Cenni sulle origini del carnevale e su alcune

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Cenni sulle origini del carnevale e su alcune maschere italiane esecuzione non automatica

Cenni sulle origini del carnevale e su alcune maschere italiane esecuzione non automatica

Le origini del carnevale sono religiose e si collegano direttamente alla Pasqua, che cade

Le origini del carnevale sono religiose e si collegano direttamente alla Pasqua, che cade sempre la domenica dopo il primo plenilunio di primavera. Dalla Pasqua si sottraggono 6 settimane di cui 5 sono di quaresima e la settimana precedente ad essa si festeggia il

Il significato di carnevale è togliere la carne dalla dieta durante il periodo della

Il significato di carnevale è togliere la carne dalla dieta durante il periodo della quaresima che inizia il giorno delle ceneri. LE MASCHERE Le origini sono incerte, forse sono esistite da sempre. Cinquecento anni fa gli attori della Commedia dell’Arte crearono le mascherepersonaggio che impersonavano un carattere fisso, diverse nelle varie città italiane.

La Nascita del Coriandolo Molto tempo fa i coriandoli erano fatti con i semi

La Nascita del Coriandolo Molto tempo fa i coriandoli erano fatti con i semi di una pianta chiamata, appunto, "coriandolo". Questi semi venivano tuffati nel gesso di vari colori e poi lasciati seccare. Così assomigliavano a confetti, fatti apposta per essere lanciati dall' alto dei carri mascherati o da balconi e finestre. I primi coriandoli di carta furono forse inventati da un milanese che li distribuì ad una festa di carnevale per bambini.

Le maschere sono nate come espressione goliardica e rappresentativa delle caratteristiche del popolo, a

Le maschere sono nate come espressione goliardica e rappresentativa delle caratteristiche del popolo, a seconda della sua regione o città d’appartenenza. Ne esistono davvero molte, nate in periodi diversi, a partire dal 1500 in poi. Di seguito in un rapido excuesus andremo a conoscere le maschere più rappresentative, che tuttora sono rimaste nella tradizione popolana come vero e proprio simbolo d’appartenenza.

CAPITAN SPAVENTA (Genova) La maschera è una caricatura degli ufficiali di quel tempo e

CAPITAN SPAVENTA (Genova) La maschera è una caricatura degli ufficiali di quel tempo e di ogni vanagloria militare. Porta una spada interminabile, trascinata rumorosamente. Ha lunghi baffi ed un naso spaventevole. E' uno spadaccino temerario, che combatte più con la lingua che con la spada. Conosciuto anche come Capitan Spaventa, è una delle maschere più antiche della Commedia dell’arte, ed infatti è presente già nel XV secolo con il nome di “Capitano”. Arroganza, smargiasseria, arroganza e goffaggine lo rendono un personaggio molto buffo.

Arlecchino (Bergamo) Arlecchino: servo balordo e opportunista, abilissimo a scansare il lavoro è bergamasco.

Arlecchino (Bergamo) Arlecchino: servo balordo e opportunista, abilissimo a scansare il lavoro è bergamasco. Apparve inizialmente come una creatura infernale, ma nel 600 divenne un personaggio da commedia che recitò le parti di servo sbadato e sguaiato. Il suo costume cucito con pezze è un simbolo perché arlecchino ne fa davvero"di tutti i colori".

Brighella (Bergamo alta) Degno compagno di Arlecchino, ma la prontezza che il primo ha

Brighella (Bergamo alta) Degno compagno di Arlecchino, ma la prontezza che il primo ha nelle gambe lui ce l’ha nella mente, per escogitare inganni e preparare trappole. E’ un intrigante senza scrupoli. Maschera tipica della “Commedia dell’arte”e sicuramente originaria di Bergamo. Il suo ruolo primo era quello del servo astuto, insolente e pieno di risorse, ma soprattutto durante il XVII secolo subì la repentina crescita d’Arlecchino che acquisiva scaltrezza e manifestava l’arte di sapersi arrangiare, e divenne, contrapponendosi a lui, un servo fedele, saggio e sciocco allo stesso tempo, con una marcata caratteristica di adulatore.

Gianduia (Torino) Da semplice contadino in origine divenne, col tempo, un ricco gentiluomo; si

Gianduia (Torino) Da semplice contadino in origine divenne, col tempo, un ricco gentiluomo; si muove con eleganza, ama lo scherzo e i piaceri della vita; mette in burletta gli avversari, ma ha un carattere gentile e sincero. Di origine torinese, divenne molto celebre nel teatro dei burattini. Rappresenta il contadino “scarpe grosse e cervello fino”, simpatico, giocoso, bevitore accanito di vino e facile all’innamoramento. Grazie al successo raggiunto, nel XIX secolo diventò maschera nel teatro piemontese.

