO con 10% dei casi con QI da 35 -40 a 50 -55 R. M. GRAVE con 3 -4% dei casi con QI da 20 – 25 a 35 -40 R. M. GRAVISSIMO con 1 -2% dei casi con QI inferiore a 20 – 25 4_Disturbi della condotta Sono i comportamenti caratterizzati da una continua violazione di norme, deficit da empatia, atteggiamenti di sfida, aggressione fisica e/o verbale verso i soggetti più deboli con comportamenti da bullo. Studi scientifici hanno dimostrato che questi ragazzi hanno una diversa risposta emozionale a determinati stimoli.

DISABILITA’ PSICOFISICHE: EH psicofisici 5_Deficit di attenzione e iperattività caratteristiche primarie: disattenzione, impulsività, iperattività

DISABILITA’ PSICOFISICHE: EH psicofisici 5_Deficit di attenzione e iperattività caratteristiche primarie: disattenzione, impulsività, iperattività caratteristiche secondarie: scarso rendimento scolastico, bassa autostima, difficoltà relazionali, aggressività 6_Autismo ad alto funzionamento IL DSM-IV lo considera come disturbo pervasivo dello sviluppo a cui appartengono altre sindromi come quella di Asperger, Rett, e il disturbo disintegrativo dell’infanzia. IL DSM-V comprende tutte queste manifestazioni sindromiche nei disturbi dello spettro autistico. 7_Autismo con ritardo mentale

DISABILITA’ PSICOFISICHE: EH psicofisici 8_Disturbi di apprendimento aspecifici e con basso livello cognitivo 9_Disturbi

DISABILITA’ PSICOFISICHE: EH psicofisici 8_Disturbi di apprendimento aspecifici e con basso livello cognitivo 9_Disturbi specifici dell’ apprendimento con livello cognitivo medio alto 10_Disturbi specifici del linguaggio Emissione non corretta dei suoni, es. pugna al posto di spugna oppure lana al posto di rana; ed espressioni atipiche rispetto alla normale morfo-sintassi, conseguenze difficoltà a comprendere parole e costrutti sintattici e a memorizzare parole e lessico specifico 11_Sindromi genetiche associano diverse fra le categorie precitate

 DISABILITA’ SENSORIALI E DELL’ UDITO: DH Il Normo udente percepisce suoni leggeri fino

DISABILITA’ SENSORIALI E DELL’ UDITO: DH Il Normo udente percepisce suoni leggeri fino a 20 d. BHL; 1_Gradi di ipoacusia Ipoacusia moderata perdita uditiva dell’orecchio migliore tra 40 -69 d. BHL Difficoltà di comprensione delle voci in situazioni rumorose e senza protesi acustica; Ipoacusia severa: perdita uditiva dell’orecchio migliore tra 70 – 89 d. BHL. E’ richiesta una potente protesi acustica. Ipoacusia profonda: perdita dell’ orecchio migliore 90 d. BHL. La comprensione avviene quasi unicamente grazie alla lettura labiale e/o al linguaggio dei segni, o con impianto. 2_Ipoacusia neurosensoriale profonda ma con Impianto cocleare 3_lpoacusia trasmissiva 4_lpoacusia con problemi cognitivi di diversa gravità

DISABILITA’ DELLA VISTA: CH 1_Cecità completa o amaurosi quando l’occhio non percepisce affatto la

DISABILITA’ DELLA VISTA: CH 1_Cecità completa o amaurosi quando l’occhio non percepisce affatto la luce. La cecità funzionale quando il sistema visivo percepisce la luce, ma è incapace di percepire le forme. La cecità legale quando la percezione non è superiore a 1/20 nei ciechi parziali e non permette l’autonomia del soggetto. 2_Ipovisione può essere: GRAVE con un residuo visivo non superiore a 1/10 in entrambi gli occhi o nell’occhio migliore; MEDIO residuo visivo non superiore a 2/ 10 in entrambi gli occhi o nell’occhio migliore anche con correzione. LIEVE residuo visivo non superiore a 3 /10 in entrambi gli occhi o nell’occhio migliore anche con correzione 3_Ciechi con problemi cognitivi di diversa gravità 4_Ipovedenti con problemi cognitivi di diversa gravità

