ASPETTI DEL RAPPORTO UOMOCLIMA Clima complesso delle condizioni

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ASPETTI DEL RAPPORTO UOMO-CLIMA: Clima: complesso delle condizioni meteorologiche (temperatura, pressione atmosferica, venti, precipitazioni),

ASPETTI DEL RAPPORTO UOMO-CLIMA: Clima: complesso delle condizioni meteorologiche (temperatura, pressione atmosferica, venti, precipitazioni), propri di una località o una regione nel corso dell’anno, mediato su un lungo periodo di tempo. Secondo l’Organizzazione Meteorologica Mondiale, il periodo di media classico è di 30 anni.

Carta delle variazioni climatiche in Italia 1961 - 2015

Carta delle variazioni climatiche in Italia 1961 - 2015

Al contrario, il tempo meteorologico è una combinazione solo momentanea degli stessi elementi. Il

Al contrario, il tempo meteorologico è una combinazione solo momentanea degli stessi elementi. Il nome deriva dal verbo greco κλίνω, che significa inclinare. Il riferimento è nel nostro caso all’inclinazione dell’asse terrestre, che, combinata con la rivoluzione della Terra intorno al Sole, è causa delle stagioni.

Il clima non è solo il prodotto di fenomeni e processi solamente naturali, ma

Il clima non è solo il prodotto di fenomeni e processi solamente naturali, ma anche delle profonde modificazioni apportate dall'uomo all'atmosfera dall'inizio dell'età industriale e, soprattutto, in seguito alla crescita demografica ed economica della seconda metà del 20° secolo. Inoltre il clima, studiando il rapporto Uomo – Ambiente atmosferico studia anche i riflessi che il clima in tutti i tempi ha avuto ed ha sui comportamenti umani (da vento alle piogge, dall’aridità ai gas serra).

I gas serra. presenti nell'atmosfera, sono trasparenti alla radiazione solare, ma trattengono le radiazioni

I gas serra. presenti nell'atmosfera, sono trasparenti alla radiazione solare, ma trattengono le radiazioni infrarosse emesse dalla superficie terrestre, dall'atmosfera e dalle nuvole.

Per individuare bene le condizioni climatiche attuali, occorre conoscere quelle passate, seguendo la classificazione

Per individuare bene le condizioni climatiche attuali, occorre conoscere quelle passate, seguendo la classificazione di Vladimir Köppen, geografo vissuto a cavalo tral’Ottocento e il Novecento, che definì i climi in base a valori prestabiliti di temperatura e precipitazioni, calcolati secondo le medie annue (o di dì singoli mesi). Da sempre amata/odiata dagli studenti di Geografia, qui di seguito sarà esposta in una versione semplificata e interpretata.

Sul globo terrestre si possono individuare sette grandi aree/regioni: 1. equatoriali; 2. della savana;

Sul globo terrestre si possono individuare sette grandi aree/regioni: 1. equatoriali; 2. della savana; 3. desertiche calde; 4. monsoniche; 5. mediterranee; 6. temperate; 7. polari.

 La regione equatoriale è al suo interno diversificata, perché comprende la vasta area

La regione equatoriale è al suo interno diversificata, perché comprende la vasta area delle più grandi foreste esistenti, quelle pluviali, ormai oggetto di un dissennato diboscamento per scopi speculativi (Congo, Amazzonia) nonché le distese a pascolo e le piantagioni (cacao, caffè ecc).

FORESTA AMAZZONICA

FORESTA AMAZZONICA

PIANTAGIONE DI CAFFÈ

PIANTAGIONE DI CAFFÈ

La regione equatoriale è bordata a nord e a sud dalle regioni della savana,

La regione equatoriale è bordata a nord e a sud dalle regioni della savana, che costituiscono più del 10% della terraferma. Le caratteristiche principali sono la vegetazione prevalentemente erbosa con alberi distanziati e la piovosità che decresce procedendo nei due emisferi a nord e a sud dell’equatore.

La savana preannuncia le due fasce a latitudine più elevata: considerate genericamente desertiche, esse

La savana preannuncia le due fasce a latitudine più elevata: considerate genericamente desertiche, esse presentano diversità tra costa e interno, steppa e boscaglia, praterie e aree boschivo-montane xerofili.

Seguono le aree desertiche. Il deserto più grande, il Sahara, ha una superficie di

Seguono le aree desertiche. Il deserto più grande, il Sahara, ha una superficie di 9. 000 di Kmq (tutta l’Europa è circa 10. 000 di Kmq) e, nonostante le ricchezze del sottosuolo (petrolio, gas naturale ferro, rame, fosfati, la cui estrazione è affidata a compagnie speculative non africane), ha ancora una diffusa economia agricolo pastorale di sussistenza. Questa condizione accomuna un po‘ tutti i deserti, al cui interno sono pre senti piccole oasi irrigue là dove affiora quell’acqua che a grande profondità è abbondante dappertutto

Clima subequatoriale è quello delle regioni, dette monsoniche, del subcontinente indiano, di quelle del

Clima subequatoriale è quello delle regioni, dette monsoniche, del subcontinente indiano, di quelle del sudest asiatico, e ancora della Cina meridionale. Ma si ritrova in piccoli tratti dell’Africa centro occidentale nonché in alcune aree ridotte dell‘America centro meridionale.

