Analisi Dante Alighieri Asia Belgiorno Ludovica Di Meco
Analisi Dante Alighieri Asia Belgiorno , Ludovica Di Meco, Caterina Giansante e Giorgia Palucci
Dante Alighieri, o Alighiero, è nato a Firenze tra il 22 maggio e il 13 giugno 1265 ed è morto a Ravenna, 14 settembre 1321. E’ stato un poeta, scrittore e politico italiano. Considerato, al pari di Francesco Petrarca, il padre della lingua italiana, è l'autore della Comedìa, divenuta celebre come Divina Commedia e universalmente considerata la più grande opera scritta in italiano e uno dei più grandi capolavori della letteratura mondiale.
Introduzione Amore e 'l cor gentil sono una cosa è un sonetto di Dante Alighieri, contenuto nel XX capitolo della Vita Nova. Fu composto in una data incerta tra il 1285 e il 1289, quindi prima della composizione dell'opera in cui è compresa. In esso si vuole dimostrare che solo un cuore gentile può esprimere vero amore, e dei due concetti si parla in termini d'identità.
PARAFRASI « Amore e 'l cor gentil sono una cosa, sì come il saggio in suo dittare pone, e così esser l'un sanza l'altro osa com'alma razional sanza ragione. Falli natura quand'è amorosa, Amor per sire e 'l cor per sua magione, dentro la qual dormendo si riposa tal volta poca e tal lunga stagione. Bieltate appare in saggia donna pui, che piace a li occhi sì, che dentro al core nasce un disio de la cosa piacente; e tanto dura talora in costui, che fa svegliar lo spirito d'Amore. E simil face in donna omo valente. » Amore e il cuore nobile sono una cosa sola, così come afferma il saggio nella sua poesia, e quindi l’uno senza l’altro non può esistere come l’anima razionale [non esiste] senza la ragione. Li crea Natura quand’è predisposta all’innamoramento, Amore come il signore e il cuore come sua dimora, nella quale si riposa dormendo talvolta per poco tempo e talvolta più a lungo. Poi la bellezza di una donna nobile compare, che piace agli occhi così tanto, che nel cuore nasce un desiderio dell’oggetto del piacere; e [questo desiderio] dura tanto a lungo in costui, che lo spirito d’Amore lo risveglia. E lo stesso provoca in una donna un uomo nobile.
Analisi La prima quartina definisce da subito l’identità totale tra la facoltà di amare propria degli esseri umani e il possesso di un cuore “gentile”, capace cioè di provare e suscitare al tempo stesso l'emozione del sentimento amoroso. La seconda quartina spiega allora che la natura unisce da principio capacità di innamorarsi e anima ‘gentile’, poiché l’Amore (personificato al v. 6 in un "sire") risiede nella “magione” del cuore, risvegliandosi quando entra in scena una “saggia donna”. Il poeta identifica così precisamente le virtù della donna, la cui bellezza esteriore è intimamente collegata con le sue qualità etiche e morali. Il “disio”, cioè il desiderio amoroso, non può che nascere, nell’ottica di Dante, solo dalla compresenza di queste qualità; lo strumento principale della comunicazione tra i due amanti sarà sempre quello tipico degli “occhi”, richiamati al v. 10. In più l’amore ha altre due qualità: non può che essere un legame duraturo e non può che suscitare, una volta nato in uno dei due amanti, un analogo desiderio nell’altro individuo. Il registro è elevato e lo stile è caratterizzato dall’uso di ipotassi e polisindeto.
ANALISI DEL TESTO « Amore e 'l cor gentil sono una cosa, sì come il saggio in suo dittare pone, e così esser l'un sanza l'altro osa com'alma razional sanza ragione. Falli natura quand'è amorosa, Amor per sire e 'l cor per sua magione, dentro la qual dormendo si riposa tal volta poca e tal lunga stagione. Bieltate appare in saggia donna pui, che piace a li occhi sì, che dentro al core nasce un disio de la cosa piacente; e tanto dura talora in costui, che fa svegliar lo spirito d'Amore. E simil face in donna omo valente. » Nomi: amore, cor, cosa, saggio, alma, ragione, natura, magione, sire, stagione, bieltate, donna, occhi, disio, spirito, omo. Aggettivi: gentil, razional, amorosa, poca, lunga, saggia, piacente, valente, simil. Verbi: sono, dittare, osa, dormendo, appare, nasce, dura, svegliar.
METRICA « A/mo/re e 'l/ cor/ gen/til/ || so/no u/na/ co/sa, Sì/ co/me il /sag/gio in/ || suo/ dit/ta/re /po/ne, e /co/sì /es/ser /l'un/ || san/za/ l'al/tro o/sa com'al/ma/ ra/zio/nal || /san/za/ ra/gio/ne. A B B Fal/li/ na/tu/ra/ || quan/d'è/ a/mo/ro/sa, A/mor/ per /si/re e 'l /cor/ || per /sua/ ma/gio/ne, Den/tro/ la/ qual/ || dor/men/do /si/ ri/po/sa Tal/ vol/ta /po/ca|| e / tal/ lun/ga /sta/gio/ne. A B A Biel/ta/te ap/pa/re || in /sag/gia /don/na/ pui, C Che/ pia/ce a /li oc/chi /sì, || / che /den/tro al /co/re D Na/sce un/ di/sio/ || de/ la/ co/sa /pia/cen/te; E e /tan/to/ du/ra || /ta/lo/ra in/ co/stu/i, Che/ fa/ sve/gliar || /lo/ spi/ri/to /d'A/mo/re. E /si/mil /fa/ce in /don/na || o/mo/ va/len/te. » E C D Sinalefi Dialefi Cesure Rime: ABAB (alternata) nelle prime due quartine; CDE (ripetuta) nelle due terzine finali.
LIVELLO FONICO « Amore e 'l cor gentil sono una cosa, sì come il saggio in suo dittare pone, e così esser l'un sanza l'altro osa com'alma razional sanza ragione. Falli natura quand'è amorosa, Amor per sire e 'l cor per sua magione, dentro la qual dormendo si riposa tal volta poca e tal lunga stagione. Bieltate appare in saggia donna pui, che piace a li occhi sì, che dentro al core nasce un disio de la cosa piacente; e tanto dura talora in costui, che fa svegliar lo spirito d'Amore. E simil face in donna omo valente. » Paranomasia Latinismo Allitterazione della R: oltre a conferire al testo musicalità e scorrevolezza, col suono liquido e vibrante rende l’atmosfera del componimento intensa, quasi solenne.
Figure retoriche « Amore e 'l cor gentil sono una cosa, sì come il saggio in suo dittare pone, e così esser l'un sanza l'altro osa com'alma razional sanza ragione. Falli natura quand'è amorosa, Amor per sire e 'l cor per sua magione, dentro la qual dormendo si riposa tal volta poca e tal lunga stagione. Bieltate appare in saggia donna pui, che piace a li occhi sì, che dentro al core nasce un disio de la cosa piacente; e tanto dura talora in costui, che fa svegliar lo spirito d'Amore. E simil face in donna omo valente. » Similitudine: l’autore paragona il modo in cui l’amore è collegato indissolubilmente alla gentilezza dell’anima al modo in cui la ragione è indispensabile per un’anima razionale. Metafora: di nuovo, Dante evidenzia il nesso tra l’amore e le buone qualità del carattere, associando a ciò l’immagine di un signore che riposa nel suo palazzo Personificazione: Dante personifica il sentimento dell’amore, trattandolo come uno spirito che si «risveglia» nell’anima all’apparire delle buone qualità morali.
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