Ciclo di seminari Mafie e Antimafie Come studiare



























































- Slides: 59
Ciclo di seminari Mafie e Antimafie Come studiare le mafie. Metodi e tecniche Studi di caso su camorra e anticamorra vittorio. martone@unina. it Dipartimento di Scienze Sociali – Università di Napoli (Federico II) Laboratorio di Analisi e Ricerca sulla Criminalità Organizzata – Università di Torino Napoli, 3 novembre 2017
Indice degli argomenti 1. Definizioni, modelli interpretativi, questioni di metodo 2. Analisi Quantitativa (fonti statistiche e georeferenziazione) - Esempi di mappatura della presenza mafiosa: indicatori, fonti, criticità - I costi delle mafie per la collettività: esempi di calcolo/stima - La correlazione tra mafie e sviluppo economico - Un tentativo di mappatura dell’antimafia 3. Analisi qualitativa (case studies e network analysis) a. b. c. Cemento e rifiuti: consorzi di bacino e circuiti politico-mafiosi in provincia di Caserta Il distretto dell’economia sociale nel feudo dei casalesi: anticamorra e riutilizzo dei beni confiscati Il mercato internazionale di automobili e l’espansione della camorra nel Lazio: rappresentazioni pubbliche e riconoscimento V. Martone, Come studiare le mafie. Metodi e tecniche, Seminari Lirmac-STAR – Napoli, 3 novembre 2017
Cosa è la mafia? Una scoperta relativamente recente «la mafia non esiste; è tutta una invenzione comunista» Ernesto Ruffini, Cardinale di Palermo, 1962 (in Renda F. , Storia della Mafia, p. 380) Luciano Liggio, interpellato dal Presidente della Cpa, risponde «Signor presidente, se esiste l’antimafia» L’antimafia nasce come tentativo di dire una realtà occulta eppure reperibile, almeno nei suoi effetti: «se alla mafia spetta il silenzio, all’antimafia tocca, appunto, la parola» La sua opacità ontologica fa sì che la stessa parola mafia evochi talvolta un’entità immateriale «che non “significa”, ha piuttosto il potere di destare consapevolezza» (Pine 2015) Ma, cos’è la mafia? V. Martone, Come studiare le mafie. Metodi e tecniche, Seminari Lirmac-STAR – Napoli, 3 novembre 2017
Sei «modelli interpretativi» a confronto Burocrazia struttura militare, gerarchia omertà, «antistato» , 416 bis Enfasi sull’ala militare, scomparsa dei reticoli esterni Comunità subcultura, mentalità, coesione morale, simbologie mafia come «contesto» , teorie del contagio (es. metastasi…) Gruppo di potere power syndicate, «borghesia mafiosa» , «guanti gialli» Esclude l’enterprise syndicate, il degrado e altri fattori di genesi Sistema ‘O Sistema, holding criminale, doppio Stato Mafiocentrica, tautologica (es. colonizzazione) Impresa Ricerca di profitti, affari leciti/ illeciti, costi di transazione Tralascia gli aspetti culturali, e (in parte) di quelli politici Rete Specialisti della violenza ed esperti di relazioni sociali Sottostima l’ala militare e i traffici illeciti (Rif. R. Sciarrone, Mafie Vecchie, Mafie Nuove, 2009 V. Martone, Come studiare le mafie. Metodi e tecniche, Seminari Lirmac-STAR – Napoli, 3 novembre 2017
Una proposta di definizione Formula organizzativa su due dimensioni: quella di organizzazione di controllo del territorio, da cui deriva il suo potere e agire politico, e quella di organizzazione dei traffici illegali I mafiosi sono specialisti della violenza ed esperti di relazioni sociali: il controllo del territorio è la forma più evidente del potere, ma il capitale sociale ne rivela i meccanismi fondativi, capaci di generarlo e di permetterne riproduzione e diffusione Costruiscono relazioni e fanno network con l’imprenditoria per l’ottenimento di significativi spazi nei mercati illegali e legali influenzando le dinamiche competitive in determinati settori o territori Questa regolazione mafiosa dell’economia si regge sul tessuto connettivo e di consenso che nelle aree a elevata densità riesce a far sì che la regolazione criminale divenga prassi V. Martone, Le mafie di mezzo, Donzelli 2017 V. Martone, Come studiare le mafie. Metodi e tecniche, Seminari Lirmac-STAR – Napoli, 3 novembre 2017