 In queste aree ad alta densità demografica e bassissimo tenore di vita, le

In queste aree ad alta densità demografica e bassissimo tenore di vita, le temperature elevate si combinano con un forte vento: secco, quando spira dalle terre verso il mare e umido, quando spira dal mare alle terre; si alternano così una stagione secca ed una molto piovosa. Il monsone di mare e la presenza di grosse arterie fluviali sono gli artefici della rigogliosa vegetazione, su terreni idonei ad acco gliere le colture da piantagione (riso, té, caucciù).

Risaia cinese

Risaia cinese

Procedendo verso nord e verso sud, al di là dei tropici, entriamo nel contesto

Procedendo verso nord e verso sud, al di là dei tropici, entriamo nel contesto delle regioni a clima temperato, che costituiscono le maggiori zone agricole del mondo. Il primo clima è quello dei paesi del bacino mediterraneo, la più fragile delle strutture agrarie temperate. Le regioni affacciate su questo mare intercontinentale dal basso interscambio con le acque delle grandi distese oceaniche, pur nella loro diversità, sono sempre state caratterizzate da coltivazioni con molti caratteri comuni.

 Il clima mediterraneo (lungo periodo estivo caldo e assenza di piogge), ha favorito

Il clima mediterraneo (lungo periodo estivo caldo e assenza di piogge), ha favorito la produzione di ortofrutta nelle aree esterne e di cereali nelle zone interne, diffondendo consumi e abitudini simili: ha inoltre reso necessari analoghi sistemi di difesa e contenimento delle pratiche agricole (orti giardino recintati con muretti a secco e siepi spinose, pozzi e piccole cisterne, attrezzi agricoli idonei a coltivazioni effettuate in spazi ridotti e spesso con forti pendenze e dislivelli).

Particolarmente interessanti sono i muretti a secco, costruzioni rurali remotissime: le terreno misto a

Particolarmente interessanti sono i muretti a secco, costruzioni rurali remotissime: le terreno misto a roccia (tufo per quelli mediterranei) i contadini mettevano da parte tutti i sassi che trovavano tra le zolle e li ammucchiavano uno sull’altro con una tecnica efficace: costruivano cosi il recinto (a secco, non saldato), che aveva la proprietà di difendere il campo e anche gli animali domestici (dai lupi, ma non solo) e di far passare l’acqua in eccesso, drenandola

Il contadino otteneva un raccolto più sicuro a carattere familiare, ma inadatto a trasformarsi

Il contadino otteneva un raccolto più sicuro a carattere familiare, ma inadatto a trasformarsi in agricoltura più estesa: a concimazione, la lavorazione, il raccolto sono esclusivamente manuali e la produzione è contenuta: vengono a mancare i presupposti per la trasformazione in agricoltura commerciale di tipo moderno, ad alta intensità (ma spesso a scapito della qualità)

L’agricoltura mediterranea ha via perso il suo ruolo multifunzionale, producendo un evidente degrado ambientale,

L’agricoltura mediterranea ha via perso il suo ruolo multifunzionale, producendo un evidente degrado ambientale, l’erosione del suolo eccessivamente consumato e dissestato dal punto di vista idrogeologico, con le conseguenti perdite di biodiversità, desertificazione, inquinamento e uso dissipativo delle risorse. Dal canto loro, i cambiamenti climatici in atto aggravano la situazione, che rimane positiva solo in alcune aree di grande eccellenza: in Italia, le regioni Campania, Puglia e Sicilia

Passiamo alle condizioni delle regioni temperate a clima oceanico (versante atlantico dell’Europa, coste del

Passiamo alle condizioni delle regioni temperate a clima oceanico (versante atlantico dell’Europa, coste del Pacifico americano, cinese e giapponese, Cile meridionale e Nuova Zelanda), dove le temperature relativamente miti e l’umidità persistente generano le foreste di conifere e latifoglie e nelle zone argillo sabbiose più ventose, la brughiera.

 Nelle vaste aree interne pianeggianti americane ed euroasiatiche (includenti anche la nostra Pianura

Nelle vaste aree interne pianeggianti americane ed euroasiatiche (includenti anche la nostra Pianura Padana a sud e la parte meridionale della Penisola Scandinava a nord), le coltivazioni agricole prevalenti sono i cereali (primi in assoluto) fondamentali per l’alimentazione animale e per la conseguente produzione di carne bovina e suina, di pollame, uova e latte.

I cereali della zona temperata danno luogo ad un’intensa esportazione marittima: è soprattutto il

I cereali della zona temperata danno luogo ad un’intensa esportazione marittima: è soprattutto il continente americano (con i suoi svariati milioni di ettari coltivati a mais, e gli altrettanti coltivati a grano, orzo e altri cereali minori, e l’importante produzione di riso), a determinare un movimento mercantile e introiti pari al prodotto interno lordo di intere nazioni.