Meneghino (Milano) Eroico, generoso, sbrigativo, non sa stare senza far nulla. Ama la buona

Meneghino (Milano) Eroico, generoso, sbrigativo, non sa stare senza far nulla. Ama la buona tavola e davanti a una fetta di panettone si commuove, non solo perché è goloso, ma perché gli ricorda “il me Domm” E' un servo vestito alla popolana e non porta la maschera. Spavaldo a parole, ma cauto nei fatti è all'apparenza egoista ma con un'anima caritatevole.

Pantalone (Venezia) Pantalone è un vecchio mercante, di grande abilità negli affari, al punto

Pantalone (Venezia) Pantalone è un vecchio mercante, di grande abilità negli affari, al punto da sacrificare la felicità dei figli pur di combinare un buon matrimonio. Il detto paga sempre Pantalone risale al 1797: Napoleone cedette Venezia all’Austria costringendo i veneziani a pagare, per di più, anche le spese di guerra. E’ vecchio, molto ricco e terribilmente avaro, e non sa tenere a bada alcuni pruriti amorosi che sovente lo colgono. Con l’avvento di Goldoni, diventa saggio e l’avarizia assume l’aspetto di astuzia nel non sperperare il proprio ingente patrimonio

Colombina (Venezia) Maschera femminile, sempre del Veneto, in mezzo a tante maschili: parla veneziano,

Colombina (Venezia) Maschera femminile, sempre del Veneto, in mezzo a tante maschili: parla veneziano, è una serva furba e chiacchierona. La più celebre delle maschere femminili. Conosciuta con diversi nomi, è la tipica servetta civettuola, chiacchierona e sempre con la battuta pronta. Vive accanto alla sua padrona, ama Arlecchino o Brighella. Bugiarda per natura ma quasi sempre a fin di bene, e spesso è complice dei fatti amorosi della sua padrona.

SANDRONE (Forlì) Sandrone (Forlì) E’ una maschera che nasce in Romagna. Si tratta della

SANDRONE (Forlì) Sandrone (Forlì) E’ una maschera che nasce in Romagna. Si tratta della figura di un contadino un po' ignorante ma grande lavoratore. E' molto furbo e scaltro. Ama il buon vino e porta sempre con se un fiasco pieno. Sandrone porta un berretto da notte di lana rossa o a righe bianche e rosse, che copre i capelli grigi. Indossa una giubba scura e un panciotto a pallini, nonostante l'età è di aspetto ben portante con un faccione bitorzoluto e colorito perchè sostenuto dal vino rosso. La maschera rappresenta sia il contadino ignorante, ma anche la furberia e il buon senso

Dottor Balanzone (Bologna) Il dottor Balanzone è un giurista, e come tale rappresenta l’aspetto

Dottor Balanzone (Bologna) Il dottor Balanzone è un giurista, e come tale rappresenta l’aspetto borioso, pedante e noioso di chi a studiato e si fregia di un titolo in maniera saccente. E’ originario di Bologna ed è grasso. Il suo accento è un misto di emiliano e di latino maccheronico, ed i suoi discorsi sono spesso senza concetto. L’origine del nome probabilmente viene da “baldanza”ossia bilancia, che sta a rappresentare quella della giustizia Prodigo di consigli non richiesti, usa il dialetto bolognese infarcito di dotte citazioni anche in latino maccheronico; E parla, parla… Dott Balanzone

Stenterello (Firenze) Le sue parti sono svariate: ora domestico, ora padrone oppure eroe drammatico,

Stenterello (Firenze) Le sue parti sono svariate: ora domestico, ora padrone oppure eroe drammatico, comico, romantico. La sua specialità è parlare in versi. E’ malizioso di natura ed ha in sé lo spirito del popolo toscano. È magro, svelto, sempre pronto a scappare e a fare la corte alle donne. La gola, però, gli fa dimenticare l‘amore. Stenterello farebbe di tutto per un buon pranzetto. Indossa una giacca blu con il risvolto delle maniche a scacchi rossi e neri. Ha un panciotto puntinato verde pisello e dei pantaloncini scuri e corti. Ha una calza rossa e una a strisce bianco azzurro e le scarpe nere. In testa porta un cappello a barchetta nero e una parrucca con il codino. E' molto generoso con chi è più povero di lui, è dotato di arguzia e di saggezza che, unite all'ottimismo, gli fanno superare le avversità della vita. Spesso è ricercato dai suoi creditori.