Un corpo intraneo alla società Il crimine organizzato non è un corpo estraneo, che si insinua come una patologia in un corpo sano (metafora organicistica: il cancro, l’infezione, il virus etc. ) Vanno studiate le condizioni sociali, politiche e istituzionali che configurano il radicamento della regolazione mafiosa nella società Giovanni Falcone: «Gli uomini d’onore non sono né diabolici né schizofrenici. Non ucciderebbero padre e madre per qualche grammo di eroina. Sono uomini come noi. La tendenza del mondo occidentale, europeo, in particolare, è quella di esorcizzare il male proiettandolo su etnie e su comportamenti che ci appaiono diversi dai nostri. Ma se vogliamo combattere efficacemente la mafia, non dobbiamo trasformarla in un mostro né pensare che sia una piovra o un cancro. Dobbiamo riconoscere che ci rassomiglia» (Cit. Cose di Cosa Nostra, 1991, p. 82 -83) V. Martone, Come studiare le mafie. Metodi e tecniche, Seminari Lirmac-STAR – Napoli, 3 novembre 2017
I settori della «protezione mafiosa» Parlando di «servizi di protezione» in letteratura emergono almeno 8 elementi che rendono i mercati attraenti per le mafie: 1) alto numero di piccole e medie imprese 2) settori oligopolistici occupati da un limitato numero di imprese che lavorano per altre imprese 3) basso sviluppo tecnologico 4) limitata differenziazione di prodotto 5) lavoro a bassa qualifica 6) domanda di beni e servizi stabile/costante 7) catena del valore semplice, caratterizzata dalla produzione di beni o fornitura di servizi semplici e standardizzati 8) basso livello di sindacalizzazione V. Martone, Come studiare le mafie. Metodi e tecniche, Seminari Lirmac-STAR – Napoli, 3 novembre 2017
I settori legali di maggiore rilevanza Settori di attività* maggiore diversificazione rispetto al passato, ma continuano a essere privilegiati quelli in cui le mafie hanno tradizionalmente più competenze - Elementi prevalenti settori tradizionali mercati «protetti» bassa tecnologia finanza pubblica Emergenze * R. Sciarrone (a cura di), Alleanze nell’Ombra. Mafie ed economie locali in Sicilia e nel Mezzogiorno, 2011, p. 2830 Servizi sociali V. Martone, Come studiare le mafie. Metodi e tecniche, Seminari Lirmac-STAR – Napoli, 3 novembre 2017
Esempi di Ricerca 2. Analisi delle fonti statistiche - Esempi di mappatura della presenza mafiosa: indicatori, fonti, criticità - I costi delle mafie per la collettività: esempi di calcolo/stima - La correlazione tra mafie e sviluppo - Un tentativo di mappatura dell’antimafia V. Martone, Come studiare le mafie. Metodi e tecniche, Seminari Lirmac-STAR – Napoli, 3 novembre 2017
Approcci quantitativi: le mappature 3 mafie tradizionali (Cosa nostra, camorra e ‘ndrangheta) 8 territori di radicamento storico (in Sicilia, Campania e Calabria) Alleanze nell’ombra Mafie ed economie locali in Sicilia e nel Mezzogiorno presenza e intensità del fenomeno a livello provinciale: stime di enterprise syndicate (organizzazione dei traffici illeciti) e di power syndicate (controllo del territorio) 8 case studies in diversi settori di attività (edilizia, appalti, trasporti, grande distribuzione, sanità, rifiuti, mercato del falso) (Donzelli, 2009) V. Martone, Come studiare le mafie. Metodi e tecniche, Seminari Lirmac-STAR – Napoli, 3 novembre 2017
I «marcatori» della presenza mafiosa Obiettivo = identificare alcuni reati che rappresentano specifici «marcatori» della presenza del crimine organizzato nelle province italiane distinguendone profilo e intensità Fonti = statistiche sulla delittuosità (denunce presentate all’AG dalle 5 principali FFOO (PS, CC, Gd. F, CF, PP) e da altri organismi (DIA, Municipale, Provinciale, Guardia Costiera) per l’alimentazione del sistema SDI (Sistema d’Indagine – CED Interforze presso Mininterno). Criticità delle fonti = Sottostima dei fenomeni derivante dal sistema di rilevazione (esclude i delitti denunciati all’AG da privati; disperde la percentuale di «non denuncia» , spesso particolarmente elevata) V. Martone, Come studiare le mafie. Metodi e tecniche, Seminari Lirmac-STAR – Napoli, 3 novembre 2017
Gli indicatori di PSy e di ESy Dati di riferimento Delittuosità media per provincia (2004 -2007) e calcolo dei crime rates (delitti per 100 mila abitanti). Indici provinciali di criminalità superiori alla media (Italia = 1, 00) rappresentano, in sostanza, i requisiti minimi caratterizzanti il diverso profilo della criminalità organizzata nelle province stesse Selezione tra i 16 Reati «spia» di presenza mafiosa (Dia/Dna) Omicidi, omicidi di tipo mafioso, attentati, rapine, estorsioni, usura, associazione per delinquere, associazione di tipo mafioso, riciclaggio, incendi, danneggiamenti seguiti da incendio, associazione per produzione o traffico di stupefacenti, associazione per spaccio di stupefacenti, sfruttamento della prostituzione, contraffazione Cluster Power Syndicate: associazione mafiosa, beni confiscati, scioglimenti comuni, omicidi di tipo mafioso, estorsioni Enterprise Syndicate: associazione a delinquere, associazione per traffico di stupefacenti, rapine, usura, sfruttamento prostituzione Block A. (1980), East Side-West Side: Organizing Crime in New York V. Martone, Come studiare le mafie. Metodi e tecniche, Seminari Lirmac-STAR – Napoli, 3 novembre 2017
