Come riformare le indennit di disoccupazione Michele Raitano










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Come riformare le indennità di disoccupazione? Michele Raitano (Sapienza Università di Roma)
Punti cruciali • Problematiche strutturali del Md. L italiano che generano limitata copertura degli AASS => frammentarietà, bassi salari (in primis causa part-time) e frequenza di forme contrattuali non dipendenti => necessari in primis interventi «predistributivi» • Due categorie di interventi sugli ammortizzatori: – Modifiche dell’attuale impianto, per eliminare i limiti più evidenti – Universalizzare gli ammortizzatori sociali anche al lavoro autonomo? • N. B. guardiamo a indennità di disoccupazione, non a strumenti in costanza di rapporto di lavoro; guardiamo in prevalenza a tutele da rischi di disoccupazione «standard» , non necessariamente dovuti a pandemie 2
Vuoti lavorativi e contributivi nell’anno fra i dipendenti 3
Basse retribuzioni mensili (anche quando si lavora…) 4
Diffusione abnorme del part-time (involontario e «grigio» ) 5
=> crescita del lavoro povero anche fra i dipendenti 6
Le indennità di disoccupazione in Italia • Riforme «accrescitive» nel 2012 e nel 2015 => coperta (con minimi requisiti contributivi) l’intera platea di dipendenti e di collaboratori parasubordinati (NASPI e DISCOLL) • Td. S in linea con quelli vigenti altrove (con «tetto» che incide molto), ma ampio décalage dell’importo • Durata commisurata a storia lavorativa precedente Þ Formula retributiva per l’importo, contributiva per la durata • Nessuna tutela per le varie forme di lavoro autonomo (e per i neo-entrati); in IT circa ¼ dell’occupazione vs circa 1/10 nei principali partner UE( in IT ¼ di autonomi ha dipendenti vs circa 2/5 altrove) • Nessuna tutela aggiuntiva per gruppi di lavoratori svantaggiati 7
Le modifiche «immediate» necessarie • Riduzione del décalage (dopo 10 mesi importo ridotto all’ 80%. . . ), eventualmente con forme di progressività • Prevedere formule maggiormente progressive nell’importo a vantaggio soprattutto di part-time involontari • Rivedere le durate massime a tutela di chi ha carriere fortemente frammentate => pavimento minimo di durata (simile nella logica alla pensione di garanzia? ) • Introdurre la contribuzione figurativa nella DISCOLL • Immaginare forme di tutela per i neo-entrati? • Legame per politiche attive per controllare moral hazard 8
Come tutelare gli autonomi? (a) • Tema da qualche anno al centro del dibattito comunitario • Mondo autonomo fortemente eterogeno => basta un’unica misura • N. B. Per autonomi la definizione di disoccupato è vaga e maggiormente soggetta a moral hazard • Problematiche legate a enormi rischi di moral hazard e comportamento opportunistico (anche nella definizione del reddito imponibile e dello status occupazionale) • Ci si preoccupa solo di autonomi che chiudono la P. IVA o si vogliono tutelare i cali di reddito? • Cosa si assicura? Il non lavoro o la forte caduta del reddito? • Ma reddito fortemente oscillante => da calcolare su orizzonte pluriennale. • Immaginare forme di tutela originali che riducano il moral hazard! 9
Come tutelare gli autonomi? (b) • Versamento obbligatorio per evitare selezione avversa (come si gradua l’aliquota? In base al profilo di rischio di categoria? Con bonus/malus per incentivare? ) => necessità di armonizzazione fiscale • Quale aliquota per autonomi con chiari vincoli di liquidità? • Possibili eventi che generano chiusura/calo A. Eventi di “rischio assicurabile” individuale (la mia attività va male in un quadro normale per la mia categoria). B. Eventi di “rischio assicurabile” collettivo (io soffro in una situazione in cui la mia categoria soffre, a causa di dinamiche di mercato o, anche, della tecnologia). C. Eventi non prevedibili (di “incertezza pura” secondo la dizione keynesiana): pandemie o altri shock “interdipendenti” • Crescita di copertura solo graduale? Chi definisce il verificarsi dell’evento che da copertura? Discrezionalità o regole sull’evento da tutelare? 10