AUTOIMPRENDITORIALITA Job Creation ISTITUTO G MARCONI NOCERA INFERIORE
AUTOIMPRENDITORIALITA’ Job Creation ISTITUTO G. MARCONI - NOCERA INFERIORE prof. GIANFRANCO CELOTTO 1
Argomenti di studio 1^Lezione 1 Come si crea un’impresa: approccio empirico o sistematico 2 Le Motivazioni dell’imprenditore 3 Le conoscenze e la leadership 4 I Prodotti ed i servizi ISTITUTO G. MARCONI - NOCERA INFERIORE prof. GIANFRANCO CELOTTO 2
Creazione del lavoro attraverso la creazione d’impresa • Chi è l’imprenditore ? • Quali sono le caratteristiche di questo ruolo? • L’imprenditore è colui che aggrega i fattori della produzione per realizzare un prodotto o un servizio. ISTITUTO G. MARCONI - NOCERA INFERIORE prof. GIANFRANCO CELOTTO 3
L’imprenditore_2 • La sua attività consiste nel combinare i fattori della produzione (gli imput del processo) per trasformarli in un risultato acquisibile dal mercato (gli output del processo). • Ovviamente dal processo di imput ed output deve risultare una differenza positiva – valore aggiunto. ISTITUTO G. MARCONI - NOCERA INFERIORE prof. GIANFRANCO CELOTTO 4
Come si crea un’impresa: approccio empirico o sistematico_1 • Se prendiamo in considerazione un certo numero di imprese e analizziamo il modo in cui sono nate, si possono identificare degli itinerari che hanno condotto il neo imprenditore alla decisione di crearle. • Alcuni sono diventati tali per aver utilizzato conoscenze tecnologiche o brevetti; ISTITUTO G. MARCONI - NOCERA INFERIORE prof. GIANFRANCO CELOTTO 5
Approccio empirico o sistematico_2 • Altri invece a seguito di conoscenze acquisite sui banchi di scuola o da esperienze professionali si sono trovati in possesso di conoscenze manageriali relative ad una o più funzioni aziendali (produzione, marketing, finanza e controllo, ecc. ). Sono ad esempio i dirigenti e quadri aziendali che utilizzano le loro professionalità per creare una nuova impresa. ISTITUTO G. MARCONI - NOCERA INFERIORE prof. GIANFRANCO CELOTTO 6
Approccio empirico o sistematico_3 • Un terzo caso è rappresentato invece da chi , non è in possesso di un adeguato livello di conoscenze tecniche o manageriali, deve sviluppare entrambe le competenze. Si tratta in genere di giovani in cerca di prima occupazione, di disoccupati o cassaintegrati. Sono coloro che incontrano le maggiori difficoltà. • . ISTITUTO G. MARCONI - NOCERA INFERIORE prof. GIANFRANCO CELOTTO 7
Approccio empirico_4 • L’approccio empirico è quello più diffuso. Per l’avvio dell’iniziativa il neo imprenditore si affida principalmente al proprio fiuto, al proprio intuito e, ad una certa improvvisazione. Si lascia guidare dagli eventi. Ad esempio una nuova tecnologia od un nuovo materiale, ecc. ISTITUTO G. MARCONI - NOCERA INFERIORE prof. GIANFRANCO CELOTTO 8
Approccio empirico_5 • Altro esempio l’espansione del mercato di un certo prodotto servizio. • Da questi eventi il neo imprenditore aspetta la buona idea e, quando la intravede, non l’abbandona rimanendo tenacemente legato ad essa, difendendola dagli attacchi dei suoi interlocutori. ISTITUTO G. MARCONI - NOCERA INFERIORE prof. GIANFRANCO CELOTTO 9
Approccio empirico_6 • Procede poi alla sua realizzazione senza troppe analisi ed approfondimenti. La realizzazione dell’impresa viene affrontata in modo più emotivo e passionale che razionale. Non vengono distinti, analizzati ed • approfonditi i vari aspetti del processo di creazione e ci si accontenta in genere di informazioni, di dati e di conoscenze limitati ed approssimativi. ISTITUTO G. MARCONI - NOCERA INFERIORE prof. GIANFRANCO CELOTTO 10
Approccio empirico_7 • Con l’approccio empirico gli imprenditori timorosi abbandonano spesso l’dea, senza ricercare alternative, non appena si presenta il primo ostacolo. • Quelli più temerari invece decidono l’avvio dell’impresa accettando consapevolmente o inconsapevolmente un elevato rischio senza essere sufficientemente protetti e cautelati. • Ne consegue l’insuccesso di un elevato numero di imprese nei primi anni di vita. ISTITUTO G. MARCONI - NOCERA INFERIORE prof. GIANFRANCO CELOTTO 11