PSy: indici per provincia Fonte: Asmundo A. (2011), Indicatori e costi della criminalità mafiosa, Donzelli. V. Martone, Come studiare le mafie. Metodi e tecniche, Seminari Lirmac-STAR – Napoli, 3 novembre 2017
ESy: indici per provincia high ESy: combinazione sistematica di Associazione per delinquere e Associazione per la produzione e il traffico di stupefacenti Esy (1) presente solo Associazione per delinquere, insieme a indici elevati riguardanti altri reati Fonte: Asmundo A. (2011), Indicatori e costi della criminalità mafiosa, Donzelli. V. Martone, Come studiare le mafie. Metodi e tecniche, Seminari Lirmac-STAR – Napoli, 3 novembre 2017
PSy: indici per provincia (2008/2011) High PSy Sicilia occidentale (Palermo 6, 22; Trapani 2, 20; Agrigento 1, 71; Caltanissetta 2, 90) e orientale (Catania 3, 07; Messina 1, 23) Calabria meridionale (Reggio Calabria 10, 36; Catanzaro 4, 48; Crotone 4, 11; Vibo Valentia 3, 74) fascia costiera settentrionale campana (Napoli 7, 76; Caserta 6, 75) (Fonte: Sciarrone e Dagnes (2014), Geografia degli insediamenti mafiosi, p. 45) V. Martone, Come studiare le mafie. Metodi e tecniche, Seminari Lirmac-STAR – Napoli, 3 novembre 2017
ESy: indici per provincia (2008/2011) High ESy Aree urbane (nell’ordine Napoli 1, 32; Bologna 1, 28; Milano 1, 20; Catania 1, 16; Roma 1, 13; Firenze 1, 08; Torino 1, 07) Zone ampie: Liguria (Imperia 1, 64; Savona 1, 13; La Spezia 1, 06) zona tosco-emiliana (Pisa 1, 20; Pistoia 1, 45; Prato 1, 42; Ravenna 1, 20; Rimini 1, 56). Umbria (1, 22), Campania Nord (Caserta 1, 09; Benevento 1, 06), basso Lazio (Frosinone 1, 33; Latina 1, 27) (Fonte: Sciarrone e Dagnes (2014), Geografia degli insediamenti mafiosi, p. 45) V. Martone, Come studiare le mafie. Metodi e tecniche, Seminari Lirmac-STAR – Napoli, 3 novembre 2017
La mappatura di Transcrime Obiettivo = Costruire un indice di presenza mafiosa (IPM) per comprendere dove e chi, tra le organizzazioni mafiose, opera sul territorio nazionale Sintesi delle medie di 5 indici (comunali poi riaggragati) - Persone denunciate 416 bis (denunciati per 416 -bis a livello comunale/ 10. 000 abitanti per gli anni dal 2004 al 2011) - Amministrazioni sciolte (sommatoria valore comunale dell’ultimo anno). - Omicidi di stampo mafioso (somma omicidi e tentati omicidi per comune e per anno, calcolo tassi su 10. 000 abitanti per comune) - Beni confiscati (beni confiscati 2000 / 2011 per comune su 10. 000 abitanti residenti (solo beni collocabili – immobili, aziende, veicoli… ) - Gruppi attivi (Dia/Dna) addizione dei gruppi registrati nei vari anni nelle Relazioni suddivisi per comune (Fonte: Transcrime 2012, Gli investimenti delle mafie) V. Martone, Come studiare le mafie. Metodi e tecniche, Seminari Lirmac-STAR – Napoli, 3 novembre 2017
Analisi delle relazioni Dia/Dna Estrazione delle seguenti variabili: • Presenza dei gruppi nel comune; • Presenza dei gruppi nella provincia; • Numero dei gruppi nel comune; • Numero dei gruppi nella provincia; • Nome dei gruppi nel comune; • Nome dei gruppi nella provincia; • Numero di gruppi appartenenti a ciascun tipo di organizzazione mafiosa nel comune; • Numero di gruppi appartenenti a ciascun tipo di organizzazione mafiosa nella provincia; • Pagine delle relazioni in cui le informazioni sono state rilevate. In seguito, sono stati calcolati, per entrambi i database, combinando i dati di tutte le relazioni: • Il valore totale e medio della presenza di gruppi mafiosi nel comune e nella provincia; • Il valore totale e medio del numero dei gruppi nel comune e nella provincia; • L’elenco dei gruppi operanti nel comune e nella provincia; • Il valore totale e medio del numero dei gruppi appartenenti a ciascun tipo di organizzazione mafiosa nel comune e nella provincia; • Dieci variabili dicotomiche (una per ogni possibile coppia tra i 5 