Rugantino (Roma) E’ un fanfarone contaballe che rischia e paga di persona. E’ il

Rugantino (Roma) E’ un fanfarone contaballe che rischia e paga di persona. E’ il classico bullo romano che “ruga”, ovvero brontola, borbotta come una pentola che ribolle. Il suo motto: meglio perdere un amico che una buona risposta. Rugantino

Meo Patacca (Roma) Impersona il coraggio e la spavalderia; trasteverino, manesco, spiritoso e insolente

Meo Patacca (Roma) Impersona il coraggio e la spavalderia; trasteverino, manesco, spiritoso e insolente ma generoso e di animo aperto. Il nome pare venga da “patacca” intesa come cinque carlini, che corrispondeva alla paga di un soldato… probabilmente era un milite originariamente. E’ il classico popolano “trasteverino”, insolente, fannullone, fanfarone e spesso manesco, ma capace di battute molto simpatiche e taglienti.

Pulcinella (Napoli) E’ lo spirito genuino fatto di arguzia, spontaneità e generosità. E’ un

Pulcinella (Napoli) E’ lo spirito genuino fatto di arguzia, spontaneità e generosità. E’ un servo furbo e poltrone, sempre affamato e adattabile; è un simpatico, estroso mattacchione che non sa starsene zitto. Si dice segreto di Pulcinella per dire qualcosa che tutti sanno. E’ la maschera napoletana per eccellenza. Il nome deriva quasi certamente da pulcino. Il costume è un camicione bianco, con la differenza dell’ampio risvolto e sbuffo. E’ la rappresentazione della mimica popolare tipicamente napoletana e impersonifica il servo stanco, pigro, nullafacente, chiacchierone, vorace, estroso e dalla simpatia innata.

TARTAGLIA (Napoli) Si tratta di un personaggio vecchio, collerico, miope e pavido. Otre a

TARTAGLIA (Napoli) Si tratta di un personaggio vecchio, collerico, miope e pavido. Otre a tutto ciò ha una caratteristica che lo rende insicuro: è balbuziente. E’ ottuso e conservatore, pieno di rancore e nemico della gioia di vivere tipica della gioventù.

Il Biscegliese (Napoli) La fortuna di questa maschera napoletana, che gli studiosi di teatro

Il Biscegliese (Napoli) La fortuna di questa maschera napoletana, che gli studiosi di teatro considerano come una varietà meridionale del carattere di Pantalone, deriva da un caso difficilmente spiegabile: l’accento di Bisceglie, con una cantilena leggermente lamentosa, desta alle orecchie dei napoletani una irrefrenabile ilarità. Per interi secoli è bastato che sui manifesti degli spettacoli apparisse lo striscione « con Pancrazio, il Bisceqliese » per assicurare il tutto esaurito.

Cassandro appartiene alla serie dei "vecchi", come Pantalone e Zenobbio. La sua origine è

Cassandro appartiene alla serie dei "vecchi", come Pantalone e Zenobbio. La sua origine è incerta. Il suo ruolo è quello di ostacolare l'amore dei giovani, di impedirne il matrimonio per le più diverse ragioni, ponendosi spesso come rivale del figlio. Viene raffigurato come un vecchio dalla faccia rubizza, con gli occhiali appuntati sul naso e una parrucca giallastra in testa. L'abito è di foggia settecentesca, col tricorno e lacanna, mentre spesso porta in mano l'orologio o la tabacchiera.

Mezzettino E’ una maschera nata nella prima metà del ‘ 700. Il suo nome

Mezzettino E’ una maschera nata nella prima metà del ‘ 700. Il suo nome deriva da un boccale di vino di mezza misura (mezzetta corrisponde a mezzo boccale). E’ un personaggio con un cervello balzano ma che esce fuori dalle controversie con grande astuzia e prontezza di spirito

Pasquariello (Roma) Narra una leggenda che il giorno in cui venne al mondo Pasquariello,

Pasquariello (Roma) Narra una leggenda che il giorno in cui venne al mondo Pasquariello, i gatti rubarono l’arrosto, la luce della can dela s’affievolì per tre volte, il vino ribollì negli otri e la marmitta si riversò sulle braci. Pasquariello nacque infatti goloso, ubriacone, spaccatutto, rovina dei locali pubblici e terrore delle cucine, dissoluto non meno di Brighella, dal cui carattere Pasquariello indubbiamente deriva, ma meno lesto di lui a ricorrere alle busse o addirittura al pugnale per realizzare i propri ignobili disegni. Il nome di Pasquariello deriva dal famoso Pasquino, l’emblema della satira presso i romani.

