4 LA SCUOLA SOVIETICA DEL MONTAGGIO Storia e

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4. LA SCUOLA SOVIETICA DEL MONTAGGIO Storia e critica del cinema, A-L, L. Marmo

4. LA SCUOLA SOVIETICA DEL MONTAGGIO Storia e critica del cinema, A-L, L. Marmo

UNA DOPPIA RIVOLUZIONE Febbraio 1917: lo zar Nicola II viene deposto, il potere nelle

UNA DOPPIA RIVOLUZIONE Febbraio 1917: lo zar Nicola II viene deposto, il potere nelle mani di un governo provvisorio, con a capo il partito riformista (menscevichi) Ottobre 1917: il partito radicale dei bolscevichi, capeggiato da Lenin, prende il potere. Nasce l’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche.

I MOVIMENTI ARTISTICI SULLA SCENA • Il dibattito artistico è dominato da due grandi

I MOVIMENTI ARTISTICI SULLA SCENA • Il dibattito artistico è dominato da due grandi movimenti, IL CUBO-FUTURISMO, che propugna un attacco frontale contro l’accademia, e il SUPREMATISMO, che proponeva una ricerca di tipo più astratto e geometrico (Malevic) • Con l’instaurarsi del potere bolscevico, intorno al 1920 si fa largo un altro movimento artistico attorno al nuovo ordine, il COSTRUTTIVISMO

LA SCUOLA SOVIETICA DEL MONTAGGIO: LEV KULESOV Prima scenografo, poi regista e insegnante alla

LA SCUOLA SOVIETICA DEL MONTAGGIO: LEV KULESOV Prima scenografo, poi regista e insegnante alla VGIK, avvia una serie di esperimenti, sulla base di materiali di repertorio, che dimostrano la centralità del montaggio, considerato base estetica del film. Il modello è quello del cinema classico hollywoodiano Molti tra i registi degli anni Venti si ricollegheranno a questa lezione. Tra questi Ejzenštejn, suo allievo. Con il cosiddetto esperimento di Kulešov, realizzato a partire da tre primi piani identici di Mozžuchin e tre diverse inquadrature, dimostra come il senso ultimo del film derivi dal montaggio e venga aggiunto dallo spettatore. #L'effetto Kulesov spiegato da Hitchcock

S. M. EJZENŠTEJN (1898 -1948) DALLA DRAMMATURGIA TRADIZIONALE AL MONTAGGIO DELLE ATTRAZIONI le attrazioni

S. M. EJZENŠTEJN (1898 -1948) DALLA DRAMMATURGIA TRADIZIONALE AL MONTAGGIO DELLE ATTRAZIONI le attrazioni non vanno più inserite all’interno di una struttura convenzionale, ma coordinate in un LIBERO MONTAGGIO in grado di indurre nello spettatore un preciso stato d’animo, finalizzato alla ricezione di un messaggio ideologico. I principi dell’estetica tradizionale (coerenza, verosimiglianza, equilibrio) vanno sostituiti con l’unico principio dell’EFFICIENZA.

I FILM: SCIOPERO (1925) • in origine concepito come quinto film di una serie

I FILM: SCIOPERO (1925) • in origine concepito come quinto film di una serie di 7 sulla storia del movimento operaio in Russia • firmato da Ejzenstejn, il film è realizzato insieme agli attori del Teatro del Proletkul’t secondo il principio del teatro epico (senza protagonisti) • racconta la storia di uno sciopero di fabbrica represso nel sangue dall’esercito, alleato dei padroni SOLUZIONI ESPRESSIVE FORTI: montaggio delle attrazioni (inserimento di scelte marcate che segnano una discontinuità, introduzione di un inserto non diegetico nel finale per colpire lo spettatore); recitazione eccentrica (casting basato su tipi fisici, recitazione anti-naturalistica e straniata)

I FILM: LA CORAZZATA POTËMKIN (1925) • Committenza propagandistica ed evoluzione del progetto: concepito

I FILM: LA CORAZZATA POTËMKIN (1925) • Committenza propagandistica ed evoluzione del progetto: concepito come film di una serie di due sulla rivolta antizarista del 1905 • Presentato al Teatro Bolscioi nel dicembre 1925; il successo arriva di sponda a quello di Berlino nel 1926 • Struttura drammaturgica in cinque atti, approccio epico temperato dalla presenza di un eroe-martire (Vakulinciuk)

I FILM: OTTOBRE (1928) • Film celebrativo del decennale della rivoluzione bolscevica • Il

I FILM: OTTOBRE (1928) • Film celebrativo del decennale della rivoluzione bolscevica • Il montaggio delle attrazioni raggiunge la sua forma più compiuta, specialmente nelle sequenze che riguardano la tentazione al potere assoluto di Kerenski e la rivolta filomonarchica del generale Kornilov

LA CORAZZATA POTËMKIN (1925): LO STILE • REGIA MENO ‘ATTRAZIONALE’ E PIU’ FUNZIONALE. uso

LA CORAZZATA POTËMKIN (1925): LO STILE • REGIA MENO ‘ATTRAZIONALE’ E PIU’ FUNZIONALE. uso limitato movimenti di mdp, lavoro concentrato sulla composizione dell’inquadratura (a volte con profondità di campo) e sul montaggio; attenzione ai dettagli (l’occhialino del dottore, i vermi nella carne, i pugni dei rivoltosi davanti al cadavere di Vakulinciuk); notevole raffinatezza fotografica (controluce, effetti di tramonto e alba); angolazioni dall’alto/basso • MONTAGGIO BASATO SUL CONFLITTO DINAMICO. superamento del “montaggio delle attrazioni”; costruito sul principio del conflitto dinamico fra inquadrature (discontinuità ottenuta realizzando montaggio analitico e contiguo con soluzioni diverse, meno codificate); overlapping editing (ripetizione stessa azione con più inquadrature, es. operaio con scodella); montaggio alternato; montaggio ellittico (tagli sensibili), montaggio discontinuo (jump cuts), contrasto grafico, contrasto cromatico/volumetrico • LE SOLUZIONI PIU’ MARCATE SUL PIANO REGIA/MONTAGGIO NELLA SEQUENZA DELLA SCALINATA DI ODESSA

LA SCUOLA SOVIETICA DEL MONTAGGIO: DZIGA VERTOV Dziga Vertov (ps. di Denis Arcad’evič Kaufman,

LA SCUOLA SOVIETICA DEL MONTAGGIO: DZIGA VERTOV Dziga Vertov (ps. di Denis Arcad’evič Kaufman, 18961954), arriva al cinema durante la guerra come cineoperatore di attualità, con alle spalle studi di musica, letteratura e medicina Realizza prima cinegiornali e poi, lavorando su materiali di repertorio, film di montaggio, appoggiandosi a una cellula di kinoki che comprende il fratello Michail (operatore) e la moglie Elisaveta (montatrice)

L’UOMO CON LA MACCHINA DA PRESA (1929) Didascalia iniziale: L’uomo con la macchina da

L’UOMO CON LA MACCHINA DA PRESA (1929) Didascalia iniziale: L’uomo con la macchina da presa, registrazione su sei rulli. Si fa presente agli spettatori che questo film è un esperimento di trascrizione cinematografica dei fenomeni visibili, senza didascalie, senza scene, senza teatri di posa. Questo lavoro sperimentale ha per fine la creazione di un linguaggio cinematografico assoluto, autenticamente internazionale, sulla base di una piena separazione dal linguaggio della letteratura e del teatro