tipi di organizzazioni mafiose) rilevanti la compresenza (a livello comunale e/o provinciale) di due tipi di organizzazioni mafiose nel comune; • Una variabile dicotomica rilevante la compresenza (a livello comunale e/o provinciale) di almeno due tipi di organizzazioni mafiose nel comune; • Una variabile rilevante il numero di compresenze tra tipi di organizzazioni mafiose; • Una variabile rilevante quali tipi di organizzazioni mafiose fosse presenti a livello comunale e/o provinciale; • Una variabile rilevante quali tipi di organizzazioni mafiose fosse presenti a livello comunale; • Una variabile rilevante quali tipi di organizzazioni mafiose fosse presenti a livello provinciale. (Fonte: Transcrime 2012, Gli investimenti delle mafie)
Indice di presenza mafiosa Napoli è la provincia con valori massimi, seguita da Reggio Calabria. Seguono diverse province del Sud. Roma è la prima provincia del centro, in tredicesima posizione, seguita da Latina (25 a). Tra le province del Nord, la posizione più alta è di Imperia (16 a), quindi Genova (17 a), Torino (20 a) e Milano (26 a). (Transcrime 2012, Gli investimenti delle mafie) V. Martone, Come studiare le mafie. Metodi e tecniche, Seminari Lirmac-STAR – Napoli, 3 novembre 2017
IPM Ridotto, 2012 L’esclusione dei beni confiscati non comporta variazioni radicali dell’indice di presenza mafiosa. Le aree a forte concentrazione di beni confiscati, ma con bassi punteggi per gli altri indicatori utilizzati, assumono valori inferiori (Costa Smeralda e diversi centri urbani nel Centro-Nord) (Transcrime 2012, Gli investimenti delle mafie)
Mappatura delle diverse mafie Mappatura dei tipi di organizzazioni criminali mafiose effettuata sulla base dell’analisi dei Gruppi attivi riportati nelle relazioni DIA e DNA dal 2000 -2011 (Fonte: Transcrime 2012, Gli investimenti delle mafie) V. Martone, Come studiare le mafie. Metodi e tecniche, Seminari Lirmac-STAR – Napoli, 3 novembre 2017
Mappare il «movimento antimafia» rivendicazio ni redistributive Contro la borghesia mafiosa alla prima fase stragista alla seconda fase stragista 1891 – anni Anni ’ 90 in Anni ‘ 60 e Anni ‘ 80 ‘ 50 poi ‘ 70 Sovrapposizio Sostegno Sovrapposizi Spinta alla ne con la alla legge sul one con le Legge borghesia riutilizzo di istanze Rognoni clientelare e beni contadine La Torre corrotta Approccio etico-emotivo V. Martone, Come studiare le mafie. Metodi e tecniche, Seminari Lirmac-STAR – Napoli, 3 novembre 2017 Approccio proattivo-territoriale Una definizione di movimento antimafia «un insieme eterogeneo di gruppi di volontariato, di spezzoni di partiti e sindacati, di singoli cittadini, che organizzano iniziative di vario tipo, attivandosi soprattutto sull’onda di grandi spinte etico-emotive» (Santino, 2009) Reazione Antimafia e Reazione
Mappatura dell’antimafia Obiettivo = Costruire un mappa della presenza dell’associazionismo antimafia sul territorio nazionale Indicatori (provinciali) - Presidi di Libera - associazioni antiracket e antiusura - altre associazioni e gruppi (come fondazioni e movimenti) noti a livello nazionale per il loro impegno antimafia - enti locali aderenti alla rete di Avviso pubblico Le associazioni antimafia risultano maggiormente concentrate, oltre che in alcune aree di tradizionale insediamento mafioso (Palermo, Catania, Reggio Calabria, Napoli), nelle province di Roma, Pisa, Firenze, Bologna, Milano e Torino (dunque nelle principali aree metropolitane) (Sciarrone e Dagnes (2014), Geografia degli insediamenti mafiosi, p. 45) V. Martone, Come studiare le mafie. Metodi e tecniche, Seminari Lirmac-STAR – Napoli, 3 novembre 2017
Mappatura antimafia civile Torino è la provincia con il maggior numero di presidi di Libera e di associati ad Avviso Pubblico. Napoli è quella con il maggior numero di associazioni antiracket e antiusura. Caserta ha un solo associato a Avviso Pubblico (Sciarrone e Dagnes (2014), Geografia degli insediamenti mafiosi, p. 45)