CARATTERISTICHE DEL PROCESSO DI INTEGRAZIONE DEL DISABILE ED EDUCAZIONE MOTORIA Perché il processo di

CARATTERISTICHE DEL PROCESSO DI INTEGRAZIONE DEL DISABILE ED EDUCAZIONE MOTORIA Perché il processo di integrazione abbia buon fine è necessario : -conoscere e riconoscere i bisogni speciali di tutti gli alunni -offrire gli opportuni adattamenti di risorse strumentali e umane -sperimentare e fornire soluzioni metodologiche e di intervento adeguate a tutti gli alunni -progettare soluzioni interdisciplinari all’interno della programmazione della classe, nucleo fondante dell’integrazione scolastica -collaborazione fra i docenti della classe e il docente di sostegno

LA PROGETTAZIONE: EDUCAZIONE MOTORIA E PEI Dall’ osservazione globale alla progettualità : üosservare e

LA PROGETTAZIONE: EDUCAZIONE MOTORIA E PEI Dall’ osservazione globale alla progettualità : üosservare e valutare in entrata gli alunni üindividuare le potenzialità e i bisogni dell’ alunno disabile üindividuare le linee progettuali del PEI: di classe, per obiettivi minimi differenziata, prevedendo eventuali di percorsi di recupero/consolidamento üdefinire la programmazione di classe con le soluzioni metodologiche più opportune üconcordare le linee metodologiche per i percorsi di recupero/consolidamento e per le strategie finalizzate all’autonomia e integrazione

ADATTAMENTO DEI CONTENUTI E DEGLI STRUMENTI üValutare se le risorse strumentali sono adeguate ai

ADATTAMENTO DEI CONTENUTI E DEGLI STRUMENTI üValutare se le risorse strumentali sono adeguate ai bisogni degli alunni üProgrammare in ogni lezione, momenti ai quali l’alunno disabile possa partecipare üInserire attività basate sulle potenzialità dell’alunno üIndividuare attività ludico-motorie che coinvolgano tutta la classe üInserire i percorsi di recupero/consolidamento, in corrispondenza di percorsi similari dei restanti compagni üEvitare I’improvvisazione nelle attività da far svolgere perché l’ improvvisazione è contraria all’integrazione üEvitare di dire “Non si può fare nulla!"

Come il docente può lavorare sulle potenzialità e sui bisogni Per l’alunno autistico Mantenere

Come il docente può lavorare sulle potenzialità e sui bisogni Per l’alunno autistico Mantenere il suo angolo di lavoro in Per l’ alunno non vedente Percorso a coppie nel quale un alunno dà ordine. Avviare la lezione sempre con la stessa modalità. indicazioni solo verbalmente e il Prevedere caselle vuote nel contenitore compagno procede a occhi bendati. del “PRIMA” nelle quali sono inserite Alunno sordo Giochi di coppia senza comando verbale immagini delle attività da realizzare Prevedere caselle del “DOPO” vuote per tutti, ma basato sulla gestualità. nelle quali inserire le immagini delle Alunno con problemi cognitivi azioni svolte. Partecipazione dell’alunno disabile tenendo conto dei suoi interessi per una Per alunni con disturbi della condotta/lperattività o deficit di particolare attività. attenzione: Delineare le regole di comportamento. Favorire la scelta di giochi di squadra come la palla volo o altri giochi sportivi similari nei quali l‘avversario viene valorizzato.

Lavorare sulle potenzialità e sui bisogni nei casi di disabilità grave Per l’ alunno

Lavorare sulle potenzialità e sui bisogni nei casi di disabilità grave Per l’ alunno con disabilità grave: prevedere esercizi di recupero e consolidamento centrati sui bisogni, anche utilizzando materiali speciali: palle sonore, materassini, ed altro. Progettare attività basate sulla sensorialità e sulla manipolazione Alternare brevi momenti di attività collettiva, con altri di attività maggiormente centrata sui bisogni individuali. Inserire le attività in palestra in un progetto didattico educativo a più ampio respiro basato sull’apporto degli altri ambiti disciplinari: riconoscimento e verbalizzazione degli attrezzi utilizzati; associazione di numeri e quantità rispetto all’esercizio svolto dal gruppo classe.

