Corso di formazione per il personale sanitario addetto

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Corso di formazione per il personale sanitario addetto al programma di screening dei tumori

Corso di formazione per il personale sanitario addetto al programma di screening dei tumori del collo dell’utero Scelte terapeutiche ambulatoriali: Il protocollo, la sua applicazione, il futuro Reggio Emilia 16 -17 ottobre 2006 Raffaella Andresini

AUDIT CLINICO Uno strumento del GOVERNO CLINICO IL GOVERNO CLINICO ha come principale obiettivo

AUDIT CLINICO Uno strumento del GOVERNO CLINICO IL GOVERNO CLINICO ha come principale obiettivo quello di garantire l’affidabilità del servizio sanitario anche attraverso l’uso sistematico di strumenti tesi a garantire la sicurezza, la buona pratica clinica, la verifica e il miglioramento continuo dei risultati. (Piano Sanitario Regionale)

L’audit clinico “Iniziativa condotta da clinici che cerca di migliorare la qualità e i

L’audit clinico “Iniziativa condotta da clinici che cerca di migliorare la qualità e i risultati dell’assistenza attraverso una revisione strutturata, per mezzo della quale i clinici esaminano la propria attività e i propri risultati in confronto a standard espliciti e la modificano se necessario” (National Health Service Executive, 1996)

Caratteristiche essere progettato per determinare cambiamenti 2. avere obiettivi e standard definiti e condivisi

Caratteristiche essere progettato per determinare cambiamenti 2. avere obiettivi e standard definiti e condivisi 3. prevedere modalità organizzative definite 4. prevedere una verifica dell’efficacia 1.

Standard esplicito l l’assistenza viene valutata in rapporto a un “punto di riferimento” stabilito

Standard esplicito l l’assistenza viene valutata in rapporto a un “punto di riferimento” stabilito in modo chiaro sulla base delle prove di efficacia disponibili o su consenso di esperti

LA METODOLOGIA l Proposta l Pianificazione l Svolgimento l Conclusione l Cambiamento l Valutazione

LA METODOLOGIA l Proposta l Pianificazione l Svolgimento l Conclusione l Cambiamento l Valutazione

Il team di progetto 3 ginecologi colposcopisti 2 ostetriche 3 operatori del sistema qualità

Il team di progetto 3 ginecologi colposcopisti 2 ostetriche 3 operatori del sistema qualità

Proporre l’audit Dall’idea alla sua definizione 1. Definire gli obiettivi 2. Individuare l’oggetto dell’audit

Proporre l’audit Dall’idea alla sua definizione 1. Definire gli obiettivi 2. Individuare l’oggetto dell’audit 3. Individuare lo standard di riferimento

Obiettivo Migliorare l’adesione al protocollo regionale con particolare riferimento all’adeguatezza e all’appropriatezza del percorso

Obiettivo Migliorare l’adesione al protocollo regionale con particolare riferimento all’adeguatezza e all’appropriatezza del percorso diagnostico di secondo livello. Ø Garantire omogeneità a livello provinciale Ø Garantire sicurezza del percorso diagnostico Ø Garantire l’appropriatezza degli interventi

Oggetto Percorso diagnostico di secondo livello nelle donne che aderiscono al programma provinciale di

Oggetto Percorso diagnostico di secondo livello nelle donne che aderiscono al programma provinciale di screening Screening tumori collo dell’utero Pap test + Indic. al trattamento

Popolazione di riferimento Donne positive al pap-test con diagnosi ASCUS – LGSIL – AGC-AGUS

Popolazione di riferimento Donne positive al pap-test con diagnosi ASCUS – LGSIL – AGC-AGUS nell’anno 2004 escluse donne “già in follow up”

3. Lo standard l Protocollo diagnostico terapeutico dello screening per la prevenzione dei tumori

3. Lo standard l Protocollo diagnostico terapeutico dello screening per la prevenzione dei tumori del collo dell’utero nella regione Emilia Romagna l Indicatori di processo degli screening dei tumori del collo dell’utero in Emilia Romagna

Audit Clinico: indicatori di qualità, Regione Emilia Romagna Valore accettabile Valore desiderabile Tasso di

Audit Clinico: indicatori di qualità, Regione Emilia Romagna Valore accettabile Valore desiderabile Tasso di adesione all’invito ≥ 50% ≥ 60% Copertura di round dimostrabile ≥ 65% ≥ 80% % di Pap-test inadeguati ≤ 5% ≤ 3% Tasso di invio in colposcopia ≤ 4% ≤ 3% % di ASCUS tra gli invii in colposcopia ≤ 50% % di adesione al II livello ≥ 80% ≥ 90% % di adesione al II livello (HSIL +) ≥ 90% ≥ 95% % adesione al trattamento ≥ 95%

Audit Clinico: indicatori di qualità, Regione Emilia Romagna % Isterectomie CIN 2 -3 %

Audit Clinico: indicatori di qualità, Regione Emilia Romagna % Isterectomie CIN 2 -3 % di Istrectomie per CIN 1 Intervallo iter diagnostico Intervallo test/referto negativo Valore accettabile Valore desiderabile ≤ 5% ≤ 2% 0% 0% Entro 60 giorni ≥ 90% 21 gg ≥ 70% 28 gg ≥ 85%

criteri standard indicatori pratica

criteri standard indicatori pratica

Fonti Scheda di sorveglianza del Programma regionale di screening per la prevenzione dei tumori

Fonti Scheda di sorveglianza del Programma regionale di screening per la prevenzione dei tumori del collo dell’utero, terzo round (01/02/2002 -31/12/2004) Scheda di rilevazione G. I. S. C. I. anno 2004 Estrazione dati 2004 dal database del programma di screening citologico della provincia di Modena

Donne con diagnosi citologica ASCUS-LGSIL Protocollo: GSC visibile Controllo a 6 mesi o trattamento

Donne con diagnosi citologica ASCUS-LGSIL Protocollo: GSC visibile Controllo a 6 mesi o trattamento GSC Non visibile Controllo a 6 mesi o trattamento escissionale Se trattata ripete controllo a 6 mesi Se non trattata ripetere controllo a e se negativo torna a 6 mesi: screening; 1) Se citologia positiva e/o Se non trattata ripete 2 controllo a biopsia positiva terapia 6 mesi escissionale; 1) Se negativo torna a screening 2) Se citologia negativa, controllo a 6 mesi e se 2) Se positiva ripete colposcopia persiste negativo ritorna a ed ev. biopsia screening.