L’Approccio Sistematico_1 • Significa innanzitutto raccogliere una grande massa di dati, che varia a seconda dell’entità dei processi di acculturamento tecnologico o manageriale, necessari per un determinato progetto. • Il processo di creazione dell’impresa si suddivide in tre fasi: Verifica della fattibilità del progetto Pianificazione Operativa Operazioni di Avvio ISTITUTO G. MARCONI - NOCERA INFERIORE prof. GIANFRANCO CELOTTO 12
l’approccio sistematico_2 • La prima fase è quella più importante ed anche la più laboriosa, che conduce attraverso sottofasi alla decisione di avviare o meno l’impresa. Uno strumento indispensabile è rappresentato dal Business Plan, che esamineremo successivamente; • Nel caso in cui la verifica della fattibilità risulti positiva, si passa alla fase della pianificazione operativa. ISTITUTO G. MARCONI - NOCERA INFERIORE prof. GIANFRANCO CELOTTO 13
L’approccio sistematico_3 • Essa consiste nel programmare tutte le operazioni di avvio, nella loro individuazione dettagliata e, nel loro collegamento sequenziale, stabilendo i rispettivi tempi di attuazione; • La terza fase consiste nella esecuzione di tutte le operazioni connesse all’avvio dell’attività. ISTITUTO G. MARCONI - NOCERA INFERIORE prof. GIANFRANCO CELOTTO 14
L’approccio sistematico_4 • L’approccio sistematico è più complesso, più laborioso e quindi più lento, ma consente una maggiore flessibilità di manovra in quanto, tenendo conto delle risorse di cui si dispone, consente di analizzare diverse alternative possibili e, di selezionare quelle più interessanti. ISTITUTO G. MARCONI - NOCERA INFERIORE prof. GIANFRANCO CELOTTO 15
L’approccio sistematico_5 • Al neo imprenditore serviranno ad esempio informazioni sul mercato, sulle caratteristiche tecniche dei prodotti o dei servizi, sui processi produttivi, sulla struttura dei costi di eventuali aziende concorrenti. Due sono gli obiettivi principali dell’approccio sistematico. Il primo tende ad aumentare le probabilità di successo dell’impresa, attraverso il passaggio da un universo totalmente aleatorio ad uno ISTITUTO G. MARCONI - NOCERA INFERIORE prof. GIANFRANCO CELOTTO 16
L’approccio sistematico_6 • probabilistico. Da una situazione di elevata incertezza ad una di incertezza minore. • Il secondo mira a ridurre le conseguenze negative di un eventuale insuccesso e consente di passare da un rischio generico ad un rischio calcolato. Sicuramente l’approccio • sistematico richiede un maggior impegno, tempi più lunghi e costi più elevati. ISTITUTO G. MARCONI - NOCERA INFERIORE prof. GIANFRANCO CELOTTO 17
L’attitudine della persona a creare un’impresa • La condizione preliminare per la fattibilità di un progetto d’impresa è la persona. Una impresa è la sintesi di diverse attività, fra loro anche molto differenziate: strategia, produzione, marketing, finanza e controllo, personale, che possono essere affidate a più persone, ma la sintesi di tutte queste funzioni deve far capo ad una sola persona, l’imprenditore. ISTITUTO G. MARCONI - NOCERA INFERIORE prof. GIANFRANCO CELOTTO 18
L’imprenditore_2 • che deve essere capace di fare sintesi del complesso meccanismo. • La motivazione è il meccanismo che spinge l’azione. Se gli esseri umani non fossero motivati sarebbero destinati all’inèdia. • Gli impulsi primari rivolti a soddisfare i bisogni fisiologici di base sono motivazioni, così come sono motivazioni le ragioni che spingono a sacrificare certi bisogni primari per ISTITUTO G. MARCONI - NOCERA INFERIORE prof. GIANFRANCO CELOTTO 19