Quantificazione dei profitti delle mafie Criticità A oggi, non sempre si hanno a disposizione fonti e metodologie di stima chiari e attendibili (Asmundo e Lisciandra 2008; Di Gennaro e La Spina 2010) e non è chiaro il percorso che conduce a tali importi (La Spina e Scaglione 2011, p. 87). Sensazionalismo? Confesercenti nel rapporto «Sos Impresa» , che nella XIV ed. (2013) su Le mani della criminalità sulle imprese stima il fatturato della «Mafia Sp. A» in 140 miliardi di euro l’anno con un utile che supera i 100 miliardi al netto di investimenti e accantonamenti e con una liquidità di 65 miliardi di euro. Eurispes (2004) stimava il «fatturato» delle quattro organizzazioni mafiose italiane (Cosa Nostra, Camorra, ‘Ndrangheta e Sacra Corona Unita) in 100 miliardi di euro, pari al 9, 5% del Pil nazionale. V. Martone, Come studiare le mafie. Metodi e tecniche, Seminari Lirmac-STAR – Napoli, 3 novembre 2017
Quantificazione dei costi delle mafie A partire dallo studio di Asmundo (2011) sulle statistiche della delittuosità Istat (2004 -2007) si rilevano anche i costi aggiuntivi della presenza mafiosa Tre categorie di costi: - di anticipazione (sostenuti a fronte della possibilità che il delitto si verifichi: assicurazione, sicurezza, monitoraggio e controllo ecc. ); - di conseguenza (danni pecuniari diretti, spese sanitarie, costi intangibili, mancati guadagni ecc. ); - di reazione (per le attività inquirenti e giudicanti, spese per l’esecuzione delle pene ecc. ). Fonte: Asmundo A. (2011), Indicatori e costi della criminalità mafiosa, Donzelli. V. Martone, Come studiare le mafie. Metodi e tecniche, Seminari Lirmac-STAR – Napoli, 3 novembre 2017
I costi della presenza mafiosa La spesa pubblica e privata necessaria a coprire i tre costi supera l’ 1% del Pil nazionale (più di 20 miliardi di euro), toccando il 2, 6% medio nel Mezzogiorno (più di 17 miliardi di euro) Fonte: Asmundo A. (2011), Indicatori e costi della criminalità mafiosa, Donzelli. V. Martone, Come studiare le mafie. Metodi e tecniche, Seminari Lirmac-STAR – Napoli, 3 novembre 2017
I costi per abitante La spesa pubblica e privata necessaria a coprire i tre costi è di 344, 6 euro per abitante, toccando i 428. 4 euro nel Mezzogiorno. Nel Centro Nord maggiore impegno in anticipazione (42. 6 euro) Fonte: Asmundo A. (2011), Indicatori e costi della criminalità mafiosa, Donzelli. V. Martone, Come studiare le mafie. Metodi e tecniche, Seminari Lirmac-STAR – Napoli, 3 novembre 2017
Mafie e sviluppo economico: un nesso? Mafie come causa del sottosviluppo (in presenza di regolazione mafiosa si pongono limiti allo sviluppo) o conseguenza (in condizioni di svantaggio si creano i presupposti per l’agire mafioso)? I limiti delle indagini campionarie sul tema Censis (2009) analizza la percezione della diffusione di fenomeni quali l’estorsione e l’usura sulla propensione all’investimento: - il 33, 1% ritiene che l’imposizione del pizzo sia «molto diffusa» , ma soltanto il 30, 9% sostiene che la presenza delle mafie influisca sul libero svolgimento delle attività imprenditoriali; - la maggior parte degli imprenditori calabresi (il 49, 4%) e siciliani (il 54, 4%) dichiara di svolgere la propria attività in una zona abbastanza o molto sicura, mentre soltanto una percentuale residuale (l’ 8, 5% in Calabria e il 7, 8% in Sicilia) sostiene che i reati siano molto frequenti. V. Martone, Come studiare le mafie. Metodi e tecniche, Seminari Lirmac-STAR – Napoli, 3 novembre 2017
Mafie e sviluppo economico: il territorio Busso e Storti (2012) analizzano l’andamento di alcune variabili economiche (livello di sviluppo, dinamismo economico e tessuto produttivo) distinguendo le province meridionali caratterizzate da un’elevata presenza mafiosa (high power syndicate) Alcune evidenze statistiche - l’insieme delle 13 province in questione (Caserta, Napoli, Crotone, Catanzaro, Vibo Valentia, Reggio Calabria, Messina, Agrigento, Catania, Salerno, Trapani, Palermo e Caltanissetta) si colloca al di sotto della media delle altre aree del Mezzogiorno e del Sud e isole nel complesso - Riguardo al dinamismo economico, tutti gli indicatori qui si collocano sotto la media del Mezzogiorno e dei territori meno coinvolti dal fenomeno. - in particolare il dato sulla nati-mortalità delle imprese, particolarmente basso per le 13 province e invece più elevato della media nazionale per le altre province del Mezzogiorno Busso S. e Storti L. 2012, Sviluppo economico e tessuto sociale V. Martone, Come studiare le mafie. Metodi e tecniche, Seminari Lirmac-STAR – Napoli, 3 novembre 2017
V. Martone, Come studiare le mafie. Metodi e tecniche, 3 novembre 2017 High PSy e sottosviluppo Busso S. e Storti L. 2012, Sviluppo economico e tessuto sociale