Donne con citologia ASCUS-LG SIL Protocollo: Colposcopia positiva o negativa E/o biopsia negativa Controllo

Donne con citologia ASCUS-LG SIL Protocollo: Colposcopia positiva o negativa E/o biopsia negativa Controllo citologico dopo 1 anno

Donne con diagnosi citologica AGC-AGUS Protocollo: COLPOSCOPIA POSITIVA O NEGATIVA Valutazione endocervicale ed eventualmente

Donne con diagnosi citologica AGC-AGUS Protocollo: COLPOSCOPIA POSITIVA O NEGATIVA Valutazione endocervicale ed eventualmente anche endometriale (brush-curettage frazionatoisteroscopia-ecografia)

Indicatori Numero di donne con citologia ASCUS o LGSIL e lesione istologica di basso

Indicatori Numero di donne con citologia ASCUS o LGSIL e lesione istologica di basso grado con GSC non visibile con trattamento distruttivo/escissionale Ø Numero di donne con citologia e istologia di basso grado trattate controllo colposcopico e citologico a sei mesi negativo/raccomandazioni Ø Numero di donne con citologia e istologia di basso grado trattate con primo controllo citologico a sei mesi negativo/raccomandazioni Ø Numero di donne con citologia ASCUS-LGSIL, colposcopia eseguita normale GSC visibile, prelievo citologico e bioptico non eseguiti/raccomandazioni (anno 2004/2005) Ø

Indicatori Numero di donne con citologia ASCUS-LGSIL, colposcopia eseguita anormale grado 1, diagnosi istologica

Indicatori Numero di donne con citologia ASCUS-LGSIL, colposcopia eseguita anormale grado 1, diagnosi istologica peggiore negativa e flogistica/raccomandazioni (anno 2004/2005) Ø Numero di donne con citologia AGC-AGUS con colposcopia negativa con GSC visibile/esame istologico Ø Numero di donne con citologia AGC-AGUS con colposcopia negativa con GSC non visibile/esame istologico Ø Numero di donne aderenti al follow up Ø

Modalità di esecuzione l Audit di Area al fine di garantire l’analisi delle diverse

Modalità di esecuzione l Audit di Area al fine di garantire l’analisi delle diverse situazioni distrettuali l Audit Provinciale al fine di garantire il confronto sui dati e sui percorsi

Modalità di esecuzione FASE 1 Area l A ciascun distretto sono stati forniti i

Modalità di esecuzione FASE 1 Area l A ciascun distretto sono stati forniti i dati relativi agli indicatori selezionati (livello distrettuale, provinciale, dove utile regionale) l In base agli scostamenti più significativi sono stati selezionati alcuni casi da analizzare l Ciascun distretto ha discusso in gruppi multidisciplinari i propri dati ed i propri casi

Modalità di esecuzione FASE 2 Audit provinciale In sede di audit saranno presentati i

Modalità di esecuzione FASE 2 Audit provinciale In sede di audit saranno presentati i dati provinciali (aggregati) e le valutazioni espresse da ciascun distretto. l Saranno inoltre definite le azioni di miglioramento necessarie. l

Il report I risultati conclusivi saranno diffusi a tutti gli operatori ed alle parti

Il report I risultati conclusivi saranno diffusi a tutti gli operatori ed alle parti interessate

Audit Elementi di buona pratica: Ø Rispetto degli indicatori di qualità, standard regionali Ø

Audit Elementi di buona pratica: Ø Rispetto degli indicatori di qualità, standard regionali Ø Basso numero di trattamenti effettuati su lesioni istologiche di basso grado come raccomandato dalle linee guida Ø Buona adesione al protocollo per quanto riguarda il sondaggio del canale cervicale nelle donne positive alla citologia per AGC-AGUS indipendentemente dall’esito della colposcopia e dalla visibilità o meno della GSC

Audit Scostamenti dallo standard: Nelle raccomandazioni del campione di donne con lesione citologica di

Audit Scostamenti dallo standard: Nelle raccomandazioni del campione di donne con lesione citologica di basso grado con colposcopia negativa o positiva e/o biopsia negativa. Nella mancata raccomandazione di rientro a screening del campione di donne trattate controlli successivi negativi

Conclusioni Per poter conoscere le raccomandazioni dell’audit che si tradurranno in azioni di miglioramento

Conclusioni Per poter conoscere le raccomandazioni dell’audit che si tradurranno in azioni di miglioramento volte a superare le criticità rilevate, occorrerà attendere lo svolgimento dell’audit provinciale che si terrà il 27 ottobre p. v. L’importanza del lavoro svolto si evidenzia : -negli indicatori costruiti che permetteranno anche a distanza di tempo di valutare l’efficacia dell’audit stesso -nel diffondersi tra i professionisti della cultura della valutazione della propria attività in relazione a standard condivisi per capire se il paziente ha ricevuto le migliori cure possibili