Le motivazioni del neo imprenditore_1 • Si possono spiegare i diversi comportamenti delle persone riconducendoli alle spinte motivazionali a cui sono sottoposti. Come ogni attività della nostra vita anche la scelta del lavoro è basata su motivazioni. • Un modello molto usato quando si studia la psicologia del lavoro è il modello di MASLOW. ISTITUTO G. MARCONI - NOCERA INFERIORE prof. GIANFRANCO CELOTTO 20
Le motivazioni dell’imprenditore_2 • Il modello rappresenta su di una piramide, la gerarchia delle motivazioni, partendo dal grado più elementare o basso dei bisogni, quali quelli fisiologici, fondamentali, per poi salire ai bisogni, di rango più elevato, quali la sicurezza e, così fino all’apice, i bisogni dell’autorealizzazione. ISTITUTO G. MARCONI - NOCERA INFERIORE prof. GIANFRANCO CELOTTO 21
Le motivazioni dell’imprenditore_3 • Una chiave di lettura di questo modello è rappresentata dal fatto che gli individui avvertono l’insorgenza di una motivazione, che sta ad un grado più alto, solo dopo aver soddisfatto , almeno in parte, le motivazioni di rango inferiori. ISTITUTO G. MARCONI - NOCERA INFERIORE prof. GIANFRANCO CELOTTO 22
Le motivazioni dell’imprenditore_4 • Lo psicologo Abraham Maslow descrive cinque categorie di bisogni dell'individuo. Queste categorie stanno su una scala immaginaria che al gradino più basso porta i bisogni elementari legati alla sopravvivenza (fame, sete, tetto), mentre i bisogni collocati sui gradini superiori coincidono con necessità sempre più raffinate, dal bisogno di amore, a quello di socializzazione, ai bisogni culturali, fino alla realizzazione di sé. ISTITUTO G. MARCONI - NOCERA INFERIORE prof. GIANFRANCO CELOTTO 23
La scala dei bisogni di Abraham Maslow • In riferimento al punto della scala in cui si trova un individuo, il suo comportamento è motivato dai bisogni appartenenti a quella classe. I bisogni collocati sui livelli più bassi non sono più motivanti, mentre i bisogni dei livelli superiori non sono ancora in grado di stimolare il comportamento, in quanto la persona è assorbita dal soddisfacimento del bisogno coincidente con il livello raggiunto. La scala di Maslow è un modello classico, ma valido per dare risposte al problema estremamente complesso delle motivazioni. ISTITUTO G. MARCONI - NOCERA INFERIORE prof. GIANFRANCO CELOTTO 24
La scala dei bisogni di Abraham Maslow autorealizzazione Sicurezza, appartenenza, stima Bisogni primari, fisiologici ISTITUTO G. MARCONI - NOCERA INFERIORE prof. GIANFRANCO CELOTTO 25
La scala dei bisogni di A. Maslow_2 • E’ evidente la stretta connessione fra questo modello ed il mondo del lavoro. Le ragioni che ci spingono a lavorare sono, in ordine, la necessità di sopravvivere , l’esigenza di garantirci un futuro riducendo le incertezze, il bisogno di socializzare con altri, di godere della loro stima e, il desiderio di svolgere un’attività interessante. ISTITUTO G. MARCONI - NOCERA INFERIORE prof. GIANFRANCO CELOTTO 26
La scala dei bisogni di A. Maslow_3 • Ma come abbiamo visto non tutti rispondono allo stesso modo a questi fattori motivazionali. Alcuni dilatano a dismisura i bisogni fisiologici di base, altri invece fanno prevalere la componente della sicurezza. • Tuttavia si ritiene che le spinte motivazionali, che stanno alla base dell’azione degli imprenditori, siano quelle di grado più elevato nella scala di Maslow e, che abbiano a che fare ISTITUTO G. MARCONI - NOCERA INFERIORE prof. GIANFRANCO CELOTTO 27
La scala dei bisogni di A. Maslow_4 • con il bisogno di stima e riconoscimento e, ancor di più con il desiderio di autorealizzazione, “bisogno di successo”. ISTITUTO G. MARCONI - NOCERA INFERIORE prof. GIANFRANCO CELOTTO 28
Caratteristiche personali del neo imprenditore • Molti studi sono stati fatti per stabilire il profilo tipo del creatore d’impresa, ma non si è mai riusciti a definire un profilo ideale, perché è sempre possibile trovare un imprenditore di successo che non presenta caratteristiche considerate indispensabili. • Uno dei tratti è la capacità di decidere e di agire in autonomia. ISTITUTO G. MARCONI - NOCERA INFERIORE prof. GIANFRANCO CELOTTO 29