I case studies 3. Analisi qualitativa (case studies e network analysis) a. b. c. d. Cemento e rifiuti: consorzi di bacino e circuiti politico-mafiosi in provincia di Caserta L’anticamorra in provincia di Caserta: il distretto dell’economia sociale nel feudo dei casalesi Il mercato internazionale di automobili e l’espansione della camorra nel Lazio: rappresentazioni pubbliche e limiti del riconoscimento giuridico Mercato ortofrutticolo e ‘Ndrangheta: il caso di Fondi V. Martone, Come studiare le mafie. Metodi e tecniche, Seminari Lirmac-STAR – Napoli, 3 novembre 2017
L’ «emergenza» in Campania Commissario Straordinario C. I. R. Gara Società FIBE- Impregilo 2000 Impianti CDR 65% max Inceneritori R. diff. Fonte: V. Martone, La camorra nella governance del territorio, Meridiana. Rivista di Studi Storici e Sociali, 2012 4 R 35% min
9 millions di ecoballe ammassate in circa un migliaio di discariche Fine presentazione vittorio. martone@unina. it finanziamenti CIP 6 per l’energia prodotta dall’inceneritore Deroga: ecoballe con caratteristiche qualitative inferiori a quanto richiesto dal contratto, dunque non adatti all’incenerimento (Ord. n. 391 del 3 dicembre 2002) V. Martone, Come studiare le mafie. Metodi e tecniche, Seminari Lirmac-STAR – Napoli, 3 novembre 2017 Fonte: V. Martone, La camorra nella governance del territorio, Meridiana, 2012 Stoccaggio di ecoballe (Giugliano - 2010)
Case Study 1: gestione dei rifiuti La “camorra dei rifiuti” precede la crisi: in Campania si concentra il 35% dei traffici di rifiuti accertati sull’intero territorio nazionale. In circa 25 anni si registra una graduale specializzazione delle imprese di camorra, funzionalmente differenziata nell’intera filiera – anche istituzionale – di gestione dei rifiuti con il supporto di una rete ampia di attori (dalla gestione pressoché esclusiva delle discariche private all’erogazione dei servizi di raccolta, rimozione e bonifica in nome e per conto dello Stato) Tre fasi storiche di infiltrazione nel settore: 1. le “commerciali mafiose” (1988 -1993) 2. il traffico di rifiuti speciali e tossici (1994 -2000) 3. la penetrazione nei Consorzi di Bacino (2001 -in poi) Fonte: V. Martone, La camorra nella governance del territorio, Meridiana. Rivista di Studi Storici e Sociali, 2012 V. Martone, Come studiare le mafie. Metodi e tecniche, Seminari Lirmac-STAR – Napoli, 3 novembre 2017
Governo centrale Ministero Interno – Ambiente Commissariato straordinario Governance dei rifiuti Regione Campania 2 Inceneritori 7 Impianti Cdr Appalto Territorializzazione Recepimento del Cir Ente appaltante 1 Impresa FIBE Produzione e smaltimento «ecoballe» Province Organi di controllo Localizzazione impianti, supervisione ARPAC ASL Comuni e Consorzi di Bacino (18 ATO) Gestione dei servizi, conferimenti, discariche Ente appaltante 2 e tecnici accreditati Camorra Società miste Braccio operativo, organo di spesa Privatizzazione Altri professionisti Subappalti Imprese di filiera (autorizzate) Raccolta Forniture Trasporto Noleggio Manutenzioni Bonifiche Ecc. V. Martone, Come studiare le mafie. Metodi e tecniche, Seminari Lirmac-STAR – Napoli, 3 novembre 2017 Fonte: V. Martone, La camorra nella governance del territorio, Meridiana, 2012 Normative: a) d. lgs. 22/1997 (Ronchi) b) d. lgs. 152/06 (T. U. Ambiente) c) Ord. n. 2774 il 31 marzo 1998
Il “Caso Eco 4”: la società mista Consorzio di Bacino CE 4 Pres. Valente Clan Bidognetti (Aniello) Mediazione capizona Localizzazione siti Sostegno militare Ambiente e Territorio Srl (fratelli Orsi) Know how Attrezzature Autorizzazioni Novambiente Srl (G. Vassallo) Setia Sud S. r. l. (G. Vassallo) Esternalizzazione: gara d’appalto e statuto Flora Ambiente Spa Società esclusa Avvocato , subcommissario e architetto conniventi Società mista “Eco 4 Sp. A” Ecocampania Srl (fratelli Ferraro) Fonte: V. Martone, La camorra nella governance del territorio, Meridiana. Rivista di Studi Storici e Sociali, 2012
Il profitto «formalmente» legale Socializzazione perdite, privatizzazione utili sovrafatturazioni (beni strumentali e di consumo, servizi, buste paga gonfiate) subappalti Enterprais, Capasso, La Nota, Oleodinamica*, Ambiente & Territorio, Brignoli, Geo. Eco, Setia, Novambiente, Parrella, Calepio Scavi, B. E. A. ecc. discariche Gestione illegale delle discariche consortili (Parco Saurino 2, Lo Uttaro) Supporto di subcommissari straordinari e dell’ASL cessione crediti Supervalutazione capitale azionario e cessione crediti inesistenti – Supporto di notai, commercialisti e sportelli bancari Fonte: V. Martone, La camorra nella governance del territorio, Meridiana. Rivista di Studi Storici e Sociali, 2012 V. Martone, Come studiare le mafie. Metodi e tecniche, Seminari Lirmac-STAR – Napoli, 3 novembre 2017
