Alda Merini Io sono certa che nulla pi






















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Alda Merini Io sono certa che nulla più soffocherà la mia rima, il silenzio l'ho tenuto chiuso per anni nella gola come una trappola da sacrificio, è quindi venuto il momento di cantare una esequie al passato daniela contrada – www. raccontidiscuola. it
Nasce a Milano, il 21 marzo 1931, da Nemo, assicuratore, e da Emilia Painelli, casalinga. Trascorre un’infanzia apparentemente normale, anche se, sensibile ed introversa, si sente poco compresa dai genitori. Dopo le elementari frequenta per tre anni gli studi di avviamento al lavoro. In seguito ai bombardamenti e alla distruzione della casa, lascia Milano e si trasferisce in Piemonte. Insieme ai fratelli è accudita per lunghi periodi dagli zii a Torino. Nell’ultimo anno di guerra termina le scuole di avviamento al lavoro, ma per ragioni familiari deve poi interrompere gli studi. A quindici anni lavora come segretaria presso uno studio notarile. Ma utilizza la macchina da scrivere dell’ufficio anche per scrivere i suoi versi. Grazie alla sua professoressa di italiano delle medie inizia a frequentare un circolo di intellettuali, dove incontra Giorgio Manganelli, a cui si lega sentimentalmente. La sua produzione poetica raccoglie stima e consensi. Nel 1950 pubblica le prime poesie in prestigiose riviste e antologie. Appaiono i primi segni della malattia e subisce il primo ricovero. A scatenare la crisi è il blocco dell’uscita del suo primo libro per mancanza di fondi, il problema è superato grazie ad una benefattrice. Nel 1953 esce la prima raccolta di versi, «La presenza di Orfeo» , che riceve grande consenso dalla critica. Conosce Ettore Carniti, un panettiere milanese con cui si sposa nel 1954. L’anno seguente nasce la prima figlia e pubblica altre due raccolte poetiche. Iniziano le difficoltà economiche, le liti violente con il marito, dal quale ha altre figlie, oi date in affido, le crisi e i continui ricoveri in manicomio. Gli internamenti durati quattordici anni si concludono nel 1978. Dopo la morte del marito sposa un anziano poeta di Taranto conosciuto in gioventù. Rimasta di nuovo vedova, torna a Milano, affronta molte difficoltà economiche e con fatica cerca di pubblicare le sue opere, fin quando non esplode il «caso Merini» e arriva la notorietà. Muore a Milano nel 2009.
Le principali raccolte «La Terra Santa» 1984 «Tu sei Pietro» 1961 «La presenza di Orfeo» 1953 «L’altra verità diario di una diversa» 1986 «Vuoto d’amore» 1991 «Poema della croce» 2004 «La volpe e il sipario» 2008
Poesia istintiva e spontanea Stile limpido e incisivo Tendenza narrativa Temi, stile, linguaggio Insoliti accostamenti di immagini Aspetti visionari Descrizione delle forti tensioni del proprio mondo interiore
A tutte le donne Fragile, opulenta donna, matrice del paradiso sei un granello di colpa Comprensione e analisi anche agli occhi di Dio v La donna è vista come un malgrado le tue sante guerre essere fragile e forte allo per l'emancipazione. stesso tempo, capace di Spaccarono la tua bellezza amare al di là delle e rimane uno scheletro d'amore avversità della vita. In che però grida ancora vendetta quali versi si evidenzia la e soltanto tu riesci fragilità e in quali la forza ancora a piangere, della donna? poi ti volgi e vedi ancora i tuoi figli, v Individua nel testo le poi ti volti e non sai ancora dire seguenti figure retoriche: e taci meravigliata anafora, enjambement, e allora diventi grande come la terra metafora e similitudine. e innalzi il tuo canto d’amore.
Una volta sognai di essere una tartaruga gigante con scheletro d’avorio che trascinava bimbi e piccini e alghe e rifiuti e fiori e tutti si aggrappavano a me, sulla mia scorza dura. Ero una tartaruga che barcollava sotto il peso dell’amore molto lenta a capire e svelta a benedire. Così, figli miei, una volta vi hanno buttato nell’acqua e voi vi siete aggrappati al mio guscio e io vi ho portati in salvo perché questa testuggine marina è la terra che vi salva dalla morte dell’acqua. Comprensione e analisi v Spiega i seguenti versi: «Ero una tartaruga che barcollava / sotto il peso dell’amore / molto lenta a capire / e svelta a benedire» . v A chi si rivolge Alda Merini nell’ultima strofa? v Individua il polisindeto presente nella poesia
La carne degli angeli Un punto è l'embrione un secolo di vita che ascolta l'universo la memoria del mondo fin dalla creazione. L'uomo che nascerà è un'eco del Signore e sente palpitare in sé tutte le stelle. Comprensione e analisi v La poesia esalta l'uomo come essere unico ed irripetibile, creato da Dio a sua immagine e somiglianza, egli racchiude in sé "un secolo di vita", in quanto già prima di nascere era nella mente del Creatore. L’uomo, come emanazione divina, percepisce dentro di sé la vita dell’intero universo. v Individua e spiega le seguenti figure retoriche presenti nella poesia: enjambement e metafora.
L’uccello di fuoco della mia mente malata, questo passero grigio che abita nel profondo e col suo pigolio sempre mi fa tremare perché pare indifeso, bisognoso d’amore, qualche volta ha una voce così tenera e nuova che sotto il suo trionfo detto la poesia. Comprensione e analisi v Alda Merini descrive il malessere che si annida nel profondo del suo animo e nasce da un inappagato bisogno d'amore, come lo raffigura? v L’ispirazione poetica di Alda Merini nasce dalla sua sofferenza psichica? v Sono presenti enjambement nella poesia?