Caratteristiche personali del neo imprenditore_2 • Autonomia di giudizio non significa rigidità e sordità ad eventuali suggerimenti di altri, ma significa capacità di prendere delle decisioni coerenti con il proprio disegno strategico. • La determinazione è un altro tratto caratteristico della personalità dell’imprenditore. Sicuramente si verificheranno momenti difficili. Più di una volta sarà preso dallo sconforto, dal desiderio ISTITUTO G. MARCONI - NOCERA INFERIORE prof. GIANFRANCO CELOTTO 30
Caratteristiche personali del neo imprenditore_3 • di abbandonare. In questi casi, la determinazione è un fattore che tiene in vita l’iniziativa. • Ma fino a che punto spingersi nella determinazione ? E fino a che punto trasformarla in ostinazione ? • Rispondere a queste domande è impossibile, almeno in linea teorica. ISTITUTO G. MARCONI - NOCERA INFERIORE prof. GIANFRANCO CELOTTO 31
Caratteristiche personali del neo imprenditore_3 • Nella pratica la risposta dovrebbe venire da altra dote, che può favorire il successo imprenditoriale: la flessibilità e l’adattabilità, cioè la capacità di cambiare in tempo e di adattare se stessi e la propria impresa a condizioni ambientali nuove. ISTITUTO G. MARCONI - NOCERA INFERIORE prof. GIANFRANCO CELOTTO 32
Caratteristiche personali del neo imprenditore_4 • Quindi si potrebbero elencare altre doti o caratteristiche favorevoli al successo imprenditoriale: tenacia, sicurezza, volontà, grinta, fantasia, resistenza allo stress, concretezza, curiosità, salute, ecc. ISTITUTO G. MARCONI - NOCERA INFERIORE prof. GIANFRANCO CELOTTO 33
Le conoscenze_1 • L’immagine dell’imprenditore completamente autodidatta, fattosi da se e dal nulla (self-made man), appartiene ad una tradizione romantica, un po’ mitologica. • A parte le basi scolastiche è senz’altro utile potersi basare sulla conoscenza approfondita di almeno uno di questi tre campi di conoscenze: • a) conoscenze tecniche del settore; ISTITUTO G. MARCONI - NOCERA INFERIORE prof. GIANFRANCO CELOTTO 34
Le conoscenze_2 • b) conoscenze delle tecniche di vendita; • c) conoscenze organizzative e di gestione della propria impresa; • Sarà dunque favorito nell’avviare con successo una nuova impresa chi potrà far leva su di un bagaglio di conoscenze consolidato in uno di questi campi. ISTITUTO G. MARCONI - NOCERA INFERIORE prof. GIANFRANCO CELOTTO 35
Le conoscenze_3 • Ma dovrà contemporaneamente cercare in altri le competenze complementari. A volte soci, altre volte invece affidarsi al supporto di bravi consulenti o dipendenti. ISTITUTO G. MARCONI - NOCERA INFERIORE prof. GIANFRANCO CELOTTO 36
La leadership_1 • Una delle principali qualità dell’imprenditore è la capacità di ottenere i risultati che si prefigge, affidandosi all’attività che altri , suoi collaboratori, svolgono. Per questo assume particolare importanza l’attitudine a guidare e gestire persone, la leadership. ISTITUTO G. MARCONI - NOCERA INFERIORE prof. GIANFRANCO CELOTTO 37
La leadership_2 • Si dice che in ogni azienda chi dirige deve saper esercitare capacità tecniche, capacità umane e capacità concettuali. Ciascuna di queste capacità pesa diversamente a seconda del livello organizzativo che si occupa: più basso è il livello organizzativo più conta la conoscenza tecnica, più è alto più contano le abilità concettuali. ISTITUTO G. MARCONI - NOCERA INFERIORE prof. GIANFRANCO CELOTTO 38
La leadership_3 • Le capacità umane, di relazione interpersonale valgono sempre e per ogni livello di responsabilità. • In pratica le doti dell’imprenditore possono essere sintetizzate: capacità di comunicazione, leadership, capacità di coinvolgere e stimolare il lavoro degli altri, di guidarli, controllarli. ISTITUTO G. MARCONI - NOCERA INFERIORE prof. GIANFRANCO CELOTTO 39