La collusione dei governi locali Sistema generalizzato di affidamenti diretti che crea uno spazio di non conflittualità sul territorio, ottenuto attraverso un mix di pressioni commissariali, posti di lavoro, intimidazioni: Fonte: V. Martone, La camorra nella governance del territorio, Meridiana. Rivista di Studi Storici e Sociali, 2012
Vassallo G. (imprenditore, collab. ) “Tutti i clan che insistevano sui singoli Comuni sarebbero stati garantiti nel percepire una tangente attraverso il gruppo Bidognetti, che si poneva come intermediario (…) per evitare che i diversi clan potessero fare confusione e che il servizio funzionasse bene senza che vi fossero contrasti tra i capizona” V. Martone, Come studiare le mafie. Metodi e tecniche, Seminari Lirmac-STAR – Napoli, 3 novembre 2017 Fonte: V. Martone, La camorra nella governance del territorio, Meridiana, 2012 Clan e controllo del territorio
Il network di camorra Fonte: V. Martone, La camorra nella governance del territorio, Meridiana. Rivista di Studi Storici e Sociali, 2012
La matrice V. Martone, Come studiare le mafie. Metodi e tecniche, Seminari Lirmac-STAR – Napoli, 3 novembre 2017
Conseguenze ambientali Esempi di devastazione del territorio Fonte: V. Martone, I conflitti ambientali come sperimentazione di comunità di rischio, Sociologia Urbana e Rurale, 2012
Caratterizzazione olfattiva del territorio Dichiarazione di Raffaele Del Giudice educatore ambientale riferendosi al giuglianese, poi AD di Asìa e vicesindaco di Napoli “Anno dopo anno, io sono cresciuto a seconda delle puzze che sento ogni mattina, o a seconda del fumo che vedo. Se è nero sono copertoni, se è bianco è un’altra cosa. Praticamente io festeggio i miei compleanni non a candeline, ma a discariche. Finora sono 40, una all’anno” Fonte: V. Martone, I conflitti ambientali come sperimentazione di comunità di rischio, Sociologia Urbana e Rurale, 2012 V. Martone, Come studiare le mafie. Metodi e tecniche, Seminari Lirmac-STAR – Napoli, 3 novembre 2017
Caso 2: ricostruire la rete dell’anticamorra Economia criminale > economia sociale La Terra di lavoro, feudo dei clan casalesi, camorra d’impresa La forza del capitale sociale «mafioso» (tessuto connettivo) La confisca e il riutilizzo sociale dei beni confiscati La pervasività della regolazione mafiosa Il movimento antimafia dell’economia locale Il distretto dell’economia sociale Obiettivo del case study Ricostruire la rete di attori attivi nella riconversione dell’economia criminale in economia sociale a partire dall’analisi delle esperienze di riutilizzo di beni confiscati nella filiera agroalimentare in provincia di Caserta Fonte: V. Martone, I confini del capitale sociale tra mafia e antimafia, in Polis, 2016 V. Martone, Come studiare le mafie. Metodi e tecniche, Seminari Lirmac-STAR – Napoli, 3 novembre 2017
Fonti e materiale empirico Quattro progetti di ricerca «Mafie, economia, sviluppo. Una ricerca sull’organizzazione economica della criminalità mafiosa» (2010 -2011) - «Le mafie nelle aree non tradizionali. Processi di diffusione, meccanismi di insediamento, campi di attività» (2012 -2014) coordinati da Rocco Sciarrone, - Università «I beni sequestrati di Torinoe confiscati alle organizzazioni criminali nelle regioni dell’Obiettivo Convergenza: dalle strategie di investimento della criminalità all’impiego di fondi comunitari nel riutilizzo dei beni già destinati» , con Transcrime (2012). - «Camorra, mercati e imprese» , coordinato da Luciano Brancaccio, Università di Napoli Federico II Fonte: V. Martone, I confini del capitale sociale tra mafia e antimafia, in Polis, 2016 (2012 -2014) V. Martone, Come studiare le mafie. Metodi e tecniche, Seminari Lirmac-STAR – Napoli, 3 novembre 2017 Antimafia Camorra -
Aggressione patrimoniale e antimafia civile Prevenzione personale Legge 646/1982 Circuito di restituzione alla collettività dei beni illecitamente accumulati dalle mafie Società civile Prevenzione patrimoniale Iniziativa popolare Riutilizzo Mobili Immobili Aziende Fonte: V. Martone, I confini del capitale sociale tra mafia e antimafia, in Polis, 2016 Legge 109/96 Riutilizzo sociale