 SETTING DI APPRENDIMENTO DELLE ATTIVITA’ MOTORIE L’educazione motoria è un elemento vantaggioso allo

SETTING DI APPRENDIMENTO DELLE ATTIVITA’ MOTORIE L’educazione motoria è un elemento vantaggioso allo sviluppo dell’autonomia, della socializzazione e del rispetto delle regole e la palestra può diventare luogo formativo. Il percorso inizia con l’uscita dalla classe e termina quando l’alunno rientra e si siede con i compagni. L’autonomia personale e sociale può trovare nella lezione di educazione motoria un forte alleato. È importante costruire un percorso ben strutturato nei contenuti e negli interventi metodologici onde evitare che l’alunno arrivi in palestra a Iezione terminata. Implementare le tecniche di: tutoring, di rinforzo, di apprendimento imitativo.

PROGETTARE UN POLO SCOLASTICO SPORTIVO La realizzazione di un polo scolastico sportivo amplia e

PROGETTARE UN POLO SCOLASTICO SPORTIVO La realizzazione di un polo scolastico sportivo amplia e rafforza il processo di confronto e di integrazione di tutti gli alunni e dunque anche dell’alunno disabile Per progettare una buona pratica è necessario individuare : Istituzione Scolastica e Referente del progetto I destinatari: Gli obiettivi: I Tempi: La Metodologia: Le fasi operative: Le risorse materiali: Le risorse umane: La verifica e la valutazione:

 PROGETTARE UN POLO SCOLASTICO SPORTIVO SUGGERIMENTI: -Se gli alunni praticano l’atletica leggera o

PROGETTARE UN POLO SCOLASTICO SPORTIVO SUGGERIMENTI: -Se gli alunni praticano l’atletica leggera o il nuoto è preferibile progettare per istituto cercando di inserire gli alunni disabili nel gruppo sportivo della scuola -Se gli alunni praticano attività di squadra è opportuno attivare i poli sportivi dove gli alunni di una scuola possono confrontarsi con i compagni delle altre. Favorire e implementare tornei o gare, per l’atletica e il nuoto, fra gli istituti che sono in rete.

COSTITUZIONE Art. 3

COSTITUZIONE Art. 3 "Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali dinanzi alla legge, senza distinzione di condizioni personali e sociali". "E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione” Art. 34 "La scuola è aperta a tutti " Art. 38 "Gli inabili e i minorati hanno diritto all’educazione e all’avviamento professionale".

LEGGE 104 DEL 1992

LEGGE 104 DEL 1992 "Legge-quadro per l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle persone disabili" È ancora oggi il riferimento normativo più importante. Definisce: • il quadro istituzionale • gli interventi necessari a garantire tali diritti • i diritti della persona disabile • le competenze dei diversi Enti

 BIBLIOGRAFIA C. Guido, L. Stellacci Manuale per il sostegno scolastico, Anicia, Roma 2002

BIBLIOGRAFIA C. Guido, L. Stellacci Manuale per il sostegno scolastico, Anicia, Roma 2002 Consultazione materiale USR Marche/ USR Bologna D. Goleman, Intelligenza emotiva, Rizzoli, Segrate 2011 P. Howlin, S. Baron Cohen, J. Hadwin Teoria della mente e autismo. Insegnare a comprendere gli stati psichici dell'altro, Erikson Trento, 2015 A. Merletti, P. Corsi Disturbi del linguaggio e intervento psicomotorio, Erikson, Trento 2015 Disabilità sensoriale a scuola. Strategie efficaci per gli insegnanti, Erikson, Trento 2015 L. Cottini, Che cos’è l’autismo, Carocci, Roma 2014 A. Canevaro, Pedagogia Speciale, la riduzione dell’handicap, Milano 1999 P. Crispiani, Lavorare con l’ autismo, dalla diagnosi ai trattamenti, Edizioni Junior , Bergamo 2009, P. Crispiani , N. Bitti, L. Esposito, A. Fiorillo, F. Gulli, F. Mignanelli La motricità - Le percezioni - La memoria, Junior, Bergamo, 2007 P. Crispiani Il Metodo Crispiani 2016. Clinica della dislessia e disprassia. The Crispiani Method 2016. Clinic of dyslexia and dyspraxia Junior, Bergamo 2016