Ai cereali si aggiunge la produzione delle oleaginose (soia, ara chidi, lino, cotone), che

Ai cereali si aggiunge la produzione delle oleaginose (soia, ara chidi, lino, cotone), che hanno occupato il posto delle praterie nordamericane, regno un tempo dei bisonti. La soia costituisce la merce statunitense più venduta all’estero.

Secondo la Fondazione Veronesi la soia è tra le migliori fonti di proteine vegetali:

Secondo la Fondazione Veronesi la soia è tra le migliori fonti di proteine vegetali: non solo è un sostituto ideale di bistecche e salumi, ma riduce il colesterolo e aiuta nella prevenzione di alcuni tumori, ma i pareri sono contrastanti (OGM)

Alla produzione cerealicola U. S. A. fanno seguito quelle delle sterminate steppe russe e

Alla produzione cerealicola U. S. A. fanno seguito quelle delle sterminate steppe russe e delle estese pampas argentine, mentre le regioni temperate cinesi del Pacifico (Cina, le due Coree, Taiwan) vedono prevalere il riso e le più esigue aree temperate giapponesi abbinano al riso (che non ha una resa elevata) frumento, segale e patate.

Pampas e gauchos

Pampas e gauchos

Chiudiamo questa prima analisi con le regioni estreme, più prossime ai poli, che costituiscono

Chiudiamo questa prima analisi con le regioni estreme, più prossime ai poli, che costituiscono la poco produttiva fascia foresta boreale della tundra e della taiga, con forme di agricoltura rarefatta interessanti piccole aree fertili e vicine alle coste, che si associano a forme di pastorizia nomade e affiancano le arcaiche attività di caccia e pesca.

La tundra, dal lappone tunturia, tuntria “pianura senza alberi”

La tundra, dal lappone tunturia, tuntria “pianura senza alberi”

La taiga, foresta di conifere

La taiga, foresta di conifere

La scienza ci dice che è in corso un cambiamento climatico, che questo è

La scienza ci dice che è in corso un cambiamento climatico, che questo è causato dall’uomo e dalle sue azioni invasive, tese ad aumentare le rese produttive ogni oltre limite che in futuro alcune risorse e alcune regioni del pianeta potrebbero non essere più utilizzabili nei modi in cui siamo abituati e che per arrestare questo processo occorrono interventi drastici.

 Sindrome di Cassandra o verità?

Sindrome di Cassandra o verità?

 Il tema è tutto politico, perché ci sono numerose cause in gioco e

Il tema è tutto politico, perché ci sono numerose cause in gioco e gli effetti veri si vedranno in tempi lunghi e le azioni da fare sono costose e difficili: richiede accordi globali e nuove strategie energetiche per limitare le emissioni nazionali Il primo accordo internazionale (Parigi 2015) ha sortito pochi effetti

L’uomo, dal canto suo, ha cercato di sfruttarne gli aspetti positivi adattando le proprie

L’uomo, dal canto suo, ha cercato di sfruttarne gli aspetti positivi adattando le proprie abitudini di vita alle condizioni fisico biologiche locali e ai caratteri del clima; ha inoltre inventato tecniche volte a correggere o annullare i caratteri negativi del clima, per preservare i frutti del proprio lavoro agricolo.

Anche oggi l'uomo lotta correttamente contro le avversità climatiche non solo per difendere le

Anche oggi l'uomo lotta correttamente contro le avversità climatiche non solo per difendere le colture, ma anche i centri abitati e soprattutto le infrastrutture delle comunicazioni (porti, aeroporti ecc. ). Possiamo parlare in questi casi di 'mutamenti volontari del clima'. (Es. dissipazione delle nebbie negli aeroporti, gli interventi per ridurre producano chicchi di grandine piccole dimensioni, non dannosi alle colture, ecc. .

Ben più rilevante, “involontario” e preoccupante è il sempre più diffuso inquinamento atmosferico, proprio

Ben più rilevante, “involontario” e preoccupante è il sempre più diffuso inquinamento atmosferico, proprio del clima artificiale delle città e delle industrie, con emissioni di gas come anidride carbonica, l'ossido di carbonio, il metano, il protossido d'azoto, l'ossido nitroso e i clorofluorocarburi (CFC).

 Questi ultimi, che non esistevano in natura fino al 20° secolo, sono un

Questi ultimi, che non esistevano in natura fino al 20° secolo, sono un prodotto dell'industria chimica (si tratta dei gas usati nelle bombolette spray, nei frigoriferi, nei condizionatori d'aria ecc. ) e sono particolarmente pericolosi perché distruggono lo strato di ozono che è presente nella stratosfera e producono il cosiddetto effetto serra. Di alcuni tipi di CFC il consumo si è ridotto, di altri è aumentato e il buco dell’ozono cresce