Pedrolino E’ la personificazione del contadino italiano, furbo eppure ingenuo, così come più tardi

Pedrolino E’ la personificazione del contadino italiano, furbo eppure ingenuo, così come più tardi la figura di Pierrot andrà identificandosi col tipo del contadino francese; Pedrolino era il servo, di cui indossava l'abito bianco e ampio. Servo accorto e fidato, pronto a intessere imbrogli che poi districava con grande abilità, per trarre d'impaccio il proprio padrone,

Scapino Maschera appartenente alla vasta schiera dei servi è però nota per le sue

Scapino Maschera appartenente alla vasta schiera dei servi è però nota per le sue virtù musicali e canore, infatti appare sempre con la chitarra in mano. Inizialmente chiamato Scappino, è un personaggio che rappresenta un servo incostante, spiritoso, intrigante, mentitore e orgoglioso della sua cattiva reputazione. Alla sua nascita la sua figura era caratterizzata da un abbigliamento costituito di una larga giubba, un cappello con frontino a punta e una maschera e aveva la barba, dopo sostituì la maschera con l’infarinatura del viso. Con il passare del tempo la sua immagine è andata via modificandosi

CAPITAN SPEZZAFERRO Maschera molto popolare, rappresenta una variante di Capitan Spavento e Scaramuccia. Come

CAPITAN SPEZZAFERRO Maschera molto popolare, rappresenta una variante di Capitan Spavento e Scaramuccia. Come questi, professa coraggio e valore ma si dimostra vile e pusillanime nei momenti di pericolo

Tabarino (Emilia) Quel mantello scuro, il tabarro, che gli emiliani di modesta condizione portano

Tabarino (Emilia) Quel mantello scuro, il tabarro, che gli emiliani di modesta condizione portano ancor oggi d’inverno in luogo del cappotto con le maniche, ha finito col prestare il proprio nome a locali eleganti di tutto il mondo, i cosiddetti tabarins, per virtù di un tipo di mercante bolognese, affatto colto, che nel ‘ 500 figurava sovente sulle scene con una curiosa caratteristica: cominciava le frasi in italiano, ma era costretto, per farsi intendere, a terminarle in dialetto. Domestico, padre, marito, secondo le necessità dell’intreccio

Trivellino Personaggio che appartiene a una delle numerose elaborazioni del servo sciocco, a cui

Trivellino Personaggio che appartiene a una delle numerose elaborazioni del servo sciocco, a cui appartiene lo stesso Arlecchino. Dal costume molto simile a quello di Arlecchino, lo si ritrova solo in una stampa della prima metà del Settecento con un raffinato abito bianco molto attillato decorato con lusse, soli e motivi geometrici di forma triangolare

Coviello (Calabria) Coviello è una maschera di origine calabrese. In molte commedie del ‘

Coviello (Calabria) Coviello è una maschera di origine calabrese. In molte commedie del ‘ 700 viene rappresentato come il servo di Pantalone. Alle braccia e alle gambe ha campanelli di rame. Coviello è un personaggio furbo, vanitoso, pieghevole, fanfarone ed è abile nel suonare vari strumenti.

GIANGURGOLO (Calabria) Era la caricatura del nobile siciliano, fanfarone e codardo, a volte raffigurato

GIANGURGOLO (Calabria) Era la caricatura del nobile siciliano, fanfarone e codardo, a volte raffigurato come un vecchio, altre come un giovane, a volte con il ruolo di servo, altre con quello di oste. In ogni caso sempre enorme è il suo appetito, a stento placato da "un carretto di maccheroni, una cesta di pane e due botti di vino.

PEPPE NAPPA (Sicilia) Beppe Nappa è una maschera siciliana ed infatti il suo nome

PEPPE NAPPA (Sicilia) Beppe Nappa è una maschera siciliana ed infatti il suo nome deriva dal dialetto siculo con Peppi che indica Giuseppe e Nappa ovvero toppa dei pantaloni. Un Pierrot esile, delicato, con un costume azzurro pallido. Agilissimo e dinoccolato, ha sempre un appetito formidabile e lo si trova preferibilmente in cucina, se non altro… per respirarne i profumi. Ricopre la parte del servo, pigro e infingardo, ma capace di stupire il pubblico con guizzi di inaspettata agilità. Ama danzare e fare piroette

MAMUTHONES (Sardegna) Il mascheramento dei mamuthones consiste in pelli nere di pecora indossate sopra

MAMUTHONES (Sardegna) Il mascheramento dei mamuthones consiste in pelli nere di pecora indossate sopra il consueto abito di velluto marrone. Sulle spalle di ogni uomo vengono legate serie di campanacci di diversa grandezza dal peso totale di circa venticinque/trenta chili. Sul ventre vengono legati campanacci più piccoli. Il volto viene nascosto da una maschera di legno nero, e un fazzoletto marrone annodato sotto il mento. La maschera è ricavata da legno di fico, di colore nero, intagliata in un'espressione triste. Manuthones

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