La leadership_4 • Era dominante in passato ed, ancora oggi molto diffusa, l’idea che leader si nasce. Molti ritengono che per guidare altri uomini bisogna possedere un carisma innato. • In realtà le cose non sono proprio così. Gli studi e le analisi sviluppate sull’argomento, hanno permesso di scoprire che leader non si nasce o, per lo meno non si è tali in senso assoluto. ISTITUTO G. MARCONI - NOCERA INFERIORE prof. GIANFRANCO CELOTTO 40
La leadership_5 • Saper guidare altri uomini è una tipica capacità relazionale perché coinvolge da un lato il leader e dall’altro i suoi collaboratori. Il problema non è tanto quello di essere un buon trascinatore di uomini, ma invece quello di trovare il modo giusto per essere accettato come guida dai propri collaboratori. ISTITUTO G. MARCONI - NOCERA INFERIORE prof. GIANFRANCO CELOTTO 41
La leadership_6 • Diventa quindi molto importante tener conto delle caratteristiche di quest’ultimi (collaboratori): le loro motivazioni, il grado di maturità, la loro capacità di lavorare autonomamente, il loro bisogno di supporto sia sotto forma di autorità, sia sotto forma di amicizia o, di rapporto paritetico. ISTITUTO G. MARCONI - NOCERA INFERIORE prof. GIANFRANCO CELOTTO 42
La comunicazione_1 • La capacità di comunicare è una dote naturale a cui si è più o meno predisposti. Ma si può ottenere una comunicazione più efficace impegnandosi a migliorare le proprie abilità. • Essa consiste in un processo di invio e di ricezione di messaggi, che si realizza quando il ricevente è posto in grado di mandare una risposta di ritorno allo stesso mittente – feedback -. ISTITUTO G. MARCONI - NOCERA INFERIORE prof. GIANFRANCO CELOTTO 43
La comunicazione_2 • In ogni caso occorre stabilire un clima sereno ed un flusso di comunicazione aperto. Una delle condizioni fondamentali per questo obiettivo è l’accertarsi di conoscere la cultura del ricevente, il suo status symbol, il modo di parlare, il linguaggio del corpo, tutti segnali con i quali viene esplicitato lo status del gruppo di appartenenza. ISTITUTO G. MARCONI - NOCERA INFERIORE prof. GIANFRANCO CELOTTO 44
La comunicazione_3 • Accade spesso che l’emittente sviluppi un processo di comunicazione nel convincimento di essere compreso dal ricevente, mentre il messaggio in realtà non viene compreso dal destinatario o viene distorto. ISTITUTO G. MARCONI - NOCERA INFERIORE prof. GIANFRANCO CELOTTO 45
La comunicazione_4 • Per esempio , durante un viaggio in treno colui che si trincera dietro un giornale emette il messaggio che non intende parlare con nessuno dei compagni di viaggio, i quali recepiscono il messaggio e rispondono in modo adeguato lasciandolo in pace. ISTITUTO G. MARCONI - NOCERA INFERIORE prof. GIANFRANCO CELOTTO 46
La comunicazione_5 • L’esperienza comporta continue modifiche nella nostra persona. Diviene necessario apprendere nuovi comportamenti che ci permettono di non subire o aggredire gli altri, così da ridurre il nostro stato di disagio ed aumentare la nostra sicurezza. ISTITUTO G. MARCONI - NOCERA INFERIORE prof. GIANFRANCO CELOTTO 47
La comunicazione_6 • Chi comunica deve scegliere attentamente il codice che userà e le parole che pronuncerà. Va tenuto presente che la comunicazione non è solo verbale, ma anche emozionale e, quest’ultima prevale su quella verbale, perché viene percepita più direttamente. ISTITUTO G. MARCONI - NOCERA INFERIORE prof. GIANFRANCO CELOTTO 48
La comunicazione_7 • Pertanto le parole devono trovare riscontro nei comportamenti concreti, nei gesti, nell’atteggiamento della posizione corporea, nello sguardo, ecc. ISTITUTO G. MARCONI - NOCERA INFERIORE prof. GIANFRANCO CELOTTO 49
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