Il manicomio è una grande cassa di risonanza e il delirio diventa eco l’anonimità misura il manicomio è il monte Sinai, maledetto, su cui tu ricevi le tavole di una legge agli uomini sconosciuta. (da Vuoto d’amore, Einaudi) Comprensione e analisi v L’ospedale psichiatrico viene indicato con una espressione metaforica, quale? Perché nel manicomio l’anonimato diventa una misura di comportamento, cosa si intende con il termine «anonimità» ? v Individua gli enjambement.
Le mie impronte digitali prese in manicomio hanno perseguitato le mie mani come un rantolo che salisse la vena della vita, quelle impronte digitali dannate sono state registrate in cielo e vibrano assieme ahimè alle stelle dell'Orsa Maggiore. Comprensione e analisi v La drammatica esperienza dell’ospedale psichiatrico, che ha segnato dolorosamente la vita viene espressa … v Individua gli enjambement.
Canzone d’amore Era l’amor mio smile a una lotta di cavalli, era così fervente nel dolore da parere persino indemoniato. Era l’amor mio qualche cosa che dista dalla fede anni luce e d’abbandono ea un amore che tanto ho sospirato. Era l’amor mio un cammino francescano e bugiardo perché la scrittura era irta di sguardi. Era l’amor mio la foresta della mia pena d’amore, era la greppia delle mie paure era il sole d’agosto ed era inverno, era l’amore mio quasi l’inferno. (da Ipotenusa d’amore) Comprensione e analisi v Individua le espressioni metaforiche utilizzate dall’autrice per rappresentare gli aspetti contrastanti del suo amore v Individua anafore, rime e assonanze
Io come voi sono stata sorpresa mentre rubavo la vita, buttata fuori dal mio desiderio d'amore. Io come voi non sono stata ascoltata e ho visto le sbarre del silenzio crescermi intorno e strapparmi i capelli. Comprensione e analisi v L’espressione «rubare la vita» a cosa si riferisce? Cosa rappresentano le sbarre del silenzio? Quale esperienza rievoca Alda Merini in questi versi? v Individua le seguenti figure retoriche presenti nella poesia: anafora, enjambement e similitudine.
Canto alla Luna La luna geme sui fondali del mare, o Dio quanta morta paura di queste siepi terrene, o quanti sguardi attoniti che salgono dal buio a ghermirti nell'anima ferita. La luna grava su tutto il nostro io e anche quando sei prossima alla fine senti odore di luna sempre sui cespugli martoriati dai mantici dalle parodie del destino. Io sono nata zingara, non ho posto fisso nel mondo, ma forse al chiaro di luna mi fermerò il tuo momento, quanto basti per darti un unico bacio d'amore. La poesia è contenuta nella raccolta "Vuoto d'amore", pubblicata nel 1991 da Einaudi. Sulla scia di grandi poeti del passato, come Leopardi, anche Alda Merini dedica questi versi alla luna. Tuttavia, il tono della poesia rimane sempre autobiografico, e la magica visione della luna lascia il passo ai turbamenti della poetessa. Nelle sue parole la luna diventa un elemento fisso, un punto di riferimento anche per un animo zingaro come quello della poetessa si ferma a contemplarla
I poeti lavorano di notte quando il tempo non urge su di loro, quando tace il rumore della folla e termina il linciaggio delle ore. I poeti lavorano nel buio come falchi notturni od usignoli dal dolcissimo canto e temono di offendere Iddio. Ma i poeti, nel loro silenzio fanno ben più rumore di una dorata cupola di stelle. Comprensione e analisi v Cosa impedisce il lavoro del poeta di giorno? Secondo Alda Merini il lavoro del poeta è utile? Quale idea suggerisce il paragone tra i poeti e gli uccelli? v Individua e spiega le seguenti figure retoriche presenti nella poesia: anafora, metafora, ossimoro e similitudine.
Per approfondire … • http: //www. aldamerin i. it/ • http: //online. scuola. z anichelli. it/testiescen ari/category/speciale -alda-merini/
Alda Merini nasce a … a) Milano b) Genova c) Bologna trascorre parte dell’infanzia a … a) Trieste b) Trento c) Torino
Alda Merini ha avuto quattro figli e due mariti VERO o FALSO?
Come si intitola la prima raccolta poetica di Alda Merini pubblicata? «La presenza di Orfeo»
Quale delle affermazioni riportate è corretta? A. Nelle opere di Alda Merini domina il tema dei problemi di coppia. B. Nelle opere di Alda Merini domina il tema della natura. C. Nelle opere di Alda Merini domina il tema della sofferenza psichica. D. Nelle opere di Alda Merini domina il tema della passione amorosa. E. Nelle opere di Alda Merini domina il tema della solitudine.
La poesia di Alda Merini rispecchia qualche vicenda autobiografica? Nelle poesie di Alda Merini è frequente il ricorso a visioni, immagini oniriche e accostamenti insoliti? Il linguaggio utilizzato è oscuro e di difficile comprensione?
Collega i temi delle poesie ai rispettivi titoli L’amore «Una volta sognai» La follia «La carne degli angeli» La vita «Canzone d'amore» La donna «L'uccello di fuoco» I migranti «A tutte le donne» daniela contrada – www. raccontidiscuola. it
A volte Dio uccide gli amanti perché non vuole essere superato in amore…