Campania: base per il potenziale sviluppo Quasi 13 mila beni, 80% al Sud, 15% in Campania Fonte: ANBSC, 2015 V. Martone, Come studiare le mafie. Metodi e tecniche, Seminari Lirmac-STAR – Napoli, 3 novembre 2017
Il movimento antimafia locale: le origini Parroco di Casal di Principe «Per amore del mio popolo non tacerò» (1991) Assassinato nel 1993 Dott. Renato Natale Sindaco anticamorra a Casal di Principe (19931994) Rieletto nel 2014
Il consolidamento del movimento La svolta nel 2006 Spartacus: spartiacque simbolico nel contrasto ai clan casalesi: già detenuti, i vertici del clan subiscono un logoramento delle posizioni di dominio, con l’inevitabile prolungamento dei periodi di detenzione o la definitiva impossibilità di una eventuale scarcerazione (41 bis) Attenzione mediatica seguita alla pubblicazione del volume di Roberto Saviano, Gomorra, che funge da catalizzatore per le mobilitazioni che seguiranno e per una produzione editoriale senza precedenti Manifestazione «Verso contromafie» , processo partecipato di preparazione in vista degli stati generali dell’antimafia del 2006, con l’elaborazione condivisa di un «Manifesto di contromafie» Fonte: V. Martone, I confini del capitale sociale tra mafia e antimafia, in Polis, 2016 V. Martone, Come studiare le mafie. Metodi e tecniche, Seminari Lirmac-STAR – Napoli, 3 novembre 2017
Un immaginario condiviso Si consolida nel tempo un repertorio condiviso di: Simboli Attori Propos te Strateg ie Date (es. 19 marzo), luoghi (Santuario Madonna di Briano, Univ. della legalità), vittime (Don Peppe Diana, Imposimato, Diana, Saviano, Cantone) Libera, Comitato don Peppe Diana, Agrorinasce, N. C. O. e altre realtà associative e istituzionali «Per amore del mio popolo» , «Manifesto Contromafie» , «Gomorra» ecc. Enfasi posta sul ruolo della riconversione economica del territorio Fonte: V. Martone, I confini del capitale sociale tra mafia e antimafia, in Polis, 2016
Primo esempio: le 3 «N. C. O. » Nuova Cucina Organizzata: il ristorante Nuova Cooperazione Organizzata: la rete Nuovo Commercio Organizzato: il marchio Rete produttori locali tra Ass. e Coop. sociali, Ass. di detenuti, imprenditori antiracket (12 mila venduti) V. Martone, Come studiare le mafie. Metodi e tecniche, Seminari Lirmac-STAR – Napoli, 3 novembre 2017
Secondo esempio: «Agrorinasce» Parco della Legalità Sandokan
Terzo esempio: «Le terre di don Peppe Diana» Caseificio Produzione media di 2, 5 quintali di latte/giorno V. Martone, Come studiare le mafie. Metodi e tecniche, Seminari Lirmac-STAR – Napoli, 3 novembre 2017 Michele Zaza
mafiosa Repressio ne (2008 -2012) Il modello Caserta militarizzazione del Ministro Maroni: Come agire sulla riproduzione delle mafie? Capitale sociale mafioso poggiato su «relazioni esterne» ai clan, cointeressenze che generano la riproduzione della mafiosità e il consenso diffuso che la sorregge Capitale sociale diffuso poggiato sul tessuto associativo dell’economia sociale, capace di produrre (anche) beni relazionali, fiducia diffusa e tendenza alla cooperazione V. Martone, Come studiare le mafie. Metodi e tecniche, Seminari Lirmac-STAR – Napoli, 3 novembre 2017 Fonte: V. Martone, I confini del capitale sociale tra mafia e antimafia, in Polis, 2016 Antimafia: questioni di capitale sociale? Reazione Il gruppo Setola, il clan Venosa, le intimidazioni
V. Martone, Come studiare le mafie. Metodi e tecniche, Seminari Lirmac-STAR – Napoli, 3 novembre 2017
Il network anticamorra Fonte: Martone V. 2015, I confini del capitale sociale tra mafia e antimafia, in Polis. V. Martone, Come studiare le mafie. Metodi e tecniche, Seminari Lirmac-STAR – Napoli, 3 novembre 2017
Postilla In questa elaborazione sono citate persone fisiche e giuridiche coinvolte a vario titolo nelle indagini delle Dda di Roma e Napoli. Per tutti, anche per coloro che sono stati condannati nei primi gradi di giudizio vale il principio della presunzione di innocenza. Essendo le finalità di carattere strettamente analitico e conoscitivo, non si intende esprimere alcuna valutazione in ordine alle responsabilità penali e civili delle persone citate. V. Martone, Come studiare le mafie. Metodi e tecniche, Seminari Lirmac-STAR – Napoli, 3 novembre 2017
Grazie per l’attenzione! Scheda libro clicca qui Contatti vittorio. martone@unina. it Università di Napoli, 3 novembre 2017